Il Pavia Calcio 1911 S.S.D. a r.l., meglio noto come Pavia, è una società calcistica italiana con sede nella città di Pavia. Milita in Serie D, la quarta divisione del campionato italiano.
Fondata nel 1911 con la denominazione Associazione Calcio Pavia, nel corso dei decenni ha più volte mutato assetto sociale, incorrendo in scioglimenti, rifondazioni e fusioni.
Nel corso della sua storia, la squadra pavese vanta quattro partecipazioni al campionato nazionale di Serie B (ultima delle quali nella stagione 1954-1955). Il palmarès include inoltre le vittorie di un campionato di Seconda Divisione, di un campionato di Serie C e di due campionati di Serie C2. Dal 1919 al 1922 ha disputato tre stagioni in Prima Categoria, l'allora massima serie del campionato calcistico.
Il colore sociale è l'azzurro. Disputa le partite di casa allo stadio Pietro Fortunati.
Attualmente occupa il 111º posto per la classifica perpetua della Serie B e il 76ª della graduatoria per la tradizione sportiva dei club calcistici secondo i criteri della FIGC.
Storia Le origini del calcio a Pavia e la fondazione del club (1911) Il calcio sbarca a Pavia nel 1907, con la fondazione della Goliardica, squadra nata intorno alla locale università; l'iniziativa non fu particolarmente seguita e durò quattro anni. La società sportiva nacque il 3 novembre 1911 con il nome di Pavia Football Club, grazie al lavoro di Emilio Piatti, Achille Pecci e Giovanni Ferrari; la presidenza venne affidata allo stesso Piatti e già alla costituzione la società contava più di trenta soci. Durante i primi mesi di vita il Pavia giocò solo partite amichevoli, delle quali ricordiamo le vittorie contro il Varese e contro il Savoia. La prima partita di cui si ha notizia è una vittoria ai danni del Casteggio per 3-0. Per ragioni economiche, si provvede quasi subito alla fusione con la Società Ginnastica Pavese ed al conseguente cambio di nome in Società Ginnastica Pavese - Sezione Calcio, nel 1912.
La fusione dura una sola stagione: partiti alcuni giocatori per la leva obbligatoria nella primavera 1913, la società si sfalda e l'attività calcistica ne risente. Staccatasi dalla Società Ginnastica Pavese e costituito un nuovo direttivo con il ragionier Cartasegna, l'avvocato Ferrari ed il ragionier Bianchi, la società ritorna alla vecchia denominazione Pavia F.B.C. iscrivendosi ai campionati lombardi FIGC.. Rimediato un campo di fortuna, non rispondente agli standard prescritti per l'iscrizione alla Promozione, si è costretti a partire dalla Terza Categoria e dopo una vittoria all'esordio (4-0 all'Ausonia Pro Gorla) si perdono tutte le rimanenti partite, comprese quelle a cui il Pavia è costretto a dare forfait a causa della partenza per la leva militare di alcuni dei migliori giocatori. Il 22 marzo 1914 sul campo di Piazza d'Armi, in amichevole, il Pavia viene sconfitto dalla seconda squadra dell'Internazionale per quattro reti a treDalla Provincia Pavese del 25 marzo 1914.. Terminato il primo marzo il campionato, Mario Calcagni dona alla società un terreno presso Pavia, in località San Giuseppe, che dopo appena 40 giorni vede sorgere lo Stadium. Viene inaugurato il 13 settembre 1914 con due gare amichevoli: in apertura si gioca Pavia-Enotria (1-2) e a seguire Internazionale-Genoa (2-2). L'avvenimento richiama la folla delle grandi occasioni.
Dalla promozione in Prima Categoria al secondo dopoguerra (1914-1957) Nel 1914 gli azzurri vengono ammessi al campionato di Promozione 1914-1915, grazie all'ottimo impianto sportivo omologato e alla garanzia di una notevole solidità finanziaria. La vittoria del torneo permette l'accesso in Prima Categoria. Dopo aver superato il girone eliminatorio per le finali, con la prima guerra mondiale alle porte ed alcuni giocatori già sul piede di partenza per il fronte, il Pavia precede in classifica l'Ausonia Pro Gorla e sbarca nella massima divisione calcistica.Il campionato non fu portato a termine domenica 30 maggio, ma il Pavia ottenne il titolo perché aveva 3 punti di vantaggio sulla seconda classificata. Passeranno, però, quattro anni prima di vedere il rinnovato A.C. Pavia tornare a calcare i campi di gioco, a causa della sosta forzata dei campionati per il conflitto mondiale..
