La Nissan Maxima è un'autovettura prodotta dalla casa automobilistica giapponese Nissan dal 1980 al Luglio 2023.
Prima generazione (1980-1984)
La denominazione Maxima è stata introdotta per la prima volta sulla Datsun 810 di seconda generazione (codice progetto G910) che venne presentata per il mercato americano nel 1980 come Model Year 1981. Nello specifico Maxima identificava l'allestimento di punta della 810, mentre quello base era denominato DeLuxe. La Datsun 810 era essenzialmente la versione per il mercato nordamericano della Datsun Bluebird (910) giapponese a trazione posteriore ampiamente modificata con il cofano e il vano motore allungato di 99 mm per ospitare motori sei cilindri in linea. Questo modello ha sostituito la Datsun 810 (prima generazione). La produzione avveniva nello stabilimento Nissan di Oppama.
La vettura era disponibile in due varianti di carrozzeria: berlina quattro porte e station wagon. Le berline avevano sospensioni posteriori indipendenti e quattro freni a disco mentre la station wagon aveva un assale posteriore rigido con molle a balestra e freni posteriori a tamburo.
La 810 Deluxe era dotata di un cambio manuale a cinque rapporti mentre la 810 Maxima era disponibile solo con un automatico Jatco a quattro rapporti. Il motore era il 2,4 litri benzina L24E sei cilindri in linea che già montava la precedente Datsun 810 ma con potenza aumentata a 120 CV (89 kW) e con più coppia disponibile a un regime inferiore. Il secondo motore disponibile era un sei cilindri in linea diesel aspirato LD28 OHC da 2,8 litri erogante 91 CV abbinato ad un cambio manuale a cinque velocità o automatico a quattro velocità con overdrive.
Nel 1981 venne introdotto il Model Year 1982 e la denominazione Datsun 810 venne abbandonata in favore di Datsun Maxima.
La Maxima presentava un sistema di avviso vocale basato sul fonografo. I modelli 1981 possedevano l'avviso di spegnimento delle luci mentre dal 1982 venne implementato avvisando il guidatore anche delle portiere aperte, chiave inserita, baule aperto ecc.
Nel 1983 il marchio Datsun viene ritirato dagli Stati Uniti e tutta la gamma, compresa la Maxima, adottò il marchio Nissan.
Seconda generazione (1984-1988)
Il 17 ottobre 1984 fu introdotta sul mercato americano la seconda generazione e tale vettura è anche la prima della serie Maxima basata su un telaio a trazione anteriore in quanto è strettamente imparentata con la Nissan Bluebird (U11). La Maxima debuttò come Model Year 1985 ed era disponibile in Nord America con il nuovo motore V6 benzina VG30E da 3,0 litri erogante 157 CV (117 kW) abbinato al cambio automatico a quattro marce o manuale a cinque marce. Due erano le carrozzeria: berlina quattro porte e wagon.
La berlina era più lunga e raggiungeva una lunghezza di 4,694 metri mentre la station wagon aveva una lunghezza di 4,610 metri per via dei paraurti posteriori specifici. L'abitacolo della wagon inoltre era più ampio e sviluppato in altezza. La berlina era alta 1, 389 metri mentre la wagon era alta 1,410 metri.
Alla fine del 1986 venne introdotta la Maxima Model Year 1987 oggetto di un lieve restyling estetico che portò al debutto lievi modifiche alla calandra e alle dotazioni. Vennero introdotte le cinture di sicurezza in grado di spostarsi automaticamente sul montante anteriore (per facilitare la presa) e venne introdotta anche il sistema keyless a distanza con un pannello sulla porta del guidatore che permetteva di azionare senza la chiave inserita tutti i comandi per vetri elettrici, serrature, antenna, regolazione sedili elettrici, apertura del bagagliaio, sistema di avviso vocale. Sulla berlina era disponibile anche una strumentazione digitale con computer di bordo e un tetto apribile elettrico opzionale (il tetto apribile era di serie sulle station wagon).
Nel 1988 venne introdotto il Sonar Suspension System, che, in sostituzione del computer di bordo offriva un radar che utilizzava le onde sonar per monitorare le condizioni della strada e regolare le sospensioni per garantire maggior comfort di guida.
