Per storia della psicologia si intende la storia della psicologia come scienza a sé stante.

I precursori Filosofi greci come Platone e Aristotele furono tra i primi a confrontarsi con gli interrogativi fondamentali su come la mente funzioni. I filosofi greci esaminarono molte delle questioni di cui gli psicologi continuano a occuparsi oggi.Hergenhahn & Henley 201, capitoli 1 (Introduction) e 2 (Ancient Greece). Per esempio, le capacità cognitive e le cognizioni sono innate o si acquisiscono solo mediante le esperienze? Platone sosteneva l'innatismo, secondo cui certi tipi di conoscenza sono innati o connaturati. Aristotele, invece, riteneva che la mente del bambino fosse come una tabula rasa (una lavagna vuota) su cui venivano scritte le esperienze, ed era un sostenitore dell'empirismo filosofico, secondo cui tutta la conoscenza si acquisisce mediante l'esperienza.

Nascita del termine psicologia La nascita del termine psicologia può essere fatta risalire al XVI secolo, con il tedesco Filippo Melantone, latinista e grecista. Per lui la psicologia era l'insieme di conoscenze filosofiche, letterarie e religiose sull'animo umano. Per inciso il termine del Melantone fu psychologia, e comparve nelle opere dei suoi discepoli Rodolfo Goclenio, Psychologia (in greco) hoc est de hominis perfectione (1590),Alain de Libera, Archéologie du sujet, Paris, Vrin, 2007, I, p. 39. e Otto Cassmann Psychologia anthropologica sive animae humanae doctrina (1594). Ma già in precedenza Johann Thomas Freig, nella sua opera Quaestiones logicae ed ethicae del 1574, si occupa di argomenti che appartengono alla psicologia e per la prima volta usa questo termine per descriverli.

Ricerche recenti hanno individuato che ne esiste una presenza nella Psychologia de ratione animae humanae (1511-1518) del dalmata Marco Marulo, ma la semantica del termine poco di simile ha con l'uso contemporaneo.Josef Brožek, Psychologia of Marcus Marulus (1450-1524), in «Episteme», 7, 1973, pp.125-31.S. Diamond, What Marulus meant by «Psychologia», in Storia e critica della psicologia, 5, 1984, pp. 407-12.M. Massimi, Marcus Marulus, i suoi maestri e «Psychologia de rationae animae humanae», in Storia e critica della psicologia 4, 1983, pp. 27-41. Per una sintesi aggiornata sull'origine del termine: Marco Lamanna, "On the Early History of Psychology" , Revista Filosófica de Coimbra, Vol. 19, 2010, pp. 291-314.

Infine, per quanto riguarda il contenuto e non solo il termine, occorre sottolineare l'influenza di un altro studioso tedesco, proveniente da Friburgo, Gregor Reisch. La sua Margarita philosophica, risalente al 1503 e considerata la più antica enciclopedia stampata della regione tedesca, contiene una raffinata classificazione dei soggetti che compongono la psicologia, sostenuta da una rilettura del De anima di Aristotele che divide le facoltà mentali in vegetative, sensibili e intellettuali.

L'empirismo inglese: John Locke Nel 1690 John Locke, filosofo inglese, pubblica il Saggio sull'intelletto umano in cui cerca di ricostruire il funzionamento della mente, per capire come nascono i nostri contenuti mentali, astratti e complessi.Per lui all'origine delle idee c'è l'esperienza, motivo per cui studia il comportamento animale ed umano. Egli vuole arrivare a capire quale sia il modo migliore per ragionare. La mente viene però analizzata solo attraverso ragionamenti e osservazioni, senza esperimenti.Difatti nell'opera egli immagina che cosa possa capitare ad una persona, cieca dalla nascita, quando questa riacquista la vista; e si chiede se riuscirà a comprendere le forme degli oggetti senza l'utilizzo del tatto, o ne avrà bisogno. Locke letteralmente immagina un esperimento, non ne compie uno. Per questo il tentativo di studiare la mente di Locke non avrà successo in psicologia, anche se molti filosofi prenderanno spunto da lui per dare una base solida ai propri ragionamenti.

