La chiesa di Santa Maria Maggiore, anche nota come Chiesa Madre o Duomo di Rende, sorge nel cuore del centro storico di Rende, in piazza Dante Alighieri, a 474 metri di altitudine sul livello del mare.

È sede dell'omonima parrocchia dell'arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.

Storia

La chiesa fu eretta una prima volta intorno al XII secolo, però a causa dei molti terremoti che colpirono Rende nei secoli, fu ricostruita numerose volte sulle rovine della struttura precedente. Fu ricostruita una prima volta nel corso del XVI secolo, poi tra il 1740 e 1799 altre due volte.

Della struttura originaria non conserva più nulla, in quanto i vari restauri ne hanno modificato l’aspetto originario romanico. L’edificio, di fatto, riassume lo stile cinquecentesco unito a elementi barocchi settecenteschi, aggiunti durante due fasi di restauro del XVIII secolo: la prima datata al 1740 per mano di Francesco Belmonte e quella postuma al 1783, anno in cui un forte terremoto distrusse in parte la città di Rende, effettuata da Raffaele de Bartolo, resa necessaria dopo i numerosi danni che subì l’edificio. I restauri interessarono principalmente la volta a botte della navata centrale e le colonne in tufo che reggevano gli antichi archi romani, inglobate in altre più spesse in muratura.

Negli anni '30 la chiesa venne interessata da lavori di rifacimento della pavimentazione. Quest’ultima, costituita grandi lastroni tufacei, aveva ceduto in più punti a causa di un movimento franoso verificatosi nei sottostanti sotterranei cimiteriali emersi a seguito degli scavi effettuati in quell’occasione ed oggi peraltro visitabili. Il lavoro venne ultimato con un pavimento maiolicato di piastrelle bianche e nere, tipiche di altre chiese Rendesi. La chiesa fu chiusa temporaneamente a seguito del terremoto del 20 Febbraio 1980. Durante gli anni 90 la chiesa fu interessata nuovamente da lavori di restauro per riportare alcuni degli elementi pre-barocchi della chiesa al loro antico splendore dopo essere stati coperti dagli stucchi. Ad esempio furono messi in vista di nuovo gli antichi blocchi di pietra che costituiscono le colonne, vennero fatte riemergere le antiche arcate murate e si ritornò al pavimento in tufo. Nella stessa occasione fu rinvenuta anche una cripta sotterranea, nella zona destra del transetto.

A seguito del terremoto del 24 Febbraio 2020, la chiesa è stata chiusa al culto perché interessata da alcuni danni dovuti allo scuotimento sismico. Il terremoto ha provocato lesioni nelle navate laterali e nella volta. Nel Maggio 2025 sono iniziati i lavori di restauro. Il 14 Maggio 2026, con una solenne celebrazione presieduta dall’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano Mons. Giovanni Checchinato, la chiesa è stata riaperta al regolare culto.

Esterno

La chiesa presenta una pianta a croce latina con tre navate e cappelle laterali. Si mostra oggigiorno al termine di un’ampia scalinata sul piano del sagrato e con un’armoniosa facciata a salienti, divisa in basso da tre portali in tufo: ad ogni portale corrisponde una navata, di cui la mediana di volume doppio rispetto alle due laterali che l’affiancano. Nel mezzo della fronte campeggia un bel rosone tufaceo a raggira con sedici colonnine sagomate che si dipartono dal centro quadrilobato, originario della prima edificazione.Il Rosone fu restaurato e assemblato, così come alcune parti del portale, all'inizio del XX secolo. In alcune foto più rare in bianco e nero degli anni 1910 è ancora visibile la facciata con un semplice oculo in vetro.

Campanile Alla sua sinistra, sorge una torre campanaria a base quadrangolare, dedicato al SS. Crocifisso ed alla Madonna della neve che è stato innalzato nel '700. In parte fu ricostruito nel 1923 dopo gli ingenti danni prodotti dal sisma del 1905. La torre è al momento inutilizzata perché presenta problemi strutturali.

