Fondi è un comune italiano di abitanti della provincia di Latina nel Lazio.

Geografia fisica

Territorio

Il nucleo urbano di Fondi è situato nel sud della Provincia di Latina, a circa a sud di Latina e a metà strada tra Roma e Napoli. L'omonima piana si distende ai piedi dei Monti Ausoni e Aurunci, che la chiudono su tre lati, ed è aperta a sud verso il mar Tirreno. I rilievi circostanti, culminanti nel Monte delle Fate (1.090 m, detto anticamente Tifata, come un monte nei pressi di Capua) e nel monte Calvilli (1.102 m), alimentano le falde idriche della piana, che risulta ricchissima di acqua, come testimonia la presenza di oltre venti sorgenti e tre laghi. Tale abbondanza idrica ha reso necessarie periodiche opere di bonifica, che si conclusero solo nella prima metà del Novecento, per trasformare gradualmente il territorio paludoso in una fertile zona agricola.

Il lago di Fondi (ora compreso nell'area del Parco regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi), a forma di arco lunare con superficie di circa 3,8 km², rappresenta un esempio significativo di lago costiero. Infatti, grazie alla comunicazione con il mare tramite due canali, il Sant'Anastasia e il Canneto, le maree vi stabiliscono una costante alternanza di acque dolci e salate. Gli altri due laghi costieri presenti nella piana di Fondi prendono il nome di lago Lungo e lago San Puoto.

Clima Il clima fondano è prevalentemente marittimo, con estati calde e afose e inverni freddi e umidi. In questa città, dato che è protetta dai Monti Aurunci e Ausoni, il clima di solito è temperato e raramente ci sono precipitazioni di carattere nevoso.

Storia

Età antica Nata, secondo la leggenda, grazie ad Eracle l'eroe greco. In età preromana il territorio di Fondi era abitato dagli Aurunci e successivamente dai Volsci. Di questo periodo abbiamo pochissime informazioni: solo di recente è stato possibile individuare il sito della Fondi preromana, un piccolo insediamento d'altura fortificato con una imponente cinta di mura (in località Pianara).

Il primo riferimento storico alla città di FundiStrabone, Geografia, V, 3,6. risale al IV secolo a.C., quando essa ricevette, insieme a Formia, la cittadinanza romana senza diritto di voto (civitas sine suffragio: nel 338 a.C. secondo Tito Livio, nel 332 secondo Velleio Patercolo).

Pochi anni dopo, nel 330 a.C., l'aristocratico locale Vitruvio Vacco si alleò con Pipernum nella guerra contro il dominio romano, risultando sconfitto. I senatori della città, andando incontro al console Lucio Plauzio Vennone, lo convinsero dell'estraneità della città all'operato di Vacco, anche se il senato di Roma sospettò che si trattasse di un modo per far ricadere le colpe sui cittadini di più bassa estrazione. Vennero giustiziati i capi della rivolta e inviati in catene a Roma 350 uomini che ne avevano preso parte, Fondi rimase una prefettura romana.

L'importanza dell'area accrebbe notevolmente con il passaggio della Via Appia, iniziata dal 312 a.C. per collegare Roma a Capua, conquistata poco prima, e in seguito a Tarentum (III sec. a.C.) e Brundisium (190 a.C.).

Nel 188 a.C. ricevette la piena cittadinanza, passando a un governo retto da tre edili.

In epoca imperiale una parte del suo territorio era entrata a far parte del demanio imperiale, probabilmente a causa dei possedimenti della famiglia di Livia Drusilla, seconda moglie dell'imperatore Augusto e madre di Tiberio, nata a Fondi, come testimoniano un passo dello storico romano Svetonio e alcune epigrafi.

Nelle fonti antiche Fondi è menzionata per un'importante produzione vinicola comprendente il Fundanum e soprattutto il prestigioso Caecubum (da ager caecubum che denominava questa zona da Formia e Terracina) un vino rosso che fu esaltato in poesia da Orazio e Marziale, e descritto come uno dei migliori vini dell'epoca da Plinio il Vecchio.

