In questa voce sono riportate informazioni relative alla storia ed evoluzione della tifoseria del Cagliari Calcio, società calcistica italiana con sede a Cagliari. Composizione demografica Nell'ultima rilevazione ufficiale della Lega Serie A, risalente al 2013, il Cagliari Calcio è risultata l'8ª squadra d'Italia per numero di tifosi, con 446.376 sostenitori. Un sondaggio indipendente effettuato dallo "Studio Grizzaffi", azienda specializzata in ricerche di mercato, e pubblicato dalla stessa il 3 ottobre 2015, colloca invece il Cagliari all'11º posto, a pari merito col Torino, e in riferimento alla stagione 2014-2015.
In ambito nazionale, secondo la ricerca multiclient annuale "Sponsor Value", realizzata dal 2001 da StageUp e Ipsos su un campione di riferimento nella popolazione italiana di età compresa tra 16 e 64 anni, al 2023 il Cagliari risultava essere l'ottava squadra di Serie A più tifata d'Italia, potendo contare su un seguito stimato in circa tifosi; i rossoblù, rispetto al quadriennio precedente dell'indagine "Sponsor Value", nelle loro partecipazioni al massimo campionato risultano sempre all'ottavo posto avendo in linea di massima la stessa base di tifosi (471 mila nel 2021, 524 mila nel 2020 e 520 mila nel 2019).
Sempre in Italia, in base ai sondaggi condotti dalla società "Demos & Pi" sul tifo calcistico e sportivo degli italiani, pubblicati sul quotidiano la Repubblica e realizzati quasi annualmente nel periodo compreso tra il 2005 e il 2024, nell'unica rilevazione in cui il Cagliari è stato preso in esame (2010) gli è stato attribuito, nel Paese, una percentuale di tifoseria del 2,10% tra coloro che seguono il calcio.
Spettatori La tifoseria rossoblù contribuisce ad una percentuale di riempimento della Unipol Domus, durante le gare casalinghe del Cagliari, pari al 97,98% che risulta tra le più alte del panorama calcistico italiano nella stagione 2023-2024. Nel nuovo stadio, inaugurato nel 2017, la migliore media di pubblico stagionale per la squadra, in campionato, è stata registrata nell'annata 2018-2019, quando vi fu una presenza media di spettatori per gara mentre il primato di abbonamenti stagionali in campionato dei sardi, acquistando tessere, è stato nella stagione 2023-2024. I record assoluti di media spettatori e abbonamenti in campionato della storia del Cagliari sono però legati al vecchio stadio Sant'Elia, che disponeva di una capienza maggiore di pubblico, e sono entrambi riferiti alla stagione 1970-1971, annata successiva alla conquista dello storico scudetto da parte dei sardi: spettatori in media nelle partite con abbonati.
Anche il record assoluto di spettatori per un incontro casalingo del club appartiene ovviamente al vecchio Sant'Elia e fu registrato il 16 settembre 1970, appena quattro giorni dopo l'inaugurazione dell'impianto, per la partita Cagliari- di Coppa dei Campioni 1970-1971, con paganti allo stadio cagliaritano.
Fan club Le prime forme di tifo organizzato apparvero negli anni 1960 grazie ad alcuni supporter guidati da Mario Sardara, meglio noto con il soprannome di Marius, il quale nel 1967, nel suo omonimo bar in piazza Yenne a Stampace nel centro storico di Cagliari, fondò il primo Cagliari Club. Il tifo organizzato da Marius era caratterizzato anche dalla presenza di una piccola banda musicale e da trombettieri. Fu lui, tra le varie attività, a ideare la vestizione di rossoblù della Statua di Carlo Felice nella stessa piazza, in occasione della prima promozione in Serie A nel 1963-1964 e successivamente per gli altri risultati prestigiosi della squadra, Scudetto del 1970 compreso. La sua presenza durò fino alla metà degli anni 2000 e animò prima il settore Distinti e poi la Curva Sud dello Stadio Sant'Elia. I club di tifosi progressivamente crebbero fino a raggiungere sedi in quasi ogni paese della Sardegna ma anche in Italia e all'estero grazie alla presenza dei tifosi emigrati. Nel 1989 aprì in via Ariosto la sede del Centro Coordinamento Cagliari Club, luogo in cui sono custodite, tra le altre cose, memorabilia dei tifosi e del club.
