La cultura dei campi di urne è una cultura della tarda età del bronzo (XIII - metà dell'VIII secolo a.C.), sviluppatasi nell'Europa centrale. Questa cultura seguì la cultura dei tumuli (media età del bronzo) e precedette la cultura di Hallstatt (età del ferro).
Venne definita dallo studioso di preistoria Ernst Wagner, che individuò simili caratteristiche presenti in diverse culture regionali contemporanee, per altri versi piuttosto differenziate. La caratteristica principale, dalla quale la cultura prese il nome, venne individuata nell'introduzione del rito funerario della cremazione, al posto della precedente inumazione e dalla sepoltura dei resti cremati in urne. Probabilmente l'introduzione e la diffusione progressiva di nuove credenze religiose comportò un cambiamento degli usi funerari.
Cronologia Il passaggio tra le culture della media età del bronzo e la cultura dei campi di urne fu graduale e la sua data di inizio deve ancora essere fissata con certezza. Testimonianze di questa cultura furono inizialmente identificate nelle fasi A e B del sito di Hallstatt, precedenti alle fasi C e D, che appartengono invece alla cultura di Hallstatt e all'età del ferro.
Hermann Müller-Karpe, sulla base dei ritrovamenti del sito di Hallstatt, definì una serie di fasi, la cui datazione venne in seguito precisata da Paul Reinecke e, per le zone meridionali dell'Europa centrale, da Lothar Sperber ("Ha" è la sigla per "Hallstatt"; "Bz" è la sigla per "bronzo"): Bz D - fasi Ia e Ib - (1300-1200 a.C.); Ha A1 - fase IIa - (1200-1100 a.C.); Ha A2 - fase IIb - (1100-1020 a.C.); Ha B1 - fase IIc - (1020-920 a.C.); Ha B2 - fase IIIa - (920-800 a.C.); Ha B3 - fase IIIb - (800-750 a.C.). L'esistenza dell'ultima fase (Ha B3 o fase IIIb) è stata tuttavia contestata da alcuni studiosi e l'evidenza sembra rappresentata unicamente da sepolture femminili.
La maggior parte dei campi di urne fu abbandonata alla fine dell'età del bronzo e solo alcuni siti nel basso Reno continuarono ad essere in uso durante l'età del ferro (periodi Ha C e persino Ha D).
Diffusione La suddivisione in fasi si basa sul riconoscimento di cambiamenti tipologici, i quali tuttavia probabilmente non si diffusero contemporaneamente per tutta l'estensione dei territori interessati da questa cultura.
Il rito dell'incinerazione si diffuse abbastanza rapidamente a partire dai massicci prealpini orientali o dai Balcani, ma non sempre sostituì immediatamente il precedente rito dell'inumazione: in alcune zone della Germania si ebbero contemporaneamente sepolture dei due tipi e i corredi funebri mostrano una mescolanza di materiali della "cultura dei tumuli" e della "cultura dei campi di urne".
Nella zona francese (valli della Loira, della Senna e del Rodano) il cambiamento degli usi funerari si sovrappose ad una notevole continuità culturale fin dall'epoca neolitica.
Nelle regioni più settentrionali infine la "cultura dei campi di urne" si manifestò compiutamente solo tardivamente, nel periodo Ha A2 (o fase IIb).
La diffusione raggiunse infine una vasta area dell'Europa centrale, dall'Ungheria occidentale alla Francia orientale e dalle Alpi alle coste del mare del Nord.
