Era figlio di Luigi, presidente della Repubblica Italiana e di Ida Pellegrini, fratello minore del politologo Mario e fratello maggiore dell'editore Giulio. Fu co-fondatore con Agostino Rocca della Techint. In memoria del padre collaborò a creare nel 1964 la Fondazione Luigi Einaudi di Torino.
Biografia
Nato nel 1906 a Dogliani, in provincia di Cuneo, dopo aver frequentato, come i fratelli, il Liceo d'Azeglio, si laureò in Ingegneria elettronica al Politecnico di Torino nel 1926.
Nel 1931 venne assunto alla Sofindit Giovanni Farese, “Luigi Einaudi. Un economista nella vita pubblica”, Soveria Mannelli, Rubbettino,2012, , pag. 77, successivamente passò all’Ufficio studi della Dalmine e fino al 1939 fu segretario del Piano autarchico della siderurgia. Divenne poi direttore tecnico della Finsider, funzionario dell'IRI-nord e, dopo la liberazione, fu nominato commissario dell'IRI. Co-fondatore con Agostino Rocca della Techint, ricoprì altresì la carica di presidente onorario della San Faustin finanziaria Luigi Einaudi, Diario 1945-1947, a cura di Paolo Soddu, Roma, Laterza, 1993, , pag. 734.
Tra il 1929 e il 1935 venne più volte fermato e arrestato per attività antifascista Roberto Einaudi (cur.), “L'eredità di Luigi Einaudi. La nascita dell'Italia repubblicana e la costruzione dell'Europa”, Milano, Skira, 2008, pag. 252.
Nel 1964, per conservare ed accrescere la biblioteca paterna e consentirne l'accesso agli studiosi, creò, insieme alla madre e ai fratelli, a Torino la Fondazione Luigi Einaudi, nel cui Consiglio di amministrazione e, in seguito, nel Comitato esecutivo, egli rappresentò la famiglia Einaudi ininterrottamente dalla costituzione alla sua scomparsa Terenzio Cozzi, “Cronache della Fondazione”, in «Annali della Fondazione Luigi Einaudi», n. XXXVIII, 2004, pagg. XI-XII.
Per diversi anni fu nel Consiglio di amministrazione della Casa editrice Einaudi, fondata dal fratello Giulio e, dagli anni ’50 fino alla crisi del 1983, intervenne finanziariamente in suo aiuto Paolo Di Stefano, “Addio a Roberto Einaudi, salvò la casa editrice”, in «Corriere della Sera», 27 luglio 2004, pag. 25.
Si occupò, infine, di gestire a Dogliani l’azienda viti-vinicola fondata dal padre Luigi e oggi gestita dai nipoti.
Morì a Dogliani il 26 luglio 2004.
Vita privata Nel 1937 sposò Luisa Fichera da cui ebbe tre figli: Paola, Roberta e Lorenzo. Opere
Determinazione del grado d'autarchia del tubo di acciaio senza saldatura, del tubo in cemento-amianto e del tubo misto il lamiera di acciaio e cemento-amianto”, in «Acqua e Gas», a. XXVI, n. 9, sett. 1937. Grado di autarchia delle tubazioni per acquedotto”, in «La metallurgia italiana», n. 3, 1938.
Note
Bibliografia
Mirella Appiotti, “L’ultimo Einaudi occulto e generoso sostenitore di Giulio”, in TuttoLibri, 7 agosto 2004, n. 1424, pag. 2 (Supplemento de La Stampa) Mario Bosonetto, “L’ultimo Einaudi ingegnere che faceva vino”, in La Stampa, 27 agosto 2004, pag. 22 Paolo Di Stefano, “Addio a Roberto Einaudi, salvò la casa editrice”, in Corriere della Sera, 27 luglio 2004, pag. 25 “Roberto Einaudi. El fallecimiento”, in La Nacion (Buenos Aires), 3 de agosto 2004|url=https://www.lanacion.com.ar/economia/roberto-einaudi-nid624099/
Voci correlate Luigi Einaudi Mario Einaudi Giulio Einaudi Ida Pellegrini Agostino Rocca Fondazione Luigi Einaudi (Torino)
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