I sovrani dell'impero sasanide furono i governanti dell'Iran subentrati a seguito della vittoria riportata contro l'impero partico, nel 224, nella battaglia di Hormozdgan. Al suo apice, l'impero sasanide si estendeva dalla Turchia e Rodi a ovest fino al Pakistan a est, e comprendeva anche territori nel contemporaneo Caucaso, Yemen, Emirati Arabi, Oman, Egitto, Israele, Libano, Siria, Giordania e Asia centrale.

L'impero sasanide si affermò come una delle principali potenze del mondo a ridosso del suo acerrimo rivale situato ai suoi confini, l'impero romano, poi sostituito da quello bizantino, per un periodo lungo più di 400 anni. Il primo esponente della dinastia sasanide al potere fu il persiano di Istakhr Ardashir I, salito al trono nel 224, e terminò con Yazdgard III nel 651..

Il periodo dal 631 (quando Boran morì) al 632 (quando Yazdgard III salì al trono) risulta confuso a causa delle fonti a disposizione, ragion per cui determinare l'esatta sequenza di usurpatori o sovrano legittimi sul trono risulta un compito arduo. Tale periodo fu caratterizzato da faziosità e divisioni che lacerarono dall'interno l'impero sasanide e ne causarono il declino..

Descrizione A guida dell'impero sasanide vi era lo shahanshah (re dei re), noto anche semplicemente come scià (da shah, re). La sua salute e il suo benessere rivestivano grande importanza: a titolo di esempio, si pensi che nel rispondergli si diceva «Possa tu essere immortale». Le monete sasanide emesse dal VI secolo in poi raffigurano una luna e un sole, che, nelle parole dello storico iraniano Touraj Daryaee, «suggeriscono che il sovrano fosse al centro del mondo e il sole e la luna gli giravano intorno». Ad avvalorare tale ipotesi si deve considerare di un'antica formula mesopotamica con cui si designava il monarca, ovvero «re dei quattro angoli del mondo».. Il re considerava tutti gli altri sovrani, siano essi romani, turchi o cinesi inferiori a lui. Vestiva abiti colorati, si truccava, indossava una corona pesante e la sua barba era decorata d'oro. I primi re sasanidi si consideravano di discendenza divina, definendosi "baia" (appunto divino)..

Quando il re usciva in pubblico, restava all'interno di una tenda e aveva davanti a sé alcuni dei suoi uomini, il cui compito era quello di tenere le masse lontane da lui e per spianare la strada.. Quando qualcuno giungeva al cospetto del re, si soleva prostrarsi dinanzi a lui (proskýnesis). Le guardie reali erano conosciute con il nome di pushtigban. In altre occasioni, la massima autorità era protetta da un gruppo numericamente consistente di guardie del palazzo, i darigan. Entrambi questi gruppi erano arruolati dalle famiglie reali dell'impero sasanide ed erano sottoposte al comando dellhazarbed, direttamente responsabile della sicurezza del re, dell'ingresso del palazzo reale, della presentazione dei visitatori e infine destinatario di comandi militari o all'occorrenza negoziatore. Lhazarbed venne autorizzato in alcuni casi a operare come boia reale. Durante il Nawrūz (capodanno iraniano) e il Mihragan (giorno dedicato alla festività della divinità zoroastriana Mihr), il re soleva tenere un discorso.

Titoli Ardashir I (al potere dal 224 al 242), il fondatore dell'impero sasanide, introdusse il titolo di «Shahanshah degli ariani» (in medio persiano: šāhān šāh ī ērān; in partico: šāhān šāh ī aryān). L'immediato successore di Ardashir, Sapore I (regnante dal 240/242-270/272), scelse con cura i titoli che poi vennero iscritti sulle Res gestae divi Saporis. In essa Sapore nomina quattro dei suoi predecessori sasanidi con titoli diversi e in «un ordine di importanza crescente» conferendo quello di «signore» (Xwaday) a Sasan, di «re» a Papag, di «re dei re degli ariani» ad Ardashir e «re dei re degli ariani e dei non ariani» (in medio persiano MLKAn MLKA 'yr'n W 'nyr'n, trasl. šāhān šāh ī ērān ud anērān; in greco antico βασιλεύς βασιλέων Αριανών; Basileús Basiléōn Arianṓn) per se stesso. Il titolo di "re dei re degli ariani e dei non ariani" è presente anche su una singola moneta d'argento di Sapore I, circostanza che implica come esso sia stato introdotto dopo la sua vittoria sui romani per rivaleggiare il titolo con i suoi imperatori. La formula è stata successivamente riproposta sui denari di ogni successivo re sasanide.

