Sulla conduzione di un'operazione militare speciale () è stato un discorso televisivo del presidente russo Vladimir Putin ai cittadini russi e al personale militare delle forze armate ucraine il 24 febbraio 2022, poche ore prima dell'invasione dell'Ucraina. Il discorso aveva lo scopo di informare l'opinione pubblica descrivendo le motivazioni ufficiali di Putin per motivare l'invasione, ma la sua accuratezza fattuale e la sua componente ideologica sono state ampiamente criticate al di fuori della Russia. Per giustificare l'invasione, Putin ha affermato che l'Ucraina è uno stato neonazista e ha fatto riferimento all'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite; entrambi i riferimenti sono stati respinti e criticati da più storici ed esperti.
Contenuti Il 24 febbraio 2022, alle ore 5:30 del fuso orario di Mosca, i canali della televisione di Stato hanno iniziato a trasmettere un discorso del presidente russo Vladimir Putin. 24 Febbraio 2022 en.kremlin.ru/events/president/news/67843
NATO Nel suo discorso Putin ha affermato l'impossibilità di raggiungere un accordo paritario con la NATO e ha accusato l'alleanza militare di espandersi ad est. Putin ha definito inaccettabile l'allargamento della NATO, insieme allo sviluppo militare dell'Ucraina. Ha detto: "Man mano che la NATO si espande a est, ogni anno che passa, la situazione per il nostro Paese sta peggiorando e diventando più pericolosa. Inoltre, in questi giorni la dirigenza della NATO ha parlato apertamente della necessità di accelerare, forzare l'avanzamento delle infrastrutture dell'alleanza fino ai confini della Russia. In altre parole, stanno raddoppiando la loro posizione. Non possiamo più solo guardare cosa sta succedendo. Sarebbe assolutamente irresponsabile da parte nostra".
Putin ha affermato che l'Ucraina stava diventando uno stato "anti-russo", poiché gli altri membri della NATO le avrebbero fornito "le armi più moderne", dicendo: "L'ulteriore espansione delle infrastrutture della NATO e l'inizio dello sviluppo militare nei territori dell'Ucraina sono inaccettabili per noi. Il problema, ovviamente, non è la NATO stessa, è solo uno strumento della politica estera statunitense. Il problema è che nei territori a noi adiacenti – territori che storicamente erano nostri, sottolineo – si sta creando una 'anti-Russia' a noi ostile, posta sotto il pieno controllo esterno; [è] presidata in modo intensivo dalle forze armate dei Paesi della NATO e viene fornita delle armi più moderne".
Annuncio di un'"operazione militare speciale" Putin ha successivamente annunciato l'inizio di un'"operazione militare speciale" nella regione del Donbass, citando l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, la decisione del Consiglio della Federazione sull'uso delle truppe russe in Ucraina e gli accordi con la Repubblica Popolare di Doneck e Repubblica Popolare di Lugansk. Egli ha detto:
Tre giorni prima, il 21 febbraio, la Russia aveva riconosciuto ufficialmente come Stati indipendenti le due repubbliche popolari: erano questi gli accordi con Doneck e Lugansk cui Putin faceva riferimento nel discorso. I trattati stati ratificati dalla Duma di Stato e dal Consiglio della Federazione. Putin ha affermato che lo scopo dell'"operazione" era quello di "proteggere le persone" nella regione prevalentemente russofona del Donbass che, secondo Putin, "da otto anni a questa parte, affronta l'umiliazione e il genocidio perpetrato dal regime di Kiev". Putin ha affermato che "tutta la responsabilità di un possibile spargimento di sangue sarà interamente sulla coscienza del regime che regna sul territorio dell'Ucraina". Putin ha anche affermato che la Russia avrebbe perseguito la "smilitarizzazione e denazificazione" dell'Ucraina.
Putin ha invitato l'esercito ucraino a "deporre immediatamente le armi e tornare a casa", dicendo: "Tutti i militari dell'esercito ucraino che rispetteranno questo requisito potranno lasciare liberamente la zona di combattimento e tornare dalle loro famiglie". Rivolgendosi ai cittadini ucraini, ha collegato le azioni della Russia con l'autodifesa contro le minacce create per essa e "un disastro ancora più grande di quello che sta accadendo oggi", dicendo: "Non importa quanto sia difficile, vi chiedo di capire questo e invitare all'interazione per voltare questa tragica pagina e andare avanti insieme".
Putin ha dichiarato che non c'erano piani per occupare il territorio ucraino e che ha sostenuto il diritto dei popoli dell'Ucraina all'autodeterminazione, dicendo: "I nostri piani non includono l'occupazione dei territori ucraini. Non imporremo nulla a nessuno con la forza. Allo stesso tempo, sentiamo che di recente in Occidente si parla che i documenti firmati dal regime totalitario sovietico, che assicurano l'esito della seconda guerra mondiale, non dovrebbero più essere accettati".
Avvertimento contro l'intervento Alla fine del discorso, Putin ha messo in guardia altri Paesi dall'intervenire nel conflitto, dicendo:
Conseguenze Il discorso di Putin è stato trasmesso in contemporanea ad una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione in Ucraina iniziata la sera del 23 febbraio. In questa riunione, Vasilij Nebenzja, rappresentante della Russia presso l'ONU, ha dichiarato: "Non stiamo compiendo aggressioni contro il popolo ucraino, ma contro il gruppo che ha preso il potere a Kiev".
