Ha vinto numerosi premi, fra cui il Premio nacional de literatura dramática 2012, il Leone d'Argento della Biennale Teatro di Venezia 2013 e il Premio Leteo 2016.

Nel 2017 è stata insignita dell’onorificenza di Chevalier des Arts et Lettres dal Ministero della Cultura francese.

Biografia Nata nel 1966, in piena dittatura franchista, fino all'età di sette anni vive a Figueras, città natale di Salvator Dalì. Inizia a dedicarsi alla scrittura fin da bambina, scrivendo poesie e racconti, un modo per sfuggire alla solitudine di figlia unica, sottoposta a continui spostamenti con la famiglia per seguire la carriera del padre militare.

Dopo Figueras, il padre viene trasferito a Valencia, dove la famiglia trova sistemazione in una casa all'interno di una zona militare; qui la giovane Liddell assiste a numerosi episodi di violenza e tentativi di suicidio: "sottufficiali che uccidono il capo, comandanti che uccidono le loro mogli, proiettili vaganti... un mondo di pazzi in cui "ti uccido" e 'se viene gli sparo' erano frasi di uso quotidiano".

Stabilitasi qualche anno dopo con la famiglia a Burgos, da adolescente comincia a manifestare sintomi di ulcera sanguinante e di depressione, passando lunghi periodi in cura dai medici; a 14 anni scrive due opere tragiche di circa duecento pagine in forma di dialogo, in cui tutti i protagonisti periscono di morte violenta. Riceve un'educazione rigidamente religiosa: fino all'età di 17 anni frequenta un collegio gestito da monache.

Si trasferisce in seguito a Madrid per studiare drammaturgia.. Iscrittasi al Conservatorio di Madrid, lo abbandona dopo essere rimasta delusa dagli insegnanti e dalla scuola; in seguito si laurea in Psicologia e Arte Drammatica alla Real escuela superior de arte dramática di Madrid (RESAD).Brigitte Salino. Une Espagnole en colère, Angélica Liddell, entre au Festival d'Avignon, Le Monde, 12.07.2010, en francés; acceso 20.08.2013

Carriera teatrale 1988-1991 Debutta come drammaturga nel 1988 con Greta quiere suicidarse (Greta vuole suicidarsi) con cui ottiene il suo primo riconoscimento, il Premio Ciudad de Alarcón. Per la sua attività di regista cambia il proprio cognome in Liddell, inizialmente Liddell Zoo,Per un periodo aggiungerà a Liddell il nome ZOO, in riferimento al film di Peter Greenaway Lo zoo di Venere, realizzato nel 1985. Cfr.: con riferimento ad Alice Liddell, la bambina da cui trasse ispirazione Lewis Carroll per il suo Alice nel paese delle meraviglie, mentre nel ruolo di attrice mantiene per un certo periodo il suo vero nome, Angélica González.

Nel 1990 scrive La condesa y la importancia de las matemáticas (La contessa e l'importanza della matematica), un'opera ancora inedita, in seguito da lei stessa definita "un prodotto di cattiva digestione del cinema di Peter Greenaway".

Nel 1991 compone El jardín de las mandrágoras, messo in scena due anni dopo.

1992-2002 Nel marzo 1992 si iscrive a un laboratorio di drammaturgia tenuto dall'autore cileno Marco Antonio de la Parra che la impegna per circa quindici mesi, al termine dei quali produce, sotto la guida di quest'ultimo, l'opera Leda, il cui testo è il primo da lei scritto e pubblicato.. Nello stesso periodo, nel maggio del 1993, fonda con Gumersindo Puche la compagnia teatrale Atra Bilis (trad. atrabile, o bile nera, calco dal greco μελαγχολία). Interrogata sulle ragioni che l'hanno portata a scegliere questo nome - melanconia, un termine della medicina ippocratica designante uno dei quattro umori dell’uomo, che nel corso dei secoli assume i significati di tristezza, accidia, psicosi maniaco-depressiva - in un'intervista afferma che la malinconia, alla quale non può sfuggire, fa parte della sua natura, e che il suo lavoro, non distante dalla sua esperienza personale, ne riflette la presenza: "Il teatro è il mio personale manicomio. Il teatro è follia sotto controllo, sotto tonnellate di controllo".

