Gli Ucraini in Siberia sono un gruppo etnico di ucraini che vive in Siberia, una minoranza nazionale all'interno della popolazione della Siberia e dell'Estremo Oriente russo, e raggiungono la maggioranza in alcune città. Gli ucraini siberiani sono uno dei gruppi più consistenti e storicamente più importanti della diaspora ucraina e sono noti per essere uno dei primi gruppi della diaspora ucraina.
Storia Tra il 1600 e il 1917 migrarono in Siberia circa due milioni di ucraini.
Impero russo Nel XIX secolo, il governo russo incoraggiò i contadini a trasferirsi dalle parti occidentali dell'impero russo verso la Siberia con la promessa di ricevere più terra. L'abolizione della servitù della gleba nell'impero russo nel 1861 e la conseguente povertà dovuta alla scarsità di terre per i contadini portò a un aumento significativo dell'emigrazione oltre gli Urali, soprattutto nelle terre meridionali della Siberia, che erano destinate all'agricoltura; un'ulteriore spinta avvenne dalla fine del XIX secolo dopo la costruzione della Ferrovia Siberiana (1891-1905), e dal 1907 a causa delle speranze insoddisfatte dei contadini per la riforma contadina di Stolypin. La migrazione in Siberia coinvolse prima le regioni centrali della terra nera (Černozëm), poi la Bielorussia e dal 1890 anche l'Ucraina. Si stima che in Siberia il numero dei migranti tra il 1861-91 fu di 0,5 milioni (17 000 all'anno) e circa 4,5 milioni tra il 1892-1914 (200.000 all'anno), di cui circa 0,6 milioni di ucraini.
Nel XIX secolo fu esiliato in Siberia circa 1 milione di persone, per lo più contadini; mentre all'inizio del XX secolo il numero degli esiliati arrivava a 287.000 (senza contare i detenuti).
Di seguito un grafico della crescita della popolazione in Siberia: +Popolazione della Siberia (in migliaia) 1867 1897 1911 Siberia occidentale 1 891 3 381 6 160 Siberia orientale 1 380 2 198 2 836 Tutta la Siberia 3 271 5 579 8 996 nelle città 244 394 836 Solo la stretta striscia meridionale della Siberia da Tjumen' (a ovest) attraverso Irkutsk a Čita (a est) era più densamente popolata, comprendendo i bordi meridionali della taiga, la foresta steppa e i bordi settentrionali della steppa. Qui vissero dalle 4 alle 20 persone per ogni km², a nord invece meno di 1 persona per km², e per 3/4 la Siberia era quasi deserta. Ad eccezione di Tobol'sk che nel 1911 contava 21.000 abitanti. Le città più grandi della Siberia si trovavano nella parte meridionale, fra cui: Omsk , Irkutsk , Tomsk , Krasnojarsk , Barnaul , Tjumen' . La percentuale della popolazione urbana è passata dal 7,1% nel 1897 all'8,4% nel 1911.
A causa dell'afflusso della nuova popolazione dalla parte europea dell'impero, diminuiva la percentuale della popolazione indigena della Siberia (chiamati stranieri), anche se aumentava il loro numero assoluto: + La composizione della popolazione 1897 in migliaia % 1911 in migliaia % Popolazioni indigene 816 15.2 927 10.6 Russi, ucraini, bielorussi 4416 81.9 7503 86.7 Altri 156 2.9 221 2.6 La popolazione indigena della Siberia, compresi i piccoli popoli, subì secoli di cristianizzazione forzata e di parziale russificazione, tranne i gruppi maggiori: i Buriati (insieme ai Mongoli) , gli Jakuti e i Tatari .
In Siberia c'erano due tipi di popolazione: i siberiani, i cui antenati si erano stabiliti da tempo in Siberia, e le nuove colonie, che arrivarono in Siberia nella seconda metà del XIX secolo (per lo più negli ultimi 20 anni prima del 1914). I siberiani erano un gruppo distinto di russi e vivevano lì da circa 400 anni; il loro modo di vivere, la loro lingua e le loro caratteristiche antropologiche furono influenzati dalla popolazione indigena, con la quale si erano incrociati per centinaia di anni (molti di loro presero donne dalla popolazione autoctona) e quindi col tempo si assimilarono. I siberiani hanno assimilato anche altri coloni dell'Europa, compresi gli ucraini. Il tipo puramente russo è rimasto solo in Transbajkalia e nel territorio meridionale dell'Altaj. I siberiani di solito vivevano in territori separati (ai nuovi arrivati venivano assegnati altri territori) e le loro interazioni erano abbastanza limitati.
