Figlio di Alessandro Ferretti, si laureò al Politecnico di Milano in Ingegneria Industriale ed Elettrotecnica nel 1910 e in ingegneria navale e meccanica alla Scuola navale superiore di Genova nel 1912. Arruolatosi nel Genio militare della Regia Marina, fu condirettore del cantiere di costruzione della nave da guerra Duilio, poi fu destinato al Regio Stabilimento delle Costruzioni Navali di Castellammare di Stabia. Nel 1917 fu assegnato all’arsenale di Taranto ove, promosso al grado di maggiore, rimase fino al 1921, prestando servizio, nel corso di alcuni periodi di imbarco, su diversi sommergibili. Alla fine del 1921, dopo un breve periodo di docenza all'Accademia navale di Livorno, fu trasferito al nuovo all'arsenale di Napoli, del quale fu direttore fino al 1926.

Nell’ambito della ricerca militare inventò dapprima un eiettore idraulico per lo scarico subacqueo dei gas di combustione, poi un dispositivo, da lui inizialmente chiamato "apparecchio Ferretti" e in seguito contraddistinto dalla sigla ML (iniziali del nome della moglie Maria Luisa): si trattava di una apparecchiatura costituita da un tubo che in posizione di lavoro era verticale. Esso, opportunamente carenato consentiva al sommergibile di passare in breve tempo, con il semplice azionamento dei timoni, dall'assetto di "affioramento forzato" - in cui navigava con il ponte di coperta a circa sotto il livello del mare ed era tenuto dai serbatoi opportunamente pieni d'acqua e grazie all'angolazione dei timoni di profondità - alla piena immersione. Dopo alcuni anni di sperimentazione, l'Apparecchio fu dismesso dalla Regia Marina; poi, trafugato a Monfalcone dai tedeschi durante l'occupazione, dal 1944 venne adottato come Schnorchel sui sottomarini tedeschi, in seguito dai sommergibili di tutte le Marine. Nel 1935-37 contribuì alla progettazione del "motore unico" a combustione per sommergibili e progettò il "minisommergibile tascabile" MSI veloce, poi preda bellica degli USA nel 1943. Nel 1942 ideò un nuovo motore a turbina per la navigazione subacquea. Nel 1943 ideò la prima turbina a gas per l'aeronautica, oggi esposta nel Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.

Nel 1929 progettò e costruì la funivia di MonteCassino, inaugurata nel 1930 e poi distrutta dagli eventi bellici, nella quale era applicato il sistema di frenatura automatica progressiva inventato dal padre Alessandro. Molti altri furono i suoi progetti di funivie, tra cui uno con vetture automotrici. Progettò anche uno speciale tipo di autostrada per montagna con pendenze del 50%.

Nel 1925 vinse il concorso per la cattedra di Meccanica Applicata alle Macchine nella facoltà di Ingegneria dell'università di Napoli dove insegnò fino alla pensione (1958) e fu direttore del Laboratorio Sperimentale dei Motori a Combustione Interna della Regia Scuola di Ingegneria di Napoli. Fu anche professore di Motori per Aeromobili al Politecnico di Napoli, professore incaricato nell'Accademia Aeronautica di Caserta e di Macchine Marine nell'Istituto Universitario Navale di Napoli.

Fu il fondatore e primo direttore dell'Istituto Nazionale dei Motori del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Napoli, inaugurato il 9/5/1940, in cui furono compiuti molti importanti studi su motori e combustibili, alcuni dei quali non pubblicati perché vincolati dal segreto militare.

Alcune pubblicazioni Sull'equilibramento di una motrice policilindrica a bordo, in Riv. marittima, XLVI (1913), pp. 17–29; XLVII (1914), pp. 253–61 Di un particolare comportamento del coefficiente d'attrito nei vari, ibid., XLVIII (1915) Problemi della tecnica delle funivie, in Annali d. R. Istituto sup. navale, II (1933), pp. 193–204 Problemi tecnici delle funivie, in Atti d. Soc. ital. per il progresso d. scienze, II (1934), pp. 431-433 Autostrada di montagna, ibid., pp. 392–395 Le turbine a gas di scarico, Napoli 1946 Misure meccaniche, ibid. 1946, 1947, 1966 Meccanica delle macchine, I-II, ibid. 1940, 1945, 1946, 1947, 1952, 1960

Collegamenti esterni Gino Galuppini, Lo Schnorchel italiano, Ufficio Storico della Marina Militare, 1986. Enrico Cernuschi, Il sottomarino italiano, Rivista marittima, aprile 1999.