Loffensiva russa nel Donbass (o battaglia del Donbass), è un'operazione militare iniziata il 24 febbraio 2022, sferrata contro l'Ucraina dalle forze armate russe, sostenute dalle repubbliche separatiste di Donec'k e Luhans'k per il possesso delle parti delle oblast' di Donec'k e Luhans'k, ancora sotto il controllo delle forze armate ucraine. Questa parte dell'invasione russa dell'Ucraina rappresenta la continuazione della guerra del Donbass, che comprende le aree delle Oblast' di Donec'k e Luhans'k.
Storia
All'inizio del 2022 i territori controllati dai filorussi nel Donbass includevano la parte meridionale dell'oblast' di Luhans'k e le zone orientali e sud-orientali dell'oblast' di Donec'k, annesse rispettivamente alle autoproclamate repubbliche di Luhans'k (LPR) e di Donec'k (DPR). Le principali città filorusse (Donec'k, Makiïvka e Horlivka nella DPR e Luhans'k, Alčevs'k e Kadiïvka nella LPR) si trovavano in prossimità della linea del fronte con l'Ucraina.
Verso metà febbraio, nelle due repubbliche ebbero inizio un'evacuazione di massa verso la Russia e una mobilitazione generale delle forze armate, motivate secondo i governi secessionisti dalla minaccia di un attacco ucraino, accusa respinta da Kiev ma che in Russia ebbe seguito col riconoscimento ufficiale di DPR e LPR come stati indipendenti, in data 21 febbraio.
L'offensiva principale era stata ipotizzata lungo la linea Kup"jans'k-Izjum-Barvinkove-Peršotravensk-Huljajpole-Berdjans'k, con l'obiettivo di accerchiare le truppe ucraine nel Donbass e annettere gli interi due oblast' orientali alle Repubbliche separatiste del Donbass. Il primo sviluppo e l'importanza strategica della battaglia è stato paragonato alla battaglia di Kursk del 1943. Cronologia Primi giorni d'invasione Il 24 febbraio 2022, il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin annuncia una "operazione militare speciale per denazificare l'Ucraina"; nello stesso giorno decine di migliaia di truppe russe varcano il confine da più direzioni, semi-accerchiando Charkiv, entrando a Kup"jans'k, arresasi rapidamente, e lanciando un'offensiva lampo nel Luhans'k che raggiunge Starobil's'k, al centro della regione. Nel Donec'k meridionale, invece, data la maggior concentrazione di roccaforti ucraine a ridosso del capoluogo, i russi tentano un'offensiva progressiva, con l'obiettivo di garantire un ponte di terra tra Crimea e Donbass.
Marzo
L'offensiva russa nell'oblast' di Luhans'k culmina con la presa di Svatove il 6 marzo, cosicché quasi tutta la regione diventa soggetta alla LPR eccetto la linea fortificata Kreminna-Sjevjerodonec'k-Popasna, tenuta stretta dagli ucraini.
L'11 marzo, dopo aspre battaglie, forze russe e milizie di Donec'k entrano a Volnovacha, il cui controllo favorisce il ricongiungimento con l'armata proveniente da Berdjans'k (già conquistata, via Crimea, il 27 febbraio) e la successiva puntata verso Mariupol', dove le truppe ucraine stanziate nella città si ritrovano a contrastare un assedio atroce che si sarebbe prolungato per oltre due mesi.
Nel Charkiv sud-orientale, i russi scendono lungo il fiume Oskol e si avvicinano ad Izjum, ma per settimane sono respinti nella periferia della città, che viene infine espugnata il 27 marzo.
Aprile I primi di aprile, i russi, dopo essersi ritirati dal fronte settentrionale (Oblast' di Kiev, Černihiv e Sumy), annunciano di volersi focalizzare sulla conquista del Donbass. L'offensiva iniziale aveva allontanato il fronte da Luhans'k e isolato Mariupol' dal resto dell'Ucraina, ma al centro del Donbass la linea di contatto correva ancora ai margini occidentali di Donec'k e Horlivka, con queste e altre città della DPR sotto il tiro delle postazioni ucraine dislocate nelle prospicienti aree di Marinka, Krasnohorivka, Pisky, Avdeevka, Nju-Jork e Torec'k.
Nella notte del 18 aprile, le forze russe lanciano un'intensa campagna di bombardamenti contro le suddette posizioni e lungo il resto del fronte negli Oblast' di Luhans'k, Donec'k e Charkiv, dando inizio alla seconda fase dell'invasione. Al tempo stesso, il presidente ucraino Volodymyr Zelens'kyj annuncia l'inizio della "battaglia per il Donbass".