Tifoseria organizzata
Negli anni 1970 si sviluppò, come in Italia, il movimento ultras. Il primo gruppo fu fondato nel 1977 con il nome di Brigate Rossoblù, a cui si affiancò la Fossa Ultrà, con questi ultimi che nei primi anni 1980 progredirono fino a seguire la squadra anche in "Continente" e ad incontrarsi con altre tifoserie avversarie. Tuttavia il fenomenò scemò anche a causa della parabola discendente della squadra in quel decennio dopo i fasti dello Scudetto. Nacquero comunque il Commando Ultrà Young Supporters che poi si fuserò con gli Ultrà Cagliari. Il 6 febbraio del 1987 alcuni dei membri di questi gruppi diede origine agli Sconvolts. Due anni dopo, nel 1989, nacquero anche i Furiosi. Questi due gruppi monopolizzarono il tifo più acceso in tutti gli anni 1990 e inizio anni 2000, mai legando come avvenuto ai precedenti gruppi e anzi arrivando ad una lotta interna che determinò nel 2004 lo scioglimento dei Furiosi e portò il gruppo degli Sconvolts ad essere tuttora unica frangia ultras rimasta nella Curva Nord dei vari stadi succedutisi in questi anni.
Gemellaggi e rivalità
Gemellaggi e amicizie
La curva cagliaritana mantiene da decenni una linea contraria a formali rapporti di gemellaggio con altre tifoserie. Dopo la rottura, negli anni novanta, di storici gemellaggi con gli ultras di e Sampdoria, e lo scioglimento nel 2004 del gruppo ultras Furiosi Cagliari 1989 (gemellato con gli ultras del Verona, rivali degli oggi egemoni Sconvolts Cagliari 1987), l'unico formale rapporto di gemellaggio che rimase vigente fu quello con gli ultras del , infine disciolto nel 2012.
Il rapporto più stretto oggi esistente, per quanto non risulti sancito da un formale gemellaggio, è quello con la tifoseria conterranea dell'.
Sono inoltre vigenti rapporti di rispetto reciproco con le tifoserie di e .
Rivalità
A livello ultras è molto sentita, nonostante i rarissimi incontri sportivi nel corso della storia, la rivalità con la tifoseria della , squadra di Sassari, la seconda città della Sardegna per numero di abitanti. L'antagonismo, fondato su storiche dinamiche di campanilismo isolano, fu alimentato in seguito alla nascita dei rispettivi gruppi ultras negli anni Ottanta, durante i quali un Cagliari decaduto incrociò diverse volte, tra il 1987 e il 1989, la Torres in Serie C1. La rivalità ha periodicamente generato diversi tumulti, anche per motivi pretestuosi, come un'amichevole dei cagliaritani nel nord dell'isola o incontri dei sassaresi nel sud, nel corso della militanza nei vari campionati sardi.
Particolarmente sentite anche le rivalità con le tre grandi squadre del Nord Italia, , e (nonostante una passata amicizia tra gruppi ultras) , che contano nell'isola su un certo sostengo mal visto dai tifosi del Cagliari e oggetto di cori di scherno durante le partite giocate in Sardegna dai tre club.
Un'altra rivalità molto sentita è quella con il , che ha origine negli anni Novanta. Nel giugno 1997, il Cagliari dovette giocare lo spareggio salvezza contro il , e Napoli fu scelta come città ospitante. Al porto e allo Stadio San Paolo i tifosi, compresi non appartenenti alle frange più estreme e famiglie con bambini, vennero aggrediti dai tifosi locali (i quali sostennero gli emiliani durante la partita). Da lì in poi nacque un'acerrima rivalità che sconfinò pure in ambiti extracalcistici, come nel 2008, quando si generarono dei tafferugli a causa della crisi dei rifiuti in Campania, con la Regione Sardegna decisa ad accogliere parte dei rifiuti nell'isola.
Altri rapporti di rivalità sono quelli con le tifoserie di , , , , , , e .
Note
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