Aeternitas nella religione dell'Antica Roma era la personificazione divina dell'eternità'. Ella era particolarmente associata al Culto imperiale come una Virtù"Virtù" è un'etichetta convenzionale per questa classe di divinità. del deificato imperatore (divus). Il mantenimento religioso di divinità astratte quali l'Eternità era caratteristica del culto ufficiale romano dai tempi dei Giulio-Claudiani ai Severani.M Fishwick, Imperial Cult, p. 460.
Come le più familiari antropomorfe divinità, Aeternitas e altre astrazioni erano venerate con sacrifici e in templi, sia in Roma che nelle province. Il tempio di Aeternitas Augusta a Tarraco, nella Spagna romanaFishwick, Imperial Cult, p. 461. era riprodotto su una moneta. Robert E.A. Palmer, Studies of the Northern Campus Martius in ancient Rome (American Philosophical Society, 1990), p. 20.
La divinità compare talvolta come Aeternitas Imperii ("Eternità del dominio di Roma"), Alain Gowing, Empire and Memory: The Representation of the Roman Republic in Imperial Culture (Cambridge University Press, 2005), p. 150. dove il termine latino imperium punta verso il significato di "impero". Aeternitas Imperii era tra le divinità che ricevevano sacrifici dagli Arvali in un ringraziamento quando Nerone sopravvisse alla cospirazione e tentativo di assassinio. Un nuovo conio in bronzo fu realizzato in quel tempo, sul quale erano rappresentate la diverse virtù.J. Rufus Fears, "The Cult of Virtues and Roman Imperial Ideology" Aufstieg und Niedergang der römischen Welt II.17.2 (1981), p. 895.
Aeternitas fu, tra le varie virtù rappresentate sulle monete, create sotto Vespasiano, Tito, Traiano, Adriano, Antonino Pio e Settimio Severo. Fears, The Cult of Virtues, pp. 900–901. Le monete coniate tra il 75 e il 79 A.C. sotto Vespasiano mostrano Aeternitas che tiene una testa in ogni mano rappresentando il Sole e la Luna. Raffaele Pettazzoni, Essays on the History of Religions (Brill, 1967), p. 177. Sulle monete di Tito (80–81 AD), Aeternitas tiene una cornucopia, sporge uno scettro, e ha un piede piazzato su un globo, immagine che si collega ai concetti di eternità, prosperità e dominio del mondo. Dal 2º alla metà del 3º secolo, l'iconografa di Aeternitas include il globo, corpi celesti (stelle o sole e luna), e la Fenice, un simbolo del tempo ciclico, poiché la Fenice rinasceva ogni 500 anni. Melissa Barden Dowling, "A Time to Regender: The Transformation of Roman Time", in Time and Uncertainty (Brill, 2004), p. 179. Aeternitas talvolta tiene un globo sul quale la Fenice si posa. Ittai Gradel, Emperor Worship and Roman Religion, Oxford University Press, 2002, p. 309.
Nel suo Matrimonio di Filologia e Mercurio, Marziano Capella dice che Aeternitas è tra le più onorate figlie di Giove. Egli menziona il suo diadema, di forma circolare, che rappresenta l'eternità. Martianus Capella, The Marriage of Philology and Mercury 1.4.13; Danuta Shanzer, A Philosophical and Literary Commentary on Martanus Capella's De Nuptiis Philologiae et Mercuri Book 1, University of California Press, 1986, p. 71.
Il maschio equivalente ad Aeternitas è Aion, il dio del tempo senza limiti, le sfere celesti e lo Zodiaco. Gradel, Emperor Worship and Roman Religion, pp. 310–311.
Note
Bibliografia Duncan Fishwick, Imperial Cult in the Latin West, Brill, 1990
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