12 dicembre, noto anche come Dodici dicembre, è un film documentario del 1972 diretto da Giovanni Bonfanti e Pier Paolo Pasolini (non accreditato).

Si tratta di un documentario di controinformazione sulla strage di Piazza Fontana e sulla morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli.

Trama Il documentario, attraverso diverse interviste fatte in tutta Italia, analizza alcuni episodi riguardanti la vita politica del Paese. Tra gli intervistati, oltre ai tanti operai e militanti di Lotta Continua, figurano il deputato Achille Stuani, membro del Partito Comunista Italiano; Licia Pinelli, vedova di Giuseppe e diversi avvocati tra cui quelli di Pietro Valpreda.

Le parti girate da Pasolini, «ad un occhio attento, sono facilmente individuabili. Partecipò all'episodio iniziale, quello di Milano, intervistando la famiglia Pinelli e l'avvocato di Lotta continua Marcello Gentini. Poi è la volta del tassista Luciano Paolucci, che convinse il collega Cornelio Rolandi a rivolgersi alla polizia dopo essersi accorto che quel giorno aveva accompagnato in auto l'uomo con la valigetta carica di esplosivo. Paolucci racconta di essere stato più volte contattato dalla polizia allarmata del fatto che potesse conoscere i particolari della vicenda. Rolandi invece morì in circostanze anomale nel dicembre del '71»Pasquale Colizzi, Pasolini e la sua "Lotta continua": il documentario 12 dicembre, L'Unità del 10/11/2005..

Produzione Sviluppo

Il film venne realizzato da Pier Paolo Pasolini su proposta e con la collaborazione di alcuni militanti di Lotta Continua, formazione della sinistra extraparlamentare di orientamento comunista. Durante la realizzazione ci furono divergenze creative tra il noto regista e la dirigenza del gruppo, infatti Pasolini avrebbe voluto realizzare un film di denuncia valorizzando l'aspetto antropologico e sociale del Paese durante quel periodo.; mentre il collettivo di Lotta Continua puntava a un documentario militante in stile anni ’60. I contrasti si protrassero anche durante la fase di montaggio.

In un’intervista rilasciata a Panorama il 31 dicembre 1970 Pasolini citò tra i titoli provvisori Attacco al potere e 1969.

Riprese Le riprese iniziarono il 12 dicembre 1970 e si conclusero nel giugno dell'anno successivo. Esse si svolsero nelle cave di Carrara, a Milano, a Viareggio, a Napoli e nel cimitero di Musocco, luogo di sepoltura di Pinelli. La pellicola venne finanziata da Alberto Grimaldi.

Pasolini diresse personalmente il primo episodio, dedicato alla famiglia Pinelli, e quello relativo alle interviste agli operai dell’Italsider di Bagnoli.

Crediti Pasolini e Grimaldi per evitare eventuali problemi con la giustizia decisero di non far comparire i loro nomi nei crediti del film.

Montaggio Durante le riprese furono filmati di pellicola, ma solo furono montati; i restanti vengono considerati perduti. Il montaggio venne effettuato interamente da Pasolini.

Colonna sonora La colonna sonora del fim è stata composta da Pino Masi, all'epoca membro di Lotta Continua, che contribuì anche come assistente alla regia e montatore.

Distribuzione In Italia venne distrubuito nei circuiti culturali del Circolo Ottobre il 20 maggio 1972. Il documentario fu inoltre presentato nello stesso anno al Festival di Berlino e il 31 ottobre 2014 al Vienna International Film Festival, in Austria.

La versione ridotta è disponibile su YouTube.

Edizione home video La versione ridotta venne distribuita nel 1995 in VHS e nel 2011 in DVD. Essa fu restaurata dall'associazione Fondo Pier Paolo Pasolini con il contributo della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Versione integrale Nel 2013 fu ritrovata in un archivio cinematografico di Amburgo la versione integrale del film, considerata perduta. Questa versione dopo essere stata restaurata, su incarico della casa editrice tedesca Laika Verlag e della Fondazione Cineteca di Bologna, venne proiettata a Bologna nel 2015 durante l'evento Cinema Ritrovato.

Accoglienza Critica Il Morandini assegna alla pellicola 3 stelle su 5. Il documentario venne recensito da Alberto Moravia il 30 aprile 1972 su L'Espresso.

In occasione della proiezione del film restaurato, Wilfried Hippen di Die Tageszeitung ha scritto: «Come indagine su una cospirazione, il film oggi ha solo un valore storico, ma Pasolini va oltre. Cerca di fare un bilancio della resistenza della sinistra nell’Italia di quegli anni. Su questo piano Dodici dicembre è una scoperta». Il sociologo e traduttore tedesco Peter Kammerer lo considera «uno dei più importanti documenti politici dell’Italia del dopoguerra».

Altri media La pellicola uscì in un cofanetto, denominato Dodici dicembre. Un film e un libro, abbinato al libro Il malore attivo dell’anarchico Pinelli, a cura di Adriano Sofri.

Note

Voci correlate Strategia della tensione Autunno caldo

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