Le congregazioni cattoliche sono istituzioni approvate dai vescovi o dai papi, che si sono create nel tempo a seconda dei bisogni o delle crisi che agitavano la Chiesa, ed esprimono l'evoluzione di quest’ultima. I novizi diventano monaci nel momento in cui accettano di impegnarsi per tutta la vita ai tre voti di obbedienza, castità e povertà.

Monaci e monache, religiosi e religiose vivono all’interno di una comunità la cui vita è organizzata da una regola. Per questo si ritiene che costituiscano, in senso ampio e alquanto impreciso, il clero regolare. Tuttavia, dal punto di vista del diritto canonico, monache e monache non possono far parte del clero e, in senso stretto, i monaci che non hanno ricevuto l'Ordine Sacro sono laici.Louis Bouyer, Le sens de la vie monastique, Parigi, Le Cerf, reed. 2008

Inizi: dal V al X secolo Fin dall'inizio del Cristianesimo, fu praticata l'ascesi come forma di sacrificio di sé cui seguì a partire dal terzo secolo la creazione delle prime comunità monastiche. San Pacomio è considerato il padre del cenobitismo o della vita comunitaria, che generalmente si oppone all'eremitismo o all'anacoresi. Pacomio riteneva infatti che la solitudine fosse pericolosa e foriera di disperazione.

Già nel 360 Martino di Tours fondò l'Abbazia di Saint-Martin de Ligugé, vicino a Poitiers. All'inizio del V secolo, san Giovanni Cassiano fondò l’Abbazia di San Vittore a Marsiglia e l’Abbazia di Lerino. Nel VI secolo, il monaco Colombano, missionario irlandese, riformò molti monasteri su richiesta del re merovingio Gontrano e fondò, tra gli altri, quello di Luxeuil (nel 590). In questa occasione scrisse le sue regole che insisteva su penitenze e mortificazioni, conosciuta nella stragrande maggioranza dei monasteri della Gallia.

L'ascesa del monachesimo benedettino

Quando Benedetto da Norcia fondò un monastero a Montecassino intorno al 529 , la regola di vita che elaborò intorno al 540 si sarebbe poi ampiamente diffusa in Europa. Il motto di San Benedetto Pax ("pace") fu trasmesso all'intero ordine benedettino. Sotto l'impulso di Carlo Magno, che chiese all'abate di Montecassino una copia della regola di san Benedetto, e di suo figlio Ludovico il Pio, gli imperatori carolingi si rivolsero a san Benedetto d'Aniane il quale scrisse la Concordia regularum, commento della regola benedettina in relazione a quelle di Basilio, Pacomio e Colombano. Nell'817, con il capitulare monasticum, redatto da Benedetto d'Aniane, Ludovico il Pio impose la Regola di San Benedetto a tutti i monasteri dell'impero.Pierre Riché in Le christianisme en Occident, vol IV, pp 697-698, Desclée, 1993.

‘’Ora et labora’’, preghiera e lavoro, sono le due attività del monaco. I monaci copiano gli antichi manoscritti negli scriptoria, sia sacri che profani. I monaci sono i protagonisti della Rinascita carolingia. Alcuino, abate di Saint-Martin de Tours, fu uno dei consiglieri più ascoltati da Carlo Magno.

Incmaro, monaco di Saint-Denis e poi arcivescovo di Reims è il grande teologo e meticoloso custode dell'ortodossia contro Scoto Eriugena, e colui che fece condannare papa Nicola I per le sue opinioni sul simbolismo eucaristico che portarono alla negazione della Presenza reale.Jean Chélini, Histoire religieuse de l'Occident médiéval, Paris, 1991, p.181..

LOrdo monachorum Nella società carolingia i monaci costituiscono un gruppo sociale (ordo) che riveste una funzione (officium o ministerium).J. Chelini, op. cit., p.169. I monasteri sono centri di produzione, diffusione e fruizione della cultura e dell'educazione: al loro interno sono istituite delle scuole monastiche. Alcuni genitori vi collocarono i propri figli ancora in tenera età, come oblati; l'esempio più famoso è quello di Incmaro, entrato a Saint-Denis da bambino. Le abbazie disponevano di beni significativi e la maggior parte dei monaci lavorava nei campi, fatto che permetteva loro di soddisfare i bisogni dei poveri e dei pellegrini di passaggio.P. R. Gaussin, Les Cohortes du Christ, 1985, p.13. Il Cartulario di Redon o il polittico di Irminone presso l’Abbazia di Saint-Germain-des-Prés testimoniano l’estensione di questi possedimenti. Il dominio di quest'ultima si estendeva per 33.000 ettari . Tali beni provengono da donazioni fatte alle abbazie per ottenere la preghiera di intercessione dei monaci.