Il 22 aprile cessano i combattimenti nell’area urbana di Mariupol', infine conquistata dai russi e dalle milizie DPR eccetto lo stabilimento metallurgico Azovstal, dove rimangono asserragliati oltre duemila soldati ucraini.
Il 24 aprile, nel giorno della Pasqua ortodossa, fonti ucraine riportano che 5 civili sono stati uccisi e 5 rimasti feriti a causa dei bombardamenti russi lungo la linea del fronte.
Al 29 aprile, l'attività militare legata alla battaglia aveva ucciso e ferito quasi 800 civili. Mentre tra le perdite militari, le autorità ucraine hanno affermato di aver ucciso più di 1200 soldati russi e il ministero della difesa russo ha annunciato aver ucciso circa 2000 uomini ucraini. La DPR ha ammesso di aver subito più di 550 perdite.
Maggio
A Mariupol' prosegue l’assedio all’Azovstal, nel quale oltre ai 2500 soldati rimanenti del reggimento "Azov" comandato da Denys Prokopenko e della 36ª Brigata di fanteria di marina del maggiore Serhij Volyns'kyj si trovano anche civili, tra cui lavoratori dell’acciaieria e altri rifugiati. Nei primi giorni di maggio si alternano fasi di evacuazione dei civili tramite corridoi umanitari concordati con ONU e Croce Rossa, ad altre di bombardamenti aerei e penetrazioni di forze russe e cecene in alcune parti dello stabilimento. Il 7 maggio viene annunciato dal governo ucraino che l’evacuazione dei civili è stata completata.
Il 9 maggio si tiene una parata per le strade di Mariupol' in occasione dell'anniversario della vittoria dell'Unione Sovietica sulla Germania nazista nella seconda guerra mondiale, organizzata dalla DPR alla quale partecipa il capo Denis Pušilin, mentre all’Azovstal si combatte ancora.
Il 16 maggio iniziano le trattative per l’evacuazione dei militari, avviate con la resa di un primo gruppo di soldati ucraini. Tra il 17 ed il 20 maggio, il resto delle forze asserragliate all’Azovstal, compresi gli ufficiali, si arrende in massa. Le autorità ucraine hanno dichiarato che i difensori avevano compiuto la propria missione consentendo di guadagnare tempo nel trattenere le truppe russe nella città evitando il loro invio a ingrossare le file altrove. Con la presa di Mariupol' la Russia si assicura il totale controllo del Mar d'Azov.
Nell'Oblast' di Luhans'k, il 7 maggio le truppe russe e LPR espugnano Popasna e il 18 conquistano Kreminna, avvicinandosi progressivamente a Lysyčans'k e Sjevjerodonec'k. Le operazioni in quest’area sconfinano nel nord dell’Oblast' di Donec'k con la presa russa di Lyman il 27 maggio, a metà strada tra Kreminna e Slov"jans'k. Infine, il 31 maggio iniziano i combattimenti a Sjevjerodonec'k che, come a Mariupol', si svolgono in una guerriglia urbana.
Giugno
A giugno l’attività militare si concentra principalmente a Sjevjerodonec'k e nei villaggi limitrofi. La battaglia all'interno della città vede furiosi attacchi e contrattacchi: nella prima metà di giugno la percentuale di terreno sotto controllo russo varia continuamente da un minimo del 70% a un massimo del 90%, con gli ucraini che mantengono il possesso dell’area industriale e dello stabilimento chimico Azot, ma l'afflusso di rinforzi è complicato dalla distruzione dei ponti sul fiume Severskij Donec che collegavano la città alla vicina Lysychansk.
Il 15 giugno le forze ucraine ignorano un ultimatum russo alla resa, ma dopo ulteriori assalti e una controffensiva inconclusiva devono ritirarsi da Sjevjerodonec'k il 24 giugno, lo stesso giorno in cui sull’altra sponda del Severskij Donec'k i russi e filorussi della LPR circondano e conquistano i villaggi di Hirs'ke e Zolote, portandosi a ridosso della periferia meridionale di Lysychansk.
Il giorno dopo le battaglie si spostano a Lysyčans'k, ultima roccaforte dell’oblast' di Luhans'k ancora in mano all’Ucraina.