La città era anche dotata di un anfiteatro situato poco fuori delle mura, a nord della porta che si apriva in direzione di Roma. Età medievale Ducato di Fondi

La funzione di Fondi come valido presidio ai confini del territorio romano fu ripresa in epoca medievale, quando la città, sede vescovile almeno dal V secolo e inquadrata in un importante patrimonium della Chiesa di Roma, venne formalmente donata nel 915 da papa Giovanni X all'ipato Giovanni, figlio di Docibile I fondatore del ducato di Gaeta. Per alcuni decenni la città fece parte del ducato gaetano, ma dal 984 fino al 1140 fu centro di un'entità indipendente, il ducato di Fondi, governato da un ramo cadetto dei Docibilidi, la famiglia dei duchi di Gaeta discendenti dall'ipato Docibile I. Da quel momento questa zona, oggi parte del Lazio meridionale, gravitò verso il Sud e nel 1130 fu annessa dai Normanni al Regnum Siciliae, poi Regno di Napoli, divenendo un'area di confine con lo Stato Pontificio fino all'Unità d'Italia.

Contea di Fondi

La contea di Fondi fu un'entità politica del Regno di Sicilia, creata intorno al 1142 dai Normanni, che la concessero alla famiglia Dell'Aquila, di origine normanna. Passò quindi per matrimonio (1299) ai Caetani, che ne fecero per circa due secoli la capitale dei loro feudi napoletani e l'arricchirono di monumenti e opere d'arte di grande pregio artistico. Nel 1378 Onorato I Caetani (1336-1400) ospitò nel suo palazzo di Fondi il conclave che elesse l'antipapa Clemente VII, in opposizione al legittimo pontefice Urbano VI (Scisma d'Occidente). Il saccheggio da parte dei turchi, guidati nel 1534 da Khayr al-Din detto il Barbarossa, provocò il declino della città.

Età moderna Agli inizi del Seicento un'epidemia di malaria, alimentata dall'estendersi delle aree paludose, colpì la zona riducendo in poco tempo la popolazione di Fondi da circa 2 000 unità a sole 332 persone e trasformando le campagne in lande deserte.

Fondi faceva parte della provincia di Terra di Lavoro del Regno di Napoli (poi Regno delle Due Sicilie), al confine con lo Stato Pontificio, dal 1806 e fino al 1861 fu capoluogo di Circondario nell'ambito del distretto di Gaeta.

Nel 1861 Fondi fu annessa al Regno di Sardegna (e poi Regno d'Italia). Pur dopo la soppressione del distretto di Gaeta, Fondi continuò a far parte del territorio della provincia di Terra di Lavoro come capoluogo di mandamento nell'ambito del circondario di Gaeta.

Nel 1927 il regime fascista, nell'ambito del riordino amministrativo che portò alla creazione delle regioni Lazio e Campania, soppresse la provincia di Terra di Lavoro, assegnando Fondi e la gran parte del circondario di Gaeta alla provincia di Frosinone, poi a quella di Roma.

Dal 1926 al 1937 il territorio fu interessato da imponenti lavori per debellare la malaria.

Nel 1934 fu istituita la provincia di Littoria, con capoluogo Littoria (oggi Latina), città simbolo delle bonifiche fasciste. La nuova provincia fu creata unendo all'Agro Pontino vero e proprio i territori di alcuni comuni campani della provincia di Caserta: Fondi, Monte San Biagio, Lenola, Campodimele, Itri, Sperlonga, Formia, Gaeta, Santi Cosma e Damiano, Minturno e Castelforte.

Tra il settembre 1943 e il maggio 1944 la città a causa dell'occupazione tedesca, in quanto terminale della Linea Gustav, fu oggetto di 59 bombardamenti che causarono la morte di 750 civili, di tre aviatori americani e un numero imprecisato di soldati tedeschi.

Il 18 maggio del 1944, e per le successive 50 ore, le truppe francesi-marocchine, a Fondi come in altri centri del basso Lazio, si resero colpevoli di migliaia di episodi di violenza sessuale e violenza fisica di massa, ai danni di migliaia di individui di tutte le età (ma soprattutto di donne), a cui ci si riferisce con il termine di marocchinate...

Simboli

Il gonfalone è costituito da un drappo di colore azzurro caricato al centro dello stemma comunale.