Interno Navata centrale

La navata centrale è scandita da arcate e da dodici robusti pilastri quadrangolari, che hanno inglobato le vecchie colonne danneggiate dai terremoti. Ogni colonna presenta lesene, sovrastate da capitelli compositi (precedentemente in foglia d’oro zecchino), che sostengono visivamente l’ampia volta a botte mediante una serie di arcate a tutto sesto; altrettante lunette poste all’incrocio degli archivolti, incorporano delle finestrelle vetrate da cui filtrano fasci di luce diffusa che si riflettono sull’oro delle decorazioni, creando uno stupendo gioco di luci e di colori.

Di notevole pregio sono i due affreschi dipinti sulla volta di Cristoforo Santanna, pittore settecentesco, preceduti da uno più recente del XX secolo, che sostituì il primo, sempre del Santanna, distrutto a seguito del terremoto: un affresco dell’artista del ‘700, rappresenta il Trasporto dell’arca nel tempio di Gerusalemme, con Re David ed il corteo al suo seguito; l’altro, racconta la Cacciata di Eliodoro dal tempio.

A dividere la navata centrale dal presbiterio è posto un solenne e ampio arco a tutto sesto decorato da stucchi, al cui culmine è posto un cartiglio recante la scritta “Haec est domus Dei et Porta Coeli”.

All'ingresso, è posta una maestosa bussola lignea scolpita da Matteo Morrone. La porta, di colore verde, presenta 4 dipinti ad olio rappresentanti angeli, realizzati da Cristoforo Santanna.

Pulpito

Nella navata centrale, sulla parete destra a cavallo fra due arcate, si innalza il possente pulpito in muratura bianco decorato da rilievi dorati coperto dal suo barocco paracielo che rende l'arredo tutt'uno con la decorazione neoclassica della chiesa.

Organo e cantoria Sulla cantoria in controfacciata è presente un grande organo a trasmissione elettrica del 1933 costruito dai fratelli Migliorini di Roma; è composto da 1300 canne e due tastiere.

Navate laterali e cappelle Lungo le navate laterali con la volta a cupoletta si susseguono dodici cappelle (sei per navata) con altrettanti altari, nicchie con statue o dipinti.

Nella navata sinistra, (in ordine dall’ingresso) sono presenti: Cappella di Santa Teresa: con l'omonimo dipinto di Giovanni Greco, 1929; Cappella della Madonna del Carmine: dipinta dal Greco nel 1923; Cappella della Sacra Famiglia: la tela omonima sull'altare è di G. Greco, al di sopra di essa un'altra tela rappresenta San Luigi Gonzaga, di autore ignoto del XVIII secolo. Cappella del Santissimo Crocifisso: presenta un altare in marmo, sovrastato da una pregiata e maestosa cornice intagliata da Matteo Morrone nel XVIII secolo. Sopra l'altare su una tela raffigurante "Le Pie donne in pianto" di Raffaele Rinaldi (1896), è posto un Crocifisso ligneo, di ignoto meridionale del XVIII secolo, di perenne devozione. Cappella di Gesù Bambino: Sull'altare, in una nicchia decorata è posta la statua di Gesù Bambino, scolpita e dipinta dall'artista napoletano Citarelli.

Cappella di Sant'Antonio da Padova Spicca per dimensione, a pianta quadrata, sovrastata da una cupola semisferica, presenta un altare ricco di modanature, sovrastato dalla tela del Santo padovano di Giuseppe Grano del 1847. A sinistra, in una cappella laterale, un altarolo ligneo del XVIII secolo, scolpito da maestranze roglianesi. L'altare, della famiglia Vercillo, presenta un dipinto raffigurante la "Madonna in gloria col Bambino". Al lato destro della cappella è posto un coro ligneo intagliato e l'ingresso alla sagrestia. In una nicchia, sulla sinistra, una statua raffigura Sant'Antonio col Bambinello.Nella navata destra, invece:

