Kolup approfittò delle voci insistenti secondo cui l'imperatore, morto nel 1250, non era veramente morto e sarebbe tornato dal suo sonno profondo per mettere ordine nell'Impero. Quando Kolup affermò per la prima volta di essere l'imperatore nel 1284 a Colonia, fu deriso e cacciato dalla città.

Trovò un forte sostegno a Neuss per più di un anno e vi creò una piccola corte, iniziando ad emettere i propri documenti con un sigillo falso. Si unì ai nemici del re Rodolfo d'Asburgo che assediarono la città senza successo. Nell'estate del 1285 Tile Kolup è registrato a Wetzlar, dove riuscì a rilasciare privilegi sotto sigillo reale e venne pure visitato da italiani fedeli alla memoria degli svevi.

Gran parte dei figli e degli eredi di Federico II infatti erano o morti, o lontani dall'Impero: Manfredi venne sconfitto e ucciso nel 1266 alla Battaglia di Benevento; suo nipote Corradino, ultimo discendente diretto dell'Imperatore, venne decapitato appena sedicenne nel 1268, a Napoli, da Carlo I d'Angiò; Enzo, Re di Sardegna, venne fatto prigioniero dai bolognesi nel 1249 e rinchiuso nella torre che tuttora prende il suo nome, da cui uscirà solo in occasione della sua morte dopo ventitré anni di prigionia, nel 1272.

Rodolfo d'Asburgo riuscì infine a catturare Kolup verso la seconda metà del 1285 a Wetzlar, dove lo fece poi bruciare sul rogo come eretico.Alfred Haverkamp, Medieval Germany, 1056–1273 (Oxford University Press, 1988), p. 267.

Note

Bibliografia Gilles Lecuppre, L'impostura politica nel Medioevo, Dedalo, 2007, Gita Deneckere, Jeroen Deploige, Mystifying the Monarch. Studies on Discourse, Power, and History, Amsterdam University Press, 2006,

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