Con il nome di Yehud ci si riferisce ad una provincia storica appartenuta rispettivamente agli imperi neo-babilonese e achemenide. Era situata negli ex territori del Regno di Giuda, che furono distrutti dai babilonesi dopo le rivolte di Giuda contro Babilonia e il conseguente assedio di Gerusalemme del 587 a.C.. Dopo il collasso dell'Impero neo-babilonese nel 539 a.C., la provincia fu assorbita nell'Impero persiano achemenide come regione ebraica autonoma chiamata Yehud Medinata.
Antefatti
Come ci viene tramandato dai libri "storici" rispettivamente della Tanakh e dell'Antico Testamento, ma anche da ritrovamenti archeologici confermati, esistettero due regni nella terra di Palestina, i quali nacquero dopo la scissione del regno unito di Israele avvenuta verso la fine del X secolo a.C.: questi erano il regno di Israele a Nord con capitale Samaria e governata da diverse dinastie, contenente nove tribù israelite, e il regno di Giuda a Sud con capitale Gerusalemme, governata ancora dalla dinastia davidica, a cui appartenevano le restanti tre tribù israelite.
Il regno d'Israele, già indebolito e affetto da una crisi politica e spirituale di sé, entrò nella sfera d'influenza dell'impero assiro con le incursioni del re Tiglat-Pileser III (chiamato nelle fonti bibliche Pul) e poi definitivamente conquistato nel 722 a.C. con la presa di Samaria ad opera di Salmanassar V e il figlio Sargon II – il suo popolo venne in seguito forzatamente deportato e disperso in giro per tutte le terre dell'impero assiro (particolarmente in Media), e al loro posto vennero immessi stranieri che in seguito formeranno la comunità samaritana.Antico testamento, II Libro dei Re, capitoli 14–17. Col tempo si è andata a creare la leggenda delle "dieci tribù perdute d'Israele", dal momento che da qui in poi bruscamente non si parla più della sorte del popolo israelita del Nord.
Il regno di Giuda esistette ancora per circa un secolo e mezzo, ma in seguito divenne un vassallo dei Caldei di Babilonia. Vi furono una serie di rivolte, la prima ad opera del re Ioiakim il 16 marzo 597 a.C. che risultò nel primo assedio di Gerusalemme; il re babilonese Nabucodonosor II represse la rivolta e come monito deportò parte della popolazione a Babilonia, per un totale di circa diecimila individui – tra cui si annoverano il profeta Ezechiele e Ioiachin (chiamato anche Ieconia).Antico testamento, II Libro dei Re, capitoli 23–25 La seconda rivolta avvenne tra luglio e agosto 589 a.C. ad opera di Sedecia, stavolta Nabucodonosor assediò nuovamente Gerusalemme e, dopo diciotto mesi, la città cadde e il regno venne completamente distrutto – Gerusalemme venne saccheggiata e rasa al suolo, le mura e il primo tempio furono incendiati, mentre la maggior parte della popolazione venne deportata a Babilonia (i più benestanti) e nelle regioni circostanti, dove molti ebrei erano già fuggiti, le fonti parlano di circa ottocento deportati.Antico testamento, II Libro dei Re, capitolo 25. Il libro di Geremia menziona anche una terza deportazione di settecento uomini intorno al 583 a.C.Antico testamento, Libro di Geremia, 52:30 Con questo evento ebbe inizio la cosiddetta "cattività babilonese", un periodo di circa mezzo secolo in cui il popolo ebreo visse in esilio all'interno dell'impero neo-babilonese – a Babilonia Ioiachin fu graziato dopo 37 anni e in seguito divenne esilarca, cioè guida degli esiliati giudaiciAnonimo, Seder Olam Zutta., titolo che poi passerà ai suoi figli; le istituzioni inoltre si arrestarono bruscamente, specialmente il sommo sacerdote, che non poté più officiare in alcun tempio.
L'ex regno soffrì un forte declino sia nell'economia sia nella popolazione.Lester L. Grabbe, A History of the Jews and Judaism in the Second Temple Period - Vol 1: A History of the Persian Province of Giuda (2004)] , p.28. Anche se Gerusalemme e i suoi immediati dintorni vennero distrutti, insieme agli insediamenti nella parte occidentale del regno, la regione di Beniamino, a nord di Gerusalemme, sopravvisse al violento assalto e divenne il centro della provincia babilonese di Yehud, con Mizpah come sua capitale.
