La raganella, o tric trac, è uno strumento musicale, idiofono a suono indeterminato, in legno, che produce suoni brevi e secchi tramite la rotazione di una lamina flessibile che viene raschiata da una ruota dentata fissata su un manico o una manovella. Con la tipologia a manovella l'esecutore può controllare le dinamiche e la fluttuazione tremolata del suono.

Storia

Di origine incerta, fu probabilmente inventata da Archita di Taranto. Nel Medioevo si diffuse in molti Paesi europei, dove veniva suonata durante le feste popolari come strumento infantile e folcloristico.

Veniva anche suonata di notte, lungo le strade, per scandire le ore.

Fino al Concilio Vaticano II le raganelle di grandi dimensioni (dette in liturgia Crotalo o Crepitacolo) erano suonate nei campanili delle chiese cattoliche durante la Settimana Santa, dal Giovedì al Sabato Santo, in sostituzione di campanelli (in chiesa) e campane.

La raganella è tuttora impiegata in alcune zone del Veneto e della Bassa Padana, nonché in Calabria, Sicilia, Puglia e Sardegna, per funzioni religiose o feste popolari. Viene ancora usata in Molise e Calabria, in chiesa durante le funzioni della settimana santa in sostituzione del campanello.

Nomi dialettali La raganella è chiamata in modo differente nelle varie città: in Trentino e Veneto è la ràcoła,G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, Venezia, coi tipi di Andrea Santini e figlio, 1829, pag. 478. a Caorle la ribèba, in Friuli graciule, in Salento la ṭrènula, o la ṭròzzula a Taranto 'a ròzzələ o 'u ruèzzələ,N. Gigante, Dizionario della parlata tarantina, Mandese editore, Manduria, 2002, pagg. 700-01. in Calabria il nome prevalente è tòcca, tiratòcca o tirritirri, in Sardegna matraca.

Note

Voci correlate Crotalo (liturgia) o Crepitacolo Troccola

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