Il servàlo, detto anche servàl o gattopardo africano, (Leptailurus serval ) è un felino selvatico originario dell'Africa. Piuttosto raro nel Nordafrica e nel Sahel, è ampiamente diffuso nei paesi subsahariani, fatta eccezione per le regioni occupate dalla foresta pluviale. Sulla lista rossa della IUCN figura come «specie a rischio minimo» (Least Concern).
È l'unico membro del genere Leptailurus () e venne descritto per la prima volta dal naturalista tedesco Johann Christian Daniel von Schreber nel 1776; ne vengono riconosciute tre sottospecie. Il servalo è un felino snello, di medie dimensioni, che misura 54-62 cm di altezza alla spalla e pesa tra i 9 e i 18 kg. È caratterizzato da una testa piccola, delle grandi orecchie, un mantello di colore variabile dal giallo oro al beige con macchie e strisce nere, e una breve coda dalla punta nera. Rispetto alle dimensioni generali del corpo, il servalo è il felino con le zampe più lunghe.
Attivo sia di giorno che di notte, il servalo tende a condurre un'esistenza solitaria, con interazioni sociali ridotte al minimo. Gli esemplari di entrambi i sessi hanno un proprio territorio di 10-32 km², che viene marcato con feci e saliva. Il servalo è un carnivoro, predando roditori (in particolare ratti delle paludi), piccoli uccelli, rane, insetti e rettili. Il servalo utilizza l'udito per localizzare la preda; per uccidere piccole prede, effettua salti verticali da terra fino ad oltre 2 m di altezza per poi atterrare sulla vittima con le zampe anteriori e infine ucciderla con un morso sul collo o sulla testa. L'accoppiamento ha luogo in periodi differenti dell'anno a seconda della varie zone del suo areale, ma in genere una o due volte l'anno nella stessa area. Dopo un periodo di gestazione di due o tre mesi, la femmina dà alla luce da uno a quattro piccoli. Svezzati all'età di un mese, questi ultimi iniziano a catturare da soli le prime prede a sei mesi e lasciano la madre a 12 mesi.
Il servalo predilige le aree con una fitta copertura, come canneti, zone ricoperte da erba alta e le aree vicine agli specchi d'acqua, e si incontra pertanto in zone umide e savane. È presente in numerose aree protette sparse in tutto il suo areale, e la caccia a questo animale è vietata o regolamentata a seconda dei paesi.
Tassonomia Il nome scientifico del servalo è Leptailurus serval ed è l'unica specie del genere Leptailurus. Venne descritto per la prima volta dal naturalista tedesco Johann Christian Daniel von Schreber con il nome di Felis serval. Nel 1858, il naturalista russo Nikolaj Severcov propose il nome generico Leptailurus.
Nel XIX e XX secolo, alcuni tassonomisti, analizzando le varie pelli di servalo, identificarono due specie sulla base del modello del mantello: Felis serval (il servalo), con macchie grandi e pronunciate, e F. servalina o F. ornata (il gatto servalino), ricoperto da punti a forma di lentiggine. F. servalina venne descritto per la prima volta nel 1839 dal naturalista irlandese William Ogilby a partire da un esemplare proveniente dalla Sierra Leone. Nel 1867, lo zoologo britannico John Edward Gray descrisse F. herschelii in base ad una pelle di provenienza indiana, ma che probabilmente si trattava di un'altra pelle di gatto servalino. Nel 1907, lo zoologo britannico Reginald Innes Pocock giunse alla conclusione che le due forme dovevano essere considerate specie indipendenti, ma ritrattò questa affermazione nel 1917. Alla fine, le due forme vennero riconosciute appartenenti alla stessa specie. Un'altra forma, F. himalayanus (il servalo dell'Himalaya), venne descritta a partire da una pelle proveniente dalla regione himalayana; tuttavia, il naturalista scozzese William Jardine annotò in The Naturalist's Library (1843) che nessun esemplare del genere era stato identificato da lui o dai suoi colleghi e che differiva considerevolmente dal comune servalo. Nel 1944, Pocock identificò tre razze di serval nell'Africa settentrionale.
