Il suo regno, dominato dalla personalità del cardinale Richelieu, suo primo ministro, venne segnato dalla lotta contro l'Austria e dal predominio militare francese in Europa, in particolare nella Guerra dei Trent'anni.

Il suo matrimonio con l'infanta Anna d'Austria diede vita a due figli: Luigi XIV, il Re Sole, successore del padre sul trono di Francia, e suo fratello Filippo, duca d'Orléans, fondatore della casata da cui poi discese anche il re Luigi Filippo.

Biografia Infanzia e studi

Luigi, nato nel castello di Fontainebleau nel 1601, fu il primo figlio di Enrico IV e di Maria de' Medici. Venne battezzato il 14 settembre 1606 al castello di Fontainebleau, avendo come padrino (secondo l'uso dell'epoca) il papa Paolo V, che si fece rappresentare in loco dal cardinale de Joyeuse, mentre sua madrina fu la zia Eleonora de' Medici, duchessa di Mantova, sorella della regina Maria.Pierre Chevallier, Louis XIII, roi cornélien, Parigi, Fayard ed., 1979, ISBN 2-213-00689-X, p. 54

Negli anni della sua giovinezza fu rapidamente affascinato dalla musica, iniziando i primi contatti nel campo grazie ai musici di corte, che da sempre avevano attirato la sua attenzione, perfezionandosi poi anche nel canto e nella danza. Tra le sue altre passioni vi fu anche la pittura, sebbene la sua principale passione rimase sempre quella del mestiere delle armi e dei cavalli.Pierre Chevallier, Louis XIII, roi cornélien, Parigi, Fayard ed., 1979, ISBN 2-213-00689-X, p. 35

Sin da piccolo si esercitò con l'arco e nell'uso dell'archibugio con le sue guardie. Ricevette la sua prima lezione scolastica da parte del suo precettore, il poeta Nicolas Vauquelin Des YveteauxPierre Chevallier, Louis XIII, roi cornélien, Parigi, Fayard ed., 1979, ISBN 2-213-00689-X, p. 37, ma non mostrò mai un grande interesse per le lettere, né per la lingua francese né per quella latina, né tanto meno per la geometria. La storia sembrava essere l'unica materia ad attirare seriamente la sua attenzione, assieme alle attività artistiche e militari. Giudicato insufficiente alle esigenze del giovane principe, des Yveteaux venne sostituito nel 1611 dal filosofo Nicolas Le Fèvre, che però morì nel 1612 e venne quindi rimpiazzato da M. de Fleurence. Suo precettore militare fu Gilles de Courtenvaux de Souvré.

Il futuro Luigi XIII crebbe con una profonda venerazione per la figura di suo padre, malgrado egli fosse solito umiliarlo e usare la frusta con lui, come riportano certi commentatori dell'epoca, pur facendogli delle concessioni uniche per la sua epoca, come quella di chiamarlo "papà" e non "monsieur", come la tradizione dell'epoca voleva.Pierre Chevallier, Louis XIII, roi cornélien, Parigi, Fayard ed., 1979, ISBN 2-213-00689-X, p. 40 Il rapporto con la madre fu invece radicalmente diverso e spesso i due si trovarono in conflitto.

Turbolenta reggenza di Maria de' Medici

Luigi XIII ascese al trono di Francia a soli otto anni e mezzo, a seguito del tragico assassinio del padre nel 1610, e venne incoronato il 17 settembre successivo nella cattedrale di Reims dal cardinale François de Joyeuse. Luigi soffrì molto della brutale morte del padre, dalla quale rimase probabilmente traumatizzato, con continue crisi di mancanza d'affetto e con una forma di balbuzie che gli rimase per tutto il resto della sua vita. La madre Maria de' Medici diventò reggente per lui, dato che egli era ancora minorenne, e la situazione rimase tale sino a quando non compì quattordici anni e le poté subentrare autonomamente al governo.