Il primo spettacolo messo in scena dalla compagnia Atra Bilis è l'opera di ispirazione gotica El jardín de las mandrágoras, dal sottotitolo Piccola tragedia metafisica sessuale suddivisa in nove scene e cinque gigli, scritto da Liddell nel 1991. La protagonista è una suicida che "purifica il suo amore attraverso l'offerta del proprio cadavere". La ricerca della bellezza, il mix di sesso, morte, passione e sacrificio, l'uso della pittura e della musica come referenti diretti, prefigurano alcuni dei temi che caratterizzeranno la sua futura produzione.

A partire da questa rappresentazione Liddell si dedicherà professionalmente alla scrittura, alla regia e all'interpretazione delle proprie opere..

Eguía Armenteros individua come elemento comune della produzione dal 1993 al 2002 il focus riservato ad aspetti che riguardano la famiglia e l'ambiente privato - rapporti genitori-figli, rapporti di coppia, procreazione - come entità aggressiva che limita la libertà del sé.. I conflitti generati all'interno di questo contesto si esprimono in riti snaturati, “crimini", in cui sesso e morte si combinano: Dolorosa (1994), che racconta del rapporto tra una prostituta e un malato terminale, affronta il tema dell'amore come salvezza e come sacrificio, ripresentato anche in Morder mucho tíempo tus trenzas (1996); Frankenstein (1998), spettacolo per attori e marionette ispirato all'opera di Mary Shelley e al teatro giapponese bunraku, fa riferimento alla religione, al rapporto genitori-figli; Perro muerto en tintorería, los fuertes (1999) narra di rapporti incestuosi, mentre il Tríptico de la aflicción, scritto fra il 2000 e il 2001, è così commentato da Liddell: «Abbiamo scelto la famiglia come territorio di afflizione. Perché in famiglia si ama ma siamo anche obbligati ad amare».

Durante questo periodo la produzione della regista catalana si configura come "teatro d'eccesso" in tutti i suoi approcci: "saturazione verbale con marcato uso dell'escatologico e del sessuale; sovraccarico plastico e «caos visivo» con un'espressività dei "gesti più primitivi dell'uomo"..

2002-2009 In questa seconda fase l'attenzione è spostata all'"ambiente globale", l'uso dei personaggi viene sospeso a favore di una personale drammaturgia fondata sul monologo..

Nel 2002 Angélica Liddell presenta l'opera Monólogo necesario para la extinción de Nubila Wahlheim y Extinción, con cui nel 2003 riceve il Premio Casa de América per l'innovazione drammaturgica. In questa pièce, ispirata a Samuel Beckett, applica quello sarebbe diventato un nuovo paradigma letterario: "l'eliminazione del personaggio al fine di esplorare i limiti della coscienza dell'ego individuale".. Liddell annota: "D'ora in poi totale assenza di personaggi, solo il disgustosamente confessionale."

La prima parte dell'opera, che dal titolo risulta essere rivolta ad un bambino, è costituita dal monologo/testamento dell'autrice/Nubila che confessa la sua disperazione per non essere amata; la seconda parte, La Pasion anotada de Nubila Wahlheim, ha per protagonisti gli assassini di Nubila, torturata, stuprata e uccisa in un pollaio, che dopo aver trovato e letto il diario della ragazza nel quale riporta le sue pene, si identificano con la vittima, condividendo lo stesso dolore, perché essi stessi vittime della mancanza di amore. La cerimonia dello stupro/martirio e la lettura del diario conducono al riconoscimento della "passione" e alla catarsi..

Nello stesso anno Liddell mette in scena Once upon a time in West Asphixia (C'era una volta in West Asphixia, 2002), ispirato agli spaghetti western di Sergio Leone, con protagoniste due ragazze che decidono di fingere di essere gemelle ed emulare un compagno di classe che ha ucciso il padre.

