Il carro medio M3 era un carro armato medio in servizio nelle divisioni corazzate Alleate dal '42 al '44. I carri con torretta americana erano chiamati Lee, in onore del generale Robert E. Lee. La variante con torretta britannica era conosciuta invece come Grant, dal generale unionista Ulysses S. Grant.

Ampiamente usato durante la seconda guerra mondiale, inizialmente diede buona prova sul fronte del Nordafrica dove risultò superiore ai Panzer III e ai carri M14/41 italiani, mentre poteva battersi alla pari con le prime versioni dei Panzer IV. Ma dal 1943 i suoi limiti vennero a galla e fu presto sostituito dall'M4 Sherman.

Contesto storico All'inizio delle ostilità la Gran Bretagna era priva di una vera componente corazzata, limitata a un numero insufficiente di carri medi e di mezzi leggeri. I carri "leggeri" tipo Mk I Matilda erano appena sufficienti per il combattimento, e gli Mk II Matilda dovevano essere ancora consegnati. A peggiorare le cose, i carri "cruiser" prodotti erano dotati di un cannone con eccellenti prestazioni di perforazione, ma la loro corazza era stata ridotta per aumentare la mobilità, menomata dalla scarsa affidabilità della meccanica. Al settembre 1939 erano presenti circa 1100 carri leggeri e 170 medi, e da questi pochi veicoli si iniziarono a costruire le divisioni e le brigate corazzate inglesi, malgrado le perdite e i problemi operativi.

Col passare del tempo la situazione si era fatta preoccupante: la Germania nazista in pochi mesi conquistò l'intera Europa. La Gran Bretagna alla fine del 1940 aveva disperatamente bisogno d'aiuto: tranne che per i carri Mk II Matilda, non aveva i mezzi per difendersi efficacemente dai Panzer III e Panzer IV. L'unica soluzione possibile era un aiuto dagli americani. Ma anche le truppe corazzate americane erano ancora a livelli embrionali. In 20 anni di progettazioni ed esperimenti, tutto quello che era stato prodotto assommava a circa 300 veicoli, obsolescenti. I nuovi carri della serie M2, sia leggeri che medi, avevano cannoni da 37 mm che non davano possibilità contro i carri di nuova generazione, presenti in Europa e in URSS. Ma l'isolamento degli USA non dava loro l'immediata necessità di costituire una forza da combattimento di grandi dimensioni, e in ogni caso vi era la potenza industriale ed economica per materializzarla. L'unico problema era su quali progetti puntare, perché le tecnologie e i tipi di riferimento erano oramai da sostituire in maniera integrale. Per guadagnare tempo, si decise di utilizzare quanto di immediatamente disponibile.

Progettazione e produzione Il progetto di questo carro venne concretizzato nei primi anni quaranta. Esso rappresentava il primo tentativo americano di sistemare un cannone da 75 mm sui propri veicoli, anche se non in torretta, perché non era abbastanza grande per ospitarlo, ma in casamatta. Questo concetto, presto superato, era condiviso con altri mezzi coevi, come il carro francese Char B1 o l'italiano M11/39.

Il nuovo mezzo venne basato sul prototipo T5E2 del 1938. Esso sostituì così i contratti per il carro medio M2A1, già stipulati nel 1940. Fu principalmente la Chrysler ad assumersi il compito di produrre questo nuovo mezzo (la produzione arrivò fino a 50 pezzi la settimana). La produzione partì rapidamente e per metà 1942 ne erano stati realizzati oltre 5000 esemplari.

Scafo e corazzatura Il nuovo mezzo aveva una struttura rivettata e imbullonata, in acciaio speciale.. Gli spessori erano di circa 50 mm, 2 pollici, per la parte frontale, inclinata, e 38 mm, un pollice e mezzo, per i fianchi, peraltro piuttosto alti e verticali. Il fondo e la parte superiore arrivavano a circa 15 mm.

Lo scafo era a forma assai scatolata, con la ricerca di un volume elevato per ospitare il numeroso equipaggio, necessario per azionare le armi che costituivano un insieme piuttosto complesso. La disposizione verteva su una postazione d'artiglieria a destra, in casamatta, il pilota a lato, dietro il comparto di combattimento con tanto di torrette. Dietro era presente il motore, il cui vano risultava molto più basso e nettamente separato dal comparto di combattimento, tanto che questo possedeva feritoie di tiro anche verso la parte posteriore.

