Loffensiva di Monastir si svolse tra il settembre e il dicembre 1916, nell'ambito dei più vasti eventi del fronte macedone durante la prima guerra mondiale. L'offensiva venne sferrata dall'Armata alleata in Oriente del generale Maurice Sarrail, una forza multinazionale schierata dagli Alleati a Salonicco fin dal novembre 1915 per aiutare il Regno di Serbia e contrastare le forze degli Imperi centrali nei Balcani, rappresentate principalmente dall'esercito del Regno di Bulgaria sostenuto da alcuni reparti tedeschi. L'offensiva aveva come scopo strategico principale quello di rompere il fronte stabilito dai belligeranti nella Macedonia meridionale e avviare la liberazione del Regno di Serbia dall'occupazione degli Imperi centrali; l'offensiva doveva anche appoggiare le operazioni belliche del Regno di Romania, entrato in guerra a favore degli Alleati il 27 agosto precedente.
L'offensiva prese il via l'11 settembre 1916, con un attacco degli Alleati nella zona compresa tra Florina e il lago Ostrovo nella Macedonia greca nord-occidentale, occupata dai bulgari. L'attacco iniziale dei reparti francesi, serbi e russi ebbe inizialmente successo, respingendo le truppe bulgare dietro il confine tra Serbia e Grecia; Sarrail decise quindi di portare avanti l'attacco puntando all'occupazione di Monastir, importante città nel sud-ovest della Macedonia serba. Gli attacchi degli alleati proseguirono per settimane in un difficile terreno montuoso compreso tra il lago Prespa e l'ansa del fiume Crna, con una lenta avanzata degli Alleati contrastata passo per passo dai reparti bulgari e tedeschi.
Monastir fu infine raggiunta da reparti francesi e serbi il 19 novembre, divenendo così il primo significativo centro abitato del Regno di Serbia a essere liberato dall'occupazione degli Imperi centrali, ma l'attacco degli Alleati andò arenandosi poco a nord di essa entro l'11 dicembre seguente. L'offensiva conseguì ben poco sul piano militare e soprattutto fu di scarso giovamento per la Romania, che nello stesso periodo finì schiacciata e occupata dalle superiori forze degli Imperi centrali.
Antefatti La caduta della Serbia
Il 6 ottobre 1915 un gruppo d'armate congiunto tedesco e austro-ungarico sferrò una massiccia offensiva al Regno di Serbia da nord, lungo il fronte dei fiumi Sava e Danubio; pochi giorni dopo, l'11 ottobre, due armate bulgare si unirono all'offensiva attaccando da est, dopo che il Regno di Bulgaria si era segretamente schierato dalla parte degli Imperi centrali siglando un trattato di alleanza con la Germania il 6 settembre precedente.. I serbi avevano più volte chiesto l'aiuto dei loro più potenti alleati della Triplice intesa per far fronte agli attacchi dell'Impero austro-ungarico, ma le loro richieste erano rimaste per lungo tempo inevase: Francia e Regno Unito erano pesantemente impegnate nei duri scontri del fronte occidentale e non avevano molte risorse da distaccare su altri teatri di guerra; l'accesso alla Serbia era inoltre difficoltoso, visto che la nazione era praticamente circondata da Stati nemici o neutrali. L'unica via d'accesso agevole era attraverso il porto di Salonicco nella neutrale Grecia a sud, da cui partiva una linea ferroviaria verso la Macedonia controllata dai serbi.; l'atteggiamento del governo greco era però ambivalente: il governo del primo ministro Eleutherios Venizelos era favorevole a un'aperta alleanza con la Triplice Intesa, mentre il re Costantino I era di tendenze filo-tedesche e propugnava una politica di stretta neutralità. Lo scontro tra il primo ministro e il sovrano (il cosiddetto "Scisma Nazionale") portò ben presto a decisioni contraddittorie: nel settembre 1915 Venizelos fece mobilitare l'esercito greco e autorizzò lo sbarco di reparti anglo-francesi a Salonicco, ma Costantino bloccò qualunque tentativo di dichiarare guerra agli Imperi centrali e obbligò infine il primo ministro a dimettersi..