Nel 1919 inizia l'avventura in Prima Categoria e, dopo due anni a buoni livelli., nel 1922 arriva la retrocessione, seguita nel 1924 dalla caduta in Terza Divisione regionale e dal definitivo e mesto ritiro dall'attività agonistica. Dopo un periodo di crisi, nel 1919 spuntano i nero-verdi dellArduino F.C., decisi a tenere alto il nome di Pavia nel mondo del pallone. Partiti dal campionato provinciale U.L.I.C., di successo in successo e rilevato il titolo sportivo del defunto Pavia (nel 1927), cambiando nome in Arduino Pavia F.C., giungeranno fino alla Seconda Divisione.
Accanto all'Arduino nasce anche la S.S. Vittoria (maglia rosso-verde), sempre militante in Terza Divisione ed infine ammessa alla Seconda Divisione quando ormai la fusione tra le due compagini cittadine era praticamente decisa: è il 1928 quando torna a chiamarsi Pavia F.B.C.. Dal 1929 al 1935 la società è guidata dal presidente Angelo Nicolato. Gli obiettivi sono ambiziosi e l'approdo in Serie B nel 1933 ne è la prova; il campionato cadetto si rivela però troppo oneroso e nel 1935, per la seconda volta, nel pieno svolgimento del campionato, gli azzurri lasciano il mondo del calcio. A placare la sete di calcio giocato della città arriva, nel 1936-1937, l'''Associazione Calcio Pavese Luigi Belli (maglia bianco-nera)., che si stabilisce in Serie C fino al 1942 quando, a seguito della fusione con i cugini del Dopolavoro Aziendale Vittorio Necchi, squadra legata all'omonima impresa metalmeccanica con sede a Pavia (celebre soprattutto per le sue macchine per cucire), con la nuova denominazione di A.C. PaviaComunicato della Presidenza Federale N. 2 del 16 settembre 1942, pubblicato sul Littoriale del , si iscrive al campionato di Serie C 1942-1943..
Passando attraverso la seconda guerra mondiale ed il Torneo Benefico Lombardo 1944-1945., ritorna in Serie C, adottando le celebri maglie granata.. In questo periodo è presidente della squadra il cavalier Pietro Fortunati; nel 1953 arriva la promozione in Serie B. Due campionati vedono i granata nella serie cadetta, prima del ritorno in Serie C; tuttavia dapprima avviene la retrocessione e il successivo 11 settembre 1957 l'A.C. Pavia si ritira dal campionato di Serie C per inadempienze economiche e si scioglie, venendo radiata dai ruoli federali FIGC.
Dalla rifondazione del 1957 alla crisi degli anni novanta Il calcio pavese rinasce a fine settembre 1957 con lUnione Sportiva Pro Pavia che si affilia alla Lega Regionale Lombarda, fornendo le dovute garanzie per iscriversi al campionato di Prima Divisione 1957-1958Comunicati Ufficiali dell'Archivio Storico del C.R.Lombardia - Milano Via Pitteri 95/2. Società di nuova affiliazione: in data 29 settembre 1957 è affiliata alla Lega Regionale Lombarda la Unione Sportiva Pro Pavia.Nella struttura dei campionati dell'epoca la Prima Divisione era la massima competizione in cui ci si poteva iscrivere fornendo le dovute garanzie finanziarie ed infrastrutturali, pur essendo privi di un titolo sportivo..