Il regno di Yazdgard I (r. 399-420) segnò un cambiamento nella prospettiva politica dell'impero sasanide, che volse lo sguardo verso Oriente anziché puntarlo verso Occidente.. Il mutamento potrebbe essere stato innescato dalle tribù ostili presenti nell'Iran orientale. La guerra con gli Unni iranici potrebbero aver risvegliato la leggendaria rivalità tra i mitologici sovrani iranici Kayan e i loro nemici Tūrān, descritti nei testi di un giovane Avestā. Il titolo di Ramshahr (pacificatore nel [suo] dominio) finì aggiunto al tradizionale «re dei re degli ariani e non ariani» sulle monete di Yazdegerd I...Il termine ariete può essere tradotto come "pace", "facilità", "piacere", "gioia" o "soddisfazione"; la versione più verosimile è "pace" nel caso di Yazdegerd I: . Nel poema epico in medio persiano Ayadgar-i Zariran (Il testamento di Zarer), il titolo fu usato dall'ultimo monarca Kayan (Vištaspa) e ricorre nell'opera zoroastriana del X secolo Denkard.. L'interesse sasanide per l'ideologia e la storia dei Kayan si protrasse per tutto il periodo di esistenza dell'impero.. Bahram V (r. 420-438), su alcune monete rare coniate in Pars, recava l'iscrizione kirbakkar ("benefico")..

Il regno di Yazdgard II (r. 438-457) coincide con la comparsa di una nuova moda sulle monete sasanide, ovvero la formula mazdēsn bay kay ("Sua maestà mazdeista, il re"). Essa mostra la propria predilezione per i Kayanidi, che impiegavano anche il titolo di kay..Il titolo di kay ("re") era già stato impiegato almeno un secolo prima dagli Indo-sasanidi, un ramo cadetto della famiglia imperiale sasanide che governò in Oriente prima di essere soppiantato dai Kidariti e dall'impero dei Sasanidi nella metà del IV secolo.. Sotto Peroz I (r. 459-484), la tradizionale titolazione di šāhānšāh ("re dei re") è omessa sulle sue monete e compaiono solo i due aspetti di kay Pērōz ("re Peroz"). Tuttavia, un sigillo dimostra che la titolazione tradizionale era ancora utilizzata, il che indica che le monete non mostrano con certezza la piena titolazione formale dei monarchi sasanidi. Suo fratello e successore, Balash (r. 484-488), si fregiò della designazione di hukay ("il re buono")..

Kavad I (r. 488-496; 498-531) fu l'ultimo monarca sasanide ad impiegare "kay" sulla valuta emessa durante il suo mandato, i cui pezzi ritrovati risalgono al massimo al 513.. La classica iscrizione riportata sulla parte anteriore delle sue monete riferisce semplicemente il suo nome; nel 504, tuttavia, fu aggiunto l'augurio abzōn (letteralmente "possa prosperare/aumentare"). Durante la sua seconda parentesi al comando, Cosroe II (r. 590-590, 591-628), ordinò alla zecca di aggiungere l'ideogramma GDH, che significa xwarrah ("gloria reale"). Egli combinò il termine con la parola abzōt ("accrescere"), raggiungendo alla fine il risultato seguente se si legge l'iscrizione completa: «Cosroe, colui che ha accresciuto la gloria reale» (Khūsrōkhwarrah abzōt). Il titolo di re dei re tornò a fare la sua comparsa proprio sulle sue monete. I suoi due successori, Kavad II (r. 628-628) e Ardashir III (r. 628-630), evitarono di seguire la pratica del predecessore, probabilmente allo scopo di prendere le distanze dall'ingombrante lascito ereditato da Cosroe II.

Simboli

Il Derafsh Kaviani era lo stendardo principale utilizzato dai monarchi sasanidi. Veniva anche chiamato "Stendardo di Jamshid" (Drafš-ī Jamshid), "Stendardo di Farīdūn" (Drafš-ī Freydun) oppure semplicemente "Stendardo Reale" (Drafš-ī Kayi).

Regine Le regine sasanidi detenevano il titolo di Banebshenan banebshen ("regina delle regine"). In condizioni ordinarie, la successione al trono era ereditaria, ma poteva essere trasferita dal re a un figlio più giovane piuttosto che al primogenito; in due casi estremi il potere supremo passò alle regine. Quando non vi era un erede diretto, i nobili e i prelati si preoccupavano di scegliere la nuova massima autorità, ma la loro scelta era ristretta ai membri della famiglia regale.

Elenco dei sovrani La tabella seguente elenca i sovrani dell'impero sasanide.