Provincia babilonese (587–539 a.C.)
Le informazioni riguardanti la provincia babilonese di Yehud sono riportate nel secondo libro dei Re e nel libro di Geremia.
L'ex regno di Giuda allora divenne una provincia babilonese. Secondo Miller e Hayes, la provincia comprendeva le città di Bethel a nord, Mizpah, Gerico ad est, Gerusalemme, Beth-Zur ad ovest ed En-Gedi a sud. James Maxwell Miller and John Haralson Hayes, A History of Ancient Israel and Giuda (1986) , p.xxi, 425. Essendo Gerusalemme in rovine, Mizpah fu il centro amministrativo della provincia.Antico testamento, 2º Libro dei Re, 25:22–24 HEAntico Testamento, Libro di Geremia, 40:6-8 HE La provincia era abitata unicamente dai pochi abitanti che non erano stati esiliati, cioè i più poveri e gli umili, che vivevano in una situazione di miseria ed arretratezza a causa dei danni portati dai babilonesi, a tenere alto il morale degli abitanti fu il profeta Geremia, che poté rimanere a predicare tra le rovine di Gerusalemme.
Godolia (Gedaliah), un ebreo nativo ma non appartenente alla dinastia reale di Davide, fu nominato governatore (o forse agente da re-fantoccio). Venuti a conoscenza della nomina, gli Ebrei che avevano trovato rifugio nei Paesi vicini ritornarono in Giuda.Antico Testamento, Libro di Geremia, 40:11–12
Comunque, Godolia fu assassinato da Ismaele "figlio di Netania, di stirpe regale", un membro della ex-casa reale, che la guarnigione babilonese uccise, innescando un movimento di massa di profughi in Egitto alla guida di Giovanni figlio di Karèach.Antico Testamento, 2º Libro dei Re, 25:22-26, Antico Testamento, Libro di Geremia, 42, 43:5–7 Il digiuno di Gedaliah, un giorno di digiuno di minor importanza, fu istituito in ricordo di questo evento ed è compianto dagli Ebrei osservanti anche al giorno d'oggi. In Egitto, i profughi si stabilirono a Migdol, Tahpanhes, Noph e Pathros,Antico Testamento, Libro di Geremia, 44:1, HE e Geremia andò con loro come guardiano morale, dove morì. Non vengono tramandate altre informazioni riguardo la provincia dopo questo avvenimento, suggerendo possibilmente la sua completa deprecazione.
Benché le date dalla Bibbia non siano chiare, ciò accadde probabilmente verso il 582/1 a.C., qualcosa come da quattro a cinque anni e tre mesi dopo la distruzione di Gerusalemme e del tempio nel 586 a.C. Oded Lipschits rifiuta tutta questa interpretazione, dal momento che né la Septuaginta né i rotoli di Qumran riportano questi fatti.
Sovrani neo-babilonesi
Nabucodonosor II (ca. 604–562 a.C.) Evil-Merodach (562–560 a.C.) Neriglissar (560–556 a.C.) Labashi-Marduk (556 a.C.) Nabonide (556–539 a.C.)
Governatori della provincia
Godolia (583 a.C.)
Provincia persiana (539–332 a.C.)
Tutte le informazioni riguardanti la provincia persiana di Yehud Medinata provengono dai libri di Esdra e Neemia.
Nel 539 a.C. Ciro il Grande, fondatore dell'impero, riuscì a catturare Babilonia portando al disfacimento dell'impero babilonese. Lo stesso anno Ciro avrebbe proclamato un suo editto regale con il quale permise la rimpatriata agli esuli ebrei deportatiRiportato in Antico testamento, libro di Esdra 1:1-4 e II libro delle Cronache 36:22-23, con cui termina il periodo della cattività babilonese e iniziò il periodo del Secondo Tempio. Alla guida di Sesbassàr (forse identico con Zorobabele, che altrimenti avrebbe guidato una seconda ondata durante il regno di Dario I) 40.000 individui tornarono nella regione di Giuda; costoro appartenevano al cosiddetto "resto d'Israele" ovvero le tribù di Giuda, Beniamino e parte di Levi, che erano sopravvissute, è poi anche vero che alcuni gruppi di israeliti decisero di rimanere nell'impero e non tornare, costituendo i primi nuclei della diaspora ebraica. Assieme a Sesbassàr andò anche il sommo Giosuè e si iniziarono i lavori per il Secondo Tempio, che durarono anni e subirono diversi arresti a causa delle proteste di Tattenai, governatore delle terre oltre l'Eufrate.
