LAmatori Wasken LodiDal 2014 la denominazione ufficiale della squadra è esattamente «Amatori Wasken Lodi», come riportato nel sito internet istituzionale della FISR e nelle varie edizioni della Guida ai campionati edita dalla Lega Nazionale Hockey (v. ). (IPA: .; Amatori Hockey Lodi dal 1965 al 1996, Hockey Amatori Sporting Lodi dal 1999 al 2014), meglio noto come Amatori Lodi, è una società italiana di hockey su pista con sede a Lodi. I suoi colori sociali, ispirati allo stemma cittadino, sono il giallo e il rosso.

Costituito nel 1965, il club sospese l'attività nel 1996 e venne rifondato tre anni più tardi da un nuovo sodalizio chepur non avendo legami formali con la vecchia compagine societariane raccolse di fatto l'eredità, rilevandone il settore giovanile e adottandone la denominazione. Nel 2014 l'associazione confluì nella polisportiva lodigiana Club Wasken Boys, nata nel 1952.; al nome della squadra fu aggiunta pertanto la parola «Wasken» (pronuncia: ), alterazione del termine dialettale «vàsco», traducibile come «forte», «abile», «sagace»..

Seppur tra alterne vicende, la formazione giallorossa è stata a lungo protagonista dell'hockey nazionale, aggiudicandosi quattro scudetti (1980-1981, 2016-2017, 2017-2018 e 2020-2021) nonché quattro Coppe Italia, due Supercoppe e una Coppa di Lega; a livello europeo ha conquistato una Coppa CERS (1986-1987) e una Coppa delle Coppe (1993-1994), disputando nel complesso sette finali di coppa e diventando l'unica squadra italiana ad aver raggiunto l'atto conclusivo di ciascuna delle quattro maggiori competizioni continentali per club.. La figura più rappresentativa nella storia della società è Aldo Belli, attaccante capace di realizzare più di reti in oltre vent'anni di carriera, il quale ha dato il proprio contributo pure come tecnico e dirigente, ricoprendo per alcune stagioni il doppio ruolo di atleta e allenatore; fra i giocatori che hanno vestito la maglia dell'Amatori Lodi si annovera anche il portoghese António Livramento, considerato uno degli hockeisti più talentuosi e carismatici di ogni epoca.

Seguito assiduamente da una tifoseria calorosa e appassionata, fra le più numerose in Europa nell'ambito delle discipline rotellistiche., il sodalizio giallorosso rappresentaper titoli vinti e coinvolgimento popolarela principale realtà sportiva della città di Lodi e del suo territorio., disponendo inoltre di un ampio settore giovanile che ha conseguito trofei e riconoscimenti su scala locale e nazionale..

Storia Le origini La prima formazione dell'Amatori Lodi

L'Amatori Hockey Lodi nacque nel 1965 per iniziativa di un gruppo di giovani appassionati di pattinaggio a rotelle e hockey su pista, coordinati dal cavalier Angelo Bajoni e dal professor Luigi Oliva; quest'ultimo fu prescelto quale presidente del nuovo sodalizio, che adottò il giallo e il rosso dello stemma cittadino come propri colori sociali. La squadra – iscrittasi al torneo regionale di Serie C, all'epoca il terzo e ultimo livello del campionato italiano – inizialmente si configurava come una sorta di succursale giovanile del più antico Hockey Club Lodi, che dal 1961 militava nella massima divisione nazionale con risultati incostanti. Il primo quintetto titolare dell'Amatori era composto dal portiere Giuseppe Asti, il quale aveva già maturato alcune esperienze nelle file dell'Hockey Club, e dagli esterni Paracchini, Postini, Carini e Viotti. L'attività agonistica di ambedue le compagini lodigiane si svolgeva presso la pista di pattinaggio all'aperto situata nel quartiere Revellino, a poca distanza dal ponte sull'Adda, che fu trasformata in arena coperta nel 1968 con il nome di PalaRiboni.