La parte inferiore del frontale dello scafo era costituita da 3 sezioni arrotondate, sistemate attorno alla trasmissione. Le altre piastre cercavano di assicurare una certa inclinazione nella parte frontale del mezzo, la torretta aveva buone doti balistiche, numerose erano le feritoie di osservazione e i portelli disponibili per abbandonare in fretta il mezzo, che ad un certo punto ebbe anche una botola ventrale d'emergenza.

Molte delle componenti meccaniche e della progettazione comunque erano analoghe a quelle del carro M2, per semplificare la produzione del mezzo.

Tra le dotazioni standard, era sempre presente la radio, un totale di 7 portelloni per l'equipaggio e infine apparati ottici piuttosto completi per l'osservazione e il tiro con i portelli chiusi.

Meccanica

Il motore usato nella prima versione del mezzo, l'M3 Lee, era un Continental R-975 da 340 hp a 9 cilindri, raffreddato ad aria, che era posto dietro il veicolo e dotato di un complesso cambio-trasmissione che rendeva possibile l'uso delle ruote anteriori come motrici. Questo tipo di arrangiamento, oggi non applicato in nessun veicolo, era all'epoca molto diffuso per la progettazione di carri armati. Un portello di ispezione era sistemato tra i cingoli, per accedere al motore del veicolo, perché non ve ne erano superiormente.

Le sospensioni erano a mollone verticale, del tipo standard che all'epoca avevano i mezzi americani. Esse erano costituite da 3 carrelli da 2 ruote di medio diametro l'uno, ciascuno con un rullo reggicingolo sistemato vicino. La ruota anteriore e quella posteriore erano "a stella", di disegno caratteristico. I cingoli erano con connettori e piastre lisce, con dentatura centrale molto accentuata per evitare lo scingolamento. Le prestazioni velocistiche e le caratteristiche generali della meccanica erano nel complesso molto buone, anche se non eccezionali.

Armamento Una delle caratteristiche che diedero luogo alle maggiori speranze e perplessità era l'armamento, che presentava pro e contro. L'armamento principale era costituito dal cannone 75 mm M3/M4, nient'altro che un derivato del 75 mm Mle. 1897, il cannone francese da 75 mm della fine del secolo precedente, che per le sue eccellenti caratteristiche fu adottato dall'esercito USA come artiglieria divisionale. Esso aveva una lunghezza di 37 calibri, ma molte delle prime armi in realtà avevano canne più corte. L'arma era dotata di una scudatura ma soprattutto di un sistema di girostabilizzazione, che consentiva in teoria di sparare in movimento.

Dal momento che esso era calibrato per i cannoni a canna normale, per quelli corti fu adottato un contrappeso di forma caratteristica a cilindro attorno all'estremità della canna. La dotazione di munizioni era di 46 colpi, un valore piuttosto limitato per le esigenze dell'epoca, ma i proiettili erano capaci di affrontare corazzati di ogni tipo al momento della loro comparsa in qualità di artiglieria per carri armati. La limitazione reale era quella che i cannoni erano sistemati in una casamatta laterale, a destra, il che consentiva un brandeggio di soli 30 gradi complessivi. Praticamente, si trattava più di un cannone d'assalto piuttosto che di un carro armato.

La struttura prevedeva, apparentemente più per difesa che per offesa, anche una torretta rotante con un cannone da 37 mm M5/M6 di ascendenze tedesche. Questa torre era sistemata sul lato sinistro dello scafo, sistemata quindi in maniera asimmetrica data la casamatta sul lato destro. La sua capacità di brandeggio era di 360 gradi, ma in questo carro armato, la potenza di un cannone di calibro sufficiente e la brandeggiabilità totale non potevano essere abbinate, perché l'anello di rotolamento della torre era troppo piccolo per ospitare grosse armi. Il cannone da 37 era comunque dotato di quasi 200 colpi e perforava circa 40 mm a 400 m, circa la metà di quello da 75. Inoltre non aveva una granata esplosiva abbastanza efficace, essendo il peso di circa mezzo chilo contro 6 del pezzo da 75 mm.