Onorificenze

Nel 1998 la città ha ricevuto la medaglia d'argento al valore civile.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa di San Pietro Apostolo. La facciata di questa chiesa risale al XIII secolo ma insiste su preesistenze romane. Ospita, tra l'altro, il sepolcro del conte Cristoforo Caetani (secolo XV), una cattedra vescovile marmorea e un pulpito con mosaici cosmateschi del XIII secolo. Vi sono inoltre conservati un'interessante croce lignea dipinta (secolo XI) e i trittici dell'Annunciazione di Cristoforo Scacco e della Maestà con san Pietro e san Paolo e con il conte Onorato II Caetani di Antoniazzo Romano. Chiesa di Santa Maria in Piazza, preceduta da un'ampia scalea che copre l'intera larghezza della facciata, è ornata da tre portali di cui quello centrale impreziosito da una lunetta sovrastata da un rosone. La chiesa, ricostruita ex novo dal conte Onorato II Caetani, è stata realizzata alla fine del Quattrocento con pianta a croce latina e a tre navate. Oltre agli altari rinascimentali, vi sono conservati un tabernacolo datato 1491 e la venerata statua lignea della Madonna del Cielo, opera di Aniello Stellato (1611). Il soffitto quattrocentesco a cassettoni, che ornava la navata centrale e il transetto, era opera di maestro Giacomo Pignetore. Abbazia di San Magno, riaperta nel 2007 dopo un lungo restauro, sita all'interno del parco naturale dei Monti Aurunci. Chiesa di Santa Maria del Soccorso Chiesa e convento di San Domenico Chiesa e convento di San Francesco d'Assisi Chiesa di San Martino Chiesa di San Paolo Apostolo Santuario della Madonna della Rocca Santuario della Madonna del Cielo Ex Convento e Chiesa di San Domenico (attualmente è adibita ad Auditorium Comunale) Chiostro di San Domenico (attualmente ospita la Chiesa di San Tommaso d'Aquino) Chiesa di S. Maria Vallumana (o Romana) Chiesa di San Magno e Madonna degli Angeli (secolo XX) Ruderi della chiesa di Sant'Angelo "del Peschio" Ruderi della chiesa di S. Vennitto (S. Benedetto) Ruderi della chiesa rupestre di S. Pancrazio (con adiacente grotta-romitorio) Ruderi della chiesa di S. Antonio Abate (secolo XIV) Ruderi della chiesa di San Rocco (XVI-XIX secolo), di patronato comunale, sui resti di un impianto termale romano annesso a una villa Resti della chiesa dell'Annunziata, vulgo S. Bartolomeo (secolo XIV), già di patronato comunale Chiesa della Regalità di Maria Santissima e San Pio X (sec. XX, contrada Salto Covino) Chiesa di San Raffaele Arcangelo e Maria Salute degli infermi (sec. XXI, contrada S. Raffaele) Chiesa di Sant'Antonio di Padova (sec. XX, contrada Querce) Monastero delle Benedettine Ex Chiesa di San Bartolomeo Chiesa di San Giovanni Gerosolimitano Ex Chiesa altomedievale del casale Mosillo Chiesa di Santa Maria Romana

Architetture civili

Centro storico. L'impianto del centro storico presenta il classico schema romano a due assi ortogonali (decumano e cardine), racchiuso in una cerchia quadrangolare di mura, di cui sono visibili ampi tratti in opus poligonale e in incertum, integrate da torri di epoca successiva. Il decumano principale coincide con il tratto urbano della via Appia, proveniente da Terracina e diretta a Itri, mentre l'antico foro è conservato dall'attuale piazza della Collegiata. Palazzo Caetani (o del Principe). Il Palazzo Caetani (o Palazzo del Principe), eretto nel XIV secolo e ristrutturato dal conte Onorato II tra il 1466 e il 1477, è opera di maestranze influenzate dallo stile dell'architetto catalano Matteo Forcimanya. I suoi portali, le finestre, il cortile e i loggiati costituiscono una interessante sintesi di elementi angioini, gotico-catalani e rinascimentali. "Casa degli spiriti" (sec. XVIII-XIX), sede del Museo ebraico. La Giudea, nel caratteristico quartiere storico dell'Olmo Perino, richiama la memoria di un'antica presenza ebraica che sembra risalire a epoche remote. Villa Cantarano Villa Placitelli Casale Mosillo e Marrocco, dove in fuga dalle leggi razziali trovarono riparo Alberto Moravia ed Elsa Morante

Architetture militari