LAssociazione Calcistica Dilettantistica Castel di Sangro Cep 1953, meglio nota come Castel di Sangro, è una società calcistica italiana con sede a Castel di Sangro. Milita in Eccellenza, la quinta divisione del campionato italiano.

Fondata nel 1953 con il nome di Polisportiva C.E.P., la squadra denominata popolarmente Castellodivenne celebre nel 1996, quando, dopo una scalata cominciata dai campionati regionali, arrivò a conquistare la promozione in Serie B (terza società abruzzese a riuscirci dopo e ), realizzando un vero e proprio «miracolo sportivo».. Castel di Sangro, che negli anni 1990 contava circa abitanti, è il più piccolo centro d'Italia ad aver avuto una squadra partecipante alla serie cadetta, categoria in cui i giallorossi disputarono due campionati consecutivi (1996-1997 e 1997-1998), risultando la quarta squadra abruzzese per presenze nella categoria, dietro a , e .

Nel complesso, il Castel di Sangro ha totalizzato nella sua storia 19 campionati nazionali, 16 dei quali nei professionisti, prima del fallimento del 2005.

Dopo il fallimento avvenuto all'epoca della Serie C2 viene fondata nel 2005 lAssociazione Sportiva Dilettantistica Pro Castel di Sangro, poi fallita nel 2012 e quindi scomparsa dal panorama calcistico nazionale. Nel 2012 si costituisce l'Associazione Calcistica Dilettantistica Castel di Sangro Cep 1953 che s'iscrive nell'ultimo livello calcistico abruzzese.

I colori sociali sono il giallo e il rosso, mentre il simbolo è il castello. Disputa le partite di casa al Complesso Polisportivo Erba Sintetica.

Storia Gli inizi L'abitato di Castel di Sangro subì gravi distruzioni a opera di statunitensi e tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Al termine della guerra un parroco, Don Adelchi Sansonetti, organizza una squadra calcistica per aiutare la ripresa della comunità. Nel 1953 viene ufficialmente fondato un sodalizio, emanazione del C.E.P. (il Centro di Educazione Popolare) peraltro già presente nel calcio dilettantistico con una squadra sin dagli anni 1920..

Il club, denominato Polisportiva C.E.P., si iscrive al campionato di Terza Categoria regionale in cui rimarrà per un decennio. A metà degli anni 1960, con una doppia promozione, i giallorossi riescono a raggiungere la Prima Categoria che all'epoca costituiva la massima serie regionale, per poi riscendere velocemente di livello.

L'arrivo di Gravina e Rezza e l'approdo tra i professionisti Negli anni 1980 l'imprenditore di origine pugliese Pietro Rezza, detto Don Pierino, ed il marito della nipote di Rezza, un giovane Gabriele Gravina (futuro presidente della federazione calcistica italiana), con l'avallo dell'allora sindaco Siro Pietro Gargano, decidono di investire nel calcio sangrino.

Nel primo anno della nuova gestione (1982-1983) i giallorossi riescono subito a centrare la promozione in Prima Categoria. L'anno successivo la squadra, affidata a Giuseppe D'Elia, si ferma al secondo posto, a un passo dall'approdo in Promozione, arrivato comunque l'anno seguente sotto la guida di Niccolò Stella. La stagione successiva (1985-1986) il Castello, allenato da Guido Colangelo e Bruno Pinna, centra la doppia promozione (la terza in quattro anni) e conquista il Campionato Interregionale (l'attuale Serie D), arrivando, per la prima volta nella storia del club, a disputare un campionato nazionale.

Il club, ora denominato Castel di Sangro Calcio., disputa due campionati in Interregionale, mantenendosi sempre nella parte alta della classifica e centrando un terzo e un secondo posto. Al terzo anno (1988-1989), sotto la guida di Pietro Fontana, approda per la prima volta in un campionato professionistico, riuscendo nell'impresa di battere, all'ultima giornata e con un gol al 92º minuto, la capolista , prima in classifica, scavalcandola e conquistando la promozione in Serie C2.

Il periodo d'oro Inizia così il periodo d'oro del Castel di Sangro, che tra il 1989 e il 2005 disputerà 16 campionati tra i professionisti, arrivando sino in Serie B.

Gli anni in Serie C2 Al primo campionato in Serie C2, nel 1989-1990, la formazione giallorossa, modellata dal nuovo direttore generale Leandro Leonardi, si piazza a metà classifica. La stagione successiva (1990-1991) la salvezza arriva solamente grazie alla vittoria negli spareggi finali. Dopo un 14º posto in campionato, infatti, il Castel di Sangro, guidato da Renzo Rossi, è costretto a disputare un ulteriore minitorneo con le pari classificate degli altri gironi per evitare la retrocessione; gli abruzzesi riescono a centrare il primo posto e a mantenere la categoria. L'anno seguente (1991-1992) il Castel di Sangro, affidato a Luigi Boccolini, disputa nuovamente un campionato da metà classifica.

Nel 1992 Gabriele Gravina diventa ufficialmente presidente. La squadra guidata dal confermato Boccolini viene notevolmente rinforzata con l'arrivo di Antonello Altamura, Claudio Bonomi, Tonino Martino e Pietro Fusco, ma la penalizzazione di due punti per illecito condiziona l'esito del torneo del Castello, che chiude il campionato solo in 4ª posizione.