Le monache furono obbligate a rispettare la clausura e le badesse iniziarono a non potersi più muovere se non con l'autorizzazione del vescovo. Il vescovo Crodegango di Metz dà ai suoi canonici una regola che è un compromesso tra la vita comune e le missioni pastorali.J. Chelin, ibid., p.172.

Le invasioni normanne, ungheresi e saracene del IX e del X secolo posero fine a gran parte dell’ordinamento allora conosciuto. Gli storici datanoYves-Marie Hilaire et coll., Histoire de la papauté, Paris, 2003, p.161. l’inizio della riforma gregoriana alla fondazione dell'Abbazia di Cluny ne IX secolo. Infatti, di fronte alla disintegrazione del potere reale e delle istituzioni carolinge nella Francia occidentale, Cluny provò a sfuggire alla dubbia autorità dei vescovi simoniaci e godete del privilegio pontificio dell'esenzione che la liberò dal potere del vescovo locale di porlo direttamente sotto l'autorità di Roma.

Con Abbone di Fleury, al concilio reale di Saint-Basle de Verz del 991, convocato per giudicare l'arcivescovo di Reims ed eleggerne il successore, fu eletto Gerberto d’Aurillac, con la totale estromissione di papa Giovanni XV. I monaci di Cluny e Gerberto si scontrarono con i vescovi che sostenevano la competenza esclusiva del Papa, affermando invece la competenza del concilio dei Galli per le decisioni in materia di titoli nobiliari e relative ai loro pari.D. Iogna-Prat, Entre anges et hommes : les moines doctrinaires de l'an Mil, in La France de l'an Mil, Parigi, pp. 245-263

La rinascita all'inizio del secondo millennio Alla ricerca di una vita prevalentemente contemplativa, Bruno di Colonia si ritirò nel 1084 con alcuni compagni nelle Prealpi settentrionali e fondò l'Ordine dei Certosini.

Alcuni anni dopo, nel 1098, alcuni benedettini fondarono l'Abbazia di Cîteaux per reagire all'opulenza di alcuni monasteri. San Bernardo giocò un ruolo chiave nella nascita dell'Ordine Cistercense: desideroso di osservare lo spirito della Regola di San Benedetto, la sua riforma reintrodusse il lavoro manuale e il rigore della povertà. Si assistette poi alla nascita dell’Ordine di Grandmont, dei Canonici regolari premostratensi, dei Gilbertini, dell’Ordine di Savigny e molti altri.

Il medesimo slancio riformatore portò alla comparsa degli ordini mendicanti, in particolare i Francescani intorno al 1210 e i Domenicani intorno al 1215, i quali optarono per una vita di povertà e di predicazione; fondarono i loro conventi nel cuore delle città per rimanere vicini ai fedeli. Personaggi di questo nuovo tipo di vita conventuale si fecero strada anche nelle università (Tommaso d'Aquino, Bonaventura). Grazie a questi Ordini Mendicanti, molti cristiani sono rimasti fedeli alla Chiesa.

Le riforme del XVI secolo Prima del Concilio di Trento Nel 1517 i Cappuccini emersero dall'ordine francescano , accentuando ulteriormente l'ideale di povertà di quest'ultimo.

Contemporaneamente, a Roma nel 1524, san Gaetano Thiene e mons. Pietro Carafa, futuro papa Paolo IV, fondarono un ordine di chierici regolari: i Teatini.

A poco a poco comparvero congregazioni specializzate in attività specifiche. Nel 1530, a Milano, Antonio Maria Zaccaria fondò l'ordine dei Chierici Regolari di San Paolo, altrimenti detti i Barnabiti, dediti all'istruzione.

I Somaschi, fondati nel 1532 a Somasca, nel nord Italia, da san Girolamo Emiliani, si dedicarono alla cura dei malati e all'educazione degli orfani.

