Ebla (in sumero: 𒌈𒆷 EB₂-LA; ) fu un'antica città del Bronzo antico IV (metà del III millennio a.C.), rifondata due volte e infine distrutta alla metà del II millennio a.C. I suoi resti formano un tell, detto Tell Mardikh, nei pressi della moderna Mardikh (circa a sud-ovest di Aleppo, nella Siria settentrionale).

Ebla e il suo regno prosperarono innanzitutto per il ruolo commerciale della città: la posizione intermedia tra Mesopotamia, Anatolia e Palestina permetteva alla città (e al regno connesso) di godere dei vantaggi del commercio tra queste zone, dove passavano materie prime quali rame, legname (verso Mesopotamia ed Egitto), argento (verso la Mesopotamia). A Ebla giungeva poi il lapislazzuli afghano e forse anche l'oro egizio.Storia di Ebla, da ebla.it.

La popolazione era per la stragrande maggioranza semita, non solo a Ebla città, ma in tutto il regno, come l'onomastica mostra con evidenza., 2009, p. 208.

La città offre evidenze archeologiche per tre fasi distinte (protosiriano maturo, protosiriano tardo, paleosiriano arcaico e maturo): per tre volte la città subì una distruzione violenta. Per il periodo protosiriano, la popolazione residente in città dovrebbe essere stata sulle persone, mentre il regno nel complesso contava forse circa unità., 2009, p. 209. Di queste, forse partecipavano direttamente al sistema redistributivo organizzato centralmente dal palazzo e dalla famiglia reale., 2009, p. 212. Si tratta di un culmine probabilmente mai più raggiunto: gli insediamenti nella zona si rarefanno nel Bronzo medio e precipitano nel Bronzo tardo., 2009, p. 207.

Già citato negli annali di Tuthmosi III, il nome della città potrebbe significare "pietra bianca", in riferimento alle superfici calcaree delle pietre sulle quali è stata costruita..

Nel 1964 ebbe inizio una campagna di scavi da parte di una missione archeologica italiana diretta da Paolo Matthiae dell'Università "La Sapienza" di Roma,. La città di Ebla era menzionata da diversi testi mesopotamici e ad essa si allude anche in testi ittiti ed egizi, ma non si conosceva la sua ubicazione che, fino ad allora, era stata cercata senza successo più a nord, sulla base di un'iscrizione che menzionava un itinerario del re Naram-Sin di Akkad. Solo nel 1968, con il recupero del torso della statua di un re paleosiriano di Ebla, Ibbit-Lim, fu confermato che Tell Mardīkh era l'antica Ebla. Quanto agli archivi protosiriani (ca. 2300 a.C.) del palazzo reale (il palazzo G), furono scoperti tra il 1974 e il 1976.

Storia

Il regno di Ebla aveva dimensioni ragguardevoli (forse da Aleppo a Hama) ed era diviso in quattordici distretti, due per la capitale e dodici per il regno., 2009, pp. 209-211. Non aveva sbocchi sul mare: per la metà del III millennio a.C., infatti, sulla costa del Mediterraneo orientale sono attestati regni indipendenti, come Biblo. E neppure giungeva all'Eufrate, dove sono invece attestati altri regni autonomi, come Karkemish, Emar, Tuttul e Mari. È probabile che Ebla rappresentasse il centro egemone di tutta la zona ad ovest dell'Eufrate e che quindi altri regni dipendessero dal regno di Ebla. Tale influenza, mai costante, sembra abbia raggiunto anche la valle del Balikh (Kharran e Irrite)., 2009, p. 210. La città si trovava in posizione strategica tra importanti regni dell'antichità. Sono attestati contatti con l'Egitto, fin dall'età del bronzo antico (2600-2300 a.C.), grazie anche alla intermediazione di Biblo, grande città cosmopolita della costa. A tale periodo risalgono, infatti, alcuni frammenti di pietra, una lampada in diorite con il cartiglio di Chefren (IV dinastia, 2500 a.C.) ed un coperchio circolare in alabastro con cartiglio di Pepi I (VI dinastia, 2300 a.C.), rinvenuti all'interno del cosiddetto "palazzo della prima urbanizzazione".AA.VV. (a cura di Mattia Guidetti), Siria: dalle antiche città-stato alla primavera interrotta di Damasco, Jaca Book, 2006, p. 11. Amanda H. Podany, Brotherhood of Kings: How International Relations Shaped the Ancient Near East, Oxford University Press, 2010, p. 52.

