Ruffano (Rufànu in dialetto salentino; Ρουφάνα, Rufàna in greco salentino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia. Si trova nel basso Salento, nel territorio delle serre salentine.

Geografia fisica

Territorio Il territorio del comune di Ruffano, che si estende per 38,82 km², è situato al centro del basso Salento. Il centro abitato sorge a 127 m s.l.m. sui modesti rilievi delle serre salentine caratterizzanti gran parte dell'intero territorio comunale che risulta compreso tra i 96 e i 179 m s.l.m. La Serra di Ruffano, ricca di vegetazione tipica della macchia mediterranea, ospita numerose grotte e anfratti naturali, alcuni dei quali abitati sin dall'età paleolitica e riconvertiti in luoghi di culto cristiano dai Basiliani.

Confina a nord con i comuni di Casarano e Supersano, a est con i comuni di Montesano Salentino e Miggiano, a sud-est con il comune di Specchia, a sud con il comune di Presicce-Acquarica, a sud-ovest con il comune di Taurisano, a ovest con il comune di Ugento.

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Clima Dal punto di vista meteorologico Ruffano rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +10,2 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +36,8 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 94 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisolahttp://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.

Classificazione climatica di Ruffano: Zona climatica: C Gradi giorno: 1362

Storia

Notizie certe sulla nascita del primo villaggio si possono avere a cominciare dalla caduta dell'Impero romano d'Occidente in poi, quando la Terra d'Otranto dovette subire, dal V all'XI secolo, un lungo periodo di guerre e distruzioni ad opera dei diversi popoli che si avvicendarono nella penisola salentina (Barbari, Saraceni, ecc.) Questo stato di soggezione e disagio durò anche sotto il Principato di Taranto, a cui Ruffano appartenne sino al 1463. In seguito divenne feudo dei Ruffa, dei Colonna, degli Antoglietta, dei Falconi, dei Filomarino, dei Brancaccio e, in ultimo, dei Ferrante che diedero notevole lustro e prestigio alla città.

Le ipotesi circa le origini del nome sono due: «…da un centurione di nome Ruffo il quale ebbe in sorte questa terra con l'occupazione romana del Salento»Cfr. A. De Bernart, Pagine di storia ruffanese, 1965, p. 7 e ss. oppure, secondo le ipotesi sostenute dal vescovo Giuseppe Ruotolo, dalla voce italica Rufus o Rubus o, più probabilmente, dal latino Rubis, per il fatto che questo luogo era pieno di rovi o anche di frutti.

Un'altra famiglia molto importante che ha vissuto a Ruffano è stata ed è la famiglia Castriota Scanderbeg ; Giorgio Castriota Scanderbeg omonimo del noto condottiero, mori nell'anno 1846, dopo aver ricoperto la carica di giudice della Gran Corte Criminale di Avellino e poi di Lecce. Dopo la morte del padre, Carlotta e i figli usarono spesso soggiornare a Taurisano, a sud di Lecce, dove la famiglia Lopez y Royo conservava vasti possedimenti. Dai contatti con la nobiltà locale, il 1870 derivò il matrimonio tra il primogenito di Giorgio e Carlotta, Alessandro, e Maria Mariglia, figlia di Cesare e di Marianna d'Amore, dei marchesi di Ugento e Principi di Ruffano. Fu a causa di questo matrimonio che Alessandro si trasferì appunto a Ruffano, abitando il cinquecentesco palazzo Mariglia, ristrutturato nel corso dell'Ottocento, e tuttora residenza della famiglia Castriota Scanderbeg. Figlio unigenito di Alessandro e Maria Mariglia fu un altro omonimo Giorgio Castriota Scanderbeg, battezzato in Ruffano il 13 dicembre 1871; ottenne per sé il privilegio, poi esteso agli altri membri familiari e alla servitù, di udir messa e potersi comunicare nella cappella privata del palazzo di Ruffano. Nel 1895 sposò Francesca Bottari, dei baroni di Paretalto, e nel quadriennio 1897 - 1900 ricoprì la carica di sindaco di Ruffano.

Simboli

Lo stemma è stato concesso assieme al gonfalone con decreto del presidente della Repubblica del 26 aprile 1991.

Esso raffigura tre collinette: quella centrale è fiammeggiante e su tutto campeggia una R maiuscola, iniziale del nome della cittadina, sormontata da una corona marchionale. I tre rilievi riprodotti simboleggiano le serre salentine, sulle cui pendici sorge Ruffano. La fiamma che si alza dalla collina centrale è simbolo di purificazione e di amore, immagine dello spirito e della trascendenza. Si dice che le tre colline rappresentino "La Serra" che unisce Ruffano con Supersano, la cittadina, e il Mucurune (in dialetto salentino).

Il gonfalone è un drappo di giallo.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa madre della Natività della Beata Maria Vergine

La chiesa matrice, dedicata alla Natività della Beata Maria Vergine, fu edificata tra il 1706 e il 1713 sul sito della vecchia chiesa di rito greco.

La sua edificazione si deve all'impulso religioso delle confraternite del SS. Rosario e del SS. Sacramento e al contributo corale del popolo. I lavori furono affidati ai mastri martanesi Ignazio e Valerio Margoleo. Nel 1716 fu edificata la sacrestia e nel 1725 la torre dell'orologio sulla porta secondaria.A croce latina, nella navata si aprono le cappelle dei sei altari barocchi finemente scolpiti in pietra leccese. Dal 1765 al 1776 il pittore ruffanese Saverio Lillo arricchisce le pareti della chiesa con le Virtù che inquadrano gli altari laterali; la tela ottagonale del transetto che raffigura la Natività di Maria; le grandi tele del presbiterio che raffigurano il Castigo di Core, Eliodoro scacciato dal tempio e la Regina di Saba; Sant'Antonio e miracolo della mula nel braccio destro del transetto; Gesù che scaccia i mercanti dal tempio nella controfacciata.

