Risum teneatis, amici? è un'espressione di Orazio, tratta dallArs Poetica (o Epistola ai Pisoni), citata con riferimento a immagini o situazioni di fronte alle quali risulta impossibile trattenere le risate.
Accingendosi a descrivere i principi del decoro estetico, il poeta immagina una figura mostruosa, concludendo: «Se foste ammessi a vedere un tale obbrobrio, o amici, potreste trattenervi dal ridere?»Orazio fa ovviamente riferimento ai principi estetici del classicismo (decoro, armonia, equilibrio, nitore, ecc.), che escludono dal buon gusto il brutto, il deforme e ogni stravaganza espressiva.
Espressioni equivalenti nell'italiano comune sono, ad esempio: «Ma vogliamo scherzare?», «Ma non mi faccia ridere!», e simili. Ma l'espressione è spesso usata, a livello colto, come commento fra le righe, sottilmente ammiccante e più o meno garbato, di fronte a circostanza comica o ridicola. Con questa funzione la frase dispone, anche in ambiti culturali non classicisti, di una lunga tradizione letteraria e iconografica.Diverse stampe satiriche sono custodite fra le collezioni del British Museum. Si veda questo bell'esempio di Luigi Russo, in una recensione al romanzo di Pier Maria Pasinetti, Rosso veneziano:
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Note
Voci correlate Locuzioni latine Risus abundat in ore stultorum
Categoria:Frasi oraziane