Culture regionali Esistono forti differenze regionali e culture locali nettamente distinte, soprattutto in base alle particolarità della ceramica: cultura di KnovízIl sito di Knovíz si trova presso Slaný, nella regione della "Boemia centrale" della Repubblica Ceca. (Boemia nord-occidentale, Turingia meridionale e Baviera nord-orientale); cultura di MilavčeIl sito di Milavče si trova presso Domažlice, nella Regione di Plzeň della Repubblica Ceca. (Boemia sud-occidentale); gruppo di UnstrutUnstrut è un fiume tedesco che confluisce nel fiume Saale. (Turingia): si tratta di un gruppo misto, con elementi della cultura Knovíz e della cultura dei campi d'urne sud-tedesca; Campi di urne del medio-Danubio: gruppo di Velatice-BaierdorfIl sito di Velatice si trova nell'attuale contea di Brno, nella Repubblica Ceca, mentre il sito di Baierdorf è situato nel distretto di Weiz, nel land austriaco della Stiria. (Moravia e Austria); gruppo di Vál in Ungheria occidentale; cultura di Čaka nella Slovacchia occidentale; gruppo di Chotín in Slovacchia meridionale. Campi di urne della Germania meridionale: gruppo della Baviera nordorientale, a sua volta suddiviso in un sottogruppo basso bavarese e in uno dell'Alto Palatinato; gruppo svevo-alto hessiano; gruppo renano-svizzero, che si estende anche alla Francia orientale (abbreviato in francese: RSFO); Campi di urne del basso-Reno: gruppo basso hessiano; gruppo nord dei Paesi Bassi e vestfalico; gruppo del nord-est, nella regione del delta del Reno e della Mosa. Cultura di Gáva (Ungheria orientale, Slovacchia orientale, Transilvania occidentale).
Spesso le aree di diffusione dei manufatti ceramici che appartengono a questi gruppi mostrano confini netti, che potrebbero indicare l'esistenza di strutture politiche (tribù) differenziate.
Gli oggetti in metallo mostrano invece una distribuzione più ampia rispetto a quella della ceramica e con confini differenti: si tratta probabilmente infatti delle produzioni di officine specializzate, che lavoravano per i ceti dominanti di una vasta area.
Ascrizione etnica La varietà dei gruppi regionali appartenenti a questa cultura permette di escludere la presenza di un'uniformità etnica. Marija Gimbutas collegava i diversi gruppi regionali centroeuropei ad altrettante proto-popolazioni: proto-Italici, Veneti, proto-Celti, proto-Illiri e proto-Frigi (nonché proto-Traci e proto-DoriKristian Kristiansen, Europe Before History, p. 388), che si stabiliranno successivamente, attraverso delle migrazioni, nelle loro sedi storicheMarija Gimbutas, Bronze Age Cultures in Central and Eastern Europe, p. 340. Questa migrazione (contestata da alcuni) avvenne durante il periodo denominato collasso dell'età del bronzo e fu forse propiziata da cambiamenti climatici. Comunità di contadini-allevatori, supportate da capi-guerrieri, introdussero in varie regioni dell'Ovest e del Sud Europa il nuovo rito della cremazione, nuovi stili ceramici e la diffusione di oggetti metallici in larga scala nonché una nuova religione e le lingue indoeuropeeKristian Kristiansen, Europe Before History, p. 385.
Culture affini La cultura lusaziana nell'Europa orientale (Polonia, Sassonia e Brandeburgo) presenta notevoli somiglianze con la cultura dei campi di urne, soprattutto nelle zone occidentali e secondo alcuni studiosi ne fa parte nella sua fase iniziale, ma sembra essere proseguita anche nell'età del ferro senza apparente soluzione di continuità.
La cultura di PilinyIl sito di Piliny si trova nell'attuale contea ungherese di Nógrád., diffusa nell'Ungheria settentrionale e nella Slovacchia, si sviluppò dalla "cultura dei tumuli", ma utilizzò anch'essa sepolture con urne. La ceramica di questa cultura mostra a sua volta stretti legami con il gruppo di GávaIl sito di Gáva si trova nell'attuale contea ungherese di Szabolcs-Szatmár-Bereg., diffuso in Ungheria orientale e Transilvania, e nella sua fase più tarda fu fortemente influenzata dalla cultura lusaziana.
Campi di urne si ritrovano anche, tra il IX e l'VIII secolo a.C., nella Linguadoca francese e in Catalogna, dove il cambiamento negli usi funerari fu probabilmente influenzato dallo sviluppo della "cultura dei campi di urne".
Anche le culture protovillanoviana e di Canegrate, dell'Italia settentrionale e centrale, nelle quali si diffuse l'uso dell'incinerazione, mostrano uno sviluppo parallelo a quello della "cultura dei campi di urne".
Gli usi funerari Nella "cultura dei tumuli" erano frequenti sepolture multiple ricoperte da tumuli, almeno per i ceti sociali più elevati, mentre nella "cultura dei campi di urne" prevalgono le sepolture in tombe singole, sebbene i tumuli non siano del tutto assenti.