Le relazioni filogenetiche del serval sono rimaste per lungo tempo in discussione; nel 1997, i paleontologi M. C. McKenna e S. K. Bell classificò Leptailurus come un sottogenere di Felis, mentre altri, come O. R. P. Bininda-Edmonds (dell'Università tecnica di Monaco) hanno raggruppato questo genere con Felis, Lynx e Caracal. Gli studi degli anni 2000 e 2010 indicano che il servalo, insieme al caracal e al gatto dorato africano, forma una delle otto linee evolutive della famiglia Felidae. Secondo uno studio genetico del 2006, questa linea evolutiva fece la sua comparsa 8,5 milioni di anni fa e l'antenato di questo lignaggio arrivò in Africa 8,5-5,6 milioni di anni fa. Sottospecie Un tempo, erano riconosciute fino a 18 sottospecie: L. s. beirae L. s. brachyurus L. s. constantinus L. s. faradjius L. s. ferrarii L. s. hamiltoni L. s. hindei L. s. kempi L. s. kivuensis L. s. lipostictus L. s. lonnbergi L. s. mababiensis L. s. pantastictus L. s. phillipsi L. s. pococki L. s. robertsi L. s. serval L. s. togoensis
Nel 1944, Pocock riconobbe tre razze serval in Nordafrica. Tre sottospecie sono riconosciute valide dal 2017:
L. s. serval: la sottospecie nominale, diffusa nell'Africa meridionale L. s. constantina: diffusa nell'Africa centrale e occidentale L. s. lipostictus: diffusa in Africa orientale Filogenesi Lo studio del 2006 ha indicato che le relazioni filogenetiche del servalo sono le seguenti:
Etimologia Il nome Leptailurus potrebbe derivare dal greco medievale λεπταλέος o λεπτός, che significa «elegante», «delicato». Il nome «servalo», invece, si fa risalire al latino medievale Lupus cervalis («lupo simile a un cervo») o al suo equivalente portoghese lobo-cerval (nome usato per indicare la lince pardina). Il primo utilizzo registrato di questo nome risale al 1771. Un altro nome con cui viene indicato il serval è «tierboskat», termine afrikaans che significa letteralmente «gatto-tigre di foresta».
Descrizione
Il semedio è un felino di medie dimensioni dalle forme snelle; misura 54-62 cm di altezza alla spalla e pesa tra gli 8 e i 18 kg, anche se le femmine tendono ad essere più leggere. In genere, la lunghezza del corpo si aggira tra i 67 e i 100 cm. Generalmente, i maschi hanno una costituzione più robusta delle femmine. Tra le particolarità fisiche che più lo caratterizzano vi sono una testa piccola, delle grandi orecchie, un mantello con macchie e strisce e una breve coda dalla punta nera lunga circa 30 cm. Rispetto alle dimensioni generali del corpo, il servalo è il felino con le zampe più lunghe, soprattutto a causa della straordinaria lunghezza delle ossa metatarsali del piede. Anche le dita sono allungate, e insolitamente mobili.
Il manto presenta una colorazione di fondo variabile dal giallo oro al beige, ricoperta da un gran numero di macchie e strisce nere. Le macchie mostrano una grande variazione nelle dimensioni; sono noti anche servali affetti da melanismo. Tra le caratteristiche facciali proprie della specie, figurano gli occhi di colore marroncino o verdognolo, vibrisse bianche sul muso e vicino alle orecchie, orecchie grandi come quelle di un gatto domestico (ma più grandi in rapporto alle dimensioni della testa) e nere sul retro, al centro del quale si trova una banda orizzontale bianca, mento biancastro e macchie e strisce sulle guance e sulla fronte. Tre o quattro strisce nere corrono dal retro della testa fino alle spalle, dove si frammentano in file di macchie. L'addome, di colore bianco, è ricoperto da un sottopelo folto e morbido e da soffici peli di guardia (lo strato di pelliccia a protezione del sottopelo) lunghi 5-10 cm. Al contrario, i peli di guardia che si trovano su collo, sul dorso e sui fianchi misurano 3 cm al massimo, e quelli della faccia raggiungono a malapena 1 cm. Le orecchie, posizionate molto vicine tra loro, hanno la parte posteriore di colore nero, al centro della quale si trova una banda longitudinale bianca; esse possono ruotare fino a 180 gradi indipendentemente l'una dall'altra. Nel serval sono particolarmente sviluppati i sensi dell'olfatto, dell'udito e della vista.
