Lo stadio di Wembley (, IPA ) è un impianto sportivo multifunzione britannico che si trova nell'omonimo quartiere di Londra, amministrativamente ricompreso nel borough di Brent. Inaugurato nel 2007 dopo circa quattro anni di lavori, sostituisce lo storico preesistente stadio con lo stesso nome, casa della nazionale inglese di calcio per buona parte del XX secolo.
Così come il precedente, il nuovo stadio di Wembley è controllato dalla Football Association (FA) i cui uffici amministrativi si trovano nel corpo dell'edificio. Oltre a essere l'impianto d'elezione della nazionale, è anche la sede delle semifinali e della finale della FA Cup e di altre competizioni nazionali calcistiche come Football League Trophy, FA Trophy e FA Vase; tra il 2017 e il 2019 fu utilizzato anche come impianto interno dal , mentre in ambito europeo di club ha ospitato tre finali di Champions League. È anche sede di eventi internazionali, come le finali dei tornei calcistici maschile e femminile dei giochi olimpici di Londra del 2012 e, più recentemente, delle semifinali e la finale del campionato europeo maschile 2020 e della finale di quello femminile 2022. Il suo uso non è, tuttavia, limitato al solo calcio: ivi si svolsero le due gare di semifinale della Coppa del Mondo di rugby a 13 2013 e, sempre in tale disciplina, ospita annualmente la finale della Challenge Cup. Nel rugby a 15, invece, fu sede di due gare della fase a gironi della organizzata dall'Inghilterra. Infine, fin dall'anno d'inaugurazione accoglie gare di football americano delle NFL International Series.
Il progetto dello stadio di Wembley è degli studi Populous e Foster+Partners, mentre l'ingegneria è a cura di Mott MacDonald, Sinclair Knight Merz e Aurecon, quest'ultima in particolare per la costruzione del tetto in metallo tubolare e l'arco alto più di 130 metri che sovrasta la struttura. Lo stadio è capace di posti a sedere, grazie ai quali è, per capienza, il maggiore del Regno Unito e il secondo d'Europa dopo il Camp Nou di Barcellona.
Dal 2014 Wembley ha un contratto di naming con la compagnia di telefonia mobile EE Limited, a seguito del quale il nome commerciale dell'impianto è Wembley Stadium connected by EE.
Storia Il vecchio Wembley
L'esigenza di un nuovo stadio nazionale inglese emerse già a metà degli anni novanta del ventesimo secolo, quando fu evidente che il vecchio stadio di Wembley, inaugurato più di settant'anni addietro, benché indubbiamente carico di storia non era più né adeguato né adattabile ai moderni standard richiesti alle attrezzature sportive del secolo incipiente. Nel 1997 nacque The English National Stadium Development Company Ltd (successivamente Wembley National Stadium Ltd), società creata per gestire la transizione verso un nuovo impianto, e a cui la FA conferì nel 1999 la proprietà della storica struttura per il costo di 103 milioni di sterline.
L' fu affidato al general contractor australiano Multiplex l'appalto, per un valore globale di , per la realizzazione del nuovo stadio. In capo a Multiplex erano anche i lavori di demolizione della vecchia struttura, che chiuse ufficialmente i battenti un mese dopo la firma del contratto con un incontro internazionale tra e . Nonostante la generale consapevolezza della necessità di un nuovo stadio, sorsero resistenze per mantenere le due caratteristiche torri bianche in calcestruzzo sul fronte principale dell'edificio, classificate come monumento di seconda classe; l'apertura del cantiere, il , coincise con l'inizio della demolizione del vecchio Wembley, ma le due torri non furono toccate finché il loro destino non fu deciso nel febbraio successivo quando fu chiaro che non avrebbero più potuto rimanere al loro posto per via del campo di gioco che doveva sorgere proprio sull'area da esse occupata, né essere smontate e spostate, perché troppo friabili e a rischio sbriciolamento. Nell'intento di far comunque simbolicamente rivivere le due torri demolite, la FA decise di vendere campioni di calcestruzzo del fabbricato come souvenir e di utilizzare il laterizio di risulta della demolizione come materiale inerte nelle fondamenta del nuovo stadio. La sommità di una delle due torri fu preservata dalla demolizione ed è in esposizione permanente in un parco pubblico di Brent, Saint Raphael's Estate.
