Annoverato tra i più celebri pianisti di tutti i tempi, era dotato di una tecnica eccezionale. È ricordato per la sua personalissima visione musico-filosofica e la modernità con cui eseguì le opere di celebri compositori: in particolare la sua interpretazione della musica di Bach, grazie alla sua efficacia contrappuntistica. Incise: l'integrale delle sonate per pianoforte di Mozart, il suo Concerto per pianoforte n. 24, la maggior parte delle sonate per pianoforte di Beethoven nonché tutti i suoi concerti per pianoforte. Fu anche grande interprete della musica di Arnold Schönberg e del repertorio pianistico del Novecento, nonché grande estimatore di Richard Strauss .

Noto anche per il carattere singolare e abitudinario, smise di esibirsi in concerto nel 1964, a soli trentadue anni, dedicandosi completamente alle registrazioni in studio per il resto della sua carriera. Questa caratteristica, insieme a molte altre peculiarità del suo approccio alla musica, contribuì ad accrescerne la fama e l'influenza e divenne oggetto di discussione in numerose interviste.

Biografia

Gould nacque a Toronto, in Ontario. Il cognome della famiglia paterna è sempre stato Gold, e tale rimane su tutti i documenti sino al 1938, mentre a partire dal 1939 il cognome stampato sui giornali, sui programmi e su altre fonti risulta essere quasi sempre Gould. Imparò a suonare il pianoforte dalla madre, il cui nonno era cugino di Edvard Grieg (a detta dello stesso Gould, il cognome della madre sarebbe infatti Grieg, e le teorie formulate da Gould per giustificare lo scambio di vocali non sono confermate).Piero Rattalino, Glenn Gould, il bagatto, Varese 2006, p. 6. Frequentò il Royal Conservatory of Music di Toronto dall'età di dieci anni, e vi studiò pianoforte con Alberto Guerrero, organo con Frederick C. Silvester, e teoria musicale con Leo Smith.

È del 1945 la sua prima esecuzione pubblica (all'organo) e dell'anno successivo la sua prima apparizione con un'orchestra (l'Orchestra Sinfonica di Toronto) con l'esecuzione del Concerto per pianoforte n. 4 di Beethoven. Il suo primo concerto seguì nel 1947, e la prima trasmissione radiofonica per la CBC avvenne nel 1950. Questo fu l'inizio di un lungo rapporto con la radiofonia e con le sale da registrazione in genere.

Nel 1957 Gould si recò in tournée in Unione Sovietica. Fu il primo nord americano a suonarvi dopo la Seconda guerra mondiale. Suonò lo stesso anno con Herbert von Karajan e i Berliner Philharmoniker il terzo concerto per pianoforte e orchestra op. 37 di Beethoven. A Salisburgo suonò nel 1958 il Concerto per clavicembalo (pianoforte) e orchestra in Re minore di Johann Sebastian Bach con l'Orchestra reale del Concertgebouw diretta da Dimitri Mitropoulos e nel 1959 tenne un recital. Nel 1962 esegue nella Carnegie Hall di New York il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 (Brahms) diretto da Leonard Bernstein.

Il 10 aprile 1964 Gould tenne l'ultimo concerto pubblico, a Los Angeles in California e per il resto della sua vita si concentrò sui propri altri interessi: registrazioni, scrittura, trasmissioni radio, documentari e composizioni.

Gould morì nel 1982 a Toronto, in seguito ad un ictus. È sepolto nel cimitero di Mount Pleasant, a Toronto.

Vita privata Gould era estremamente geloso della sua privacy. Non si è mai sposato, anche se è stato confermato che dal 1967 e fino al 1972 ebbe una relazione con l'artista Cornelia Foss; ella arrivò al punto di separarsi dal marito, il direttore d'orchestra Lukas Foss, e di trasferirsi a Toronto assieme ai figli, dove divennero vicini di casa di Gould. Successivamente i due si lasciarono e la Foss tornò assieme al marito. La stessa ha parlato di alcuni comportamenti strani da parte del pianista, definiti "nevrotici", e del fatto che fosse convinto che qualcuno lo spiasse.