Nascita della psicologia scientifica La psicologia scientifica moderna nasce nella seconda metà dell'Ottocento.

Tra il 1850 e il 1870 fisici e medici si occupano dello studio della psiche: le sensazioni, le emozioni, le attività intellettive. Gli scienziati applicarono allo studio della mente le metodologie che già applicavano alle scienze naturali, ma senza rendersi conto che stavano creando una nuova scienza, la moderna psicologia scientifica, in cui fusero le scienze naturali con lo studio della mente.

Charles Darwin Nel 1872 Charles Darwin pubblica L'espressione delle emozioni nell'uomo e negli animali in cui descrive per la prima volta le somiglianze che dimostrano come uomini e animali comunichino sensazioni e manifestino emozioni mediante il comportamento e il movimento di parti del corpo. Nasce così la teoria fisiologica delle emozioni: per Darwin le emozioni sono scariche di energia che attraversano l'organismo, scatenate da stimoli esterni.

La paura è il brusco cambiamento fisiologico che si verifica nell'organismo di chi si trova di fronte a un pericolo. I movimenti con cui noi esprimiamo un'emozione, sono residui di quei movimenti che un tempo usavamo per uno scopo preciso. E così la pensa anche l'etologia. Quindi, per Darwin si comunica anche attraverso il corpo. La comunicazione non verbale (CNV), è diventata importante dopo le ricerche sulle api di Karl von Frisch.

Franciscus Donders Tra il 1860 e il 1870, Franciscus Donders studia i tempi di reazione, cioè il tempo che un individuo impiega per rispondere allo stimolo. Ancora oggi si usano per valutare le persone idonee alla guida di autobus ed autocarri. Donders li studiò per misurare le attività mentali. Più sono i passaggi mentali per rispondere a uno stimolo e più tempo viene impiegato per rispondere. In realtà, la metodologia di ricerca dei "tempi di reazione" è rimasta fin da allora una delle principali metodologie di ricerca sui processi cognitivi (perché anche secondo i più recenti approcci del cognitivismo rappresenterebbero appunto una forma di misurazione facilmente quantificabile della "complessità di elaborazione cognitiva" sottostante, di per sé altrimenti difficilmente accessibile all'osservazione sperimentale). Le metodologie basate sui tempi di reazione, originariamente sviluppate da Donders, hanno quindi svolto un ruolo centrale in molti ambiti della psicologia sperimentale.

Donders sviluppò in origine tre esperimenti tipici: esperimento studia quanto tempo occorre a un individuo per tirare una leva quando vede una luce. esperimento studia quanto tempo occorre a un individuo per tirare una leva quando vede una luce intensa e non debole. esperimento: oltre che a reagire a uno stimolo, l'individuo deve anche scegliere se tirare o no la leva.

Gustav Theodor Fechner Gustav Theodor Fechner laureato in medicina, è passato alla storia della psicologia, per aver fondato la disciplina della psicofisica ed aver ipotizzato la Legge di Fechner (1860). Egli studiò per sette anni il rapporto tra gli stimoli fisici e sensazioni mentali.

In Germania vi erano conflitti tra meccanicismo, che considerava tutti i fenomeni pari a quelli fisici, e il vitalismo che considerava tutti i fenomeni appartenenti alla vita e alla mente. Fechner studiava il rapporto mente-corpo, per risolvere la questione tra vitalismo e meccanicismo.

Ernst Weber Ernst Heinrich Weber aveva notato che la risposta agli stimoli varia a seconda della loro intensità. Nasce la legge di Weber-Fechner la quale afferma che la soglia sensoriale differenziale varia a seconda della grandezza degli stimoli, ed è proporzionale alla loro intensità. Quindi, essa serve per dire che la sensibilità di un corpo aumenta se gli stimoli aumentano di intensità.

Wilhelm Wundt

Il merito di aver fondato la psicologia come disciplina accademica, va a Wilhelm Wundt, in Germania, che tra il 1858 e il 1862 scrisse il libro "Contributi alla teoria della percezione sensoriale" e più tardi il suo "Manuale di psicologia. Nel 1874 pubblicò l'opera principale: "Principi di psicologia fisiologica". Wilhelm Wundt fu il padre della psicologia, e fondatore del primo laboratorio di psicologia (1879) .. Nel 1875 divenne professore di filosofia a Lipsia, dove fondò il suo laboratorio nel 1879. Nonostante vi fossero ancora termini fisiologia e filosofia, Wundt voleva fare psicologia.