Una prima missione esplorativa anglo-francese sbarcò a Salonicco il 29 settembre 1915. Le truppe necessarie a una spedizione in aiuto dei serbi furono infine trovate dopo che gli Alleati ebbero deciso di abbandonare la campagna bellica avviata nell'aprile precedente nei Dardanelli contro l'Impero ottomano; il 5 ottobre i primi elementi di due divisioni francesi e una britannica presero terra a Salonicco; il 12 ottobre il generale francese Maurice Sarrail arrivò per assumere il comando supremo delle forze alleate a Salonicco, anche se inizialmente le truppe britanniche rimasero sotto un comando autonomo. L'intervento degli Alleati giungeva però troppo in ritardo per aiutare la Serbia: il 17 ottobre truppe bulgare interruppero la ferrovia Belgrado-Salonicco a Vranje, mentre il 27 ottobre si assicurarono il controllo della Macedonia centrale, occupando Veles e Skopje. Le forze anglo-francesi avanzarono verso nord in Macedonia lungo la valle del fiume Vardar, ma le armate bulgare si erano ormai frapposte tra loro e i serbi e bloccarono gli Alleati nel corso delle battaglie di Krivolak (21 ottobre - 22 novembre) e di Kosturino (6-12 dicembre). Sarrail coordinò quindi una ritirata ordinata degli anglo-francesi alla volta di Salonicco, attorno alla quale fu realizzato un vasto campo fortificato; non volendo turbare la benevola neutralità della Grecia, le forze bulgare fermarono il loro inseguimento e non superarono la frontiera serbo-greca, limitandosi a completare l'occupazione della Macedonia occidentale, dove il centro di Monastir (l'odierna Bitola) venne preso il 5 dicembre..
Quanto restava dell'esercito serbo attuò, a partire dal 24 novembre 1915, una difficile ritirata verso sud-ovest attraverso le Alpi Albanesi fino a raggiungere la costa del mar Adriatico nell'Albania centro-settentrionale; entro i primi di gennaio 1916 una flotta di navi italiane, francesi e britanniche evacuò il governo serbo e circa soldati dai porti albanesi, trasportandoli a Corfù e Biserta perché venissero riorganizzati e riequipaggiati con l'assistenza degli Alleati..
Il fronte di Salonicco
All'inizio del 1916 Sarrail aveva circa uomini a Salonicco. Il porto era difeso da una triplice linea di trincee e da un vasto sbarramento di filo spinato, ma gli Alleati avevano esteso il loro fronte in Macedonia fino a coprire tutta l'estensione della frontiera tra Serbia e Grecia: sul lato occidentale le truppe francesi avevano stabilito postazioni avanzate fino all'altezza di Amyntaio e Florina, mentre a est i britannici spingevano i loro avamposti fino alle rive del lago Dojran; truppe greche prolungavano poi la linea a destra dei britannici, coprendo il confine tra Grecia e Bulgaria nella Tracia occidentale... I britannici acconsentirono infine a creare un comando congiunto in maggio e Sarrail divenne quindi il comandante supremo dell'appena organizzata Armata alleata in Oriente. Ulteriori truppe alleate iniziarono ad affluire sul nuovo fronte: a partire da aprile 1916 i primi contingenti del riorganizzato esercito serbo sbarcarono a Salonicco, raggiungendo una consistenza di sei divisioni di fanteria e una di cavalleria sotto il comando generale del maresciallo Živojin Mišić; in giugno arrivò un corpo di spedizione russo guidato dal generale Mikhail Diterikhs e forte di due brigate di fanteria, mentre in agosto sbarcò a Salonicco un corpo di spedizione italiano, agli ordini del generale Carlo Petitti di Roreto, composto da una divisione di fanteria e da reparti di rinforzo.. Gli Alleati avevano scarsa fiducia nel fatto che le truppe greche avrebbero combattuto al loro fianco in caso di attacco degli Imperi centrali: il 28 gennaio 1916 i reparti anglo-francesi obbligarono la guarnigione greca a consegnare loro le fortificazioni di Capo Karaburnu, da cui si dominavano gli accessi via mare a Salonicco; in febbraio, dopo alcuni bombardamenti aerei condotti dagli zeppelin tedeschi sulla città, Sarrail proclamò lo stato d'assedio a Salonicco e dispose l'arresto degli agenti consolari degli Imperi centrali e di tutti gli elementi sospettati di fare spionaggio a loro favore. Per tutta risposta, il 25 maggio truppe bulgare e tedesche attraversarono la frontiera e pretesero dalla guarnigione greca la consegna della fortezza di Rupel, una strategica postazione che dominava il passo di Rupel lungo il confine tra Grecia e Bulgaria; agendo su istruzioni del sovrano, il comandante della guarnigione greca consegnò la fortezza dopo aver opposto una resistenza poco più che simbolica..
