Ferrara di Monte Baldo (Feràra de Monte Baldo in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Verona in Veneto. La patrona del comune è santa Caterina.

Geografia fisica Territorio Ferrara di Monte Baldo è il comune della provincia di Verona con meno abitanti e il quarto comune meno popolato del Veneto. Il suo territorio copre la parte centrale della Valle dell'Orsa, situata sul Monte Baldo. Dista circa 40 chilometri a nord di Verona.

Il comune si trova ad un’altitudine di 856 m s.l.m ed è situato in posizione panoramica sul versante orientale del Baldo, in una conca sospesa tra la valle dell’Adige a oriente e le cime del Baldo a occidente e a settentrione.

Ferrara di Monte Baldo confina con i comuni veneti di Brentino Belluno, Brenzone sul Garda, Caprino Veronese, San Zeno di Montagna, Malcesine e col comune trentino di Avio.

Clima A Novezzina, frazione del comune, è attiva una stazione meteo gestita in collaborazione con il Circolo Astrofili Veronesi.

Origini del nome Il nome di Ferrara, secondo l'ipotesi più accreditata, trae origine dai giacimenti di ferro che i Romani sfruttavano nella valle. Il toponimo ferrara si trova però soprattutto in pianura, dove a causa dell'assenza di montagne è preclusa l'attività mineraria, e potrebbe perciò derivare da un qualche termine legato all'acqua e alle canalizzazioni fatte dall'uomo in siti di ambiente umido, acquitrinosi o nei pressi di una palude. Le frazioni, il cui prefisso del nome nove deriva da "campi nuovi", cioè di campi da poco roncati (disboscati) e liberati da sterpi e radici, quindi resi arabili e seminabili, sarebbe un'ulteriore conferma di questa etimologia.

I toponimi possono rivelare anche altre importanti informazioni: tra quelli di Ferrara di Monte Baldo si segnala in particolare castelcucco, che indica un castello posto su un “cucco” ovvero un’altura tondeggiante. Altri toponimi, per esempio castello e castelletti, possono suggerire la presenza di fortificazioni in epoca medievale.

Lo stemma comunale presenta uno scudo con all’interno un’incudine e un martello, richiamando chiaramente l’attività principale della città: l’estrazione e la lavorazione del ferro.

Storia Le prime attestazioni certe di frequentazione umana risalgono al Paleolitico Medio, mentre ancora dubbia è una precedente fase di frequentazione già nel Paleolitico Inferiore.

Sono ampiamente attestate anche frequentazioni del territorio nel Mesolitico da gruppi di cacciatori-raccoglitori, nell'Età del rame e nell’età del Ferro, in cui la presenza umana è testimoniata da resti di castellieri retici.

Tra il 1976 e il 1978 si è tenuta una campagna di scavo nel sito Castelnoviano di Fontana de La Teia, e i numerosi manufatti litici rinvenuti hanno permesso di confermare una frequentazione umana nel Mesolitico. La stratigrafia non ha restituito evidenze di strutture artigianali di abitato (focolari, buche di palo, pozzetti…), ma i numerosi resti di scarti di lavorazione hanno fatto invece pensare che il sito avesse il ruolo di officina litica, avvalendosi della pietra locale.

Nell'89 a.C., dopo le invasioni dei Galli Cenomani e Boi, il territorio viene conquistato dai romani, che lo sottomettono definitivamente solo nel 16 a.C.

Tra IV e VI secolo il territorio del Baldo, in particolare il suo versante orientale, viene cristianizzato.

Nel VI secolo il territorio del Baldo passò sotto il dominio longobardo e nel secolo successivo dei Franchi. Durante il periodo longobardo, vengono costruiti numerosi presidi militari.

Tra VII e IX Sec. si hanno anche i primi eremitaggi a Santa Maria de monte bloto, dove successivamente sorgerà il santuario della Madonna della Corona.

Nel 1193 divenne comune con sede in Saugolo, poi in Campedello e quindi dove si trova attualmente.

Le prime testimonianze scritte dell’esistenza di Ferrara di Monte Baldo risalgono ad una bolla papale di Onorio III, del 1218, dove vengono elencate le cappelle che facevano riferimento alla pieve di Caprino, tra cui anche quella di Ferrara.

