La lingua moldava o moldavo (nome nativo: limba moldovenească, лимба молдовеняскэ) è un nome che viene talvolta utilizzato per indicare la lingua romena standard nella Repubblica di Moldavia, fino al 2023 anche ufficialmente.

A questo idioma erano stati assegnati il codice mo in ISO 639-1 e il codice mol in ISO 639-2 e ISO/DIS 639-3. Successivamente sono stati ritirati perché il moldavo è stato assimilato al romeno; quindi il moldavo è stato aggiunto come nome alternativo nella nomenclatura ufficiale dei codici ISO 639.

Nel XXI secolo, a livello ufficiale, il termine "lingua moldava" non esiste più nell'articolo 13 della Costituzione della Moldavia, così come modificata il 16 marzo 2023. Article 13, line 1 – of Constitution of Republic of Moldova

Storia Il romeno come lingua si origina dal cosiddetto "romeno comune", una lingua romanza medievale derivata dal latino volgare e con un substrato traco-dacico, dal quale hanno avuto origine quattro ceppi principali – arumeno (parlato in diverse zone dei Balcani meridionali), meglenorumeno (parlato in Grecia e Macedonia), istrorumeno (parlato in Istria) e dacorumeno (cioè la lingua parlata in Romania e Moldavia). Vi è quindi una controversia legata a se considerare il rumeno una famiglia linguistica oppure un termine per riferirsi unicamente al dacorumeno.

Nell'Ottocento si formò la Romania come aggregazione nazionale di tutte le popolazioni di lingua romanza a nord e ad est del Danubio. Queste comunità neolatine si estendevano anche dai Carpazi fino al fiume Dnepr dell'Ucraina, in territori dove si usava (e si usa tuttora, ma come lingua ufficiale solo fino al fiume Nistro) il dialetto moldavo della lingua rumena.

Con "storia della lingua moldava" ci si riferisce generalmente alla storia dell'uso del glottonimo "moldavo" per riferirsi alle popolazioni di lingua romena abitanti la regione storica della Moldavia, che a partire dal XIX secolo fu al centro di una controversia storica tra i principati danubiani e l'impero russo, poi Romania e Unione Sovietica. Già ai tempi della Grande Unione infatti, era già forte il concetto di distinzione tra romeno e moldavo, secondo uno studio del 1960 condotto nella Moldavia romena dall'atlante linguistico romeno, la maggior parte dei cittadini, alla domanda "che lingua parli?", rispondevano moldavo invece che romeno.Charles King, The Ambivalence of Authenticity, or How the Moldovan Language Was Made in Slavic Review, pp. 117–142 (1999).Vasile Arvinte, Român, românesc, România, p. 50 (1983).

Il culmine della distinzione linguistica si ebbe durante gli anni della dominazione sovietica, la Moldavia venne infatti inclusa nell'Unione Sovietica con la conclusione della Seconda guerra mondiale, prima nella ASSR Moldavia e poi nella propria RSS Moldava, allo scopo di dare ai popoli romanzi della regione una propria identità politica diversa da quella rumena. Ciò fu seguito da un periodo di rigida russificazione della lingua: venne ufficialmente imposta la dicitura "lingua moldava", introdotto l'alfabeto cirillico moldavo (per traslitterare l'originale alfabeto latino e renderla simile al russo), imposta la variante russa dei toponimi (ad esempio Kišinëv invece di Chișinău) ed incentivata la migrazione di etnie russofone nel territorio, che venivano tendenzialmente favoreggiate rispetto all'etnia moldorumena. Se quindi da una parte i sovietici tentarono di aumentare il moldavismo (il pensiero secondo il quale la Moldavia sia da considerare del tutto separata dalla Romania), dall'altra crebbe ancora di più il risentimento contro le autorità.

Nella Moldavia moderna I primi cambiamenti radicali si ebbero con la dissoluzione dell'Unione Sovietica, infatti con la nascita dal moderno stato di Moldavia crebbe esponenzialmente anche il movimento di unificazione tra Moldavia e Romania, contrapposta all'idea di moldavismo. Nel 1989 venne ufficialmente riadottato l'alfabeto latino (la data, 31 agosto, viene ancora festeggiata in Moldavia).