Nel 2005-2006 l'autrice porta a compimento la trilogia Actos de resistencia contra la muerte, composta da Y los peces salieron a combatir contra los hombres (2005), La manzana y como no se pudrió Blancanieves (2006) e El año de Ricardo (2006), il cui legame è rappresentato dalla critica al potere e dal riferimento a problemi sociali: la morte degli immigrati africani che annegano in mare nel tentativo di raggiungere la Spagna su piccole e malconce imbarcazioni, trattato in Y los peces salieron; il dramma dei bambini soldato in Blancanieves, privati della loro infanzia, vittime delle guerre fra eserciti dispiegati "per legittimare l'immenso piacere che procura agli uomini l'esercizio della crudeltà"; l'ipocrisia e l'abuso di potere in Ricardo.

Dalla fondazione di Atra Bilis nel 1993, trascorreranno oltre dieci anni di esperienza professionale prima che la compagnia teatrale ottenga un tributo dalla critica. Mi relación con la comida (2005) fa menzione degli anni di stenti economici, dell'assenza di alcun tipo di sussidio, delle critiche ricevute e dell'esasperazione crescente nei confronti dell'esterno.. Mentre diverse opere di Liddell vengono tradotte in America Latina, dove la compagnia si reca spesso per presentare le sue opere, Lesiones incompatibles con la vida, Dolorosa, La falsa suicida e Suicidio de amor por un difunto desconocido vedono la luce prima in Portogallo che in Spagna..

La svolta professionale, il riconoscimento del lavoro di Liddell nel suo paese natale avviene nel dicembre 2007, quando il direttore del Centro Dramático Nacional, Gerardo Vera, le propone l'anteprima di una delle sue opere al Teatro Valle Inclán di Madrid..

Con il testo Perro muerto en tintorería: Los fuertes, messo in scena nel 2007, ha luogo anche un cambiamento negli spettacoli, oltre che nella carriera della regista: mentre in precedenza era accompagnata in scena dal suo unico partner Gumersindo Puche, ora si serve di un cast di sei attori professionisti e di un grande palcoscenico, in cui allestisce una scenografia complessa, utilizzando dipinti, manichini alti circa un metro e mezzo in silicone color carne, proiezioni, musica, installazioni costruite con materiali organici e deperibili (terra, latte, lana) e realizzando per la prima volta un'opera di "grande formato".. La pièce, una rilettura innovativa e invertita del Contratto sociale di Rousseau, fa riferimento ad un testo scritto nel 1999, una "favola lineare" che ora viene meticolosamente decostruita, rimuovendo informazione e destrutturando i dialoghi, trasformati in monologhi..

2010-2021 Nel 2010 Liddell debutta al Festival di Avignone con due pièces, El año de Ricardo e La casa de la fuerza. Per quest'ultima, nel 2012 vince il Premio nacional de literatura dramática, conferitole dal Ministero dell'Istruzione, della Cultura e dello Sport spagnolo.

Dal 2011 è candidata al Premio Europa Realtà Teatrali del Premio Europa per il teatro.

Nel 2013 presenta all'Odeón di Parigi, in occasione del Festival di Autunno della capitale francese, Todo el cielo sobre la tierra (el síndrome de Wendy), e nello stesso anno le viene assegnato dalla Biennale di Venezia il Leone d’argento “per aver cancellato la linea divisoria tra diversi generi e stili d'arte, facendo sì che la miscela di parole, immagini, suoni, musica, gioco, il drammatico, il divertente e il tragico compongano un tutto”. Per la Biennale dirige anche un laboratorio di teatro nel quale si concentra sulla figura di Lucrezia, che darà vita alla sua successiva opera You are my destiny (2014, prima mondiale al Zagreb World Theatre Festival), ispirata al poema narrativo Lo stupro di Lucrezia (1594) di Shakespeare, in cui "esplora il femminicidio e il dolore che provoca il desiderio"..

Nel 2014 rinuncia volontariamente a mettere in scena le sue opere nel suo paese d'origine. Quattro anni dopo fa ritorno a Madrid per la prima di La lettera scarlatta (2018), per la quale riceve accuse di misoginia da parte di chi interpreta quest'opera come un attacco al movimento Me Too..