Con l’avvento degli Scaligeri nel 1277, il territorio di Ferrara entrò a far parte della "fattoria scaligera" proprio grazie alla caratteristica attività di produzione e lavorazione del ferro, e questo le permise di essere esente dalle imposte e dai dazi imposti da Verona. Nel censimento dei territori scaligeri, Ferrara appare però solo nel 1355, denominata come villa di Feraria (o Feratie) Montisbaldi".

Nel 1405 passa sotto il controllo della Serenissima diventando giurisdizione prima dei Dal Verme e poi del Comune di Verona ma, come punizione per un tentativo di indipendenza, nel 1442 il territorio di Ferrara viene aggregato al vicariato del Garda, andando così a fare parte della “Gardesana della terra”. In questo periodo nasce a Ferrara di Monte Baldo Giulio Cesare Bordone (1484-1558), il quale fu uno scrittore rinascimentale erudito e acuto, praticò anche la professione medica e approfondì le scienze naturali.

Nel XVI secolo Ferrara viene citata negli scritti naturalistici di Calzolari e Pona, botanici e farmacisti veronesi che per primi approfondirono e divulgarono le qualità officinali della flora del Baldo.

Nel 1630 gli abitanti di Ferrara vennero dimezzati dalla peste, e la popolazione che contava 313 individui passò a soli 133, cominciando poi una lenta ripresa demografica.

La valle di Ferrara fu testimone di fatti d'arme sia durante le campagne di Napoleone in Italia, sia nel corso delle guerre del Risorgimento. Le truppe di Napoleone arrivarono nella primavera del 1796, costruendo numerose fortificazioni, e il 23 giugno occuparono Ferrara. Nel 1802 Ferrara entra a far parte del comune di Brentino-Belluno e nel 1814 entra a far parte del regno d’Austria. In questo periodo viene anche istituita la prima scuola elementare.

Altro personaggio degno di nota è Luca Ermenegildo Lorenzi (1849-1923), il quale fu a lungo benemerito segretario di Ferrara di Monte Baldo, diede un contributo fondamentale alla riforestazione, allo sviluppo della frequentazione escursionistica e al miglioramento delle malghe. Fu insignito del titolo di "cavaliere" dal CAI.

Nel 1866, con la terza guerra d'indipendenza, entrò a far parte del Regno d’Italia.

La zona del Baldo fu centrale durante la Prima Guerra Mondiale; in particolare, il fronte passava proprio nel territorio di Ferrara di Monte Baldo: numerose sono le trincee e le fortificazioni ancora visibili che lo testimoniano, tra cui il sentiero di Caval di Novezza. Il primo giorno di guerra gli alpini del battaglione Verona superarono il confine di stato con l'Austria-Ungheria da Ferrara. Durante la Grande Guerra Ferrara di Monte Baldo fu un polo di rifornimento per il fronte di prima linea. Da qui passò la legione cecoslovacca prima di raggiungere il Doss Alto di Nago. Furono 15 in totale i cittadini del comune di Ferrara che morirono durante il conflitto. Nel corso del secondo conflitto mondiale il suo territorio fu teatro di scontri tra le truppe nazifasciste e i partigiani, che potevano trovare rifugio nei boschi e nelle grotte del territorio. Contrade

L'evoluzione insediativa dell'area

In età comunale l’area di Ferrara di Monte Baldo era sfruttata da boscaioli e pastori che provenivano dalle zone pedemontane e di pianura, i quali dovevano pagare dei pedaggi per poter utilizzare le risorse del territorio. Questo ha portato gradualmente all’aumento del numero di insediamenti, collocati a quote sempre più elevate, lungo le vie della transumanza.

A partire dal Trecento sono attestate le prime case murate all’interno di alcune contrade dell’area baldense, le quali avevano una struttura semplice e seguivano un modello comune: al piano terra si trovava una lunga galleria con tutto l’occorrente per le attività nei campi e della pastorizia; ai piani superiori, invece, si collocava la zona abitativa.