La realizzazione
Multiplex affidò agli studi d'architettura Foster + Partners e HOK Sport Venue Event (oggi Populous) il progetto del nuovo stadio, i cui posti tutti a sedere si sviluppano verticalmente su tre gradinate, e che presenta una copertura parzialmente richiudibile.
L'elemento architettonico più rilevante dello stadio è, tuttavia, l'imponente arco in acciaio tubolare che sovrasta la struttura fino a un'altezza massima di sul piano stradale, progettato per richiamare la memoria delle due torri abbattute; la funzione dell'arco, i cui piedritti distano ed è inclinato di 22 gradi sull'asse ortogonale al terreno, è quella di sostenere l'intera copertura in metallo comprese le paratie mobili, e di evitare il ricorso a piloni di sostegno.
Tutte le fasi della costruzione procedettero in ritardo su quanto pianificato: la citata demolizione avrebbe dovuto avere luogo due anni prima, ma problemi sia legali che finanziari provocarono lo slittamento in avanti dell'inizio lavori e altri contrattempi insorsero nel frattempo. L'impossibilità di reperire fondi a tutto il 2000, infatti, bloccò l'apertura del cantiere nei tempi previsti, e ancora nel 2001 alla FA fu rifiutato un finanziamento dal ministero britannico della cultura, che faceva seguito al tentativo fallito di reperire fondi sul mercato. Un anno più tardi il ministero tornò sulla sua decisione e decise di accordare un finanziamento di , mentre l'agenzia londinese per lo sviluppo ne garantì altri 21, che si sommavano ai 120 milioni già emessi da Sport England tramite una lotteria. Tuttavia già a giugno 2003, a cantiere aperto da 9 mesi scarsi, i costi previsti erano lievitati fino a .
A inizio 2004 un incidente mortale rallentò ulteriormente i lavori: una piattaforma di metallo cadde da circa 100 metri abbattendosi su due operai, provocando la morte sul posto di uno dei due e il ferimento grave dell'altro; pochi mesi più tardi il fabbricante dell'arco, Cleveland Bridge, si ritirò dall'appalto denunciando presunte violazioni contrattuali da parte di Multiplex e citando contestualmente in giudizio il general contractor. Successive indagini sull'incidente che coinvolse i due operai accertarono la responsabilità del subappaltatore PC Harrington Contractors, condannato a una multa di per inadempienze di obblighi di legge sulla sicurezza del lavoro. Inoltre Cleveland Bridge si vide parzialmente rigettata dal tribunale l'istanza di rimborso avanzata contro Multiplex, mentre la stessa Wembley National Stadium Ltd declinò ogni responsabilità per i ritardi, asserendo che i lavori erano di responsabilità esclusiva della stessa Multiplex. Nel 2006 l'opera, prevista per il 2003, non era ancora completata; la finale di FA Cup tra e dovette essere tenuta al Millennium Stadium di Cardiff. A lavori strutturali terminati, durante le operazioni di escavazione per la preparazione del terreno di gioco emersero dal sottosuolo alcune fondamenta risalenti a più di un secolo prima: si scoprì che era quanto rimaneva della Watkin's Tower, una costruzione finanziata dall'imprenditore Edward Watkin che, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto superare in altezza di almeno 50 metri la parigina Torre Eiffel: i lavori furono interrotti nel 1894 e mai più ripresi, anche perché Watkin morì nel 1901; nel 1907 il moncone di struttura già costruito fu minato e brillato, le sue fondamenta ricoperte e, quindici anni più tardi, sepolte sotto le due torri del vecchio stadio di Wembley.
