.

Varianti Maschili: Grado Femminili: Grata

Origine e diffusione Deriva dal tardo latino Gratus (femminile Grata), soprannome e poi nome affettivo che ricalca l'omonimo aggettivo gratus ("gradito", "ben accetto", "caro", o "grato", "riconoscente").

L'uso in italiano moderno è scarso; negli anni 1970 si contavano meno di cinquecento occorrenze del nome, varianti incluse, accentrate nell'alto Piemonte per la forma base e nel Bergamasco per il femminile, riflesso del culto rispettivamente per il santo vescovo aostano e per la santa vedova bergamasca.

Onomastico L'onomastico si può festeggiare in memoria di più santi, alle date seguenti: 1º maggio, santa Grata, vedova di Bergamo 7 settembre, san Grato, vescovo di Aosta 8 ottobre, san Grato, vescovo di Chalon-sur-Saone 16 ottobre, san Grato, eremita a Capdenac e martire con sant'Assunto 19 ottobre, san Grato, vescovo di Oloron 5 dicembre, san Grato, martire a Tagura in Numidia sotto Diocleziano con altri dodici compagni

Persone

Grato, vescovo di Aosta Grato, vescovo di Cartagine Grato Albertolli, decoratore svizzero

Note

Bibliografia

Categoria:Prenomi di origine latina