La Statua di Edward Colston (Statue of Edward Colston) è una statua di bronzo che fu realizzata per un monumento pubblico in memoria della figura filantropica di Edward Colston, noto commerciante bristoliano, che ebbe un ruolo importante come mercante di schiavi lungo la rotta dell'Atlantico, vissuto dal 1636 al 1721. L'opera, creata nel 1895 dallo scultore irlandese John Cassidy, un tempo si ergeva al di sopra di un piedistallo di pietra di Portland, all'interno di un parco pubblico di Bristol noto come "The Centre" ("Il centro"), finché non è stata rovesciata il 7 giugno 2020, a opera di manifestanti contro il razzismo durante proteste per l'omicidio di George Floyd.

Nonostante fosse stata classificata di Grado II nel 1977, il monumento è stato comunque oggetto di controversie, dato che la fortuna di Colston si deve, almeno in parte, al suo coinvolgimento nell'organizzazione della tratta di schiavi nell'Atlantico, come alto dirigente della Royal African Company. La statua era stata eretta per commemorare la reputazione di filantropo di cui godeva nella città natale. Dagli anni 1990 in poi, il dibattito sulla moralità della glorificazione di Colston si intensificò. Nel 2018, vi fu un progetto del consiglio cittadino di Bristol per aggiungere una seconda targa che avrebbe dovuto contestualizzare meglio la figura ritratta e riassumerne il ruolo avuto nel traffico di schiavi. Questa iniziativa portò a una formulazione concordata e alla fusione di una targa, già pronta per l'affissione sul monumento. La sua installazione fu però vietata nel marzo del 2019 dal sindaco di Bristol, Marvin Rees, che all'epoca promise una riformulazione della targa, proposito che non si realizzò mai.

Il 7 giugno 2020, la statua fu rovesciata dal piedistallo, deturpata e gettata nel porto bristoliano, durante le proteste per l'assassinio di George Floyd legate al movimento Black Lives Matter. Il piedistallo, rimasto al suo posto l, fu ricoperto di graffiti. La scultura fu recuperata dal fondale e stivata in un magazzino a cura del consiglio cittadino di Bristol l'11 giugno 2020, per poi essere esposta, ricoperta dai graffiti, nel museo M Shed per un certo periodo nel giugno del 2021. Quattro persone che contribuirono a rovesciare la statua dal suo piedistallo non furono riconosciute colpevoli di da una giuria nel gennaio del 2022.

Descrizione

In origine il monumento consisteva di una statua bronzea di Edward Colston, alta 2,64 metri, collocata su un piedistallo alto 3,20 m. La scultura ritrae Colston con una parrucca, una giacca di velluto, un panciotto di raso e dei calzoni tipici del suo periodo. Il basamento è fatto di pietra di Portland ed è adornato da targhe di bronzo con, a ogni angolo, la figura di un delfino. Delle quattro targhe (una per ciascuna faccia del piedistallo), tre sono dei rilievi in stile Art Nouveau: due di questi rilievi ritraggono delle scene della vita di Colston e il terzo presenta una fantasia marittima. La targa esposta sul lato sud contiene parole di dedica: "Eretto dai cittadini di Bristol come memoriale per uno dei figli più virtuosi e saggi della loro città 1895 D.C." e "John Cassidy fecit" ("John Cassidy fece [questo]").

Storia La statua, progettata dallo scultore irlandese John Cassidy, fu innalzata nell'area oggi nota come The Centre nel 1895 per commemorare la filantropia di Edward Colston. A proporre l'idea fu James Arrowsmith, il presidente della Anchor Society, nell'ottobre del 1893; ne seguì, nel marzo del 1894, la nomina di un comitato per raccogliere i fondi necessari. Secondo lo studioso Tim Cole, dell'università di Bristol, l'idea della statua nasce come reazione in risposta alla vicina erezione di un'altra statua a Bristol, che ritrae Edmund Burke, che era stato critico sul coinvolgimento della città nella tratta degli schiavi, aveva sostenuto una tassazione più equa, e aveva dusapprovato l'atteggiamento prepotente del governo britannico nei confronti delle sue colonie.

