Lincidente del HMBS Flamingo, noto anche come lincidente cubano o lincidente di Cay Santo Domingo, ebbe luogo tra il 10 e l'11 maggio 1980 nelle acque del distretto di Ragged Island dello Stato caraibico delle Bahamas.
Il 10 maggio 1980 il pattugliatore della Royal Bahamas Defence Force HMBS Flamingo, in missione di vigilanza nelle acque meridionali dell'arcipelago, sorprese due pescherecci cubani intenti a pescare illegalmente nelle acque bahamensi dell'isola di Cay Santo Domingo; dopo che i pescherecci ebbero tentato la fuga, il Flamingo si gettò all'inseguimento, sparando colpi di avvertimento e obbligandoli infine a fermarsi. Mentre rientrava verso la terraferma con i pescherecci al traino e i loro equipaggi agli arresti, il Flamingo fu però attaccato da due aerei da caccia dell'Aviazione miliare cubana accorsi sul posto: il pattugliatore fu colato a picco con la morte di quattro marinai bahamensi. I superstiti dell'equipaggio arrivarono a terra a Ragged Island a bordo di uno dei pescherecci requisti, ma il giorno seguente altri velivoli cubani eseguirono manovre minacciose sopra i cieli dell'isola, arrivando anche a sbarcare al suolo da un elicottero degli uomini armati; i cubani si ritirarono solo dopo l'arrivo in zona di aerei da caccia della United States Air Force.
L'episodio causò un grave incidente diplomatico tra Cuba e le Bahamas, con le autorità cubane che sostennero di aver agito per difendere i loro pescherecci da un atto di pirateria dei bahamensi mentre erano intenti a pescare in acque internazionali. Visto anche il sostegno a favore delle Bahamas da parte degli altri Stati della regione, i cubani accettarono infine di pagare a favore del governo bahamense e delle famiglie dei marinai uccisi un risarcimento monetario per i danni causati.
Antefatti La delimitazione delle zone di sfruttamento economico in mare era una questione annosa e complicata per le Bahamas. L'arcipelago ottenne una piena indipendenza dal dominio coloniale del Regno Unito il 10 luglio 1973 con la veste di Reame del Commonwealth, facendo il suo ingresso nelle Nazioni Unite il 18 settembre seguente; adottando come principale linea di politica estera il mantenimento di solide relazioni con il Regno Unito e gli Stati Uniti d'America, le autorità bahamensi si trovarono ora a dover gestire in prima persona il controllo delle loro frontiere marittime, con particolare riferimento al diritto di regolamentare le attività di ricerca di giacimenti offshore di idrocarburi e di contrastare le azioni di pesca commerciale illegale portate avanti da compagnie straniere..
Una zona di particolare attrito si rivelò essere quella del distretto di Ragged Island, nel sud dell'arcipelago e a poca distanza dalla costa orientale di Cuba. Stando agli archivi della Royal Bahamas Police Force, gli incidenti riguardanti pescherecci cubani scoperti a praticare attività di pesca illegale nelle acque bahamensi risalivano a ben prima dell'indipendenza delle stesse Bahamas: il 16 luglio 1971, ad esempio, la polizia bahamense fermò e requisì un peschereccio cubano sorpreso a pescare nelle acque dell'isola di Johnson Cay, azione ripetuta il 20 agosto seguente nei confronti di un secondo peschereccio sorpreso dalla polizia nella zona di Ragged Island; in questo come in molti altri casi succedutisi nel tempo, gli equipaggi cubani furono arrestati, processati con l'accusa di pesca di frodo e quindi condannati a pene detentive dai tribunali bahamensi. Il governo dell'Avana non avanzò inizialmente proteste o discussioni in merito ai sequestri dei pescherecci cubani operati dalla polizia bahamense; solo in una circostanza le autorità cubane sembrarono mostrare un cambio di atteggiamento circa questi episodi. Il 19 dicembre 1975 due motovedette della polizia bahamense fermarono una flottiglia di cinque pescherecci cubani al largo dell'isola di Cay Verde, trovandovi a bordo grosse quantità di pescato illegale; mentre le imbarcazioni sequestrate venivano condotte in direzione di New Providence, velivoli della Fuerza Aérea Revolucionaria cubana (un aereo da caccia prima e un ricognitore marittimo Douglas DC-3 dopo) iniziarono a compiere voli in circolo sopra le motovedette bahamensi, pur senza intraprendere azioni di attacco e senza impedire in definitiva il sequestro dei pescherecci e la condanna dei loro equipaggi.
