La chiesa di San Zeno de l'Oselet a Brenzone sul Garda in provincia di Verona sorge sulle rovine di una villa romana e si caratterizza per delle forme architettoniche tipicamente romaniche che risalgono ai secoli XI - XII e XIII. La struttura è infatti il risultato di momenti di costruzione diversi che si concludono con la realizzazione della facciata e la creazione di una torre campanaria.

La chiesa è stata soprannominata "de l'Oselet" in quanto sul pinnacolo del campanile è presente una banderuola metallica che raffigura un gallo come simbolo di vigilanza. All'interno della chiesa sono inoltre presenti affreschi tardo romanici d'impronta bizantina.

La chiesa è posizionata a un chilometro circa dalla contrada di Castelletto di Brenzone sul Garda ed è inserita all'interno di un complesso cimiteriale presso le rive del Lago di Garda. Si presenta quindi come una chiesa cimiteriale, di proprietà comunale e fa parte della Diocesi di Verona.

Storia In onore di San Zeno, che fu l'ottavo vescovo di Verona, nell'area del Lago di Garda furono innalzate circa una decina di chiese, tra cui quella di San Zeno a Castelletto di Brenzone sul Garda. Viene considerata un “cimelio d'antichità”, la più vetusta delle chiese della diocesi poste sulle sponde orientali del Lago di Garda. Fu dedicata a San Zeno in quanto era il protettore e patrono della diocesi, colui che evangelizzò la città; non è stata rinvenuta in questa chiesa alcuna testimonianza che leghi il luogo alla la presenza di San Zeno o sono stati nel tempo smarriti.

Fasi costruttive della chiesa La chiesa romanica attuale venne costruita al posto di un precedente edificio di culto ubicato in corrispondenza dell'estremità sud-occidentale del complesso residenziale della villa di età romana, sfruttandone murature e piani pavimentali. Nella seconda metà degli anni ottanta del Novecento degli scavi, effettuati per la deumidificazione della chiesa, misero in luce diverse strutture murarie di cui furono registrati la posizione e l'orientamento. Questo ha fatto supporre che la struttura attuale della chiesa abbia subito varie modifiche e vissuto diversi momenti costruttivi nel corso del tempo; ci furono infatti ben tre fasi evolutive. Alcune indagini condotte all'interno della chiesa hanno fatto ipotizzare che il primo edificio di culto che venne qui realizzato, sfruttando le strutture dell'antica villa romana, risalisse all'età alto medievale, probabilmente longobarda. Si presentava come un'aula unica rettangolare, delle dimensioni interne di 6,70 × 5,50 m, chiusa ad est da una profonda abside di forma semicircolare del diametro interno di circa 3 m, coeva alle murature dell'aula, i cui resti sono tuttora visibili nella pavimentazione della chiesa, riemersi durante una campagna archeologica. La facciata all'epoca fu impostata sulle strutture che costituivano il limite occidentale dell'impianto romano, che però non presentava un profilo continuo data la presenza di aperture e nicchie, che vennero riadattate attraverso l'inserimento di tamponature e nuovi setti murari. Inizialmente era quindi di dimensioni più piccole e vi era un uso cimiteriale dell'area esterna, con un numero limitato di sepolture privilegiate. Le dimensioni e la tipologia dell'aula, unitamente alle sepolture, inducono a ritenere che l'originaria funzione della chiesa fosse quella di oratorio funebre e conservò per tutto il periodo medievale questa funzione funeraria.Brunella Bruno e Raffaella Tremolada, Castelletto di Brenzone, recenti indagini presso la Chiesa di San Zeno de l'Oselet, pubblicazione da Nuove ricerche archeologiche sulle chiese altomedievali del Garda a cura di Gian Pietro Brogiolo, 2010

Intorno all'anno mille circa, fu invece eretta la prima vera chiesa di San Zeno, che possedeva inizialmente un'unica navata. Cambiò in questo periodo anche la sua funzione, diventando di uso della comunità che andava insediandosi in quel territorio, e divenne quindi una cappella soggetta alla pieve di Malcesine. Nella prima metà del XII secolo fu ingrandita e allargata aggiungendo una seconda navata minore, che si estese verso nord, eliminando il precedente perimetrale settentrionale. Questa stretta navata occupò una fascia del sedime cimiteriale che si trovava in origine all'esterno, la zona fu quindi livellata e il pavimento venne posto ad una quota più alta rispetto alla navata centrale. L'ampliamento in età romanica si estese inoltre verso ovest, cancellando completamente l'atrio e la facciata del primitivo oratorio. Fu creato un altro atrio sul fronte dell'edificio di circa 3,60 m, in un'area occupata precedentemente da delle tombe. Gli indicatori principali di questo intervento sono rappresentati da un pavimento in basoli sistemati senza alcun ordito davanti all'aula e la realizzazione di un'entrata in posizione quasi assiale rispetto all'abside. Anche nella parete di fondo vennero apportate delle modifiche, se prima possedeva solamente un'abside, ne furono poi inseriti ben tre. In epoca romanica l'oratorio subì perciò una consistente ristrutturazione, assumendo la configurazione bipartita e triabsidata attualmente visibile. Tale intervento comportò però la cancellazione del precedente assetto altomedievale.

Fu successivamente inserita, nel XIII secolo, una torre campanaria, che venne spostata più avanti rispetto alle fondazioni di un vecchio campanile ritrovate in adiacenza al cantonale nord-orientale, a pianta quadrangolare delle dimensioni di 2.20 m per lato. La realizzazione di questo campanile comportò il conseguente rifacimento della facciata. Inoltre, gli affreschi che si possono ammirare all'interno della chiesa sono coevi all'ampliamento della struttura stessa.