Gould era astemio e non fumava. Non cucinava nemmeno, ma ricorreva ai servizi a domicilio e in camera e ai ristoranti; consumava un solo pasto al giorno, integrato con biscotti alla fecola e caffè. In una lettera alla violoncellista Virginia Katims del 1973 affermò di essere divenuto vegetariano, all'epoca, da dieci anni, ma le sue note private contengono liste di pietanze che potrebbero rappresentare i suoi pasti, le quali includono roast beef, vitello, pollo e sogliola oltre a zuppe, insalate, patate ecc.

Era per sua stessa ammissione fortemente ipocondriaco e l'autopsia effettuata in seguito alla sua morte ha rivelato che numerose zone del suo corpo alle quali sovente lamentava dolori (tra cui i reni, la prostata, i muscoli e le ossa) in realtà non avevano alcuna anomalia. Si preoccupò costantemente dello stato di salute delle sue mani e raramente stringeva la mano a chicchessia. Assumeva numerose medicine, a partire da quelle che gli servivano per tenere a bada le conseguenze dell'infortunio alla spina dorsale occorsogli da giovane, e i suoi biografi hanno notato che era arrivato al punto di prendere medicine per combattere gli effetti collaterali di altre medicine. Secondo Cornelia Foss faceva ampio uso di antidepressivi.

È stato suggerito che potesse soffrire di disturbo bipolare, sulla base del fatto che gli capitava di non dormire per giorni interi, ma al contempo aveva improvvisi picchi di energia, guidava in maniera disattenta e, specialmente negli ultimi anni di vita, soffriva di episodi di profonda depressione. Molto dibattuta fu anche la possibilità che egli fosse incluso nel disturbo dello spettro autistico, nella forma precedentemente nota come sindrome di Asperger, ma non ci sono sufficienti dati clinici per poter confermare con certezza queste ipotesi diagnostiche (a cui vanno aggiunti anche il disturbo d'ansia, di personalità, distonia oltre alla già citata depressione).

Era un grande amante degli animali e lasciò metà dei suoi averi alla Toronto Humane Society (il resto andò all'Esercito della Salvezza).

L'attività pianistica Gould è noto per la sua viva immaginazione musicale e gli ascoltatori hanno sempre considerato eccezionali le sue interpretazioni.

La sua interpretazione è stata caratterizzata da una grande chiarezza, con una maniacale pulizia delle note, in particolare nei passaggi di contrappunto. Gould visse in un momento in cui predominava un approccio che enfatizzava la grandiosità e in un certo senso la pesantezza delle esecuzioni di Bach, fatto che risaliva addirittura al XIX secolo, ma ancora ben presente sulla scena musicale. Ecco perché, in confronto, molti ascoltatori trovarono l'approccio di Gould come molto più leggero e gradevole, perfino rivelatorio. Lo stile di Gould ha influenzato gran parte dei successivi interpreti di Bach.

Gould aveva una tecnica formidabile che gli permetteva la scelta di tempi molto veloci, pur mantenendo le singole note chiare e fra loro ben distinte, caratteristica peculiare del suo stile. Faceva parte della sua tecnica assumere una posizione estremamente bassa rispetto allo strumento. Come evidenzia Charles Rosen, questa postura non è assolutamente indicata per chi voglia suonare alla maniera dei pianisti romantici del secolo precedente, che richiedevano in alcuni passaggi dei fortissimi molto accentuati (una posizione più alta rispetto alla tastiera permette l'applicazione di una maggiore forza da parte dell'esecutore), cosicché Gould a volte dovette falsare certi effetti nelle sue registrazioni del romantico Liszt con il ricorso all'overdubbing (sovrapposizione delle tracce audio).Il commento di Charles Rosen sulla sovrapposizione di tracce durante la registrazione di Liszt è nel primo capitolo di Piano Notes. Il pianista e il suo mondo, Torino 2008.

