La cognizione è il processo di acquisizione di conoscenze e comprensione attraverso il pensiero, i sensi e l'esperienza.:

Alcuni autori propongono una tripartizione dei fenomeni psichici in cognitivi, conitivi (o volitivi o motivazionali) ed emotivi, nella quale la cognizione si differenzia dalla conizione (o volizione) e dagli aspetti emotivi. Secondo il Dizionario di Psichiatria di Campbell, la cognizione si riferisce più specificamente agli aspetti percettivi e intellettivi delle funzioni mentali.

Una spiegazione più pratica descrive la cognizione come l'operazione di traduzione della realtà circostante in elementi significanti, distinguendo, poi, la cognizione dall'intelletto, ovvero un processo ulteriore che prevede l'utilizzo utilitaristico ed opportunistico del materiale significante acquisito. La cognizione comprende molti aspetti delle funzioni e dei processi intellettivi come: percezione, attenzione, formazione della conoscenza, memoria e memoria di lavoro, giudizio e valutazione, ragionamento e "calcolo", risoluzione di problemi e processo decisionale, comprensione e produzione del linguaggio.

Etimologia La parola cognizione deriva dal verbo latino cognosco (con 'con' + gnōscō 'sapere'), il quale a sua volta è affine al verbo greco antico gignόsko, "γιγνώσκω", che significa 'io so' (sostantivo: gnόsis, "γνώσις" = conoscenza).

Storia L'attenzione per i processi cognitivi risale a più di ventitré secoli fa, a partire da Aristotele e dal suo interesse per il funzionamento interno della mente e per come esso influenza l'esperienza umana. Aristotele si focalizzò sulle aree cognitive relative alla memoria, alla percezione, e alle immagini mentali. Il filosofo greco dette una grande importanza al garantire che i suoi studi fossero basati su evidenze empiriche, su informazioni scientifiche che venissero raccolte attraverso l'osservazione approfondita, e sulla sperimentazione cosciente. Secoli dopo, quando la psicologia diventò uno studio fiorente in Europa e guadagnò seguito in America, altri scienziati come Wilhelm Wundt, Hermann Ebbinghaus, Mary Whiton Calkins, e William James, per citarne alcuni, avrebbero offerto il loro contributo allo studio della cognizione.

Wilhelm Wundt (1832-1920) enfatizzò pesantemente la nozione di quella che lui chiamò introspezione; l'analisi dei sentimenti interni di un individuo da parte di sé stesso. Con l'introspezione, i soggetti dovevano essere accurati nel descrivere i loro sentimenti nella maniera più obiettiva possibile, in modo da permettere a Wundt di ricavarne informazioni scientifiche. Nonostante i contributi di Wundt non furono in nessun modo minimi, gli psicologi moderni trovano i suoi metodi piuttosto soggettivi e nelle sperimentazioni scelgono di contare su procedure più obiettive.

Hermann Ebbinghaus (1850-1909) condusse studi che esaminavano principalmente la funzione e le capacità della memoria umana. Ebbinghaus sviluppò un suo proprio esperimento nel quale costruì più di duemila sillabe di parole inesistenti. Egli successivamente esaminava la sua propria abilità personale nell'imparare queste sillabe. Scelse appositamente delle parole che non fossero l'opposto di parole reali per controllare l'influenza delle esperienze preesistenti in quello che le parole possono simboleggiare, esperienze che consentono una migliore memoria delle parole stesse. Ebbinghaus osservò e ipotizzò una serie di variabili che potevano aver influenzato la sua capacità di apprendere e di ricordare le "non-parole" da lui create. Una delle conclusioni a cui giunse è che il tempo intercorrente tra la presentazione degli stimoli è un fattore essenziale per il successo della memorizzazione. Il suo lavoro influenzò fortemente lo studio dell'effetto seriale e delle sue ripercussioni sulla memoria, discusso nelle sezioni successive.