San Giovanni di Dio, nel 1537 a Granada, gettò le basi dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, dedito alla cura dei poveri e dei malati.

La Compagnia di Gesù fu creata nel 1540 da Ignazio di Loyola e si occupò principalmente di attività missionaria e di insegnamento, formando così un ordine di chierici regolari.

Nel 1535 nacquero congregazioni femminili, tra cui le Orsoline, primo ordine insegnante femminile, sotto la guida di sant'Angela Merici.

Fondazioni e riforme dopo il Concilio di Trento

Congregazioni riformate Santa Teresa d'Avila riformò l'ordine femminile delle Carmelitane già nel 1562, seguita da san Giovanni della Croce, che nel 1568 riformò il ramo maschile del Carmelo, dando vita all'Ordine dei carmelitani scalzi.

L'ordine benedettino fu riformato a seguito della nascita della Congregazione dei Santi Vitone e Idulfo nel 1604 e poi della Congregazione di San Mauro nel 1621.

Nel 1664 l’abate Armand de Rancé riformò l’Ordine dei Cistercensi presso l'Abbazia di La Trappe.

Le fondamenta della riforma Nel 1575, a Roma, san Filippo Neri creò la Congregazione dell'Oratorio, una società di vita apostolica e una comunità di sacerdoti dedita all'educazione e alla predicazione.

I Camilliani, fondati nel 1584, si dedicarono alla cura dei malati.

L'Ordine degli Scolopi fu fondato a Roma nel 1597 da san Giuseppe Calasanzio, quale opera per l'educazione dei bambini poveri.

Nel XVII secolo le congregazioni femminili di insegnanti sperimentarono una vitalità senza precedenti. Nella Lorena, Pierre Fourier e Alix Le Clerc fondarono le Canonichesse di Sant'Agostino della Congregazione di Nostra Signora, e a Bordeaux Giovanna di Lestonnac fondò l’Ordine della Compagnia di Maria Nostra Signora.

A Lione, Charles Démia fondò le Suore di San Carlo, mentre Nicolas Barré creò a Rouen le Suore dell’Infante Gesù-Provvidenza di Rouen. Similmente, Nicolas Roland creò a Reims le Suore del Santo Bambino Gesù, le Suore di San Giuseppe e quelle dell'Istruzione Cristiana (a Puy), le Suore di Évron (nel dipartimento della Mayenne), le Suore della Carità e dell'Istruzione Cristiana (a Nevers), della Presentazione a Tours, le Suore di Ernemont ( a Rouen), le Suore ospedaliere di San Paolo a Chartres, le Scuole di Carità (a Nantes) e di san Paolo (a Tréguier).

Fu nel 1610, ad Annecy, che san Francesco di Sales e santa Giovanna di Chantal fondarono l'Ordine della Visitazione, un ordine femminile che unisce vita contemplativa ed educazione.

Nel 1611 il cardinale Pierre de Bérulle fondò a Parigi l’Oratorio di Francia, che condivideva le stesse finalità degli Oratoriani di san Filippo Neri.

Nel 1625 san Vincenzo de' Paoli fondò a Parigi la Congregazione della missione (Lazzaristi). Nel 1633 santa Luisa di Marillac fondò le Figlie della carità, che si dedicarono al servizio dei malati e dei poveri.

Nel 1641 Jean-Jacques Olier creò a Parigi la Compagnia dei sacerdoti di San Sulpizio per soddisfare le esigenze formative dei sacerdoti e la creazione di seminari prescritti dal Concilio.

Due anni più tardi, a Caen, Giovanni Eudes fondò la Congregazione di Gesù e Maria, nota anche come ordine degli Eudisti.

Nel 1680 Giovanni Battista de La Salle gettò a Reims le basi di quello che sarebbe poi divenuti i Fratelli delle scuole cristiane, dediti all'istruzione dei poveri.

L’espulsione dei Gesuiti

I Gesuiti dovettero subire gli attacchi dei giansenisti, dei gallicani e dei parlamentari, l'ateismo dei filosofi. Furono interdetti ed espulsi dalla Francia nel 1763-4, mentre i loro duecento collegi furono chiusi.

La soppressione delle congregazioni durante la Rivoluzione francese

Con decreto del 2 novembre 1789, l’Assemblea nazionale costituente mise a disposizione della nazione i beni della Chiesa, inclusi quelli delle congregazioni.