Nissan Bluebird Maxima (Giappone)
Gli esemplari venduti in Giappone erano ribattezzati Nissan Bluebird Maxima e solo per il mercato locale era proposta la carrozzeria del tipo hatdtop sedan con quattro porte ma priva di montante centrale. La lunghezza era la stessa della berlina nordamericana. Il motore era un più piccolo 2,0 litri benzina disponibile in versione aspirata (sigla VG20E) DOHC 12 valvole da 116 CV (85 kW) erogante 161 Nm a 3.600 giri/min. Oltre all'aspirato era disponibile la versione turbo VG20ET 12 valvole che eroga 170 CV (125 kW) e una coppia massima di 216 Nm a 4.000 giri/min. Il cambio per entrambi i motori era manuale a cinque marce o automatico a quattro marce.
Terza generazione (1988-1994)
La terza generazione debutta il 24 ottobre 1988 come Model Year 1989 ed è nota con il codice progettuale J30. Basata su una nuova piattaforma a trazione anteriore la terza serie possiede una lunghezza pari a 4,765 metri con un passo allungato fino a 2,649 metri e sul mercato nordamericano venne classificata come vettura "mid size". Esteticamente la vettura introduceva un nuovo design più aerodinamico (con un CX pari a 0,32) e con forme morbide e la vettura venne pubblicizzata dalla Nissan come "4DSC" (acronimo di 4-Door Sport Car ovvero "auto sportiva a quattro porte").
Venne commercializzata brevemente anche in Giappone presso la rete di vendita Nissan Bluebird Store andando a sostituendo la berlina Nissan Leopard. La gamma motori era composta dal propulsore V6 3,0 litri VG30E benzina erogante 160 CV abbinato ad un cambio manuale a cinque rapporti o automatico Jatco a quattro rapporti, mentre all’apice della gamma era disponibile il 3.0 VG30E da 190 CV con entrambe le trasmissioni. La dotazione di accessori comprendeva una versione evoluta del Super Sonic Suspension e del sistema keyless con un nuovo pannello nella portiera che permetteva di comandare apertura dei vetri e del tettuccio, regolazione dei sedili e svariate altre funzioni automatizzate senza la chiave inserita. Inoltre venne introdotto l'heads up display, una vera novità nell'industria automobilistica in quanto tale strumento proiettava un'immagine olografica della velocità del veicolo su un piccolo schermo nel parabrezza. L'ABS era proposto optional sui modelli base e di serie sui modelli top di gamma.
Sul mercato australiano la filiale locale Nissan iniziò ad importare la Maxima serie J30 nel maggio 1990 per sostituire la Nissan Skyline (R31) assemblate localmente. L'unico motore disponibile era il VG30E V6 da 3,0 litri con potenza di 164 CV (122 kW) abbinato al cambio automatico a quattro velocità.
Nell'agosto 1991 debutta un aggiornamento come Model Year 1992 e venne introdotta una nuova calandra dal design più moderno che ospita il marchio Nissan al centro mentre all'interno vennero introdotte plastiche di migliore qualità per la plancia e l’airbag per il guidatore. Tale versione rinnovata non venne offerta in Giappone a causa delle basse vendite.
In Europa venne importata a partire dal 1992 nelle due motorizzazioni 3,0 litri da 160 e 190 CV.
Quarta generazione (1994-1999)
A causa dello scoppio della bolla speculativa giapponese alla fine degli anni ottanta la Nissan fu costretta a sviluppare un unico progetto di grande berlina (sotto il codice A32) da vendere globalmente e all'inizio del 1990 partirono i lavori per la nuova vettura. Nel marzo 1991 viene già congelato lo stile mentre nel fine 1993 la quarta generazione di Maxima viene ultimata con l'allestimento delle ultimi robot per la linea produzione nello stabilimento di Oppama.
La presentazione al pubblico americano della quarta serie di Maxima avviene nel marzo del 1994 e le vendite partono dal mese di maggio come Model Year 1995. Questo modello diviene di estrema importanza per la casa giapponese in quanto da essa saranno ricavati anche altri modelli gemelli o che si differenzieranno solo per pochi particolari estetici e che andranno a sostituire le vecchie berline che erano prodotte solo per il mercato giapponese.
