L'avvento della meritocrazia (The Rise of Meritocracy 1870-2033: An Essay on Education and Equality) è un romanzo sociologico distopico del sociologo inglese Michael Young pubblicato nel 1958.

Il protagonista del romanzo è un sociologo fittizio del 2033 che ripercorre le tappe che hanno condotto all'instaurazione della meritocrazia con le riforme implementate a partire dagli anni '70 dell'Ottocento dal Segretario di Stato per l'istruzione William Edward Forster (la carica britannica equivalente al Ministro dell'istruzione italiano) che rese obbligatoria l'istruzione. Nell'anno in cui scrive il protagonista fittizio, il Regno Unito è scosso da gravi disordini interni causati dal cosiddetto Movimento Populista retto da un'alleanza interclassista ovvero i dotati e gli stupidi (le due uniche classi presenti divise dai risultati ottenuti nei test del quoziente intellettivo).

Il romanzo è particolarmente noto per aver contribuito all'entrata in uso del termine "meritocrazia" sebbene fosse stato coniato nel 1956 dal sociologo delle relazioni industriali Alan Fox in un articolo uscito su una rivista "Socialist Commentary" allo scopo di mostrare la correlazione fra quattro indici di disuguaglianza (reddito, patrimonio, lavoro, educazione).

Essendo stato questo racconto il capostipite della riflessione sul termine "meritocrazia", è stato citato (e molto spesso frainteso come nel caso di Roger Abravanel) da molti degli autori che hanno discusso questo tema come Friedrich von Hayek e John Rawls su tutti.

Lo scopo dell'autore era quello di mettere in guardia la politica inglese dai rischi e dalle derive di una società sempre più managerializzata in cui l'unico criterio di distribuzione delle cariche è il merito.

Trama

Introduzione Nell'anno 2033, il Regno Unito è scosso da gravi disordini. Un sociologo analizza le rivolte partendo dalle radici storiche della meritocrazia (causa delle vigorose proteste) a partire dagli anni '70 del XIX secolo. In quell'anno il governo sarà in mano alla parte intelligente del popolo: un'élite selezionata secondo la capacità intellettuale e istruita secondo i meriti. I membri della classe dominante possiedono fondamenti di filosofia, scienza, amministrazione e sociologia ed hanno un quoziente intellettivo pari ad almeno 125 punti. Il supremo scopo del Paese è la crescita economica e le persone sono giudicate solo in base a quanto possono apportare a tale causa. Questa è l'intelligenza ed è ciò in base a cui gli uomini sono qui giudicati.

