La Repubblica degli Escartons (in francese écarter significa "dividere", qui usato nel senso di "ripartire in quarti le imposte") nacque ufficialmente nel 1343 con il nome di Grande Charte (in italiano Grande Carta), la cui capitale era Briançon, ed era sita attorno al Monviso, in un territorio compreso fra Marsiglia e Torino.

La Repubblica degli Escartons (la parola Escartons corrisponde al nome in occitano e all'uso corrente, il termine francese è invece Écarton) di Briançon, era costituita da un insieme di territori montani del dipartimento francese delle Alte Alpi (in francese Hautes-Alpes), della provincia di Torino e della provincia di Cuneo, i quali hanno goduto d'uno statuto fiscale e politico privilegiato dal 29 maggio 1343 al 4 agosto 1789, per la parte francese.

L'appellativo di "repubblica" è in verità un'interpolazione del XIX secolo, mentre la denominazione storica esatta era quella di Principato del Brianzonese, o in francese Principauté du Briançonnais, che fu cancellata nei primi del Settecento col trattato di Utrecht, dopo quattro secoli di vita fiorente.

Storia Nel 1244 il conte di Albon, Ghigo VII concesse agli abitanti del Briançonnais la Carta delle Libertà, che tuttavia ebbe la sua conferma solo il 29 maggio 1343, a Beauvoir-en-Royans, da parte del Delfino Umberto II il Vecchio,Gian Vittorio Avondo e Marco Comello, Frontiere contese tra Italia e Francia, Torino, Edizioni del Capricorno, 2012, ISBN 978-88-7707-160-6. p. 86 che insieme a 18 rappresentanti delle valli alpine, la firmò. Nacque così la repubblica degli Escartons, che comprendeva cinque valli diverse: Briançonnais, Oulx, Casteldelfino, Val Chisone, Queyras.

La carta, con i diritti ivi stabiliti, venne successivamente confermata con lettere patenti da tutti i re di Francia, a partire da Carlo V fino a Luigi XVI (dopo il trattato di Utrecht, naturalmente per la parte di territorio rimasto sotto la Francia). Il territorio, pur non essendo molto vasto, contava più di quarantamila abitanti. Ogni anno i capi dei vari paesi che comprendevano la repubblica si riunivano in consiglio per eleggere un console che guidasse la comunità.

Il "paradosso alpino" Gli antropologi chiamano "paradosso alpino" il fenomeno per il quale, nel basso Medioevo, il livello di istruzione e di apertura culturale di una comunità di alta montagna era superiore a quello degli abitanti della bassa valle.Luigi Zanzi, Enrico Rizzi, "I Walser nella storia delle Alpi: un modello di civilizzazione e i suoi problemi metodologici", Jaca Book, 2002

Lo stereotipo della comunità alpina come una realtà chiusa e impermeabile è smentita da realtà come quella degli Escartons. Caso peculiare all'interno dell'Europa dell'epoca, negli Escartons l'alfabetizzazione era tale che 9 abitanti su 10 sapevano leggere e scrivere e fare calcoli matematici."Gli Escartons e lo strano caso della Repubblica di montagna", articolo su La Stampa del 31 agosto 2006

Nonostante, quindi, nell'immaginario collettivo le regioni di montagna siano considerate aree tecnologicamente e culturalmente più isolate, nella repubblica di Grande Charte la professione più diffusa era quella dell'insegnante a domicilio, basata su tre livelli: quello base, dove s'imparava a leggere e scrivere, quello intermedio dove s'imparava la matematica, e quello alto dove s'imparavano filosofia, arte e lingue.

Territorio Era originariamente formata da cinque Escartons o cantoni:.

il cantone di Briançon, da Argentière a Le_Monêtier-les-Bains (frazione Saint-Gervais); il cantone di Château-Queyras, da Guillestre fino ai valichi del Colle delle Traversette e del Colle dell'Agnello; il cantone di Oulx, da Cesana al torrente Gelassa, compresa Bardonecchia; il cantone di Pragelato, da Sestriere ai bordi di Perosa Argentina; il cantone di Casteldelfino, dal Colle dell'Agnello fino al confine con Sampeyre.

Note

Bibliografia Associazione Culturale La Valaddo, Lous Escartoun, Alzani, Pinerolo (TO), ISBN 88-8170-180-4 Walter Ferrari e Daniele Pepino, "Escartoun" - La federazione delle libertà, Tabor, 2013

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