Ritratto Nome Titolo/i/formula RegnoRapporto con il predecessore NoteDinastia dei SasanArdashir I𐭠𐭥𐭲𐭧𐭱𐭲𐭥 (Ardašīr)Re dei re degli ariani224 –242 —Si dichiarò Shahanshah dopo aver sconfitto Artabano IV di Partia nella battaglia di Hormozdgan Morto per cause naturali nel 242Sapore I𐭱𐭧𐭯𐭥𐭧𐭥𐭩 (Šābuhr)Re dei re dell'Iran e del non Iran (anche "re degli ariani e dei non ariani")Dal momento della vittoria di Sapore I contro i romani, fa la comparsa il titolo "degli ariani e dei non ariani", un'alternativa usata in maniera interscambiabile con o senza il classico "re dell'Iran e del non Iran". Tale formula rimarrà utilizzata pressoché da tutti i sovrani sasanidi di epoca successiva. Al fine di evitarne la ripetizione nella tabella, esso sarà dato da questo punto per sottinteso.240 –maggio 270Figlio Governò insieme a suo padre Ardashir I dal 12 aprile 240 Morto per cause naturali nel maggio 270Ormisda I𐭠𐭥𐭧𐭥𐭬𐭦𐭣 (Ōhrmazd)Re dei re dell'Iran e del non Iranmaggio 270–giugno 271FiglioRegnò solo per 1 annoBahram I𐭥𐭫𐭧𐭫𐭠 (Warahrān)Re dei re dell'Iran e del non Irangiugno 271 –settembre 274FratelloÈ conosciuto per la persecuzione avvenuta contro i manichei, inclusa la morte di Mani Morto di malattia/cause naturali nel settembre 274Bahram II𐭥𐭫𐭧𐭫𐭠 (Warahrān)Re dei re dell'Iran e del non Iran274 –293FiglioMorto per cause naturali nel 293Bahram III𐭥𐭫𐭧𐭫𐭠 (Warahrān)Re dei re dell'Iran e del non Iran293 –293FiglioForse giustiziato durante la rivolta che era stata guidata dal proprio prozio NarseteNarsete𐭮𐭥𐭮𐭧𐭩 (Narsē)Re dei re dell'Iran e del non Iran293 –303Prozio Intronizzato dopo aver deposto Bahram III a seguito di una ribellione condotta contro di luiOrmisda II𐭠𐭥𐭧𐭥𐭬𐭦𐭣 (Ōhrmazd)Re dei re dell'Iran e del non Iran303 –309FiglioSul trono dopo che suo padre abdicòAdur NarseteRe dei re dell'Iran e del non Iran309 –309FiglioNoto anche come Narsete II Deposto dai nobili sasanidi a causa della sua crudeltà Sapore II𐭱𐭧𐭯𐭥𐭧𐭥𐭩 (Šābuhr)Re dei re dell'Iran e del non Iran309 –379FratelloDopo la morte di suo fratello, Adarnases, Sapore II era ancora nel grembo di sua madre quando fu elevato alla massima caricaArdashir II𐭠𐭥𐭲𐭧𐭱𐭲𐭥 (Ardašīr)Re dei re dell'Iran e del non Iran379 –383FratelloMorto per cause naturali nel 384Sapore III𐭱𐭧𐭯𐭥𐭧𐭥𐭩 (Šābuhr)Re dei re dell'Iran e del non Iran383 –388NipoteBahram IV𐭥𐭫𐭧𐭫𐭠 (Warahrān)Re dei re dell'Iran e del non Iran388 –399FiglioYazdgard I𐭩𐭦𐭣𐭪𐭥𐭲𐭩 (Yazdekert)Re dei re dell'Iran e del non IranRamshahr ("pacificatore del [suo] dominio")399 –420FratelloSapore IV𐭱𐭧𐭯𐭥𐭧𐭥𐭩 (Šābuhr)Re dei re dell'Iran e del non Iran420 –420FiglioCosroe detto l'UsurpatoreRe dei re dell'Iran e del non Iran420 –420CuginoBahram V𐭥𐭫𐭧𐭫𐭠 (Warahrān)Re dei re dell'Iran e del non IranKirbakkar ("benefico")420 –438CuginoYazdgard II𐭩𐭦𐭣𐭪𐭥𐭲𐭩 (Yazdekert)Re dei re dell'Iran e del non IranKay ("re")438 –457FiglioOrmisda III𐭠𐭥𐭧𐭥𐭬𐭦𐭣 (Ōhrmazd)Re dei re dell'Iran e del non Iran457 –459FiglioPeroz IRe dei re dell'Iran e del non IranKay (re)457 –484FratelloBalashRe dei re dell'Iran e del non IranHukay ("il re buono")484 –488FratelloEsplosero due insurrezioni dirette da due dei figli di Peroz (i suoi nipoti) La prima ribellione fu di Zarer, ma non ebbe successo e questi finì giustiziato