Con un ulteriore anno di ritardo sull'ultima scadenza prefissata, quindi, il nuovo stadio fu messo a disposizione della FA il . Wembley fu certificato per accogliere almeno spettatori una settimana più tardi, durante un'esibizione calcistica di squadre formate da celebrità dello spettacolo e personale delle ditte coinvolte nella costruzione; il successivo ottenne l'ulteriore idoneità ad accogliere eventi sportivi in occasione di un incontro amichevole tra le U-21 di Inghilterra e Italia terminata 3-3, che vide l'azzurro Giampaolo Pazzini, autore delle tre reti della sua squadra, passare alla cronaca come primo marcatore nel nuovo Wembley. Superati tali test, poté ospitare le sue prime gare competitive: la prima fu la finale di FA Trophy il , vinta 3-2 dal sul davanti a spettatori; l'allora ventiduenne James Constable, dello Stevenage, fu il primo giocatore a marcare un goal in partita ufficiale nel nuovo Wembley; una settimana più tardi fu il turno della finale di FA Cup, vinta 1-0 dal sul con un goal dell'ivoriano Didier Drogba.
La fase operativa
Il andò di scena a Wembley il primo incontro internazionale, un'amichevole tra e , terminata 1-1 con goal di John Terry e Diego; l' successivo, invece, fu la volta del primo incontro internazionale ufficiale, valido per la qualificazione al campionato d'Europa 2008: l'Inghilterra batté 3-0 .
In quanto di fatto proprietaria della struttura, la FA organizza in tale impianto le finali di tutte le manifestazioni calcistiche sotto la propria giurisdizione: oltre a essere l'impianto interno della nazionale inglese e sede della finale e delle semifinali di FA Cup, infatti, ivi si disputano la Community Shield maschile e femminile, la finale di EFL Trophy, la final four di English Football League, la finale di FA Cup femminile e altre competizioni delle divisioni inferiori.
Nel 2009 Wembley fu scelto dall'UEFA per ospitare la finale della 57ª Champions' League, in programma due anni più tardi. Si trattava della prima finale in Inghilterra dal 2003 e della prima a Londra dal 1992, anno della finale di Coppa dei Campioni al vecchio Wembley tra e , quest'ultimo presente anche nella finale del 2011, dalla quale uscì vittorioso 3-1 sul . Nel 2012 fu lo stadio che ospitò le gare londinesi del torneo calcistico della XXX Olimpiade: oltre a quelle della fase a gironi, infatti, Wembley fu sede della finale sia del torneo maschile che di quello femminile. Il primo si risolse con una vittoria a sorpresa 2-1 del sul , mentre il secondo vide le calciatrici degli battere 2-1 il davanti a spettatori, record olimpico di affluenza per incontri di calcio femminile.
L'anno successivo Wembley fu di nuovo teatro della Champions' League: l'assegnazione fu decisa dall'UEFA pochi giorni dopo la disputa di quella del 2011; si trattò della prima volta in cui allo stesso stadio fu conferita la finale due volte in tre stagioni. In tale frangente si assisté alla prima finale di Champions' League tra due club della federazione tedesca, il e il : vinsero 2-1 i bavaresi, nella circostanza campioni d'Europa per la quinta volta.
Nel 2014 la FA concluse un accordo di naming con la compagnia di telefonia mobile EE, sussidiaria di BT Group, a seguito del quale la struttura assunse il nome commerciale di Wembley Stadium connected by EE.
Nel 2016 il chiese e ottenne dalla FA il permesso di usare Wembley per le gare di Champions League 2016-17 per via dell'inizio dei lavori di ricostruzione di White Hart Lane, lo stadio del club; un anno più tardi, con i lavori di ricostruzione a pieno regime, negoziò la permanenza per la stagione 2017-18 anche per le gare di campionato e FA Cup; ritardi nella concessione dell'agibilità del nuovo Tottenham Hotspur Stadium a causa di problemi di sicurezza indussero il club a chiedere una proroga dell'affitto che durò fino a marzo 2019 quando finalmente gli fu possibile prendere possesso del nuovo stadio.
In occasione del 16º campionato europeo di calcio, originariamente in programma tra giugno e luglio 2020 ma poi rinviato di un anno a causa della pandemia di COVID-19, Wembley fu destinato a ospitare il maggior numero d'incontri di tale edizione di torneo, che non prevedeva un Paese organizzatore.