Entrando dalla porta maggiore, a sinistra è presente l'altare di Sant'Elia, eretto nel 1722 dal carmelitano Domenico Salvatore Cirillo, con al centro la statua lapidea del santo. Di fronte vi è l'altare del Crocefisso contenente la tela della Crocifissione, opera del Lillo del 1776. Segue sullo stesso lato l'altare della Misericordia realizzato nel 1722 dallo scultore Gaetano Carrone di Corigliano d'Otranto. Di fronte a quest'altare vi è quello della Madonna Immacolata del 1713. Segue l'altare di Sant'Antonio da Padova, fondato nel 1724 per devozione di Anna Basurto, principessa di Ruffano. Nella nicchia è la statua lignea del santo, mentre nel fastigio vi è il gruppo scultoreo della Madonna col Bambino che consegna un panetto a sant'Antonio. Di fronte a questo vi è l'altare del Carmine (o del Purgatorio), del 1722, di patronato della famiglia Mogavero.

Gli altari del transetto sono quelli del SS. Sacramento a destra e del SS. Rosario a sinistra, eretti per conto delle confraternite omonime. L'altare del SS. Sacramento, opera del Carrone, rappresenta il trionfo del barocco in quanto è il più ricco e fastoso della chiesa. Al centro risalta la tela dellUltima Cena. Di fronte vi è quello del SS. Rosario, più sobrio del precedente, nei motivi ornamentali, con al centro la statua lignea della Madonna del Rosario circondata dalle quindici formelle dei Misteri del Rosario del Lillo. L'antico altare maggiore, ora collocato in sacrestia, è stato sostituito nell'Ottocento. Quest'ultimo, in seguito agli ultimi lavori di restauro dell'edificio, è stato posizionato nella cappella del Santissimo. La chiesa conserva pregevoli opere lignee; il coro a ventinove stalli, il pulpito, il busto di San Matteo. Pregevole è la statua in lamina d'argento di Sant'Antonio da Padova'", eseguita dal napoletano Sebastiano Ajello nel 1791.

Negli ultimi restauri in sacrestia (1996) e nell'area sottostante la chiesa (2002) sono emerse le fondamenta di vecchie case (abbattute per la costruzione della nuova chiesa), le fosse di sepolture e tracce dell'antica chiesa tardo-quattrocentesca: aree che il visitatore può accedere da una scalinata. La cappella ipogea, al centro delle camere mortuarie, è stata realizzata nel corso degli ultimi lavori di restauro e manutenzione del tempio.

Nel braccio sinistro del transetto, nell'apposita cantoria, si trova l'organo a canne Ruffatti, del 1970, con consolle indipendente a pavimento. A trasmissione elettrica, ha due tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera concavo-radiale di 30.

Chiesa della Madonna del Carmine Il sito occupato dalla chiesa della Madonna del Carmine è da secoli un punto di riferimento religioso per la comunità locale, dapprima con la chiesa rupestre, in seguito con la chiesa di San Marco e infine con l'attuale edificio sacro. La chiesa rupestre, accessibile dalla navata, risale al XII secolo e costituì un importante luogo di culto bizantino. Scavata nella roccia e a forma circolare, conserva ancora tracce degli affreschi e di alcune sepolture ricavate nel piano di calpestio. Nel XVI secolo venne sovrapposta alla chiesa rupestre una costruzione sub divo dedicata a san Marco che, per circa due secoli, fu considerata la più importante del paese. In seguito al trasferimento della confraternita del Carmine nella seconda metà del XVII secolo, la chiesa venne presto abbattuta per fare posto nel 1713, all'attuale. Quest'ultima, accessibile attraverso un portale barocco, si presenta a navata unica e custodisce all'interno un altare maggiore in stile barocco e due pale ottocentesche poste sui due altari laterali (di cui una raffigurante la Morte di san Giuseppe, datata 1832 e firmata da Rachele Lillo, figlia di Saverio). Negli anni sessanta del secolo scorso fu sottoposta a numerosi lavori di ampliamento della struttura e di restauro delle opere in essa contenute. Attualmente è chiusa a causa del ritrovamento di un'altra cripta sottostante alla chiesa

Chiesa San Francesco e Convento dei Cappuccini

La chiesa di San Francesco d'Assisi, accorpata al convento dei Cappuccini, risale al 1621. Inizialmente dedicata a sant'Antonio di Padova, la chiesa presenta un'architettura estremamente semplice tipica delle costruzioni francescane. L'interno, a due navate comunicanti attraverso archi poggianti su grossi pilastri, presenta una copertura a vela e termina con il presbiterio delimitato da un grande arco trionfale dove campeggia lo stemma dell'ordine francescano. La chiesa è dotata di sette altari; il maggiore con tela del XVIII secolo raffigurante lAssunta e i laterali dedicati a sant'Antonio da Padova, al Sacro Cuore, al Crocefisso, a san Francesco d'Assisi, alla Porziuncola e a san Fedele. Oltre alle tele degli altari, sono presenti le tele dellAngelo Custode e di San Michele Arcangelo e dipinti seicenteschi, di scuola francescana, fra cui una Deposizione. Ai lati del presbiterio sono posizionate le statue lapidee di San Pietro e di San Paolo. Una cantoria sormonta la porta d'ingresso.

Chiesa Madonna del Buon Consiglio