Cappella di San Giovanni Battista: su un altare ed in una cornice riccamente decorata in stucchi, è posto il dipinto "Il Battesimo di Cristo", di Greco (1928). A destra dell'altare, il Battistero ligneo, realizzato dal Morrone nel 1782 e dipinto dal Santanna. Cappella della Madonna della Consolazione: sull'altare, l'omonimo dipinto di Giovanni Greco del 1928. Cappella di San Francesco da Paola: l'omonimo dipinto del Greco, del 1929. Cappella del Sacro Cuore di Gesù: in un ambiente riccamente decorato, è posto l'altare marmoreo, sovrastato da uno stipo ligneo in stile neogotico realizzato da Giuseppe Prezia, contenente la statua del Sacro Cuore di Gesù. Cappella della Pietà: il dipinto omonimo sull'altare è del Greco (1928)

Cappella del SS. Rosario

Anche questa spicca per dimensioni e presenta (come quella speculare di Sant'Antonio) una pianta quadrata, sovrastata da cupola semisferica. L'altare in stucco, riccamente decorato, presenta un tabernacolo ligneo a tempietto. Sopra l'altare, in una cornice decorata e raffigurante i misteri del Santo Rosario, è posta la tela di Cristoforo Santanna del XVIII secolo, raffigurante "La Madonna col Bambino tra Santa Caterina e San Domenico". AI lati dell'altare, due piccoli coretti. In quello destro è custodita una tela di Greco del 1930, raffigurante San Martino.

Presbiterio

Nel vasto presbiterio, che comprende tutta la zona del transetto rialzato di un gradino, risaltano l’altare maggiore eseguito in marmi versicolore ed ornato con sculture e stucchi lucidi nonché gli antichi stalli del coro scolpiti ed intarsiati in legni contrastanti, uniti gli uni agli altri e disposti simmetricamente su due file, l’una dirimpetto all’altra, in maniera da formare con gli alti postergali di cui sono forniti dei tramezzi atti a delimitare l’ampia superficie del coro dalle adiacenti navate laterali. Nel presbiterio sono stati collocati anche i nuovi arredi liturgici postconciliari: la mensa, l'ambone, e la sede del celebrante e dei concelebranti.Alla parete sinistra del transetto è posta la tela di Donato Magli, del 1966, raffigurante "Gesù che dona le chiavi a San Pietro". Alla parete destra, invece, era posto il dipinto del Santanna "Presentazione di Gesù al Tempio", ora custodito nel Museo Civico. Proprio sotto questo dipinto, negli anni '90 è stato riportato alla luce durante un restauro, un arcata di epoca normanna. Nel transetto, dai lati dell’altare maggiore dietro gli stalli del coro ligneo sono presenti due altari gentilizi con rispettivi dipinti (al momento custoditi nel museo civico):

A sinistra "L’Immacolata tra San Francesco e Santa Chiara", di Giuseppe Pascaletti. Oggi, al suo posto, è presente una tela di arte contemporanea rappresentante “Il Cuore Immacolato di Maria”, dell’artista Antonio Viscardi. A destra "Gesù tra i discepoli", di Cristoforo Santanna

All'incrocio tra la navata e il transetto, lo spazio è chiuso da una tela dipinta tesa all'interno di un tamburo circolare. La tela crea l'illusione ottica di una cupola semisferica che si apre verso il cielo, con un coro di angeli e il trigramma di Cristo (IHS) racchiuso in una raggiera dorata. Alla base, quattro pennacchi decorati collegano la struttura verticale alla volta, sormontati da un cartiglio in stucco recante l'iscrizione “S. Maria ad Nives ora pro nobis”.

Altare Maggiore

L’altare maggiore si impreziosisce con gli stucchi ottocenteschi eRealizzato a metà '800, è stato costruito e decorato per volontà della nobildonna Marietta Magdalone Morelli.con un dipinto, sempre del Santanna, rappresentante “l’Immacolata tra gli Angeli". Quest’ultimo, pare sia stato realizzato dal maestro che prese come modella la sua stessa moglie (nota per la bellezza e delicatezza) per dipingere la celestiale figura mariana, ed i suoi figli per definire il volto degli angeli. Oggi il quadro è conservato all'interno del Museo Civico di Rende.

Note

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