San Donnino (San Dunén in dialetto bolognese) è una zona e area statistica di Bologna, amministrativamente collocata nel quartiere San Donato-San Vitale e demarcata a est dalla Tangenziale di Bologna, a ovest dalla cintura ferroviaria di Bologna, a nord dalle aree agricole comprese tra via San Donato e viale Europa, a sud dal raccordo ferroviario sud del circuito ferroviario di prova di Bologna San Donato con la linea di cintura.

Storia Medioevo ed età moderna La località era già abitata in epoca romana, come attestano alcuni ritrovamenti archeologici; le prime testimonianze tuttavia risalgono al basso medioevo. Il comune Sancti Donini risultava sottoposto al comune di Bologna già nel 1223; per le sue ridotte dimensioni, nel 1297 venne aggregato a quello di Villola, ma nel 1396-97 fu inserito nella guardia civitatis (la fascia suburbana cittadina) come comunità autonoma. Si verificò infatti una crescita della popolazione, passando dai 21 fumanti del 1249 ai 119 individui registrati nel 1408..

Nel corso dell'età moderna San Donnino era un comune autonomo, fino a quando nell'Ottocento venne aggregato a Bologna. A partire dal 1623 la sua chiesa divenne dipendente da quella di Sant'Egidio. La sua popolazione passò dalle 413 anime registrate nel 1587 alle 645 del 1860..

Età contemporanea Il 23 novembre 1868 fu teatro di uno scontro tra civili e forze dell'ordine: gli agenti del Dazio di consumo, recatisi sul posto assieme ad alcuni carabinieri e delegati di pubblica sicurezza per riscuotere il dazio per la macellazione abusiva degli animali, furono fronteggiati dai contadini. Nonostante l'arrivo di una compagnia di 180 carabinieri, i rivoltosi non accennarono a recedere; i militari aprirono il fuoco, uccidendo due contadini e ferendone altri nove.

Nel 1953 fu posata la prima pietra del Villaggio per Case Minime, o Villaggio per Giovani Sposi; il comparto edilizio, su progetto dell'ingegner Giuseppe Coccolini, fu voluto dalla Chiesa di Bologna, in particolar modo dall'Arcivescovo Giacomo Lercaro. I primi appartamenti furono consegnati già nel 1954.

Monumenti e luoghi d'interesse

Casalone Grande edificio rurale risalente alla prima metà del Cinquecento. Appartenuto alla famiglia Torfanini, proprietaria di vasti possedimenti agricoli nella zona, il Casalone si presenta come una villa rurale dai caratteri ibridi tra la dimora rustica e il fortilizio, da cui l'aspetto severo e possente dei corpi di fabbrica. Esso era il centro direttivo di una consistente azienda agricola, guidata da una famiglia colonica che qui risiedeva. Con l'estinzione dei Torfanini nel 1640, l'edificio passò di mano al locale Monte di Pietà, per poi essere acquisito dai conti Marulli nel 1748..

Nel Novecento il Casalone venne acquisito, assieme ai terreni circostanti, dall'Istituto Autonomo Case Popolari, che attorno al Casalone realizzò un grande insediamento residenziale. Dopo la guerra, l'edificio risultava pericolante e versava in gravi condizioni: ciò spinse i residenti della zona a sollecitare lo IACP per risolvere la situazione. Tra gli anni Sessanta e Settanta venne stabilito un piano particolareggiato che prevedeva il recupero dell'edificio e la sistemazione dell'area circostante a parco pubblico. Nel frattempo, lo IACP cedette il Casalone e i terreni attorno al comune, il quale si fece carico di realizzare all'interno dell'edificio spazi ad uso civico e sociale..

Il Casalone, assieme al parco intitolato a Walter Tobagi, rappresenta una centralità per il quartiere, ospitando una scuola dell'infanzia comunale, alcune associazioni e un locale musicale.

Chiesa di San Donnino Chiesa parrocchiale testimoniata sin dal XII secolo.

Parco San Donnino Area verde aperta nel 2013 in seguito ad un processo di progettazione partecipativa con gli abitanti del quartiere.

Unità IACP San Donnino Complesso IACP progettato dagli architetti Giorgio Trebbi e Francesco Santini. Caratterizzato da unità residenziali popolari di grandi dimensioni, la disposizione degli edifici abitativi definisce in maniera netta il perimetro e crea ampi spazi adibiti a servizi scolastici e verde pubblico, prefigurando gli schemi tipici dei comparti PEEP.

Villaggio "Giovani Sposi" Insediamento residenziale voluto dal cardinale e arcivescovo di Bologna Giacomo Lercaro e realizzato tra il 1953 e il 1954. Il complesso è formato da 41 edifici a schiera di uno o due piani, per un totale di 74 appartamenti; l'intenzione era di destinarli alle giovani coppie sposate ad un prezzo agevolato.

Trasporti L'area di San Donnino è servita dalle linee urbane di autobus del trasporto pubblico TPER che insistono sulla via San Donato.

È previsto che San Donnino sia servita dalla linea 1 della rete tranviaria di Bologna, che al 2025 è in fase di realizzazione.

Note

Bibliografia

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