Nel 1959 si aggiunge lAssociazione Sportiva Pavia, ridenominazione di un previgente club localeArchivio Storico del C.R.Lombardia: fondato il 10 ottobre 1949 con la denominazione G.S. F.Ghinaglia si affilia alla Lega Regionale Lombarda all'inizio della stagione 1952-53 partendo dal Campionato Lombardo di Seconda Divisione gestito dal Comitato Pavese. All'inizio della stagione 1959-1960 cambia denominazione in A.S. Pavia., mentre l'US Pro Pavia ritocca la sua ragione sociale in Football Club Pavia. Le due squadre si ritrovano nella neoistituita Prima Categoria, e nel 1960 convengono di unire gli sforzi procedendo alla fusione che permette all'''Associazione Calcio Pavia di disputare la Prima Categoria 1960-1961. Bisognerà aspettare sei anni per rivedere il Pavia in Serie D: gli azzurri superano sul filo di lana l'Asti, ma la permanenza è molto breve, dato che l'annata successiva la società di via Alzaia si ritrova in Promozione dopo un campionato deludente. Le difficoltà, anche a livello societario dopo l'addio del cavalier Fortunati, non mancano, tuttavia, con l'arrivo al timone di Mario Migliorini, si comincia ad intravedere uno spiraglio di luce.
Con il nuovo presidente ed il suo staff, nel campionato 1976-1977 arriva la promozione in Serie D, seguita l'anno dopo dal salto in Serie C che, proprio in quell'anno, si trasformerà in Serie C2. Gli azzurri trovano una loro dimensione e si stabilizzano nella nuova categoria; nella stagione 1983-1984, sotto la presidenza Riboni ed ai comandi del allenatore Villa, la squadra conquista la Serie C1, precedendo il Piacenza dopo un duello durato tutto l'arco del campionato. Il primo anno di permanenza nella nuova categoria si conclude a metà classifica, ma il secondo segna la retrocessione ed il ritorno in Serie C2. Gli azzurri ci riprovano e centrano la rivincita al primo colpo: solo l' di Gigi Maifredi sopravanza gli azzurri, ma la seconda piazza significa ritorno immediato nelle terza serie nazionale. La stagione seguente è travagliata e solamente un gol di Ricky Massara alla nell'ultima giornata di campionato sancisce la salvezza.
In estate il presidente Claudio Achilli viene squalificato a vita dalla FIGC con l'accusa di aver corrotto un giocatore del Fano in occasione della vittoriosa trasferta degli azzurri sul campo dei granata ed alla squadra vengono comminati cinque punti di penalizzazione, che ne sanciscono l'ennesima retrocessione. Ad Achilli subentra come presidente la moglie Giuseppina Schiavio, detta Giusy, prima donna di sempre ad occupare la massima carica in una società calcistica professionistica italiana; in Serie C2, dopo un discreto quarto posto, arriva ancora la promozione dopo il secondo posto alle spalle del , tra le cui riserve figura un giovanissimo Moreno Zocchi. L'ennesimo ritorno in C1 vede gli azzurri subire solo due sconfitte, rimediate nelle ultime due giornate di campionato da e Chievo, che impediscono al Pavia di approdare alla Coppa Italia insieme alle società di Serie A e B. L'anno successivo è agli antipodi del precedente: la squadra è rivoluzionata ed i pezzi migliori vanno in Serie A e B. Il risultato è un penultimo posto che rispedisce il sodalizio di via Alzaia in Serie C2.
Dopo tre deludenti campionati in C2 vissuti tra la metà della classifica ed i play-out, al termine della stagione 1995-1996 sopraggiunge la retrocessione nel Campionato Nazionale Dilettanti dopo ben 18 anni passati tra i professionisti. La squadra viene ripescata per il campionato 1996-1997, ma, dopo qualche giornata in testa alla classifica, inizia un veloce declino. Si decide tutto ai play-out ed a sorridere è la Solbiatese, che condanna gli azzurri ai dilettanti e, stavolta, senza il salvagente del ripescaggio. Alla dirigenza, nel frattempo, ai coniugi Achilli è subentrato Walter Rampini, che prende in mano una situazione societaria complicata. Nell'ultima partita del Campionato Nazionale Dilettanti 1997-1998 contro l'Atletico Sirio, gli azzurri affondano: il gol di Facchetti non è sufficiente ed i sardi passano per 2-1. Il Pavia retrocede così in Eccellenza.
Gli anni duemila