Sul mercato americano venne proposta in tre allestimenti, la base GXE, la variante sportiveggiante SE e la lussuosa GLE, con il nuovo motore 3,0 litri V6 benzina VQ30DE con distribuzione a 24 valvole e fasatura variabile erogante 190 CV (141 kW) e 278 Nm di coppia massima abbinato ad una trasmissione manuale a 5 rapporti oppure ad un automatico a 4 rapporti. Durante la fase progettuale vi fu una grossa attenzione al contenimento dei costi, infatti il pianale rimase lo stesso della vecchia serie, ma il passo venne allungato fino a 2,70 metri, la sospensioni anteriore rimase la stessa di tipo MacPherson mentre al retrotreno venne adottata una sospensione ad assale torcente più leggero ed economico. La carrozzeria possiede un coefficiente di resistenza aerodinamica pari a 0,31. In Canada tutti i modelli con cambio manuale presentano di serie il differenziale viscoso a slittamento limitato (assente nella versione per Stati Uniti).
Nell'ottobre del 1996 debutta in America un restyling come Model Year 1997 sviluppato presso il centro stile Nissan Design International, Inc in California e l'esterno della Maxima è stato aggiornato introducendo nuovi fari in plastica (con lenti trasparenti) rispetto ai precedenti fari in vetro, nuovi paraurti anteriori dalle forme più arrotondate, nuovi fanali posteriori ridisegnati, le lamiere del bagagliaio sono state levigata per interarsi meglio al nuovo design dei fanali posteriori, nuova calandra a listelli cromati sui modelli di punta (le versioni GLE). Tra le novità all'interno vi era un nuovo volante e un lettore CD. Vi furono anche modifiche strutturali per migliorare la resistenza agli urti e l'ABS (optional).
Nel fine 1997 vennero introdotti anche gli airbag laterali. Nel 1999 ha visto alcune modifiche minori: venne introdotto il controllo della trazione, antifurto immobilizer oltre ad alcune finiture minori della carrozzeria.
Il Maxima nordamericano del 1995 includeva un Bose Sound System sul GLE (opzionale sull'SE) che aveva un sistema audio a 6 altoparlanti, un sistema Clarion era anche un'opzione (non Bose). La quarta generazione Maxima è stata molto apprezzata per i suoi interni spaziosi e silenziosi.
Maxima QX (Europa)
Annunciata nel settembre 1994 la Maxima QX è la versione per il mercato europeo che venne presentata al Salone di Francoforte il 3 ottobre dello stesso anno. La Maxima QX nello specifico era la sorella gemella della Cefiro giapponese e della Infiniti I30 nordamericana e presentava rifiniture e allestimenti molto più ricchi rispetto alla Maxima americana nonché un design differente allineato alla restante produzione Nissan europea. La dotazione comprendeva doppio airbag frontale e pretensionatore per le cinture di sicurezza. La gamma motori era composta dal 2.0 V6 benzina VQ20DE da 140 cavalli e dal 3.0 V6 benzina VQ30DE da 193 cavalli.
Quinta generazione (1999-2004)
La quinta generazione viene identificata dal codice progettuale A33B, e come avvenuto nella quarta serie anche la quinta sarà proposta sul mercato giapponese come Nissan Cefiro, in Europa come Nissan Maxima QX e la divisione Infiniti la proporrà in una versione specifica denominata I30 ed I35 a seconda della motorizzazione.
La Maxima nordamericana viene presentata nel maggio 1999 come Model Year 2000. Il telaio di base non cambia ma viene solo allungato nel passo, il design invece è opera del cento stile Nissan californiano sotto la supervisione di Jerry Hirshberg in quanto l’intero progetto è destinato soprattutto al mercato nord americano per via degli elevati volumi di vendita.
Le sospensioni conservano lo stesso schema MacPherson all’anteriore e assale torcente al posteriore ma con l’aggiunta di una barra stabilizzatrice all’anteriore e una inedita di nuovo disegno al posteriore. L’intera scocca viene irrigidita del 10%. L'impianto frenante è a quattro dischi per tutte le versioni.