La dichiarazione d'indipendenza della Moldavia (27 agosto 1991) proclamò il romeno lingua nazionale, ma con l'entrata di vigore nel 1994 della costituzione moldava, il moldavo fu ufficialmente considerato come lingua ufficiale. A partire dal XX secolo comunque crebbe sempre di più l'idea che moldavo e romeno fossero la stessa lingua, andando a contribuire alla controversia sull'identità etno-linguistica della Moldavia.

Nel 2003 lo storico moldavo Vasile Stati pubblicò il dizionario romeno-moldavo, con il fine di dimostrare le differenze tra le due lingue. L'accademia romena condannò la pubblicazione del dizionario come una mossa politica, sostenendo che tutte le parole elencate come moldave fossero anche romene fatta eccezione per alcuni prestiti russi, e anche in Moldavia il dizionario non fu accolto positivamente. Nello stesso anno il parlamento moldavo adottò una legge che definiva ufficialmente moldavo e romeno come lo stesso glottonimo, comunque a causa della disputa linguistica la lingua del paese veniva definita solo come limba de stat (letteralmente lingua di stato).

In un censimento del 2004 solo il 16,5% della popolazione della Moldavia si dichiarò di lingua romena, principalmente nelle grandi città, mentre nel censimento del 2024 il dato crebbe a 22.8% ma comunque era ancora inferiore a chi si considerava moldavo, anche il sondaggio sulla "lingua parlata di solito" (non per forza madrelingua), il moldavo superava il romeno di ben 6,8% nel 2014. Uno studio del 1998 aveva dimostrato che più del 53,5% degli abitanti della Moldavia non consideravano moldavo e romeno due lingue separate.Pal Kolsto & Hans Olav Melberg, Integration, Alienation, and Conflict in Estonia and Moldova, pp. 34-35 Nel dicembre del 2013 la corte costituzionale dichiarò che la dichiarazione d'indipendenza avesse la precedenza sulla costituzione, il ché avrebbe reso il romeno la lingua ufficiale Complessivamente il gruppo di quelli che denominano semplicemente la loro lingua "rumeno" raggiunge il 22% dell'intera popolazione neolatina della Moldavia, mentre la percentuale cresce fino al 40% nelle città.

Discontinuazione a livello ufficiale Il 2 marzo 2023 il parlamento moldavo votò per rimpiazzare ufficialmente, nella costituzione, la dicitura lingua moldava con lingua romena, implementando la decisione costituzionale del 2013, il cambiamento venne ufficialmente implementato il 16 marzo 2023 ed entrò in vigore il 22 marzo, per cui il moldavo cessò di essere una lingua a livello ufficiale. La decisione venne condannata dalla Russia, infatti Marija Zacharova, ministra degli affari esteri russi, disse «la lingua romena dovrebbe essere ridenominata moldava, non il contrario», il ministro rumeno Bogdan Aurescu rispose dicendo «questa presunta lingua moldava non esiste, è un costrutto artificiale creato dall'Unione Sovietica e poi utilizzato dalla Russia per ragioni di disinformazione», la risposta russa fu «Anche Bogdan Aurescu non era mai esistito, ma alla fine è stato concepito, quindi è possibile definire anche lui un costrutto artificiale».

Il 13 aprile Aurescu scrisse al ministro ucraino Dmytro Kuleba e chiese pubblicamente di non utilizzare più la denominazione "moldavo" per riferirsi alla minoranza romena in Ucraina. Il 10 ottobre il presidente Volodymyr Zelens'kyj rispose che, sebbene non considerasse la questione particolarmente importante, avrebbe trovato comunque una "soluzione che accontentasse tutti" Mentre il cambiamento venne già indipendentemente implementato da alcune scuole dell'oblast' di Odessa, la proposta nel parlamento ucraino arrivò il 24 dicembre, con la quale la lingua moldava sarebbe stata sostituita dalla lingua romena e rimossa dalla lista delle lingue minoritarie protette in Ucraina assieme a russo e bielorusso La proposta rimase in stato di esaminazione fino al 3 dicembre 2025, quando la nuova proposta (che stavolta manteneva il bielorusso e aggiungeva il ceco) fu ufficialmente adottata. La proposta venne portata anche in Transnistria, ma al 2026 non è ancora stata accettata.