La politica della reggente, ispirata da Concino Concini e da sua moglie Leonora Dori Galigai, fu fieramente avversata dalla nobiltà, specialmente dai Condé, che si sollevarono in armi fra il 1614 e il 1616. Inoltre la Regina Madre era molto contraria alla politica di accentramento dei poteri che aveva contraddistinto il regno di Enrico IV, il che portò in più punti allo scoppio di rivolte, che minarono la stabilità del governo francese stesso. Anche in politica estera la situazione era tesa per lo Stato quanto per Luigi in prima persona: suo padre Enrico IV, infatti, aveva saggiamente predisposto un matrimonio con la principessa Nicoletta di Lorena, figlia del duca Enrico II ed erede appunto dei ducati di Lorena e Bar, matrimonio con il quale la Francia avrebbe potuto tranquillamente spostare i propri confini a oriente sino ai Vosgi, ma il 21 novembre 1615, a Bordeaux, Maria de' Medici costrinse il figlio a un radicale cambio di programma, a suo dire dettato dalle nuove esigenze politiche, e lo fece sposare con la giovane Anna d'Austria, infanta di Spagna.

Matrimonio Il 24 novembre 1615 Luigi XIII sposò quindi la principessa Anna d'Asburgo (22 settembre 1601 - 20 gennaio 1666), figlia del re Filippo III di Spagna e di sua moglie Margherita d'Austria.

Per Luigi questa fu un'ulteriore umiliazione, non solo alla memoria di suo padre, ma anche perché Anna era considerata da lui come la figlia del suo peggior nemico, contro il quale la Francia aveva combattuto in moltissime guerre. Luigi XIII, che all'epoca aveva solo quattordici anni, non poteva evitare questo divorzio dalla Spagna e pertanto fu costretto a consumare il matrimonio, sebbene, come evidenziò il suo medico nelle proprie note personali, il giovane sovrano ripensasse ogni ora a come relazionarsi con la consorte. Il re rimase traumatizzato da questo "rapporto obbligatorio", tanto che aspettò altri quattro anni prima di ritornare nel letto di sua moglie.

Il loro matrimonio non fu mai felice e per gran parte del tempo i due sposi vissero come estranei. Tuttavia, dopo vent'anni di matrimonio e quattro aborti, Anna diede finalmente alla luce un figlio nel 1638, il futuro Luigi XIV, cui ne seguì un secondo, chiamato Filippo, due anni dopo.

Estromissione della Regina Madre e autonomia di governo

L'assassinio, forse ordinato dallo stesso Luigi XIII, di Concino Concini (24 aprile 1617), che aveva avuto una grande influenza nella politica di Maria, fu un'autentica svolta nella situazione politica dell'epoca e tolse effettivamente alla Regina Madre la sua posizione di potere. Da allora, per circa quattro anni, il governo fu nelle mani del favorito del nuovo re, Carlo, duca di Luynes. Nel 1619 la regina scappò al castello di Blois e armò un esercito contro il figlio, con il quale si riconciliò solo a seguito del Trattato di Angoulême, il 30 aprile di quell'anno. La pacificazione, a ogni modo, non durò a lungo e già nel 1620 Maria de' Medici lanciò una nuova guerra civile contro Luigi XIII, nella quale risultò sconfitta nella battaglia di Ponts-de-Cé del 7 aprile 1620 che il re, per parte sua, comandò personalmente. Il re avrebbe poi accettato il ritorno della madre solo sotto l'influenza di Richelieu nel 1621.Mediatore in questa riconciliazione fu proprio il prelato, che ne ebbe in premio la nomina a cardinale.

Politica di Richelieu e lotta contro gli Ugonotti

Con la pace di Montpellier (1622), a conclusione di una rivolta protestante, i diritti dei protestanti emergenti dall'Editto di Nantes furono decisamente ridimensionati. Luigi XIII, deciso a perseguire una politica di ripristino del cattolicesimo e di fine delle lotte religiose per riportare stabilità nel governo della Francia, si era convinto a seguire questa strada, attaccando le roccaforti protestanti. Il sovrano condusse una prima campagna contro i protestanti nel 1621, che portò alla cattura di Saint-Jean-d'Angély, ma non riuscì a difendere Montauban dal duca di Rohan, in gran parte a causa dell'incompetenza militare mostrata da Luynes (il quale morì poi di scarlattina durante l'assedio di Monheurt, mentre già era caduto in disgrazia).