In generale i resti delle cremazioni erano sepolti in vaste necropoli, costituite da numerose tombe individuali a pozzetto: nel sito di KehlheimKehlheim è capoluogo di un distretto della Bassa Baviera, nel land tedesco di Baviera. sono più di 258 e nel sito di ZucheringIl sito di Zuchering si trova nel distretto di Ingolstadt, nell'Alta Baviera, nel land tedesco di Baviera. più di 316. In alcuni casi sono necropoli di minori dimensioni (nel Baden-Württemberg il cimitero più grande contiene solo 30 tombe). Alcune tombe sono fosse circolari più ampie, con l'urna deposta in un cassone di pietra, oppure sono contenute in tumuli.
Nelle prime fasi del periodo dei campi di urne, vennero scavate tombe a fossa, a volte provviste di un pavimento in pietra, nelle quali venivano deposti i resti cremati del defunto. Solo più tardi divenne prevalente la sepoltura nelle urne. Alcuni studiosi hanno supposto che questo cambiamento sia stato l'effetto di un'importante modifica nelle credenze di queste popolazioni circa la vita dopo la morte.
Nel rito funebre il defunto era collocato su una pira funebre, coperto con i gioielli personali, che spesso mostrano tracce di fuoco, e a volte insieme ad offerte di cibo (nei corredi si sono rinvenute ossa bruciate di animali). I resti delle ossa del defunto, raccolti dopo la cremazione, sono generalmente di maggiori dimensioni che nel periodo romano e questo indica che veniva probabilmente utilizzata una minore quantità di legna per la cremazione.
Le ossa cremate e le ceneri venivano quindi deposte nella tomba: a volte la concentrazione delle ossa al momento del ritrovamento indica che erano state deposte in un contenitore di materiale organico poi dissoltosi, mentre altre volte sono semplicemente sparse nella tomba.
Quando le ossa erano collocate in un'urna, questa era spesso coperta da una profonda scodella o da una pietra. In un particolare tipo di sepoltura ("tombe a campana") l'intera urna era ricoperta da un recipiente ceramico più grande rovesciato. Dato che le tombe raramente interferiscono tra loro, dovevano essere segnate in superficie da pali di legno o pietre. Pietre tombali sono caratteristiche del gruppo di Unstrut.
Il corredo funerario L'urna contenente i resti del defunto era spesso accompagnata da altri piccoli recipienti ceramici, come scodelle e coppe, che contenevano probabilmente offerte in cibo: l'urna era piazzata al centro degli altri oggetti del corredo.
Gli oggetti metallici del corredo (rasoi e armi, spesso deliberatamente rotti o piegati, gioielli e fibule), divennero più rari verso la fine del periodo. Perline di vetro o grani di ambra rappresentavano oggetti di lusso.
Nei casi delle sepolture più ricche, spesso collocate in ciste di pietra, il corredo poteva comprendere raffinate ceramiche, ossa di animali (soprattutto suini), a volte anelli o lamine d'oro e in casi eccezionali carri in miniatura.
In alcuni casi, per i membri delle classi dominanti la sepoltura avvenne con l'utilizzo di carri di rappresentanza, bruciati sulla pira funebre insieme al defunto. Anche la presenza di armi nel corredo funerario segna la presenza di un guerriero e presumibilmente un ruolo sociale dominante. Le spade tuttavia sono raramente deposte nelle tombe e sono state più frequentemente rinvenute nei depositi votivi.
Verso la fine del periodo alcuni defunti furono bruciati sul luogo stesso della sepoltura, in seguito coperto da un tumulo, secondo un uso attestato nell'Iliade di Omero per la sepoltura di Patroclo.
Cultura materiale Ceramica
La ceramica era di fattura raffinata, con superfici lisce ed omogenee che testimoniano l'utilizzo di forni elaborati per la cottura. Le forme hanno in genere profili nettamente carenati e si ritiene che alcune imitassero prototipi metallici. Forme caratteristiche sono i vasi biconici con colli cilindrici.
Erano presenti poche decorazioni incise, ma la maggior parte della superficie era generalmente lasciata liscia; comuni anche le decorazioni scanalate. Nei siti svizzeri, la decorazione incisa era riempita a volte con sottili fogli di stagno.