Tra Quattrocento e Cinquecento si assiste ad un aumento demografico e delle attività pastorali, che porta alla necessità di ampliare gli insediamenti. Si ritiene che, in genere, le contrade della zona crebbero a partire da una casa padronale, alla quale, nel tempo, se ne addossarono altre che ne replicavano la struttura: le case vengono disposte l'una accanto all'altra, seguendo lo stesso orientamento e formando file più o meno lunghe. Ciascuna unità abitativa conserva la divisione interna su più livelli: al primo piano si trova la zona residenziale, mentre il piano terra poteva assolvere diverse funzioni legate al lavoro nei campi e al pascolo. Viene aggiunto un ulteriore piano, posto sopra la zona abitativa, che ospitava il granaio e il fienile.

Questo modello abitativo prende il nome di "edificio a schiera” e spesso è attestato per diversi secoli, soprattutto in relazione alle case dei contadini poveri, che non avevano bisogno di ulteriore spazio per il bestiame.

Gli "edifici a schiera” sono ancora oggi osservabili in molte contrade, come quelle di Campedello, Castelletti o Mezzavilla, e testimoniano, forse, una ripresa di modelli medievali.

Castelletti Castelletti è una delle sette contrade appartenenti al comune di Ferrara di Monte Baldo (in provincia di Verona) e si trova a Sud del capoluogo del comune. Il toponimo deriva dalla presenza di fortificazioni in epoca medievale, ma di cui ora non è rimasta traccia. Secondo le fonti, la contrada è attestata a partire dal XVIII secolo. Si trova a 884 metri sopra il livello del mare, nella cosiddetta prima fascia altitudinale, ovvero quella compresa dai 750 ai 1000 metri. Castelletti è collegata al centro del comune tramite la strada Provinciale e grazie ad un sentiero, chiamato il Sentiero dell’Amore. Percorribile in circa 20 minuti, è diventato famoso perché tradizionalmente, ogni anno, l'ultima domenica di luglio, è diventato luogo di ritrovo dei poeti che decantano le loro liriche.

Per quanto riguarda l’arte popolare, in tutto il Comune di Ferrara di Monte Baldo è diffuso il culto della Madonna della Corona, testimoniato dal Santuario eretto in suo onore e dal Capitello della Madonna della Corona a Castelletti. È collocato all’incrocio con la strada provinciale per Spiazzi ed è stato ricostruito nel 1995, dopo essere stato danneggiato l’anno prima dalla caduta di due alberi vicini a quello originario.

All’interno della contrada si trovano diversi edifici a schiera, tipici della popolazione contadina. Infine, al centro di Castelletti, è presente anche una fontana-lavatoio, che tra il 2020 e il 2021 è stata oggetto di un progetto di riqualifica, restituendole l’assetto originario sia dal punto di vista estetico che funzionale.

Mezzavilla Mezzavilla è una delle sette contrade appartenenti al Comune di Ferrara di Monte Baldo (in provincia di Verona) e si trova a Nord del capoluogo di Comune. Il toponimo, che significa “a metà del paese”, sembrerebbe un riferimento alla posizione intermedia della contrada, tra Ferrara e i paesi a quote maggiori.

Gli abitati che fanno riferimento al comune di Ferrara sono infatti distribuiti su un territorio ampio, che può essere scandito in quattro fasce altitudinali, in cui sono attestate diverse modalità insediative e di sfruttamento del territorio. Mezzavilla, posta a 925 m s.l.m., si colloca nella prima fascia, ovvero quella compresa tra i 750 m e i 1000 m.

Mezzavilla è attestata con certezza solo dal XVIII secolo, tuttavia nelle sue architetture si potrebbero riconoscere origini più antiche. Molte case della contrada possono ricondursi infatti alla categoria degli “edifici a schiera”, che si diffondono nella zona di Ferrara a partire dal XIV secolo.

Questo tipo di edificio è rimasto in uso per molto tempo e, per questo, non è possibile stabilire con precisione a quando risalgano le prime strutture di Mezzavilla.

Nel XIX secolo si hanno notizie più certe: nel 1818, quando Ferrara di Monte Baldo ritorna ad essere Comune autonomo, Mezzavilla, è uno dei comuni censuari, insieme alla stessa Ferrara e a Predazzar.