Tre furono le fasi prospere di Ebla, tutte concluse con una distruzione da parte di mano nemica: una prima nel Periodo Protosiriano maturo (2400-2300 a.C.), cui appartengono diversi monumenti rilevanti: il Palazzo Reale dell'area G con i suoi archivi, Il Tempio Rosso, dedicato al dio Kura sull'acropoli, il Tempio della Roccia, anch'esso dedicato al dio Kura, nella Città Bassa est, un edificio adibito a lavorazioni artigianali e alimentari, nella Città Bassa ovest, ai piedi dell'acropoli. La distruzione della prima Ebla è attribuita alle imprese di Sargon di Akkad nella Siria settentrionale. Al collasso di Ebla corrisponde la crisi della Mari presargonica, probabilmente sempre a causa delle campagne militari accadiche. A Mari si installano gli šakkanakku, sottoposti prima ai re accadici, poi ai re neo-sumerici., 2009, p. 221. una seconda nel Periodo Protosiriano tardo (2200-2000 a.C.), alla quale appartengono il cosiddetto Palazzo Arcaico, la probabile residenza reale, nella Città Bassa nord, un tempio nella Città Bassa est e uno sull'acropoli, i cui resti sono conservati tra il Tempio Rosso dell'Età degli Archivi e il Tempio di Ishtar del periodo paleosiriano, oltre a parti dell'insediamento. A questa seconda Ebla probabilmente fanno riferimento alcuni testi di Lagash (dove gli Eblaiti avrebbero esportato legnami) e di Ur (dove avrebbero invece esportato mobilia e tessuti ricamati). La distruzione in questo caso fu probabilmente opera degli Amorrei (Martu), popolazione che intorno al 2000 a.C. si affermò in diverse regioni dell'area siro-mesopotamica. una terza nel Periodo Paleosiriano arcaico e maturo (2000-1600 a.C.Secondo la cronologia media (cfr. Paolo Matthiae, «The Archaic Palace at Ebla: A Royal Building between Early Bronze Age IVB and Middle Bronze Age I», in William G. Dever, Seymour Gitin, J. Edward Wright, J. P. Dessel, Confronting the Past: Archaeological and Historical Essays on Ancient Israel in Honor of William G. Dever, Eisenbrauns, 2006, p. 85).), quando la città fu ricostruita attraverso imponenti sbancamenti nella cosiddetta "Città Bassa": questi sbancamenti, che corrispondono alla prima fase di costruzione, fornirono i materiali per la costruzione dell'imponente terrapieno, che circondava la città e nel quale si aprivano quattro porte, a nord-est (Porta dell'Eufrate), nord-ovest (Porta di Aleppo), sud-ovest (Porta di Damasco) e sud-est (Porta della Steppa). A questa fase appartengono molti importanti edifici: ai piedi dell'acropoli vi era una sorta di cintura di edifici pubblici, che da nord verso ovest e sud comprendeva il Palazzo Settentrionale con il Tempio di Ishtar e la Terrazza dei Leoni, il Palazzo Occidentale con il Tempio di Reshef e il Santuario degli Antenati Regali, il Palazzo Meridionale. Sul terrapieno furono edificati due Forti a ovest e due fortezze a est, mentre nella Città Bassa sono stati portati alla luce due importanti settori residenziali, un tempio dedicato al dio sole a nord e un altro tempio a est, costruito sopra le rovine del Tempio della Roccia; l'acropoli, infine, era interamente occupata dalla residenza del sovrano con l'adiacente Tempio di Ishtar, che costituivano la Cittadella Reale, ed era circondata da un'imponente fortificazione ion pietra e mattoni crudi. L'ultima distruzione di Ebla va quasi certamente attribuita ad una coalizione di Ittiti e Hurriti. Tale interpretazione è suggerita dal cosiddetto Canto della liberazione,LEpos der Freilassung di cui parla Erich Neu in Das hurritische Epos der Freilassung (citato in Matthiae, «The Archaic Palace at Ebla», cit., p. 85). poema bilingue (in hurrita e ittita) ritrovato nella capitale ittita Ḫattuša e risalente al XV secolo a.C., da cui sembra potersi desumere che a distruggere definitivamente Ebla sia stato Pizikarra, un re di Ninive menzionato solo nel proemio di questo poema. Matthiae suppone che il poema, composto in lingua hurrita e in ambiente hurrita, sia stato composto a ridosso degli eventi di cui racconta. È probabile che Pizikarra si sia alleato, per la sua iniziativa in Siria, con il re ittita Muršili I.Matthiae, «The Archaic Palace at Ebla», cit., p. 85. Nel poema, Ebla è indicata come "città del trono", mentre il suo re è indicato come "stella di Ebla". Quanto a Pizikarra, di lui si dice che ha vinto la città con l'aiuto della divinità Teshub di Kumme, una località da collocare certamente nell'alto Tigri.