Il servalo è simile nell'aspetto ad un'altra specie con cui condivide l'areale, ovvero il caracal, ma lascia impronte più strette, ha il cranio più rotondo ed è privo dei ciuffi sulle orecchie caratteristici di quest'ultimo. Il gatto dorato africano è di colore più scuro e presenta caratteristiche del cranio differenti. Il serval può ricordare il ghepardo per struttura e disegno del mantello, ma non per le dimensioni. Inoltre, condivide alcuni adattamenti agli habitat di palude con il gatto della giungla: entrambi questi felini hanno orecchie grandi e appuntite che consentono loro di localizzare la preda con successo e lunghe zampe che permettono loro di spostarsi attraverso il terreno fangoso e l'acqua.
Biologia
Il servalo è attivo sia di giorno che di notte; picchi di maggiore attività possono essere riscontrati al mattino presto, intorno al crepuscolo e a mezzanotte. In giornate fredde o piovose, può essere attivo per un periodo di tempo più lungo. Durante le ore più calde della giornata, si riposa o si pulisce all'ombra dei cespugli o dell'erba. È generalmente un animale piuttosto cauto, sebbene possa essere meno vigile quando non ci sono grandi carnivori o animali da preda in giro. Ogni notte, camminando, può coprire distanze di 2-4 km. Spesso, il servalo utilizzano particolari sentieri per raggiungere determinate aree di caccia. Conducono un'esistenza solitaria, con interazioni sociali ridotte al minimo, fatta eccezione per la stagione degli amori, quando le coppie possono trascorrere un po' di tempo insieme. L'unico legame sociale di lunga durata sembra essere quello tra la madre e i suoi piccoli, che lasciano la madre solo quando hanno un anno di età.
Sia i maschi che le femmine stabiliscono propri home range, e sono più attivi solo in determinate regioni (note come core areas, «aree principali») all'interno di essi. La superficie di questi territori può variare da 10 a 32 km²; la densità delle prede, la disponibilità di ripari e le interferenze umane potrebbero essere fattori significativi nel determinare le loro dimensioni. I territori possono sovrapporsi ampiamente tra loro, ma gli occupanti mostrano sempre interazioni ridotte al minimo. Gli incontri aggressivi sono rari, in quanto i servali sembrano evitarsi reciprocamente piuttosto che combattere e difendere i propri territori. Le manifestazioni di aggressività comportano il movimento verticale della testa (contrariamente al movimento orizzontale osservato in altri felini), il sollevamento dei peli e della coda, l'esibizione dei denti e della banda bianca sulle orecchie, e l'emissione di miagolii. Gli individui contrassegnano i loro territori e i percorsi preferiti spruzzando urina sulla vegetazione vicina, lasciando cadere gli escrementi lungo il cammino e sfregando la bocca sull'erba o sul terreno mentre rilasciano saliva. Il servalo tende ad essere sedentari, spostandosi di appena pochi chilometri anche se costretti a lasciare il loro territorio.
Il servalo è vulnerabile agli attacchi delle iene, dei leopardi, dei licaoni e dell'aquila marziale. Cerca sempre un rifugio per sfuggire alla loro vista e, se il predatore è molto vicino, fugge immediatamente a grandi balzi con la coda sollevata, cambiando frequentemente direzione. Il servalo è un ottimo scalatore, anche se si arrampica solo raramente; una volta, è stato visto un esemplare che si era arrampicato su un albero a più di 9 m di altezza per sfuggire ad alcuni cani. Come molti felini, il servalo è in grado di fare le fusa; emette anche una sorta di acuto cinguettio e può soffiare, schiamazzare, ringhiare, grugnire e miagolare.
Alimentazione