Le ostilità ripresero nel 1622: il 16 aprile, con una manovra sapiente, il re schiacciò il duca di Soubise, che trovò rifugio nell'isola di Oléron. Quindi l'esercito francese si portò ad attaccare i protestanti radicati a Montpellier. Dopo due anni di combattimenti, alla fine venne raggiunto un accordo tra le parti il 19 ottobre 1622, dopo due mesi di assedio. Luigi XIII firmò l'Editto di Montpellier, con il quale riconfermò il precedente Editto di Nantes, concedendo il libero esercizio del culto dei protestanti solo a La Rochelle e a Montauban, per ridurre il rischio di ulteriori rivolte.

Nel 1624 Maria de' Medici, riconciliatasi ormai con il figlio, riuscì a fare ammettere al Consiglio del re il cardinale Richelieu, un prelato che era stato una delle figure chiave in rappresentanza del clero agli Stati Generali del 1614 e già ministro del governo Concini. Malgrado la provenienza della "candidatura" di Richelieu, vi fu subito un'intesa tra il cardinale e il re, al punto che lo stesso Luigi XIII, pur pretendendo che ogni decisione fosse sottoposta alla sua approvazione, lasciò di fatto il governo al brillante ed energico cardinale, che giocò un ruolo prevalente nell'amministrazione del suo regno e cambiò decisamente il destino della Francia per i successivi diciotto anni, identificando con sé stesso la politica francese di quel periodo. Richelieu ebbe due scopi preminenti in politica interna e uno in quella estera: in politica interna, ridurre l'influenza ugonotta sulla monarchia e ridimensionare fortemente l'arroganza della nobiltà francese, sottomettendola al potere regale; in politica estera, lottare contro l'impero degli Asburgo (guerra d'Italia, guerra franco-spagnola, guerra dei trent'anni).

L'altro punto che Richelieu pose all'attenzione del re fu la ripresa della lotta contro i protestanti, in modo pianificato per garantire l'autorità dello Stato radicata sul territorio in maniera stabile. Seguirono quindi una serie di guerre contro gli ugonotti innescate dalla rivolta dei loro capi (il duca di Rohan e il duca di Soubise). Ancora una volta, l'attenzione del re fu rivolta all'abbattimento delle roccaforti protestanti, che rappresentavano una continua minaccia militare e, in particolare, l'attenzione si rivolse questa volta a quella di La Rochelle, la cui posizione sull'Atlantico (era allora il primo porto francese sull'oceano) consentiva loro di ricevere armi e viveri dalla flotta inglese. Dopo 14 mesi di assedio, spesso curato personalmente dal cardinale (fu sua l'idea dello sbarramento che avrebbe impedito l'attracco alle navi inglesi), La Rochelle cadde (ottobre 1628), segnandone il declino commerciale, e la Pace di Alais (1629), pur confermando agli ugonotti la libertà di culto, tolse loro il sostegno militare delle piazzeforti.

Lotta contro gli Asburgo e contro la nobiltà interna

Sistemata la questione dell'ingerenza protestante e della sua minaccia alla stabilità del regno, Luigi XIII si rivolse contro l'Austria e contro l'impero asburgico con il pretesto della successione del duca di Mantova e si trovò inoltre a dovere combattere all'interno della propria famiglia per potere mantenere il proprio trono.

Cospirazioni contro Richelieu e contro il re

Dopo la sua definitiva presa di potere, il rapporto idilliaco instauratosi tra Luigi XIII e il cardinale Richelieu continuava a essere visto in gran sospetto da molti e addirittura con vera e propria ostilità da parte di alcuni membri della famiglia reale per la sua politica anti-spagnola.

Il re, inoltre, era in pessimi rapporti con la moglie perché, dopo 11 anni di matrimonio, la coppia ancora non aveva generato un erede al trono. Nel 1626 venne quindi tramata dalla regina una congiura (cospirazione di Chalais) che coinvolse la duchessa Maria di Rohan e il conte di Chalais, con l'obiettivo di assassinare il re e porre sul trono il suo fratello e, al momento, erede Gastone d'Orleans. Quando la congiura venne scoperta dal re, i responsabili vennero puniti secondo la legge, ma egli si rifiutò di fare condannare la moglie, del cui coinvolgimento nella vicenda era certo, ma semplicemente si limitò a farla vivere appartata rispetto a lui, non potendo intentare né un divorzio né un ripudio per non creare tensioni con la Santa Sede. Una nuova cospirazione si ebbe a opera del duca di Montmorency nel 1632.