La materia grave è descritta in teologia morale come una delle tre condizioni per compiere un peccato mortale ed è ciò che definisce la gravità di tale peccato.

Il Catechismo della Chiesa cattolica afferma che la materia grave "è precisata dai dieci comandamenti, secondo la risposta di Gesù al giovane ricco: 'Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre" Mc .

I teologi distinguono tra due tipi di materia grave:

vi sono peccati generalmente gravi: in questi casi si parla di materia grave ex genere suo, "materia grave per il suo genere". vi sono altri peccati che oggettivamente sono sempre gravi: in questi casi si parla di materia grave ex toto genere suo, "materia grave in tutto il suo genere".

Tale distinzione è importante:

nei primi vi può essere, e anche abbastanza spesso, materia lieve (datur parvitas materiae, "si dà materia lieve"); nei secondi c'è sempre materia grave, e pertanto non vi è mai materia lieve (non datur parvitas materiae, "non si dà materia lieve"): essi sono di suo sempre gravi in quanto alla materia. Vi sono poi alcuni peccati per i quali la materia è sempre lieve e che sono detti appunto peccati veniali.

Peccati la cui materia può essere grave È materia generalmente grave quella di molti peccati commessi contro la seconda tavola del decalogo: si ha materia lieve quando non si viola sostanzialmente il precetto, ma si continua a conservare al prossimo un certo rispetto; i beni materiali o spirituali del prossimo vengono cioè offesi solo marginalmente, mentre concretamente vengono conservati.

Per questi peccati si parla di materia divisibile.

I peccati la cui materia può essere grave, ma non lo è necessariamente, sono:

contro il 4º comandamento: battibecchi o screzi in famiglia; disobbedienze; parole ingiuriose; maldicenze; pettegolezzi. contro il 7º comandamento: furto. contro l'8º comandamento: calunnie; bugie; false testimonianze. contro il 9º comandamento: pensieri impuri; volgarità. contro il 10º comandamento: invidia.

Peccati la cui materia è sempre grave C'è sempre materia grave nei peccati: contro le virtù teologali; contro i precetti espressi nella Prima Tavola del Decalogo Biblico; contro alcuni dei precetti espressi dalla Seconda Tavola del Decalogo che hanno a che fare con valori molto alti.

Per questi peccati si usa anche l'espressione materia indivisibile''.

Tra i peccati la cui materia è sempre grave si possono elencare i peccati:

contro la Fede: eresia; apostasia; insubordinazione alle verità di fede; contro la Speranza: disperazione della salvezza; presunzione di salvarsi senza merito; contro la Carità: odio di Dio e del prossimo; fare volutamente del male. contro il 1º Comandamento: abbandono di Dio; satanismo; ricorso a maghi e fattucchieri; forme gravi di superstizione; assenza abituale di preghiera. contro il 2º Comandamento: bestemmia; falso giuramento; violazione dei voti. contro il 3º Comandamento: non partecipare alla Messa nei giorni di precetto; ricevere la Comunione Eucaristica con peccati gravi non ancora assolti sacramentalmente. contro il 5º Comandamento: omicidio; aborto; suicidio; eutanasia; assunzione di sostanze stupefacenti. contro il 6º Comandamento: autoerotismo; visione di materiale pornografico; fornicazione; atti impuri di omosessualità; rapporti sessuali orali o anali; contraccezione coniugale; adulterio; violenza carnale; pedofilia; incesto.

Peccati la cui materia è sempre lieve Sono di per sé peccati veniali quelli che non soddisfano una delle tre condizioni per avere un peccato mortale; quelle azioni che indeboliscono la carità ma non distruggono la comunione con Dio (la grazia), che sono poco edificanti, indeboliscono la vita spirituale e rallentano il progresso spirituale: la ricerca della vanagloria, l'eccessivo zelo per la propria figura, la gola, il perdere tempo.

Note

Voci correlate Peccato Peccato mortale Dieci comandamenti Teologia morale

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