C'era un gruppo più massiccio composto da Vecchi Credenti (oltre ) e da cosacchi ( nel 1910), le cui terre erano una striscia lunga ma stretta al confine tra la Siberia e la regione della steppa (Esercito cosacco siberiano) e Transbajkalia (Esercito cosacco della Transbajkalia); e poi c'erano gruppi più piccoli: i cosacchi di Krasnojarsk e Irkutsk, uniti nel 1917 nell'esercito cosacco di Yenisei e nel reggimento cosacco di Jacuzia. Le loro caratteristiche sono le stesse delle truppe cosacche dell'Ucraina Verde.
Le informazioni sugli insediamenti ucraini prima della fine del XIX secolo, quando iniziò la massiccia migrazione, sono piuttosto sporadiche e imprecise. Non c'è dubbio però che il contributo degli ucraini alla colonizzazione e allo sviluppo culturale fu significativo.
XVII secolo Tra i russi industriali, che nel XVII-XVIII secolo conquistarono il nord e l'estremo oriente, e più tardi la Kamčatka e l'Alaska, vi furono anche gli ucraini. Furono esiliati in Siberia da parte del governo di Mosca ucraini di diversi ceti sociali. Nel 1642, i "circassi" (come venivano chiamati gli ucraini a Mosca nel XVII secolo) furono esiliati da Slobožanščina nel fiume Lena con le loro famiglie. Questi esili continuarono anche tra il 1646 e il 1649. Un maggior numero di ucraini furono mandati in esilio in Siberia nella seconda parte del XVII secolo, questi erano attivisti, oppositori di Mosca, politici ucraini, o quelli che il governo di Mosca considerava "folli" e "traditori". Alla fine del 1650 furono esiliati i parenti e i sostenitori dell'etmano Ivan Vyhovs'kyj; nel 1660 gli oppositori di Mosca e i protettori del'etmano Ivan Brjuchovec'kyj; nel 1670 fu esiliato l'etmano Dem'jan Mnohogrišnyj con tutti i suoi parenti e le loro famiglie; nel 1680 l'etmano Ivan Samojlovyč con suo figlio Jacob e il nipote Michail.
XVIII secolo Dopo la Battaglia di Poltava (1709), molti seguaci di Ivan Mazepa furono esiliati in Siberia, in particolare il generale V. Čujkevyč, Hrihorij Novic'kyj, l'intera famiglia Myrovyč e altri. Nel 1723 A. Vojnarovs'kyj fu esiliato a Jakutsk. Dopo la distruzione del Sich (1775) furono deportati in Siberia gli ufficiali, e poco prima i partecipanti alla Koliïvščyna (guidati da Maksym Zaliznjak) furono condannati ai lavori forzati in Siberia.
XIX secolo Nel XIX secolo inviati in Siberia con il verdetto dei giudici o con atti amministrativi molti attivisti ucraini (artisti della Società slava unita; nella seconda parte del XIX secolo i populisti rivoluzionari, in particolare A. Krasovs'kyj, S. Bohomolec', Serhiy Kovalik, Je. Koval's'kyj, Ja. Stefanovyč ucraini socialdemocratici, poi i bolscevichi H. Petrovs'kyj, M. Skrypnyk e altri; lo scrittore P. Hrabovs'kyj), rivoluzionari dei villaggi, orginizzatori di sommosse (tra cui U. Karmeljuk), furono esiliati o mandati ai lavori forzati negli insediamenti liberi, alcuni degli ucraini per ordine dell'autorità russa furono arruolati nell'esercito russo.
Gli ucraini hanno svolto un ruolo importante nel settore economico, amministrativo e culturale della Siberia. Tra gli ucraini nella gestione di fabbriche e impianti di tesoreria, ecc. vengono ricordati il generale M. Sulima, governatore generale della Siberia dell'Est (1833-1834) e dell'Ovest (1834-1836); il generale P. Kapcevyč, governatore generale di Tobol'sk e Tomsk (1822-1826); anche diversi governatori delle province siberiane erano di origine ucraina.