Al laboratorio affluirono allievi e osservatori di tutto il mondo. Veniva studiata la psicofisica ed i tempi di reazione. Era nata la psicologia come disciplina scientifica ed accademica. La cultura di Wundt, la biologia, la fisica, la filosofia, gli avevano permesso di sintetizzare la nuova disciplina.

Hermann Ebbinghaus Nello stesso periodo Hermann Ebbinghaus realizza il primo importante lavoro sulla memoria. Hermann Ebbinghaus fu il primo ad effettuare un lavoro di psicologia sperimentale. Egli si era interessato alla psicologia per caso, trovando un libro di Fechner. Ebbinghaus si occupò della memoria, lo studio alla quale si erano applicati Aristotele e molti filosofi, studiandola nel laboratorio di Lipsia, dove oltre a studiare sensazioni, percezioni, non si studiavano il pensiero, l'apprendimento, la volontà e la memoria. Egli imparava a memoria gruppi di consonanti e vocali senza senso. Combinandole, ottenne 2.300 sillabe. Per impararle, leggeva e le ripeteva dall'inizio alla fine; se si sbagliava o interrompeva nella ripetizione, proseguiva leggendo il resto e poi riprovava a ripetere tutte le sillabe. Si può memorizzare attraverso tre tipi di task: di rievocazione, con la quale viene chiesto a un individuo di ripetere ciò che ha memorizzato; di riconoscimento, con la quale l'individuo deve riconoscere cose già viste o sentite tra altre; di riapprendimento; Ebbinghaus usò questo tipo di task. Nella prima seduta imparava delle sillabe, nella seconda provava a riapprendere la medesima lista; al secondo tentativo, per imparare la seconda lista gli occorreva un tempo molto minore rispetto alla prima.

Ebbinghaus arrivò ad alcune conclusioni: Effetto del superapprendimento: a forza di ripetere, il ricordo migliora (aumentando il numero di ripetizioni, aumenta anche il ricordo). Curva dell'oblio: al trascorrere dei giorni, il ricordo diminuisce. Apprendimento massivo e distributivo: più sedute di studio/memorizzazione sono più efficaci di una lunga seduta singola. Effetto seriale: la memorizzazione dipende dall'ordine di presentazione delle sillabe; quelle iniziali e quelle terminali di una serie si memorizzano meglio di quelle intermedie (poi definito effetto di primacy e di recency).

La Scuola di Würzburg Nella Germania dell'Ottocento, che era diventato il principale centro scientifico del mondo, molti allievi di Wundt fondarono laboratori e scuole. Tra esse la scuola di Würzburg che, con Kulpe, introdusse il metodo di introspezione (dal latino guardare dentro), consistente nell'osservazione delle nostre esperienze personali e interiori. Kulpe utilizzò l'introspezione (tra la fine del XIX secolo ed il primo decennio del XX) per indagare sperimentalmente sugli stati di coscienza che appaiono irriducibili alle immagini mentali e alle sensazioni, così come risulta per esempio durante i giudizi comparativi fra i pesi di due oggetti.

In precedenza questa tecnica veniva usata molto poco con Wundt, perché vi era la preoccupazione che la descrizione di fatti troppo personali facesse perdere di vista gli obiettivi. I soggetti riferivano allo psicologo fatti interiori, con cui egli cercava di non interferire, chiedendo fatti semplici, senza andare a riallacciarli con il passato.

Gli studiosi di Würzburg non si limitarono a studiare le sensazioni, ma estesero la ricerca sperimentale al pensiero, e a ciò che accade nella mente in qualunque momento.

Franz Brentano Più o meno negli stessi anni Franz Brentano propone un approccio filosofico alla psicologia con la sua scuola di Brentano (prima a Würzburg e poi a Vienna).

Brentano può essere considerato il secondo padre della psicologia (insieme a Wundt).