Due appelli rivolti agli enti di beneficenza legati a Colston raccolsero 407 sterline per il costo della statua. Degli altri fondi, per un totale di 650 sterline, furono raccolti attraverso appelli pubblici dopo l'inaugurazione, tra cui un contributo della Society of Merchant Venturers. Al comitato furono proposti trentatré modelli di vari scultori, tra i quali fu scelto il progetto di Cassidy. La statua fu svelata dal sindaco, Howell Davies, e dal vescovo bristoliano, Charles Ellicott, il 13 novembre del 1895, una data che divenne nota in città come "giorno di Colston" (Colston Day).

Il 4 marzo 1977 fu classificata di Grado II nella lista dei monumenti inglesi. Historic England descrisse la scultura definendola "bella" e commentando che "il contrasto di stili che ne risulta è gestito con confidenza". Inoltre, fu notato come la scultura presentasse un buon valore di gruppo con degli altri memoriali, come la statua di Edmund Burke, il cenotafio e una fontanella che commemora la mostra dell'Industria e delle Belle Arti del 1893.

Controversie

XX secolo La statua iniziò a essere oggetto di controversia dalla fine del ventesimo secolo, quando divennero più note le attività di Colston come importante commerciante di schiavi.Andrew Foyle, Bristol-Pevsner Architectural Guides, New Haven e Londra, Yale University Press, 2001, p. 125. H. J. Wilkins, che aveva scoperto le sue attività di commercio di schiavi nel 1920, commentò che "non possiamo immaginarlo giustamente se non contro la sua storia".H. J. Wilkins, Edward Colston (1636–1721 A.D.), a chronological account of his life and work, Bristol, J. W. Arrowsmith, 1920, p. 93. Il coinvolgimento di Colston nel traffico di schiavi precedette il movimento abolizionista in Gran Bretagna, e avvenne in un'epoca nella quale "la schiavitù era condonata in Inghilterra - anzi, per tutta l'Europa - dagli uomini di chiesa, gli intellettuali e le classi colte". Dagli anni 1990, delle campagne e delle petizioni chiesero la rimozione della statua.Adam Hochschild, Bury the Chains, New York City, Mariner Books, 2006, p. 15.

Nel 1992, la statua fu raffigurata nell'installazione Commemoration Day di Carole Drake, facente parte della mostra Trophies of Empire all'Arnolfini, una galleria in un ex-magazzino di tè nel porto bristoliano. L'installazione di Drake combinava una riproduzione della statua che oscillava sopra dei crisantemi appassiti, uno dei fiori preferiti da Colston, di fronte a una fotografia proiettata con delle alunne alla Colston School che coprivano la sua statua con dei fiori nel 1973 e l'audio dell'inno scolastico Rejoice ye pure in heart ("Gioisci, puro di cuore"). Nel catalogo di Trophies of Empire del 1994, Drake descrisse la sua opera come

Nel gennaio del 1998, sulla base della scultura fu aggiunta, con la vernice, la scritta "SLAVE TRADER" ("COMMERCIANTE DI SCHIAVI"). Il consigliere comunale bristoliano Ray Sefia disse: "Se in questa città vogliamo glorificare il traffico di schiavi, allora la statua dovrebbe rimanere. Sennò, la statua dovrebbe essere contrassegnata da una targa che lo indichi come commerciante di schiavi o essere abbattuta."Madge Dresser, "Remembering Slavery and Abolition in Bristol" in Slavery & Abolition, 30 (2), 2009, pp. 223–246.