Diffusione della religione ucraina Gli ucraini occupavano un posto di rilievo nella chiesa siberiana nel XVIII secolo. Tra i metropoliti della provincia di Tobol'sk e di Siberia vi furono gli ucraini: Filofej Leščins'kyj (1702-1721, con interruzioni), Ioan Maksymovyč (1711-1715), Antonij Stachovs'kyj (1721-1740), Arsenij Macievyč (1741-1742), Pavlo Konjuskevyč (1758-1768); Tra i vescovi di Irkutsk vi furono: Inokentij Kul'čyc'kyj (1727-1731), Inokentij Nerunovyč (1732-1747), Sofronij Krystal's'kyj (1753-1771). Era abbastanza diffuso il culto di origine ucraina, che influenzò lo sviluppo del culto in Siberia nel XVIII secolo e proseguì nel XIX secolo (ad esempio con Hrihorij Novyc'kyj).
XIX secolo Alla fine degli anni 80 del XIX secolo vi fu una migrazione di massa dei contadini ucraini. Nel 1885-1914 vennero fatti emigrare da 9 regioni ucraine circa 1.742.000 persone verso gli Urali, e da tutto il territorio ucraino oltre 2 milioni di ucraini. Di questi circa il 35% si spostarono al nord. Secondo il censimento del 1897, in Siberia vivevano 142.000 ucraini (in realtà di più), di cui nella parte Occidente 120.000 ucraini; la percentuale più alta era nel sud-ovest: nelle province di Tomsk e Tobol'sk. Il numero di ucraini in Siberia nel 1914 era leggermente inferiore rispetto al censimento del 1926, pari a circa 1 milione, cioè circa il 12 % della popolazione totale (durante la guerra e nel primo dopoguerra, la migrazione dall'Ucraina era insignificante)
Unione Sovietica
1917-1920
Ucraina Grigia Durante l'operazione Barbarossa iniziò con la deportazione dei civili russi, bielorussi e ucraini dall'Europa verso gli Urali (vedi anche deportazione dei popoli in URSS). Abili lavoratori e professionisti ucraini ed ebrei, nonché membri del clero e i rappresentanti governativi ucraini sono stati deportati. Le autorità sovietiche temevano che i nazisti avrebbero potuto sfruttare il nazionalismo etnico e molti furono privati dell'opportunità di tornare in Ucraina dopo la guerra
La rivoluzione di marzo in Russia provocò un vivace movimento politico tra l'intera popolazione della Siberia. Si aprirono molte opportunità anche per la popolazione ucraina in Siberia e anche per i soldati ucraini. Presto nacquero diverse organizzazioni ucraine a Omsk (Comunità libera ucraina), a Tomsk (Consiglio distrettuale), a Slavgorod, Kurgan', Bijsk, Kainsk (Consiglio provinciale di Altaj), ecc..
A Omsk c'erano sedi istituzionali (come il Comitato per gli aiuti alla popolazione della Russia meridionale e Comitato Galizia e Bucovina) in diverse città della Siberia collegate a Kiev con lo scopo di aiutare gli ucraini della Galizia e della Bucovina deportati in Russia e soldati ucraini dell'esercito austro-ungarico, che si sono ritrovati prigionieri dei russi. Parte dei prigionieri ucraini (soldati dell'esercito austro-ungarico) contribuirono alla diffusione della cultura ucraina in Siberia. Iniziò la diffusione di giornali come: “Voce ucraina" a Omsk e "Parola ucraina" a Tomsk. Allo stesso tempo iniziarono a formare organizzazioni difensive e alla fine del 1917 si formarono truppe separate ucraine, per esempio il battaglione dell'etmano P. Sahajdačnyj a Omsk e il battaglione a Irkutsk e altri in altre città. Infine, all'inizio di agosto del 1917 ebbe luogo a Omsk il Primo Congresso Ucraino della Siberia, fondato dal Capo del governo ucraino della Siberia (il colonnello H. Koncevyč, il vice M. Novosel's'kyj) e che inviò un rappresentante al Governo Centrale Ucraino di Kiev.