La provincia di Yehud Medinata (o Yehud Medinta nelle fonti rabbiniche) era dotata di autonomia ed autogoverno locale oltre che libertà religiosa, in linea con le leggi achemenidi. Probabilmente non corrispondeva a una provincia ordinaria, ma più probabilmente ad una terra vassalla o tributaria, visto che deteneva più libertà delle altre, i suoi governatori erano della linea davidica e non è presente da nessuna parte nelle liste delle satrapie achemenidi. La provincia era più piccola rispetto al regno di Giuda: andava infatti da Bethel ad Hebron e dal fiume Giordano al Mar Morto fino alle colline di Shephelah, la capitale era ancora Mizpah, ma tornò ad essere Gerusalemme dopo il completamento della ricostruzione nel V secolo.Philip R. Davies, "The Origin of Biblical Israel" Del resto la regione rimase ancora arretrata, con Gerusalemme che fu l'unico centro urbano ben sviluppato.
La narrazione biblica continua con il viaggio di Esdra, il quale fu accompagnato da alcuni deportati che erano ancora rimasti indietro, durante il regno di Artaserse (non è chiaro se si tratti del primo o del secondo, ma gli storici sono più propensi verso il primo), quest'ultimo si impegnò di ristabilire l'alleanza divina e sistemare diverse dispute religiose come i matrimoni misti. Intorno allo stesso periodo vi fu anche il viaggio di Neemia, il quale invece si occupò di completare la ricostruzione di Gerusalemme e delle sue mura, nonché anche di importanti riforme sociali. I due uomini lavorarono strettamente insieme.
La provincia continuò ad esistere per tutta la storia del'impero persiano, arrivando a momenti a battere moneta.Oded Lipschits, "Persian Period Finds from Jerusalem: Facts and Interpretation" in Journal of Hebrew Scriptures (vol IX, art.20, 2009)" Le principali istituzioni della provincia erano tre: il governatore, il profeta e il sommo sacerdote. Del primo non si ha più traccia dalla metà del V secolo, mentre del secondo non ce ne furono altri dopo Malachia (che era infatti il "sigillo dei profeti"), ciò implica che dal 400 a.C. in poi la provincia di Yehud Medinata passò da un governo laico ad uno teocratico, con il sommo sacerdote che ricopriva anche la carica di governatore. Il ritrovamento di una serie di monete con l'incisione "Ezechia il governatore" (Yehezqiyah ha-pechah) hanno però messo in dubbio questo punto di vista, dal momento che queste monete risalgono ai principi dell'età ellenistica, forse anche agli inizi dell'Egitto tolemaico, comunque l'identità di questo Ezechia rimane un mistero.
La provincia fu abolita nel 332 a.C. nel contesto delle campagne di Alessandro Magno, che portarono alla distruzione dell'impero persiano e alla nascita del suo impero; i giudei dovranno aspettare fino alla rivolta dei Maccabei per riguadagnare la loro autonomia.
Sovrani persiani
Ciro il Grande (559–530 a.C.) Cambise II (529–522 a.C.) Smerdi/Gaumata (522 a.C.) Dario I (522–486 a.C.) Serse I (485–465 a.C.) Artabano (465–464 a.C.) Artaserse I (464–424 a.C.) Serse II/Sogdiano (424 a.C.) Dario II (424–404 a.C.) Artaserse II (404–358 a.C.) Artaserse III (358–338 a.C.) Artaserse IV (338–335 a.C.) Dario III (335–330 a.C.) Besso (330–329 a.C.)
Governatori della provincia
Sesbassàr/Zorobabele (ca. 539–520 a.C. oppure 520–516 a.C.)Gli storici sono concordi ad affermare che Sesbassàr e Zorobabele siano in realtà la stessa persona, dal momento che presentano moltissime similitudini. Il consenso generale è che Sesbassàr fosse il nome di corte aramaico di Zorobabele (ebreo). Ma vi è anche una fetta minore di studiosi che invece li vedono come due personaggi distinti. Esdra (ca. 457–445 a.C.) Neemia (ca. 445–433, 424–410 a.C.)Nell'ultimo capitolo del libro Neemia, viene menzionato il fatto che quest'ultimo si ritirò a Susa, ma dovette poi tornare nella provincia, suggerendo un secondo mandato.