XXI secolo Nel 2014, in un sondaggio sul quotidiano locale Bristol Post, il 56% dei 1100 interpellati affermò che la statua doveva rimanere, mentre il 44% si espresse in favore della rimozione. Degli altri chiesero che sul monumento venisse apposta una targa commemorativa che ricordasse le vittime dello schiavismo. Il eletto di Bristol, George Ferguson, affermò su Twitter nel 2013 che "le celebrazioni per Colston sono irragionevoli, qualcosa alla quale io non prenderò parte!" Nell'agosto del 2017, fu affissa sul piedistallo della scultura una targa commemorativa non autorizzata, dello scultore Will Coles: questa dichiarava il ruolo di Bristol come "capitale della tratta atlantica degli schiavi nel 1730–1745" e commemorava "i 12 milioni di schiavi, dei quali 6 milioni morti come prigionieri". Coles affermò che il suo intento era quello di "provare a far riflettere la gente". La targa fu rimossa dal consiglio comunale di Bristol nel mese di ottobre dello stesso anno. Nel 2018, Thangam Debbonaire, deputata laburista per Bristol West, scrisse al consiglio comunale bristoliano per chiedere la rimozione della statua.

Un'installazione artistica non ufficiale apparve di fronte alla scultura il 18 ottobre 2018 in occasione della celebrazione del giorno contro la schiavitù nel Regno Unito. Raffigurava circa cento figure supine disposte come in una nave negriera, sdraiate come se fossero un carico, il tutto circondato da un bordo che elencava alcuni dei lavori svolti tipicamente dagli schiavi dei tempi moderni come "raccoglitori di frutta" o "estetista di unghie"; l'installazione rimase per alcuni mesi. I cartellini attorno alla prua della nave dicevano "qui e ora" (here and now). Un altro intervento artistico consistette in una palla al piede attaccata alla statua.

Progetto per l'aggiunta di una seconda targa

Nel luglio del 2018, il consiglio comunale, che era responsabile della statua, presentò una domanda di pianificazione per apporre una seconda targa che potesse "aggiungere delle conoscenze pubbliche riguardo a Colston", comprendendo la sua filantropia e il suo coinvolgimento nel commercio di schiavi, anche se la formulazione iniziale fu oggetto di critiche notevoli, tanto che subì una riformulazione. La stesura iniziale della seconda targa menzionava il ruolo di Colston nel traffico di schiavi, il suo breve incarico come deputato dei tory a Bristol, e criticava la sua filantropia definendola discriminatoria su base religiosa:

Dei membri del pubblico che commentarono la domanda di pianificazione si opposero alla questa formulazione ideata per la targa, e uno di loro la definì una "stroncatura" di Colston. Un consigliere conservatore di Bristol definì la formulazione proposta all'inizio "revisionista" e "storicamente ignorante". Una seconda versione, alla cui stesura partecipò Madge Dresser (professore associato di storia all'università di Bristol), fu proposta dal consiglio nell'agosto del 2018; innl essa si dava una breve descrizione della filantropia di Edward Colston, il suo ruolo nella tratta degli schiavi e il suo incarico come deputato, notando come la sua figura fosse divenuta controversa. La formulazione fu curata da un ex-curatore alla galleria d'arte bristoliana, che creò una terza proposta che fu sostenuta da altri membri del pubblico. Tuttavia, fu criticata da Dresser, secondo il quale questa era una versione "sanificata" della storia, in quanto, a suo fire, le parole usate minimizzavano il ruolo di Edward Colston, omettevano il numero di bambini schiavi e si focalizzavano sul ruolo degli africani dell'ovest come schiavisti originari. Tuttavia, sulla formulazione si trovi un accordo in seguito e la targa bronzea fu fusa con le parole seguenti:

Tuttavia, dopo che la targa era già pronta, la apposta sul piedistallo della scultura installazione fu vietata nel marzo del 2019 dal sindaco di Bristol, Marvin Rees, che criticò la Society of Merchant Venturers per la riscrittura. Una dichiarazione dell'ufficio del sindaco la definì "inaccettabile", affermando che Rees non era stato consultato, e promise di continuare a lavorare su una seconda targa. Dopo l'abbattimento della statua nel giugno del 2020, la Society of Merchant Venturers dichiarò che era "inappropriato" per la società essere stata coinvolta nella riformulazione della targa nel 2020.

Abbattimento