Il Dialogo de Cecco di Ronchitti da Bruzene in perpuosito de la stella Nuova (Dialogo di Cecco di Ronchitti di Brugine a proposito della stella Nuova) è un pamphlet pseudonimo pubblicato a Padova nel 1605 scritto in lingua veneta, precisamente in pavano, e attribuito a Galileo Galilei, verosimilmente in collaborazione con il monaco Girolamo Spinelli.

Il testo confuta in chiave satirica le tesi di Antonio Lorenzini da Montepulciano, un aspirante filosofo aristotelico dietro cui gli studiosi intravedono l'ispirazione di Cesare Cremonini, sulla natura della nuova stella apparsa nell'ottobre 1604, oggi nota come Supernova di Keplero. Per imbastire la polemica astronomica, l'autore del Dialogo mette in scena due abitanti del contado padovano, Cecco di Ronchitti e Bortolo, che, osservando il cielo, smontano con l'evidenza empirica le pretese sillogistiche di un filosofo di scuola.

Contesto La comparsa della nova nell'ottobre 1604 riaccese la disputa, ereditata dal dibattito in seguito alla nova del 1572, sull'immutabilità dei cieli sostenuta dalla cosmologia aristotelica. Tra novembre e dicembre dello stesso anno Galileo, allora professore di matematica allo Studio di Padova, tenne tre affollate conferenze pubbliche sul fenomeno nell'Aula Magna del Bo, sostenendo, sulla base del mancato rilevamento di una parallasse, che la stella si trovasse nella regione celeste sovralunare, in contraddizione con la dottrina aristotelica.

Circa un mese dopo, Antonio Lorenzini pubblicò per l'editore padovano Pietro Paolo Tozzi il Discorso intorno alla nuova stella, un opuscolo che tentava di confutare le conclusioni di Galileo riportando il fenomeno entro l'ortodossia aristotelica. Il Dialogo de Cecco di Ronchitti, pubblicato dallo stesso Tozzi nel marzo 1605, è la risposta diretta a questo Discorso. Una seconda edizione fu pubblicata più tardi nello stesso anno a Verona, per i tipi di Bartolomeo Merlo.

Lingua Il Dialogo è scritto in pavano, la lingua letteraria codificata nel Cinquecento da Angelo Beolco, detto Ruzante, e proseguita da una tradizione di autori pre- e post- ruzantiani attiva per oltre tre secoli. L'espediente usato dall'autore è lo stesso meccanismo usato da Ruzante, che firma le sue commedie col nome del proprio personaggio.

Autore Il pamphlet è tradizionalmente attribuito a Galileo Galilei o a Girolamo Spinelli, o a entrambi come coautori. Studi più recenti, ripresi anche in occasione della vendita all'asta di un esemplare della prima edizione da Christie's nel luglio 2025 (aggiudicato per 1,1 milioni di sterline, prezzo record per un'opera di Galileo), descrivono il Dialogo come il primo libro a stampa di Galileo, scritto con la collaborazione del monaco Girolamo Spinelli. Restano solo sette esemplari completi noti, tutti conservati in istituzioni (tra cui la Staatsbibliothek di Berlino e l'All Souls College di Oxford).

Storia editoriale La prima edizione del 1605 includeva in appendice un poemetto anonimo in ottave contro Aristotele, eliminato nella seconda edizione veronese dello stesso anno.

Antonio Favaro ripubblicò il testo originale nel 1881, con annotazioni e commento in Italiano, e lo incluse nel 1891 nel volume 2 nell'Edizione Nazionale delle opere di Galileo, con una traduzione italiana.Favaro (1891, pp.307–334) Una traduzione inglese fu pubblicata da Stillman Drake nel 1976 con il titolo Galileo Against the PhilosophersDrake (1976, pp.33–53). Una traduzione italiana con commento astronomico è stata curata da Alessandro De Angelis.

Note

Categoria:Opere letterarie in veneto Categoria:Storia dell'astronomia