L'incruenta cattura della fortezza di Rupel rappresentò l'unica azione aggressiva su vasta scala intrapresa dagli Imperi centrali sul fronte macedone per tutta la prima metà del 1916: il comando tedesco pose il veto a ulteriori offensive dei bulgari in direzione di Salonicco, al fine di bloccare nella città le considerevoli forze degli anglo-francesi lì presenti ed evitare che venissero evacuate e rischierate sul fronte occidentale. Fin dal completamento della ritirata dalla Macedonia, a Sarrail era stato ordinato di mantenere un atteggiamento strettamente difensivo sul suo fronte, ma questa impostazione iniziò a mutare all'inizio di agosto 1916: dopo lunghi negoziati i governi alleati convinsero infine il Regno di Romania a scendere in guerra contro gli Imperi centrali, ma il comando romeno chiese che l'Armata alleata di Salonicco sferrasse un'offensiva su vasta scala sul fronte macedone almeno dieci giorni prima dell'apertura delle ostilità da pare di Bucarest, in modo da trattenere quante più truppe bulgare possibile lontano dai confini meridionali della Romania. Nel tentativo di esaudire la richiesta dei romeni, Sarrail sferrò a partire dal 9 agosto alcuni attacchi nel settore del lago Dojran: la battaglia di Doiran vide gli attacchi degli anglo-francesi venire sostanzialmente respinti dalle difese bulgare, ma Sarrail iniziò i preparativi per una più massiccia offensiva da attuarsi per il 18 agosto..
Il comando bulgaro era stato però messo sull'avviso dei preparativi alleati per un attacco su vasta scala e aveva infine strappato ai tedeschi l'autorizzazione a lanciare a sua volta una vasta offensiva per anticipare i piani del nemico. L'attacco delle forze bulgare, sostenute da un ridotto contingente di forze tedesche, partì quindi il 17 agosto, precedendo di un giorno l'analoga mossa di Sarrail: l'azione si sviluppò come un attacco a tenaglia contro la posizione degli Alleati, con un'offensiva bulgara a ovest nella zona del lago Ostrovo in direzione di Florina e una in contemporanea a est verso la valle del fiume Struma, al fine di schiacciare il nemico dentro le fortificazioni di Salonicco e lì assediarlo. L'attacco a occidente portò ai duri combattimenti della battaglia di Florina: scendendo verso sud da Monastir, i bulgari catturarono le cittadine di Banitsa e Florina, ma la dura resistenza opposta dalle forze serbe nella zona compresa tra il lago Petroko e il lago Ostrovo impedì loro di impossessarsi dei passi dei monti Voras e di sfondare in direzione della pianura; l'offensiva si arrestò poi il 22 agosto seguente... L'attacco a oriente ebbe più successo: l'offensiva bulgara dilagò nella regione a oriente dello Struma, portando alla cattura in rapida successione delle città di Kavala, Drama e Serres; le truppe greche schierate nella Tracia occidentale ricevettero l'ordine di non opporre alcuna resistenza e si consegnarono prigioniere agli Imperi centrali, obbligando i britannici a stabilire un nuovo fronte difensivo sulla sponda destra dello Struma..