All'inizio del campionato successivo (1993-1994) Gravina desidera affidare la panchina a Osvaldo Jaconi, il quale però preferisce andare al , così in Abruzzo giunge Pierluigi Busatta. Nel dicembre 1993, tuttavia, il Catania viene escluso dal campionato per problemi di bilancio, quindi Gravina esonera Busatta e lo sostituisce con Jaconi, con il Castel di Sangro nel frattempo sprofondato nella parte bassa della classifica. Con il nuovo tecnico e gli acquisti del portiere Roberto De Juliis e del difensore Gianluca Colonnello i giallorossi disputano un ottimo girone di ritorno, arrivando infine in 7ª posizione.

La doppia promozione

Nel 1994-1995, al sesto anno in Serie C2, il Castel di Sangro di Jaconi arriva 3º in campionato e si qualifica per la prima volta ai play-off per la promozione in Serie C1. Dopo aver battuto il in semifinale, gli abruzzesi hanno la meglio anche sul , battuto 7-5 ai tiri di rigore nella finale disputatasi ad Ascoli Piceno, conquistando così l'approdo in terza serie.

La storia si ripeterà anche l'anno seguente (1995-1996) in Serie C1. Dopo un campionato esaltante, chiuso in 2ª posizione alle spalle del di Gian Piero Ventura capolista, i giallorossi sconfiggono nei play-off dapprima il di Alberto Cavasin in semifinale, quindi (nuovamente ai tiri di rigore) l' di Enrico Nicolini nella finale di Foggia, arrivando in questo modo a centrare la promozione in Serie B. È da ricordare un particolare curioso: durante lo spareggio finale contro l'Ascoli, appena prima dei tiri di rigore, Jaconi fa entrare il portiere di riserva Pietro Spinosa, mai sceso in campo in tutta la stagione, al posto del titolare De Juliis, il quale esce dal campo piuttosto risentito, tra le perplessità del pubblico e degli altri giocatori, e Spinosa, dopo una serie di errori, risulta determinante per la vittoria degli abruzzesi parando il rigore decisivo, battuto da Manuel Milana. Sempre nel 1996 Gravina cede la presidenza a Luciano Russi, mantenendo la proprietà della squadra.

Il biennio in Serie B

Nel 1996-1997 il Castello disputa quindi il suo primo campionato in Serie B; la squadra è la terza abruzzesedopo e a raggiungere detto traguardo e Castel di Sangro, con i suoi abitanti, diventa il centro abitato più piccolo mai rappresentato in serie cadetta, record che mantiene tuttora. La stagione è segnata da alcuni eventi negativi, come la tragica morte, in seguito a un incidente stradale sull'autostrada del Sole, dei giocatori Filippo Biondi e Danilo Di Vincenzo, e l'arresto per concorso in traffico internazionale di cocaina del difensore Pierluigi Prete, il quale rimane in carcere per tre mesi per poi essere rilasciato e risarcito per ingiusta detenzione.

Nonostante le difficoltà, i giallorossi, impreziositi dall'arrivo nel calciomercato invernale di Daniele Franceschini e Gionatha Spinesi, riescono a compiere l'ennesima impresa, centrando la salvezza con un turno d'anticipo, grazie alla vittoria nel derby contro il di Delio Rossi. La favola del Castello attira l'attenzione di un noto scrittore statunitense, Joe McGinniss, il quale, trovatosi in Italia per intervistare il calciatore del Alexi Lalas, primo giocatore statunitense di origine non italiana a calcare i campi della Serie A, decide di rimanervi fino alla fine del campionato per seguire la squadra abruzzese, scrivendo al riguardo il libro Il miracolo di Castel di Sangro, pubblicato in Italia nel 2001.

Al secondo anno nei cadetti (1997-1998) gli abruzzesi non riescono nell'impresa di salvarsi per il secondo anno consecutivo. In crisi di risultati, a dieci giornate dal termine del torneo, Gravina, ritornato a ricoprire il ruolo di presidente nello stesso 1998, sostituisce Jaconi con Franco Selvaggi, ma il Castel di Sangro non riesce comunque a evitare l'ultimo piazzamento in classifica e la conseguente retrocessione in Serie C1. In Coppa Italia i giallorossi arrivano sino ai sedicesimi di finale venendo poi sconfitti dalla .

Il ritorno in Serie C1 Al ritorno in Serie C1, nel 1998-1999, il Castel di Sangro, guidato da Antonio Sala, si stabilizza sin da subito nella parte alta della classifica, anche grazie ai gol di un giovane Vincenzo Iaquinta. In Coppa Italia gli abruzzesi disputano un ottimo torneo, eliminando formazioni di Serie A, come Salernitana e , e arrivando a giocare gli ottavi di finale contro l' di Luigi Simoni, squadra in cui militano giocatori del calibro di Ronaldo e Roberto Baggio; dopo aver perso l'andata a San Siro per 1-0, i giallorossi si portano in vantaggio nella partita di ritorno con una rete di Alberto Bernardi ma vengono raggiunti due minuti dopo grazie a un rigore siglato da Youri Djorkaeff. L'entusiasmo per la Coppa fa perdere il ritmo nelle partite di campionato al Castel di Sangro, che chiude in 6ª posizione, fuori dai play-off.