Biografia Non si conosce nulla della vita e dell'operato del vescovo Alberico, noto solamente in due documenti coevi. Gerhard Schwartz, Die Besetzung der Bistümer Reichsitaliens unter den sächsischen und salischen Kaisern: mit den Listen der Bischöfe, 951-1122, Lepizig-Berlin, 1913, pp. 265.

L'8 settembre 1105 papa Pasquale II, su richiesta del preposito Enrico di Arezzo, confermò con la bolla Sicut iniusta, scritta da Civita Castellana, i privilegi e i beni dei canonici della cattedrale di San Donato. Regesta pontificum romanorum, edizione Philipp Jaffé, seconda edizione riveduta e ampliata a cura di S. Loewenfeld, F. Kaltenbrunner e P. Ewald, primo volume, Lipsia, 1885, p. 721, nº 6038. Tra i 5 firmatari, oltre al papa, ai vescovi Riccardo di Albano e Bruno di Segni, e al cardinale-presbitero Riso del titolo di San Damaso, si trova anche Albericus episcopus Sutrinus. J. von Pflugk-Harttung , Acta pontificum Romanorum inedita, Zweiter Band, Stuttgart, 1884, p. 186, nº 222.

Alberico è noto ancora per la controversia che lo vide opposto a Guido, vescovo di Tuscania, documentata da un memorandum (memoratorium) non datato, Studi e documenti di storia e diritto, pubblicazione periodica dell'Accademia di Conferenze Storico-Giuridiche, Anno VII, 1886, pp. 210-212, nº XXII. che riferisce fatti ascrivibili a prima del 1113.Giuseppe Signorelli, Viterbo nella Storia della Chiesa, vol. I, Viterbo, 1907, pp. 116–117. La diocesi di Centumcellae era stata soppressa sul finire dell'XI secolo e il suo territorio annesso a quello della diocesi di Tuscania. Alberico di Sutri rivendicò per sé l'antica sede episcopale, e in un concilio lateranense, presumibilmente quello di marzo 1112 Theodor Hirschfeld, Das Gerichtswesen der Stadt Rom vom 8. bis 12. Jahrhundert wesentlich. nach stadtrömischen Urkunden, Archiv für Urkundenforschung, Vierter Band, 1912, p. 546 e nota 3., ottenne che il territorio della soppressa diocesi fosse annesso a quello della diocesi sutrina. Guido di Tuscania, per tre volte convocato per esporre le sue ragioni, si presentò in ritardo a decisione già presa, contro la quale protestarono anche gli abitanti di Centumcellae. Il papa ordinò allora la revisione della sentenza, ma il concilio si chiuse senza giungere ad una conclusione.Paolo Calisse, Storia di Civitavecchia, Firenze, 1898, pp. 105-110. Non si conosce l'esito finale della controversia: quando, verso la fine del XII secolo, la sede di Tuscania fu trasferita a Viterbo, i territori della nuova diocesi comprendevano anche quelli di Centumcellae.

Note

Categoria:Vescovi di Sutri