I Mori di Valenza è un'opera in 4 atti composta da Amilcare Ponchielli su un libretto di Antonio Ghislanzoni.
Genesi e fortuna dell'opera Ponchielli avviò la composizione dell'opera nel 1874, ma alla sua morte nel 1886, aveva completato soli i primi 3 atti e una parte del quarto per canto e piano.
La vicenda è ambientata a Valencia all'inizio del XVII secolo, quando Filippo III di Spagna ordinò l'allontanamento dei Mori dalla Spagna. Il libretto di Ghislanzoni è basato su Piquillo Alliaga, una novella di Eugène Scribe.
L'opera era stata acquisita dalla «Casa editrice musicale già Giudici e Strada» da Annibale Ponchiellii che ha ceduto il manoscritto incompleto per canto e pianoforte del compositore e la partitura dell’orchestrazione realizzata da lui tra il 1901 e il 1902. L’opera però andò in scena solo nel 1914 nella nuova versione commissionata da Paolo Mariani, titolare dell'editrice già Giudici e Strada, ad Arturo Cadore, per completare l'opera in occasione del venticinquesimo anno dalla morte del compositore. Andò in scena il 17 Marzo 1914 al Théâtre du Casino a Monaco ed ebbe 3 rappresentazioniWalsh, T. J. (1986). Monte Carlo opera, 1910–1951, pp. 30; 272. Boethius. Dopo la prima a Monaco, l'opera fu proposta all'Arena di Milano diretta da Antonio Guarneri e fu rappresentata ancora nel gennaio 1915 al Teatro Ponchielli di Cremona. A causa della tiepida accoglienza ricevuta dal pubblico di Monaco, Milano e Cremona, I Mori di Valenza non è più stata rappresentata.Streicher, Johannes; Teramo, Sonia; Morini, Mario; Travaglini, Roberta (2004). Scapigliatura & Fin de siècle: libretti d'opera italiani dall'Unità al primo Novecento, p. 200. Ismez
Contemporaneamente l'editore pubblicò una prestigiosa edizione dello spartito per canto e pianoforte (n. ed. 22857)Per lo spartito vedi IMSLP.
Alla morte di Cadore si aprì una battaglia legale per la proprietà dei diritti tra gli eredi dei due compositori che si protrasse per quasi quarant’anni e si concluse con una sentenza che riconosceva agli eredi di Cadore i diritti dell’ultimo atto, mentre la proprietà del resto dell’opera fu assegnata al Comune di Piacenza, subentrato come titolare dei diritti propri dell’editoreCfr. .
Una registrazione dell'opera è stata realizzata a Cremona nel 2007 dall'etichetta discografica Bongiovanni.L'incisione è stata realizzata con l'Orchestra Filarmonica Ucraina di Donetsk; il coro Ponchielli-Vertova di Cremona, direttore Silvano Frontalini, Bongiovanni GB 2419/20. Una recensione è consultabile in
Trama La tragica vicenda è ambientata all’epoca del regno di Filippo III di Spagna, il capo della tribù dei Mori, Alberigo Delascar, a Valencia è travolto dal dramma della condanna a morte del figlio, accusato di aver difeso due mori perseguitati. La sorella, Elèma, di cui il re è innamorato el e aveva promesso che avrebbe esaudito i suoi desideri, si reca quindi a Madrid, a corte, accompagnata dal viceré di Navarra don Giovanni d'Aguilar, la figlia Carmine e il fidanzato Fernando d'Albayada, che però è innamorato di Elèma e le offre la sua protezione, così come il re Filippo. Lei rifiuta entrambi, anche se in realtà è innamorata di Fernando, ma si sacrifica per l'amica Carmine.
Il re esita a firmare la cacciata del Mori, Delascar e la figlia chiedono la grazia per la loro tribù. In un primo tempo il re concede a Elèma e suo padre il permesso di residenza in Spagna ,ma obbliga all’esilio la loro gente. Il padre rifiuta il privilegio e decide di partire. Elèma, turbata dalla riconciliazione di Carmine e Fernando si rifiuta di seguirlo e Delascar, credendola amante de re, la uccide.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Opere liriche di Amilcare Ponchielli