Pochi minuti dopo l'annuncio di Putin, sono state segnalate esplosioni a Kiev, Charkiv, Odessa e nel Donbass. Verso le 5 ora di Kiev, le forze aerospaziali russe hanno lanciato attacchi missilistici e bombe contro strutture militari ucraine. Le forze di terra sono entrate nel territorio dell'Ucraina da diverse direzioni, tra cui dalla Crimea e dal territorio della Bielorussia, dando inizio all'invasione russa dell'Ucraina del 2022.
Casus belli Espansione della NATO Nel trentennio trascorso dallo scioglimento dell'URSS, del Patto di Varsavia, e della Jugoslavia e il 2022, 14 nazioni dell'est Europa chiesero e ottennero l'ammissione alla NATO; di queste, quattroLettonia ed Estonia direttamente, mentre Lituania e Polonia confinano con l'enclave di Kaliningrad condividono un tratto di confine comune con la Russia. In un meeting internazionale avvenuto a Bucarest nell'Aprile 2008, durante il quale Putin espresse a George W. Bush, al tempo presidente degli Stati Uniti e ad altri leader della Nato, la sua contrarietà all'espansione del'alleanza, l'allora presidente ucraino Viktor Juščenko riguardo la prospettiva per l'Ucraina di entrare a far parte della NATO affermò: "Il nostro Stato ha il pieno diritto di scegliere il proprio modo di sviluppo, di proteggere la propria sicurezza e i propri interessi. I nostri interessi non sono destinati (a essere) contro nessun altro Paese","Our state has the full right to choose our own way of development, protect our security and our interests. Our interests are not destined (to be) against any other country", in: ma in seguito il processo di ingresso ucraino nell'alleanza si arenò. .
L'infrastruttura logistica e gli aeroporti adatti al rafforzamento delle truppe russe furono approntati dopo l'annessione della Crimea alla Federazione Russa nel 2014. Di particolare interesse per la Russia è stato il dispiegamento di sistemi di difesa missilistica in Polonia. Il sistema di difesa missilistica consente di intercettare missili balistici a corto e medio raggio, ma la Russia si è rifiutata di discutere il controllo di queste armi.
Articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e accordi con Repubbliche Popolari di Doneck e Lugansk Il riferimento di Putin all'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite è considerato errato da numerosi avvocati. Secondo Robert Goldman, professore al Washington College of Law, questo è "un palese esempio di violazione dei principi centrali dell'ordine mondiale" e il riferimento all'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite per giustificare azioni militari contro l'Ucraina è "come se uno stupratore accusasse la vittima di aggressione". John B. Bellinger III, membro del Council on Foreign Relations, ritiene che il riferimento alle richieste di aiuto da parte dei presunti sovrani Repubbliche Popolari di Doneck e Lugansk, nessuno dei quali sono membri delle Nazioni Unite, non consenta alla Russia di utilizzare l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, poiché questo articolo consente a uno stato membro delle Nazioni Unite di proteggere un altro stato membro.
Il ricercatore svizzero di diritto internazionale Nico Krisch sostiene che l'articolo 51 è il diritto all'autodifesa in casi eccezionali, principalmente quando un attacco a un paese è già stato commesso o sta per iniziare. Per altre situazioni, c'è il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e altri meccanismi di risoluzione dei conflitti; l'offuscata minaccia che Putin vede come NATO non può giustificare un'azione militare. Krisch ha ricordato che all'inizio degli anni 2000, quando gli Stati Uniti hanno cercato di introdurre il concetto di "autodifesa preventiva" come giustificazione per l'uso della forza militare, la maggior parte dei paesi si è opposta a tale interpretazione e la Russia era tra questi. Il riferimento di Putin all'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite è stato respinto anche dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e dal segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.
Affermazioni su neonazismo e genocidio Come giustificazione per l'invasione dell'Ucraina, Putin ha usato l'immagine dell'Ucraina come uno stato neonazista; secondo gli storici, ha sfruttato il genocidio e le memorie della seconda guerra mondiale. Le accuse di Putin contro l'Ucraina di aver commesso un genocidio nel Donbass sono state ampiamente respinte come prive di fondamento dai principali politici ed esperti mondiali. Il 24 febbraio Putin ha definito la "denazificazione" dell'Ucraina uno degli obiettivi dell'invasione e ha affermato che "i neonazisti hanno preso il potere in Ucraina". In una riunione del Consiglio di sicurezza della Russia il 25 febbraio, ha definito le autorità ucraine "una banda di tossicodipendenti e neonazisti".
Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha rifiutato di considerare gli eventi nel Donbass un genocidio. Ha affermato che "il genocidio è un crimine che ha una definizione chiara e dovrebbe essere utilizzato in conformità con il diritto internazionale. Penso che non sia così". Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha definito "ridicola" la dichiarazione di Putin sul genocidio. L'accusa di genocidio nel Donbas è stata respinta anche dal presidente della Commissione dell'UNESCO per la prevenzione del genocidio Alexander Laban Hinton.
I principali studiosi mondiali della storia della seconda guerra mondiale, dell'Olocausto, del genocidio e del nazismo (Jared McBride, Francine Hirsch, Timothy D. Snyder, Omer Bartov, Christoph Diekman e altri) hanno pubblicato una dichiarazione sul settimanale Jewish Journal indicando l'inesattezza della retorica sul neonazismo, firmata da quasi 150 storici. Il Jewish Journal afferma che gli autori non intendono idealizzare lo Stato e la società ucraini, citando alcuni elementi di xenofobia, ma scrive che "questo non giustifica l'aggressione russa contro l'Ucraina". Il Washington Post ha commentato che "la retorica della lotta contro il fascismo risuona profondamente in Russia, che ha subito enormi perdite nella lotta contro la Germania nazista nella seconda guerra mondiale".