Mary Whiton Calkins (1863-1930) fu un influente pioniere americano nel campo della psicologia. Anche il suo lavoro era focalizzato sulle capacità della memoria umana. Agli studi che ha condotto può essere associata una teoria comune, il Recency effect. Il recency effect (si veda anche Esperimenti) è la tendenza degli individui a ricordare con precisione gli elementi finali di una sequenza di stimoli. La teoria della Calkins è strettamente legata al già citato studio e alle conclusioni degli esperimenti sulla memoria condotti da Hermann Ebbinghaus.

William James (1842-1910) è un'altra figura cardine nella storia della scienza cognitiva. James era molto in disaccordo con l'enfasi di Wundt sull'introspezione e con l'uso di Ebbinghaus di stimoli senza senso. Egli scelse invece di concentrarsi sull'esperienza di apprendimento umano nella vita di tutti i giorni e sulla sua importanza per lo studio della cognizione. Un importante contributo di James fu il suo libro di testo Principi di psicologia che esamina preliminarmente molti aspetti della cognizione come la percezione, la memoria, il ragionamento, e l'attenzione per citarne alcuni.William James, Principi di psicologia, 1890, Società Editrice Libraria, Milano, 1901

Bernard Baars, psicologo cognitivo, nel 1988 ha formulato la teoria dello spazio d'azione globale GWT usando una metafora chiamata teatro di Baars. Secondo questa teoria la coscienza consiste nella disseminazione cerebrale ad ampio raggio dell'informazione preconscia o spazio di lavoro globale.Bernard Baars, 1988, A Cognitive Theory of Conscioussness, Cambridge University Press.

Stanislas Dehaene, neuroscienziato cognitivo, nel 2011 usando la risonanza magnetica funzionale ha riformulato il modello della Teoria di Baars in termini neuronali, costituito da neuroni piramidali situati nella corteccia cerebrale soprattutto in quella prefrontale (Spazio di lavoro neuronale globale).Stanislas Dehaene, Coscienza e cervello. Come i neuroni codificano il pensiero, 2014, Raffaello Cortina, Milano

Descrizione Il tipo di processi mentali descritti oggi come cognitivi è in gran parte influenzato da un paradigma di ricerca risalente probabilmente a Tommaso d'Aquino, che divise lo studio del comportamento in due grandi categorie: studio dei comportamenti cognitivi, che riguardano come conosciamo il mondo, e affettivi, che riguardano il modo in cui capiamo il mondo attraverso sentimenti ed emozioni. Tali descrizioni fanno già di per sé identificare come "cognitivi" processi quali la memoria, l'associazione, la formazione dei concetti, la pattern recognition, il linguaggio, l'attenzione, la percezione, l'azione, il problem solving e le immagini mentali.Sensation & Perception, 5ª ed. 1999, Coren, Ward & Enns, p. 9Cognitive Psychology, 5ª ed. 1999, Best, John B., p. 15-17

La cognizione o i processi cognitivi possono essere consci o inconsci e sono analizzati in modo diverso da diverse prospettive e in differenti contesti come la linguistica, anestesia, neurologia e psichiatria, psicologia, filosofia, antropologia, sistemica. Con l'emergere di campi di studio quale ad esempio l'intelligenza artificiale, si è esteso il concetto di cognizione, che viene dunque oggi studiato anche da campi come l'informatica.

Il concetto di cognizione è strettamente collegato ai concetti astratti di mente, ragionamento, percezione, intelligenza, apprendimento e molti altri ancora che descrivono le capacità della mente umana e le proprietà caratteristiche di intelligenza sintetica e dei gruppi collettivi che mostrano comportamento emergente.

In psicologia ed in intelligenza artificiale, il concetto di cognizione si utilizza parlando delle funzioni psichiche, dei processi mentali, e degli stati di entità intelligenti (esseri umani, organizzazioni umane, robot altamente autonomi), in particolare quando si ha lo studio di processi come la comprensione, l'inferenza, la capacità di prendere decisioni e l'apprendimento (vedi anche scienza cognitiva e cognitivismo).