Lo stile di Gould si prestava, invece, all'interpretazione di musica scritta in origine per il clavicembalo (come quella di J.S. Bach) raggiungendo comunque risultati straordinari anche nella musica originariamente scritta per pianoforte.

Gould e il pianoforte GouldKathie Hafner, Glenn Gould e la ricerca del pianoforte perfetto, Torino 2009 ricercava un'esecuzione priva di sforzo, agile e ben articolata anche nei passaggi più rapidi; per molti versi affine a quella ottenibile sulla tastiera di un clavicembalo che è intrinsecamente più leggera di quella del pianoforte.

I suoi principali obiettivi musicali erano la chiarezza del fraseggio, l'evidenza delle voci nel contrappunto e l'espressività del timbro. Le sue inusitate scelte di stile e di repertorio lo indussero sempre a ricercare, in maniera persino ossessiva, pianoforti dalla meccanica rapida e scattante, e con un suono che rispondesse il più possibile alle sfumature del suo tocco.

In questo era assecondato dai suoi accordatori e tecnici di fiducia, tra i quali Verne Edquist, ai quali chiedeva insistentemente di intervenire sulla meccanica dei pianoforti in maniera da esaltarne all'estremo la rapidità di risposta e la varietà timbrica, anche al costo di sacrificare altre qualità dello strumento, come ad esempio la potenza e la gamma dinamica.

Queste ultime caratteristiche erano invece assai care ai tipici pianisti concertisti a lui contemporanei, i quali avevano la necessità di eseguire in grandi sale da concerto (e non nell'intimità della sala da registrazione, che gradualmente diventò sempre più l'ambiente di riferimento per Glenn Gould) repertori ampiamente dedicati alle opere dei romantici (tra cui Beethoven, Chopin, e soprattutto Liszt): brani generalmente assai più percussivi ed energici rispetto ai generi che Gould prediligeva.

Il rapporto con la Steinway & Sons Il suo punto di vista peculiare e controcorrente gli causò profondi e costanti contrasti con la Steinway, casa costruttrice tra le più blasonate, alla quale era legato contrattualmente sin dagli inizi della carriera. La Steinway vantava come punti di forza dei propri strumenti esattamente le caratteristiche che Gould meno apprezzava: la brillantezza degli acuti, la potenza dei bassi, la robusta "voce" che consentiva ai solisti di riempire le grandi sale da concerto. Gould pertanto si dichiarava sistematicamente insoddisfatto degli strumenti da concerto che gli venivano proposti, e dal canto loro i tecnici specializzati della Steinway trovavano le contestazioni di Gould abbastanza incomprensibili, frutto fondamentalmente della sua eccentricità. Steinway garantiva a Gould, come agli altri "artisti Steinway", notevolissimi vantaggi, come pianoforti da concerto in comodato d'uso e un'assistenza meticolosa e puntuale, a patto che non utilizzasse strumenti di altri costruttori: uno status di grande privilegio e di indubbio vantaggio, al quale i pianisti (Gould incluso) difficilmente rinunciavano, nonostante le occasionali disavventure. Né Gould poteva sperare, abbandonando la Steinway, che era pur sempre una casa costruttrice di primissimo livello, di trovare altrove lo strumento che cercava: i timidi e segretissimi tentativi di contatto con altri costruttori si erano sempre rivelati vani. Dal canto suo la Steinway era fortemente intenzionata a tenersi stretto il pianista canadese più noto e talentuoso, benché fosse sovente tanto eccentrico ed esigente da risultare insostenibile. Pur nell'alternanza di momenti di pacifica collaborazione e altri di mutua insofferenza, questo tormentato rapporto si protrasse fino agli ultimi anni della vita dell'artista (che però utilizzò per alcune delle sue ultime incisioni, tra cui la seconda incisione delle Variazioni Goldberg, uno Yamaha).

Lo Steinway CD 318