Dopo il 1600 a.C. Ebla cessò di essere un grande centro urbano: sulle sue imponenti rovine (in particolare nella Cittadella Reale e nel Palazzo Meridionale) si osserva la presenza di un piccolo insediamento del Bronzo Tardo I (ca. 1500 a.C.), che sfruttò le strutture ancora ben conservate con piccole modifiche. Con il passare del tempo l'area si andò sempre più ruralizzando; in epoca persiano-ellenistica (tra il VI ed il IV secolo a.C.), fu sede di una residenza rurale, che offre evidenze di un'attività tessile. Nella tarda antichità (III-VI secolo d.C.) era abitato da monaci: fu quando, forse, il sito si iniziò a chiamare Mardikh. Ad esso fanno forse riferimento alcune cronache della Prima crociata cristiana in Terrasanta: alcuni episodi del 1098, concernenti la conquista della città di Ma'ārrat al-Nuʿmān, potrebbero infatti essere in relazione con una presenza crociata nel sito. Si tratterebbe, comunque, di una presenza brevissima, di cui, forse, una traccia è la chiusura della porta sulla via di Damasco, per provvedere alla quale furono utilizzate pietre incise con invocazioni ad Allah in caratteri cufici messe in opera rovesciate.

Lista dei re eblaiti Le liste ritrovate ad Ebla contenenti l'elenco dei re defunti e divinizzati, avevano uno scopo religioso e cerimoniale e non politico e celebrativo, come molte altre trovate per dinastie sumeriche e semitiche che venivano spesso artificialmente allungate e modificate.

Sovrano periodo del regno ulteriori notiziePeriodo pre- e protopalaziale e Prima Ebla, periodo paleosiriano maturo (ca. 2400-2300 a.C.) Sakune Le date dei primi sovrani non possono essere determinate Su (.) (...) Nome non conservato interamente. Ladau Abugar Birbilanu Dumudar Ibla Kulbanu Ashsanu Samiu Zialu Enmanu Namanu Da (.) (.) nome non conservato interamente Sagisu Dane'um Ibbini-Lim Ishrud-Damu Isidu Isrud-Khalab Igsud Talda-Lim Abur-Lim Agur-Lim Ib-Damu Baga-Damu Enar-Damu Ishar-malik Kun-Damu Igrish-Khalab ca. 2400 a.C Irkab-Damu Regnò circa 12 anni. Ishar-Damu ca. 2300 a.C Regnò circa 35 anni. Ir'ak-Damu Era il principe ereditario di Ishar-Damu e forse regnò qualche tempo prima della distruzione della città da parte di Sargon di Akkad.Terza Ebla, periodo paleosiriano arcaico e maturo (ca. 2000/1900-1600 a.C.) Ibbit-Lim c. 2000 a.C. Immeya c. 1750 a.C. Il suo sepolcro viene identificato con quello della cosiddetta "Tomba del signore dei capridi". Hammu(....) Un successore di Immeya, non necessariamente il successore diretto, il nome è danneggiato ma probabilmente si tratta di un Hammurabi. Indilimma c. 1600 a.C.Ultimo re eblaita conosciuto.Maratewaric. 1600 a.C.figlio di Indilimma e principe ereditario

Il regno eblaita: caratteristiche generali