Il palazzo del Seminario dei Chierici è un edificio storico di Catania, di cui svolge la funzione di municipio: esso è situato sul lato sud della scenografica piazza del Duomo, ha accanto la Cattedrale di Sant'Agata e di fronte il Palazzo degli Elefanti, anch’esso svolgente la funzione di municipio. Al centro della piazza, fra i due palazzi, vi è anche la Fontana dell'Elefante.

Storia Dall’XI al XVI secolo l'area dell'attuale edificio era occupata, parzialmente, dalle strutture del primitivo palazzo del vescovo/abate benedettino, edificio eretto in prossimità del monastero dei canonici benedettini, nell’area compresa tra il muro meridionale della chiesa e la cinta muraria della città, contemporaneamente alla cattedrale..

Nel 1572, appena tre anni dopo dall'insediamento, il vescovo Antonio Faraone, sulla scia dei provvedimenti del predecessore, Nicola Maria Caracciolo, fa realizzare il Palazzo del Seminario dei Chierici. All'istituzione furono riservati alcuni ambienti, in precedenza occupati dai monaci canonici, e assegnate rendite sui proventi di alcuni beni..

A partire dal 1614 Bonaventura Secusio stabilì la sede del seminario nel palazzo attuale, che fronteggiava la Loggia Senatoria.. L'edificio, che comprendeva la Porta Uzeda, fu parzialmente realizzato sulle mura di Carlo V, nonostante il divieto esplicito di Giuseppe Lanza, duca di Camastra, plenipotenziario alla ricostruzione della città, poiché la Chiesa voleva garantirsi il controllo delle mura cittadine.

Il 29 maggio 1647. i tumulti di Catania, iniziati il 27, locale espressione della rivolta antispagnola,. provocarono danni alle strutture. Il patrimonio librario di Giovanni Battista de Grossis, professore dell'Università, attraverso il nipote Santoro Oliva, pervenne al Seminario..

Nel 1693 il palazzo fu totalmente distrutto dal terremoto del Val di Noto, per poi essere ricostruito sotto progetto dell’architetto Alonzo di Benedetto e ingrandito, nel 1757, da Francesco Battaglia.

Nel 1757 Salvatore Ventimiglia, principe di Belmonte e vicario generale a Palermo, dotò l'istituzione di eccellenti cattedre d'italiano, latino, greco, sacra eloquenza, algebra, teologia dogmatica e morale, filosofia, geometria e scienze naturali ,. e di una moderna stamperia..

Nella seconda metà del XIX secolo fu adibito anche a caserma militare, i seminaristi ne occupavano solo l'ala settentrionale. Nel 1866, l'architetto Mario Di Stefano, ampliò maggiormente la struttura realizzando il secondo piano.

A partire dal 1943, a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, i seminaristi lasciarono questa sede per stabilirsi presso il seminario estivo di San Giovanni la Punta e in seguito nell'attuale seminario, inaugurato il 15 agosto del 1951.

Dopo i danni causati dall'incendio del 1944 al palazzo degli Elefanti, lo stabile fu acquisito dal Comune, di cui è stato sede dal 1945 al 1953, ospitando gli uffici del sindaco, del Consiglio, degli assessori e del corpo dei vigili urbani. Dal balcone centrale si sono affacciati nel tempo molti personaggi storici illustri, tra i quali il cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet, nel 1888, per benedire la città e Benito Mussolini, nel 1937, quando parlò da esso alla cittadinanza, durante la sua visita a Catania.

Oggi è sede del Museo diocesano e degli uffici finanziari comunali.

Esterno Il prospetto è realizzato con inserti di bugnato, in pietra bianca d'Ispica, su un intonaco scuro realizzato con sabbia vulcanica. Notevoli i grandi finestroni della facciata, con timpano ad omega e le stupende mensole dei balconi del primo piano.

Note

Bibliografia

Voci correlate Museo diocesano (Catania) Cattedrale di Sant'Agata Arcidiocesi di Catania Fontana dell'Amenano Liceo classico statale Nicola Spedalieri

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