Il termine "cognizione" è utilizzato anche in una delle branche della psicologia sociale, la social cognition, dove viene usato per spiegare gli atteggiamenti, l'attribuzione e la dinamica dei gruppi.Sternberg, R. J., & Sternberg, K. (2009). Cognitive psychology (6th Ed.). Belmont, CA: Wadsworth, Cengage Learning.

Psicologia La cognizione nella psicologia

In psicologia si intende con cognizione la visione delle funzioni psicologiche di un individuo secondo linformation processing, "l'elaborazione dei dati": con "cognitivo" si intende un processo (psichico/mentale) mediante il quale "un organismo acquisisce informazioni sull'ambiente e le elabora a livello di conoscenze in funzione del proprio comportamento"; le funzioni psicologiche "cognitive" comprendono quindi l'attenzione, la memoria, la produzione e la comprensione del linguaggio, l'apprendimento, il ragionamento, il problem solving e il processo decisionale.

Tradizionalmente, l'emozione non veniva pensata come un processo cognitivo. In tempi più recenti, invece, un largo settore della ricerca è attualmente in corso per esaminare la psicologia cognitiva dell'emozione.

La ricerca sulla cognizione comprende anche lo studio della consapevolezza delle proprie strategie e dei metodi della cognizione chiamati metacognizione e metamemoria.

La ricerca empirica sulla cognizione è solitamente sperimentale e quantitativa, e implica la creazione di modelli per descrivere o spiegare certi comportamenti.

Mentre in pochi negano che i processi cognitivi siano un insieme di funzioni del cervello, una teoria cognitiva non necessariamente fa riferimento al cervello o a processi biologici (cfr. funzioni neurocognitive). Essa può descrivere un comportamento puramente in termini di flusso di informazioni o di funzione. Campi di studio relativamente recenti come le scienze cognitive e la neuropsicologia hanno lo scopo di colmare questa lacuna, utilizzando paradigmi cognitivi per comprendere come il cervello attivi queste funzioni di elaborazione delle informazioni (si veda anche neuroscienze cognitive), o come i sistemi di elaborazione delle informazioni puri (ad esempio, computer) siano in grado di simulare la cognizione (si veda intelligenza artificiale). La branca della psicologia che studia lesioni cerebrali per dedurre la normale funzione cognitiva è chiamata neuropsicologia cognitiva. I collegamenti della cognizione con le richieste dell'evoluzione vengono studiati attraverso l'indagine della cognizione animale. E viceversa, le prospettive basate sull'evoluzione possono migliorare le ipotesi circa i sistemi funzionali cognitivi nella psicologia evoluzionista.

La scuola di pensiero teorica derivata dall'approccio cognitivo è spesso chiamata cognitivismo.

Il successo dell'approccio cognitivo può essere constatato dal suo dominio come modello di base della psicologia contemporanea (dominio usurpato al comportamentismo dalla fine degli anni cinquanta).

Processi cognitivi e società

Per ogni individuo, il contesto sociale in cui è incorporato fornisce i simboli per le sue rappresentazioni ed espressioni linguistiche. La società umana imposta l'ambiente in cui il neonato si socializzerà e svilupperà la sua cognizione.

Un esempio di processo cognitivo legato alla socializzazione è la percezione del viso, che nei neonati umani emerge all'età di due mesi: i bambini sviluppano il loro riconoscimento della società stando esposti a una molteplicità di facce e associando delle esperienze a queste facce.

L'acquisizione del linguaggio è un esempio di comportamento emergente dall'interazione con la società.

Nelle società ciò che ha il compito esplicito di sviluppare ciò che chiamiamo "cognizione" è il processo educativo.

Da una prospettiva largamente sistemica, la cognizione è considerata strettamente legata alle funzioni e ai vincoli dell'organizzazione sociale e umana.

Processi cognitivi e apprendimento