Il ripetersi degli sconfinamenti nelle sue acque nazionali da parte dei pescherecci cubani e statunitensi, come pure le pressioni delle compagnie internazionali interessate allo sfruttamento degli idrocarburi, spinse il governo di Nassau ad adottare un atteggiamento più duro: fu ufficialmente adottata la linea politica che riservava alle Bahamas lo sfruttamento esclusivo della piattaforma continentale dell'arcipelago, e nel giugno 1977 il limite delle acque territoriali bahamensi fu unilateralmente innalzato a 200 miglia dalla costa.. Per dare concretezza a queste pretese, venne presa la decisione di creare una forza a ordinamento militare incaricata della difesa dei confini nazionali: con l'assistenza del Regno Unito, che fornì addestramento e naviglio, una "Defence Force" bahamense fu attivata nell'ottobre 1975, espandendosi poi nell'organico dopo aver assorbito nei suoi ranghi la componente navale della polizia nazionale. Il 31 marzo 1980 il Parlamento delle Bahamas diede approvazione definitiva alla costituzione della Royal Bahamas Defence Force (RBDF): la piccola marina militare metteva in linea una forza composta da due pattugliatori (gli HMBS Marlin e Flamingo), sette motovedette e due navi ausiliarie..
L'incidente
L'8 maggio 1980, neppure sei settimane dopo l'istituzione ufficiale della Royal Bahamas Defence Force, lo HMBS Flamingo uscì in mare dalla base navale di Coral Harbour a New Providence per condurre una missione di routine di pattugliamento delle acque del distretto di Ragged Island. Costruito due anni prima dalla britannica Vosper Thorneycroft, il Flamingo era un piccolo pattugliatore da 125 tonnellate di dislocamento, armato di una mitragliera da 20 mm Oerlikon; l'equipaggio ammontava a 18 uomini agli ordini del comandante Amos Rolle.
La navigazione del Flamingo si rivelò priva di eventi fino alle 17:00 del 10 maggio, quando il pattugliatore avvistò due imbarcazioni intente a pescare davanti alla costa settentrionale dell'isola bahamense di Cay Santo Domingo, posta a circa 45 miglia a nord-est di Cuba: si trattava dei pescherecci cubani Ferrocem 165 e Ferrocem 54 i quali, alla vista dell'unità bahamense, interruppero la pesca e iniziarono a fuggire in direzione sud-ovest. Il Flamingo si gettò all'inseguimento, raggiungendo le imbarcazioni cubane a circa un miglio di distanza da Cay Santo Domingo: nonostante le intimazioni a fermarsi trasmesse tramite megafono i pescherecci continuarono a mantenere rotta e velocità, portando il Flamingo a sparare alcuni colpi di avvertimento prima in aria e poi davanti alla prua delle imbarcazioni cubane; solo dopo che i bahamensi ebbero corretto il tiro e indirizzato alcuni colpi contro la prua stessa delle imbarcazioni i cubani decisero di fermasi. I due pescherecci furono quindi abbordati dai militari bahamensi a circa cinque miglia di distanza da Cay Santo Domingo: su ognuna delle imbarcazioni furono trovati grossi quantitativi di pescato, e gli otto marittimi cubani presenti a bordo furono quindi tratti in arresto.