Trascorse alcune stagioni di apprendistato, la formazione giallorossa conseguì due promozioni consecutive, guadagnando l'accesso al campionato di Serie A nel 1969. Frattanto i bianconeri dell'Hockey Club Lodi – dopo avere raggiunto la finale dell'edizione inaugurale della Coppa Italia, persa contro il  – erano retrocessi in Serie B nel 1966, dando inizio a una lunga fase di declino: l'Amatori divenne dunque il principale sodalizio rotellistico della città.

Gli anni settanta

I primi due tornei di massima divisione disputati dai ragazzi lodigiani nel 1970 e nel 1971, entrambi conclusi con una differenza reti ampiamente negativa, videro i giallorossi classificarsi nell'ultima posizione utile a garantire la permanenza in categoria, seppur con un vantaggio rassicurante sulle inseguitrici. Il secondo anno di Serie A conobbe anche un avvicendamento alla conduzione del club: il fondatore Luigi Oliva lasciò il posto ad Aurelio Gasparini, che in seguito diventò noto tra i tifosi come «il Presidente» per antonomasia. Nelle stagioni successive – malgrado la nuova dirigenza avesse ingaggiato alcuni giocatori affermati, quali Gualtiero Bortolini, Sergio Franchi, Maurizio Righi e Franco Mora – la squadra stentò a migliorare, restando lontana dalle formazioni di vertice. Fece eccezione il campionato 1973, nel quale l'Amatori Lodi ottenne il 4º posto finale alle spalle di Novara, e ; i più accreditati biancorossi brianzoli, in particolare, per la seconda volta consecutiva uscirono sconfitti dal PalaRiboni con l'identico punteggio di 5-3. L'anno seguente fu invece più travagliato per i lodigiani: la formazione di Gasparini conseguì infatti la salvezza soltanto all'ultima giornata, in virtù del pareggio interno per 1-1 nello scontro diretto con il Centro Giovani Calciatori Viareggio. In quel periodo esordì il combattivo difensore Marino Severgnini, soprannominato «Hombre», che fu protagonista di una lunga carriera in giallorosso, diventando una "bandiera" del club al pari di Oliviero Dalceri; quest'ultimo fu il portiere titolare e il capitano della squadra per gran parte degli anni settanta, nonché uno dei primi esponenti dell'Amatori a essere convocato in nazionale con una certa continuità..

Una svolta significativa ebbe luogo nella primavera del 1976, a campionato in corso, quando il trentatreenne portoghese António Livramento – considerato uno degli atleti più forti e influenti nella storia dell'hockey – scelse la compagine laudense per compiere una nuova esperienza agonistica in Italia, dopo le due stagioni disputate con la maglia del Monza agli inizi del decennio; il giocatore lusitano guidò l'Amatori a un'insperata salvezza in rimonta, che creò le premesse per un'epoca più favorevole ai colori giallorossi.. La presenza di Livramento – oltre ad accrescere la reputazione della società nello scenario rotellistico nazionale – attirò infatti sponsorizzazioni e pubblico, contribuendo in misura considerevole a trasformare l'hockey su pista nella disciplina sportiva più popolare fra i lodigiani. L'anno successivo il portoghese fece ritorno temporaneamente a Lisbona, al fine di preparare nella maniera ottimale la rassegna europea ospitata dal suo paese; frattanto i lombardi chiusero all'8º posto un campionato equilibrato e incerto, nel quale debuttò in prima squadra l'attaccante quattordicenne Aldo Belli, già messosi in evidenza con prestazioni convincenti nelle competizioni giovanili e nel torneo riserve..

António Livramento rientrò a Lodi nel 1978 per un'ultima stagione di militanza con la casacca giallorossa. Pur vincendo entrambi i derby con il Monza, in Serie A l'Amatori non fece meglio della 5ª posizione, accusando uno svantaggio di 6 punti dal scudettato; in Coppa Italia, invece, Dalceri e compagni guadagnarono la finale, contendendo il trofeo all' dell'emergente Pino Marzella.. La gara d'andata, disputata in Puglia, vide i lodigiani portarsi sul doppio vantaggio grazie al portoghese e a Severgnini, per poi farsi raggiungere sul 2-2 nei minuti conclusivi della sfida; nella decisiva partita di ritorno, la formazione del presidente Gasparini si impose per 7-1 al PalaRiboni: una tripletta di Angelo Beltempo, una doppietta di Franchi, una rete di Belli e l'ultima segnatura in giallorosso di Livramento consegnarono all'Amatori Lodi il primo titolo della sua storia e la conseguente qualificazione in Coppa delle Coppe.