Le mitragliatrici erano presenti in un totale di 4 esemplari Browning M1919A4 in calibro .30 (7,62 mm), 1 coassiale al cannone da 37, 1 sistemata nella cupola del capocarro e 2 a lato del pilota, fisse in avanti. La cupola rotante del capocarro era a tutti gli effetti un'altra torretta, coassiale con la prima e conferente al mezzo una sagoma estremamente caratteristica, nonché molto alta. In tutto il mezzo conteneva 6 uomini, pilota, capocarro, cannoniere di torretta, cannoniere di prua, 2 caricatori.

Il carro M3 Grant aveva rispetto all M3 Lee una torretta di produzione nazionale inglese, ricavata per fusione e priva della postazione protetta per la mitragliatrice superiore. Quindi si può concludere che la differenza fra Lee e Grant è solo nominale. Qui sotto è possibile osservare le armi principali dell'M3, la prima (il 37 mm) era in grado di perforare 30 mm di corazza a poche centinaia di metri, il secondo poteva perforare fino a 50/60 mm di corazza a mezzo chilometro.

Varianti

Ai carri originali, chiamati M3, vennero aggiunti altri modelli secondari, come gli M3A1, A2, A3, A4 e A5. Per l'agosto 1942 già 3243 mezzi erano stati prodotti dalla Crysler e altri 1681 da ditte secondarie.

Tra i miglioramenti ottenuti durante il pur breve ciclo produttivo vi fu la sostituzione del cannone M2 da 75 mm a canna corta con il modello a canna allungata, apparve un periscopio per il pilota e 2 ventilatori per la camera di combattimento. Gli scafi vennero talvolta costruiti per fusione (M3A1), realizzati dall'unica industria americana capace di farlo, la American Loco, che ne costruì 300.

Infine arrivò la costruzione saldata, più semplice da eseguire della fusione e più robusta della rivettatura. Questi erano gli M3A2 e A3, dotati anche di motori diesel invece dei soliti sistemi a benzina di origine aeronautica, che erano piuttosto alti e contribuivano ad una sagoma davvero troppo alta del mezzo. Tra le tante versioni speciali, da segnalare il semovente M.12, con cannone da 155 mm che però non fu un grande successo, realizzato in 100 esemplari.

La versione con un obice da 105 mm, la M7, fu di gran lunga di maggior successo, grazie anche alla struttura che offriva maggiore protezione. L'M7 veniva chiamato Priest (prete), per via dell'affusto per la mitragliatrice pesante da difesa ravvicinata, e spesso nelle cerimonie da campo venne usato davvero come pulpito. Con l'obice divisionale da 105 mm e una grossa quantità di munizioni disponibile questo sistema d'artiglieria era capace di fornire un appoggio di fuoco rilevante alle unità corazzate che oltretutto erano basate su carri dalle caratteristiche meccaniche similari.

Altri modelli riguardavano i trattori d'artiglieria, veicoli recupero e altri tipi ancora, incluso quello con proiettore per l'uso notturno, inventato dai britannici e chiamato Grant CDL. Esisteva anche un veicolo gettaponte, lM31, modifica campale di limitato impiego.

La versione costruita specificatamente per gli inglesi era nota come Grant, e non aveva la cupola del capocarro, risparmiando 30 cm di altezza, mentre la torretta da 37 era più larga e lunga, con una struttura sporgente dall'anello di torretta nella parte posteriore.

Varianti statunitensi

Tra parentesi la denominazione britannica. M3 (Lee I/Grant I) Scafo in lamiere rivettate, torretta a profilo alto, motore a benzina. 4.724 esemplari prodotti. M3A1 (Lee II) Scafo in fusione (bordi arrotondati). 300 esemplari prodotti. M3A2 (Lee III) Scafo in lamiere saldate (bordi inclinati). Solo 12 esemplari prodotti. M3A3 (Lee IV/Lee V) Scafo saldato, due motori diesel GM 6-71 accoppiati, portelli laterali saldati o eliminati. 322 esemplari prodotti. M3A4 (Lee VI)