In origine, inoltre, si supponeva che la chiesa avesse la funzione di chiesa battesimale, data la presenza fino agli inizi del 1900 di un grande fonte battesimale di pietra sorretto da un piedistallo lavorato detto “Bàsia de S. Zen”, posizionato sul fronte della chiesa. Anche la dedicazione a San Giovanni Battista nel ciclo di affreschi della navata minore settentrionale lo faceva dedurre, ma di fatto non è stata trovata alcuna testimonianza scritta che lo confermi. Si sa che dalla metà del XII secolo la chiesa di San Zeno risultava appartenente alla circoscrizione ecclesiastica della pieve di Santo Stefano di Malcesine, come si legge in una bolla del papa Adriano IV del 1159, rientrando quindi nella giurisdizione vescovile di Verona; quindi risulta improbabile che la chiesa avesse una funzione battesimale antecedentemente. Per molto tempo fu la chiesa principale del territorio di Brenzone e anche la presenza di un cimitero attorno ad essa, tuttora esistente, fa pensare che in un passato abbastanza recente la chiesa fosse una parrocchia dalla funzione essenziale a livello di contrada. Inoltre la località di Castelletto, in epoca Medievale, era uno dei distretti abitati più importanti della zona di Brenzone, quindi anche il ruolo della chiesa era rilevante all'epoca. Molto probabilmente rimase una parrocchia fino a circa la metà del XV secolo, quando venne sostituita dalla chiesa di San Giovanni Battista, che dal primo Quattrocento divenne parrocchiale autonoma svincolata dalla pieve di S. Stefano in Malcesine, mentre la chiesa di San Zeno de l'Oselet rimase un semplice oratorio, chiesa sussidiaria della neo-parrocchia di Brenzone. Ancora oggi è qualificata come chiesa sussidiaria della parrocchia di San Carlo Borromeo della Diocesi di Verona. È tuttora una chiesa consacrata e al suo interno vengono officiate delle messe in alcuni periodi dell'anno, in particolare durante la settimana di inizio novembre e nel giorno dei morti; inoltre si celebrano delle messe legate ad alcune festività del paese come, per esempio, il 10 luglio che ricorre la festa della Madonna della salute, legata all'epidemia di colera che ci fu in passato e in questa occasione viene portata in processione la statua della Madonna che per anni fu conservata all'interno della chiesa.

Questo santuario fu restaurato nel 1903 e fu realizzato un nuovo altare a cura della Commissione per la Conservazione dei monumenti. Un ulteriore e significativo intervento fu condotto nel 2009 e riportò la chiesa nuovamente a splendere. Si trattò di un organico intervento di restauro dell'intero edificio promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancora, la Fondazione Cariverona.

Documentazione storica La prima documentazione scritta che fa riferimento alla chiesa si trova nella bolla pontificia del 1159, inviata da Papa Adriano IV all'Arciprete di Malcesine, con la quale conferma alla ecclesia tutti i beni e diritti legittimamente posseduti, e tra questi menziona diverse chiese soggette tra cui questa di San Zeno e nel documento si possono leggere queste parole: “capella vero Sancti Zenonis de Brançone cum decimis et possessionibus suis”. Non è certo il contesto nel quale questo documento viene concesso, sono gli anni cruciali del contrasto fra Adriano IV e l'impero e del diploma per il comune di Brenzone; probabilmente l'arciprete aspirava ad ottenere delle garanzie in via previa, e temeva iniziative da parte dell'imperatore, che infatti accaddero di lì a qualche tempo. Da questa testimonianza ne deriva la conferma che già all'epoca esisteva un buon numero di chiese pertinenti ai piccoli insediamenti dell'alto Garda. Successivamente la chiesa di San Zeno de l'Oselet viene citata insieme al cimitero nelle disposizioni testamentarie di qualche benestante locale come nel 1423 da Domenico del fu Ognibene, nel 1427 da Antonio del fu Moreto e altri.

Un fatto importante che visse questa chiesa, fu la soppressione napoleonica tra il 1806 e il 1810. Nel 1806 infatti Napoleone soppresse gran parte degli oratori pubblici, determinando la chiusura anche dell'oratorio di S. Zeno in data 19 luglio e solamente nel 1810 l'oratorio ritornò nuovamente in attività.

Posizione geografica

La Chiesa di San Zeno de l'Oselet è situata vicino le rive del Lago di Garda, ai piedi del Monte Baldo, nel Comune di Brenzone sul Garda, più precisamente ad un chilometro circa dalla contrada di Castelletto di Brenzone sul Garda. La chiesa è facilmente raggiungibile in macchina in quanto si trova lungo la strada principale che costeggia il lago, la Gardesana, e a fianco ad essa passa anche una bella pista ciclabile di recente realizzazione, che permette quindi di raggiungerla anche in bicicletta. È collocata in un punto strategico e anche panoramico e subito visibile dalla strada per chi volesse farvi una sosta e visita culturale. Il primo impianto ecclesiastico venne realizzato in questo luogo dato che all'epoca si presentava come una zona che garantiva indubbi vantaggi funzionali, vista la vicinanza ad un corso d'acqua che scendeva dal Monte Baldo e alla sponda del Lago di Garda. La scelta di tale localizzazione sembra tuttavia principalmente riconducibile alla volontà di garantire la giusta visibilità e fruizione dell'edificio anche dall'esterno.

Descrizione

Esterno