Nel 1979 la squadra laudense esordì dunque in ambito internazionale, debuttando nella seconda competizione europea per club con un pareggio interno per 4-4 contro i tedeschi dell', poi battuti per 2-0 al ritorno; i giallorossi superarono anche i francesi del , ma dovettero poi cedere il passo in semifinale ai lusitani dell', avviati al terzo successo consecutivo nella manifestazione. In campionato l'Amatori si classificò a metà graduatoria, infliggendo nuovamente una duplice sconfitta al Monza, mentre la Coppa Italia non fu disputata. Nel frattempo la società fu rilevata da Gianni Carminati, il quale ingaggiò il talentuoso attaccante veneto Giulio Fona, proveniente dal Novara..

Gli anni ottanta Nel giugno del 1980 si concluse la prima stagione hockeistica svoltasi a cavallo di due anni solari, sul modello del calcio e degli altri principali sport di squadra; sotto la conduzione tecnica dell'ex giocatore giallorosso Franco Mora, i lodigiani si erano ritrovati per la prima volta a lottare per lo scudetto, terminando il torneo di Serie A in 2ª posizione con 5 lunghezze di ritardo dai biancoverdi dell'AFP Giovinazzo.. In previsione dell'annata successiva, nella quale l'Amatori avrebbe dovuto prendere parte anche all'edizione inaugurale della Coppa CERS, la dirigenza rinforzò ulteriormente la squadra con l'estremo difensore della nazionale Francesco Fontana, che raggiunse a Lodi altri atleti quotati come Giancarlo Fantozzi e Fabio Rizzitelli; la coppia d'attacco formata da Aldo Belli e Giulio Fona completava l'organico insieme a Ettore Gasparini, Marino Severgnini, Ersilio Spiranelli, Rinaldo Uggeri e al secondo portiere Vittorio Gasparini, mentre l'incarico di allenatore fu affidato a Francesco Marchesini, noto per le sue approfondite conoscenze tattiche.

Le prime fasi del campionato 1980-1981 non arrisero ai lodigiani: dopo essere stati rimontati in casa sul 3-3 dalla Reggiana di Pino Marzella, il quale si era trasferito in Emilia per puntare al secondo titolo nazionale consecutivo, la compagine giallorossa subì un'inopinata sconfitta a Forte dei Marmi (4-2). I risultati avversi indussero il tecnico Marchesini a rassegnare le proprie dimissioni: al suo posto fu richiamato Mora, che debuttò con una larga affermazione sulla pista del Novara (9-2). Sospinto dalla vena realizzativa dei due attaccanti, l'Amatori Lodi inanellò poi cinque vittorie consecutive al termine del girone di andata, portandosi a un solo punto di distacco dalla Reggiana capolista; il secondo confronto diretto fra le due formazioni, disputato in occasione della prima giornata di ritorno, si concluse nuovamente in parità (2-2) grazie a una rete di Belli a pochi minuti dalla fine.. I giallorossi raggiunsero gli emiliani in vetta alla classifica dopo la partita seguente, per poi tornare subito in svantaggio e infine superare i rivali in virtù della vittoria interna per 4-3 sul Laverda Breganze, in cui il diciottenne lodigiano mise a segno una doppietta.. Frattanto le due squadre erano impegnate anche in Coppa CERS, dove furono entrambe eliminate in semifinale. Il duello si protrasse sino all'ultima giornata di Serie A: l'Amatori arrivò alla sfida decisiva, in programma a Gorizia contro la formazione locale, con una lunghezza di margine sui reggiani.. Davanti a oltre un migliaio di propri sostenitori giunti da Lodi, i giallorossi si imposero per 4-1 con marcature di Belli (doppietta), Fona e Fantozzi, assicurandosi così il loro primo scudetto.