Con i due pescherecci confiscati a rimorchio, il Flamingo iniziò quindi a dirigere in direzione di Cay Santo Domingo. Poco dopo due caccia MiG-21 dell'Aviazione cubana comparvero sulla scena: i velivoli iniziarono a circuitare intorno al Flamingo, sparando alcuni colpi di cannone parallelamente al lato di dritta e direttamente davanti alla prua del pattugliatore prima di ritirarsi. Il comandante Rolle ritenne che questa fosse una manovra volta più che altro a spaventare i bahamensi e convincerli a rilasciare i pescherecci requisiti, e decise di proseguire lungo la rotta stabilita confidando nel fatto di trovarsi bene addentro alle acque territoriali delle Bahamas. Fu ordinato di alzare sull'albero del pattugliatore una seconda insegna navale della RBDF in aggiunta a quella già presente nonché una bandiera nazionale delle Bahamas, onde esporre in modo chiaro l'identità dell'imbarcazione: stante le ottime condizioni meteo presenti nella zona, l'equipaggio ritenne che i vessilli fossero perfettamente visibili anche dall'aria.
Circa quarantacinque minuti dopo il primo passaggio, con il Flamingo ormai giunto a circa 1,5 miglia da Cay Santo Domingo, altri due caccia MiG-21 cubani si approcciarono all'unità. Questa volta i caccia presero direttamente di mira il pattugliatore bahamense, sparando contro lo scafo con cannoni e razzi: sul ponte di comando scoppiò un incendio e la sala operativa fu inondata di acqua, rendendo inservibili gli apparati di comunicazione di bordo. Con lo scafo in procinto di affondare il comandante Rolle ordinò l'abbandono della nave: mentre l'equipaggio si gettava fuori bordo i caccia cubani compirono un secondo passaggio, sparando contro i naufraghi in acqua e facendo a pezzi le due scialuppe di salvataggio calate in mare; gli aerei quindi si allontanarono, mentre un elicottero militare cubano giunto sul posto continuava a osservare la scena dall'alto. Sotto il comando di un militare bahamense presente a bordo, uno dei pescherecci requisiti diresse le operazioni di soccorso dei naufraghi del Flamingo, quattro dei quali erano feriti; ci si rese ben presto contro che quattro uomini mancavano all'appello: lable seaman Fenrick Sturrup e i marinai David Tucker, Edward Williams e Austin Smith, tutti periti nell'affondamento. I bahamensi erano praticamente indifesi (le uniche armi disponibili erano una pistola e un mitra), ma l'elicottero cubano si allontanò una volta che lo scafo del Flamingo fu scomparso sott'acqua. Tutto il personale bahamense e i loro prigionieri cubani furono quindi caricati sul peschereccio Ferrocem 165, che iniziò una lenta navigazione notturna alla volta dell'isola di Ragged Island; il Ferrocem 54, il cui apparato motore era finito fuori uso, fu lasciato andare alla deriva.
Il Ferrocem 165 gettò l'ancora nella baia di Anchorage, all'estremità meridionale di Ragged Island, la mattina dell'11 maggio e gli uomini presenti a bordo si diressero quindi a piedi verso l'abitato principale dell'isola, Duncan Town; telegrammi furono inviati a Nassau per informare le autorità del disastro. I cubani non avevano però intenzione di desistere e, alle 09:30, due caccia MiG-21 fecero la loro apparizione sopra Duncan Town, compiendo simulazioni di manovre di attacco al suolo che terrorizzarono la popolazione locale. Sulla scena comparvero anche un aereo da trasporto e un elicottero militare cubano: l'elicottero arrivò ad atterrare su un isolotto dal lato opposto rispetto al punto di ancoraggio del Ferrocem 165, scoperchiando alcune case con il vento sollevato dai suoi rotori e sbarcando una squadra di uomini armati che si aggirò nella zona prima di ritirarsi. I velivoli cubani approcciarono anche un aereo da trasporto DC-3 bahamense, carico di truppe della RBDF e agenti di polizia inviati in rinforzo a Ragged Island, disturbando con passaggi ravvicinati le sue manovre di atterraggio presso il piccolo aeroporto di Duncan Town; i caccia e l'elicottero si ritirarono dalla scena intorno alle 10:15, ma l'aereo da trasporto cubano continuò a sorvolare il cielo di Duncan Town impedendo il decollo del DC-3 bahamense. Il velivolo cubano si ritirò infine due ore più tardi, dopo che due caccia statunitensi decollati in allarme giunsero sulla scena..
Conseguenze