Le Tavole astrologiche di Grand (o Tavole zodiacali di Grand) sono quattro tavole in avorio di elefante, progettate per essere unite a due a due a formare un dittico con una copertura scorrevole; sul dittico è incisa una rappresentazione del cielo astrale greco-romano, con influenze egizie. Furono ritrovate nel sito archeologico di Grand e risalgono al II secolo.
Decorazione
I dittici hanno una dimensione di 29 x 19 cm, e le incisioni furono riempite di colori: le analisi hanno confermato la presenza di rosso vermiglio, nero di galena, giallo orpimento, e che le stelle erano ricoperte di una foglia d'oro.
La decorazione è caratterizzata da fasce concentriche con diverse rappresentazioni astrali: prima fascia: i dodici segni dello zodiaco greco-romano; seconda fascia: lettere greche che indicano il dominio dei pianeti; terza fascia: divinità egizie che simboleggiano i 3 decani di ciascun segno zodiacale; quarta fascia: nomi in copto dei 36 decani corrispondenti ai 12 segni zodiacali. Agli angoli, 4 creature alate, in stile egizio, personificano i venti del cielo stellato.
Storia Nel 1967 e nel 1968, nel pozzo «Jean Duvaux» furono rinvenute quattro tavolette d'avorio che formano due dittici: un dittico è conservato nel Museo dipartimentale dei Vosgi a Épinal, l'altro nel Musée d'archéologie nationale di Saint-Germain-en-Laye.Dechezleprêtre 2010, pp. 86-91.
Le tavolette sembrano essere state rotte intenzionalmente (sono stati ritrovati 188 pezzi) e testimoniano la tradizione egizia del tardo periodo tolemaico o del primo periodo romanoJean-Claude Goyon (Table ronde du 18 mars 1992), «L'origine égyptienne des tablettes décanales de Grand (Vosges)», in Les tablettes astrologiques de Grand (Vosges) et l'astrologie en Gaule romaine, De Boccard, 1993, pp. 63-76. e le influenze orientali che si diffusero in Gallia, soprattutto a partire dalla fine del II secolo.Jean-Pierre Martin (Table ronde du 18 mars 1992), «L'astrologie dans l'occident romain: les conditions de pénétration», in Les tablettes astrologiques de Grand (Vosges) et l'astrologie en Gaule romaine, De Boccard, 1993, pp. 13-29. I nomi dei decani sono trascritti in copto antico con caratteri greci.
Queste tavolette, riservate agli specialisti, venivano utilizzate per stabilire gli oroscopi e per l'astrologia medica. Venivano utilizzati anche per i riti magici, che nell'antichità erano approcci complementari.Dechezleprêtre 2010, p. 87.
Note
Bibliografia Thierry Dechezleprêtre (a cura di), Sur les traces d'Apollon : Grand la Gallo-romaine, Paris/Épinal, Conseil général des Vosges / Somogy éditions d'Art, 2010, 128 p. (ISBN 978-2-7572-0352-1).
Collegamenti esterni
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