Lingua o dialetto

Il consenso generale dei linguisti è che non esistono differenze significative tra il romeno e il moldavo e che le due lingue sono in realtà espressione della stessa, sebbene sia considerato corretto utilizzare la dicitura "romeno moldavo" per riferirsi al romeno parlato esclusivamente nello stato moderno di Moldavia, riservando il lemma "lingua moldava" unicamente al significato storico che assume (ovvero i tentativi sovietici di renderla una lingua distinta). Esiste infatti un dialetto del romeno chiamato dialetto moldavo (graiul moldovenesc) appartenente alle parlate settentrionali che si parla appunto nella regione romena della Moldavia e, fondamentalmente immutato, anche nella Moldavia indipendente e in parti dell'Ucraina. L'uso del termine "lingua moldava" era limitato a parte dell'ambito ufficiale (ma dal 2023 ha cessato di esserlo), mentre il termine "rumeno" è usato a tutti gli altri livelli. Nelle scuole, nei mezzi, come pure all'interno delle divisioni amministrative, il termine usato è "rumeno".

Le differenze tra romeno standard e dialetto moldavo sono principalmente a livello fonetico e lessicale: la vocale [e] a fine parola viene sostituita con una [i] (es. bini invece di bine), la deaffricazione dell'affricata postalveolare [tʃ] che diventa una fricativa postalveolare [ʃ] (vale a dire la "c" dolce che si pronuncia come una "ș"; și fași? invece di ce faci?), il suono "pi" diventa "chi" (es. schinare invece di spinare), mentre alcuni regionalismi propri del dialetto sono harbuz (anguria, in romeno standard pepene), păpușoi (granturco, in romeno porumb), poamă (uva, termine standard struguri) e oleacă, un'espressione unica del moldavo traducibile come "un attimo!". Frequenti sono anche la semplificazione dei dittonghi e di alcune forme grammaticali – ad esempio il dittongo [o̯a] (soare) diventa [wa], l'articolo possessivo è a meu invece di al meu ed esistono alcune forme verbali ancora utilizzate come forme dialettali come să deie invece di să dea ("che lui dia") o vină! invece di vino! ("vieni!").

Questa varietà di romeno è la stessa parlata anche in Moldavia, senza differenze notevoli, se non per l'utilizzo prolungato di arcaismi romeni e delle rusisme (parole di origine russa o prese in prestito direttamente dal russo) che sono tipiche dei parlanti di Moldavia, questo a causa dell'influenza esercitata sul moldavo da parte delle lingue russa e ucraina, l'insufficienza dei contatti linguistici fra moldavi e rumeni e le inevitabili differenze di pronuncia da una località all'altra. Alcune rusisme ed arcaismi unici della Moldavia possono essere spasiba invece di mulțumesc (grazie), coridor invece di hol (corridoio), pătlăgică invece di roșie (pomodoro), ascensor invece di lift (ascensore), pârjoale invece di chiftele (polpette) e altre.

La definizione di "lingua moldava", come lingua separata dalla lingua rumena, è oggetto di grandi controversie. La creazione di un'identità linguistica separata fu, in effetti, promossa dal governo sovietico per sottolineare le differenze con la Romania, enfatizzando l'influsso letterario e linguistico russo sull'idioma moldavo, e la creazione del moldavo nel 1924 dalla lingua rumena è considerata come un esempio di "separatismo politico di lingua". La "lingua moldava" può essere scritta sia in alfabeto latino (come avviene nella Repubblica di Moldavia) sia in alfabeto cirillico adattato, come avviene ancora oggi in Transnistria e come era obbligatoria nella Repubblica Socialista Sovietica di Moldavia fino al 1989.

Il moldavo attualmente viene parlato da 327.000 persone nell'Ucraina, specialmente nella parte della Bessarabia che è stata annessa all'Unione Sovietica nel 1945. .