Luglio Il 2 luglio, dopo la capitolazione dei vicini centri di Pryvillja e Novodružes'k, i russi conquistano Lysyčans'k, ponendo l’intero oblast' di Luhans'k nelle mani della LPR.
Il successivo obiettivo in zona diventa Sivers'k, a ovest di Lysychansk, ma l’avanzata russa non raggiunge la città, esaurendosi tra i villaggi di Bilohorivka (LPR) e Hrihorivka (oblast' di Donec'k) che rimane agli ucraini. Poco più a sud, un altro avanzamento partito da Popasna raggiunge e conquista a metà luglio il villaggio di Pokrovske, a est di Bachmut e Soledar, ma anche qui l’azione non prosegue oltre; così come a nord di Slov"jans'k, sebbene il fronte sia arrivato a meno di 15 km dalla città, l’esercito russo resta sulla sponda opposta del Severskij Donec.
Agosto I primi di agosto, i russi annunciano una "pausa operativa" in Ucraina, ma, una volta terminata, le conquiste russe sono minime e concentrate a est di Bachmut e Soledar (Berestove) e a nord di Horlivka (Kodema), dopodiché l'offensiva russa nel nord-est dell’oblast' di Donec'k si ferma del tutto, probabilmente anche a causa della controffensiva nell'Ucraina meridionale, annunciata in quei giorni dalle forze ucraine. L’imminente operazione, infatti, costringe la Russia a riposizionare migliaia di uomini e mezzi nelle linee difensive intorno a Cherson.
Proseguono invece gli scontri sulla linea di contatto a ovest di Donec'k: il 31 agosto le forze russe e della DPR prendono il controllo di Pisky, insediamento alla periferia nordoccidentale del capoluogo, già sulla linea del fronte tra Ucraina e Repubblica Popolare di Donec'k fin dal 2014.
Settembre e ottobre Il 6 settembre, durante la controffensiva nell’Ucraina nord-orientale, le truppe ucraine si aprono un varco a Balaklija e irrompono nella parte dell’oblast di Charkiv controllata dai russi che, data l’esiguità di tempo e di forze in loco per arginare l’avanzata, ripiegano sulla sponda orientale del fiume Oskol, lasciandosi indietro anche Kup"jans'k e Izjum che vengono riprese dagli ucraini il 10 settembre. Tuttavia la linea raggiunta viene insidiata dal lato meridionale, con altre forze ucraine stanziate presso Slov"jans'k che tentano di oltrepassare il Severskij Donec per giungere a Lyman.
Il 1º ottobre, dopo settimane di pesanti combattimenti, i russi si ritirano da Lyman. La linea dell’Oskil è mantenuta fino a Tavil'žanka, mentre più in giù l’avanzata ucraina si amplia fino al confine della LPR, inglobando Lyman e la parte settentrionale dell’oblast' di Donec'k. Il nuovo fronte a nord del Severs'kyj Donec si attesta quindi lungo la linea Tavil'žanka-Svatove-Kreminna, dove la controffensiva ucraina si esaurisce. A sud del fiume, a parte una zona contesa intorno a Bilohorivka, non si registrano variazioni significative.
A ovest di Donec'k, le truppe russe e della DPR riescono a prendere posizione nella periferia orientale di Marinka e lanciano un attacco contro la roccaforte ucraina di Vuhledar, a nord-ovest di Volnovacha; l’azione tuttavia si riduce alla sola presa di Pavlivka, villaggio a sud dell’obiettivo.
Novembre e dicembre A novembre e dicembre, con la stabilizzazione della linea Svatove-Kreminna e il ristagno delle operazioni a Vuhledar, Marinka e Avdiïvka, le variazioni di controllo territoriale si hanno soprattutto nel distretto di Bachmut: a est del capoluogo i russi conquistano i villaggi di Zajceve (6 novembre), Jakovlivka (16 dicembre) e Bachmuc'ke (27 dicembre); da questi ultimi due centri a fine anno parte l’offensiva verso Soledar.
Gennaio e febbraio 2023 Il 13 gennaio (26 secondo gli ucraini), dopo un’aspra battaglia estesasi in tutta l’area urbana e anche nelle miniere sotterranee di sale, l’esercito russo e mercenari Wagner conquistano Soledar, il cui controllo permette la successiva azione su Bachmut e i villaggi circostanti, avanzando da nord (Soledar), est (Pokrovske) e sud (Zaitseve), in quest’ultima direzione il 19 gennaio viene raggiunta Kliščiїvka.