Parte Prima: L'avvento delle élite

Capitolo 1: Lo scontro delle forze sociali Il percorso che porta alla meritocrazia inizia negli anni 1870 in Inghilterra, con il Segretario di Stato per l'istruzione William Edward Forster che rese obbligatoria l'istruzione. Nello stesso periodo si aboliva il clientelismo facendo diventare regola l'entrata per concorso nella pubblica amministrazione. Fino a quel momento, infatti, il rango veniva assegnato per nascita piuttosto che per merito e la società rurale si fondava su una gerarchia affine a quella della famiglia. In questo contesto, l'ereditarietà era uno stimolo all'impegno e alla responsabilità ma con l'arrivo dell'industria, tale sistema agiva da freno all'efficienza. Nonostante ciò, il sistema ereditario è sopravvissuto a lungo perché, almeno in Inghilterra, non aveva mai avuto luogo un evento che ne azzerasse la società e le istituzioni. In particolare, resistettero a lungo il culto del passato e dell'aristocrazia che rappresentava l'archetipo del padre. Il protagonista riporta con una punta di sarcasmo lo scimmiottamento da parte dei dirigenti della figura del gentiluomo ancora negli anni '70 del XX secolo. Secondo il fittizio sociologo la famiglia e l'aristocrazia vanno di pari passo e sono fonti gemelle di inerzia. Nonostante la negatività percepita nei confronti della famiglia, al 2033 ancora non è stato trovato un sostituto adeguato a questo oggetto sociale poiché i figli necessitano di affetto costante da parte dei medesimi genitori per il loro pieno sviluppo biologico. La società deve dunque convivere tuttora con i difetti della famiglia ma impedire anche che il suo egoismo danneggi la società. Nonostante la costante influenza dell'aristocrazia e della famiglia, la meritocrazia è comunque riuscita a imporsi grazie alla competizione fra nazioni che ha reso la società inglese più vigorosa. In particolare, cita la guerra contro Hitler come stimolo all'innovazione e a un migliore utilizzo delle risorse umane in quanto essa avrebbe portato le persone alla consapevolezza del fatto che la società aveva un'enorme quantità di capacità non sfruttate. Per questo motivo, le quattro grandi riforme dell'istruzione, fa notare lo studioso, hanno avuto luogo alla fine di quattro guerre (la sopracitata riforma degli anni 1870 dopo la guerra di Crimea, quella del 1902 dopo la seconda guerra anglo-boera, quella del 1918 dopo la grande guerra e quella del 1944 verso la fine della seconda guerra mondiale). La resistenza al progresso veniva abbattuta anche ogni volta che si percepiva la minaccia commerciale e scientifica di altri paesi. Al progresso hanno contribuito anche i laburisti dando impulso a grandi imprese che incoraggiavano la promozione del merito e attaccavano ogni forma di influenza familiare e di ereditarietà. Inoltre, fecero approvare prima un'imposta di successione che veniva però facilmente elusa ma riuscirono a porre rimedio approvando un'imposta sul capitale. I laburisti furono importanti anche per il miglioramento del sistema scolastico attraverso l'innalzamento della qualità delle scuola elementare, la gratuità dell'istruzione secondaria e l'aumento di borse di studio disponibili per le università. Essi caldeggiavano l'uguaglianza di opportunità.

Capitolo 2: La minaccia della scuola per tutti Verso la metà del XX secolo, i laburisti fecero marcia indietro e iniziarono a interpretare l'uguaglianza in un modo diverso trascurando le differenze di capacità fra gli uomini e affermando che tutti dovevano frequentare le stesse scuole e ricevere la stessa educazione di base. Fino a quel momento, avevano portavano avanti il progresso (inteso come avanzamento per merito) di fronte alla leadership della casta superiore dei conservatori. Alla loro marcia indietro si contrappose un cambiamento di campo dei conservatori che con la meritocrazia si fecero portatori del progresso mentre i laburisti continuavano a insistere con l'egualitarismo. Erano affascinati dalle scuole comuni americane che però, secondo lo studioso, non potevano essere trapiantate nel Regno Unito in quanto oltreoceano esse erano state fondate allo scopo di evitare una deriva poliglotta. Inoltre, l'istruzione americana, è definita dal sociologo di basso di livello in quanto la sua funzione era di livellamento sociale. Un altro esempio portato dai laburisti erano le scuole sovietiche, all'interno delle quali, tutti i ragazzi frequentavano le stesse scuole medie dai 7 ai 17 anni senza selezioni né discriminazioni. C'erano però delle differenze che le rendevano migliore rispetto alle scuole americane (maggiore disciplina e fatica, insegnanti migliori e meglio pagati, minore quantità di materie facoltative) ma comunque inferiore rispetto a quelle britanniche a causa del rifiuto di separare gli studenti in base all'intelligenza. Le due superpotenze erano viste come efficienti, in realtà avevano semplicemente a disposizione molte risorse a differenza dell'Inghilterra. Inoltre, la competizione veniva accentuata successivamente. Negli anni '80 del XX secolo, il Regno Unito iniziò a vedere i frutti della riforma del 1944 e iniziò a superare le due superpotenze sulla produttività diventando la locomotiva della "rivoluzione intellettuale" del XX secolo dopo esserla stata della rivoluzione industriale a partire dal XVIII secolo. Fra gli anni '60 e '70, i laburisti toccarono il loro apice ed erano molto seguiti ma il loro movimento di protesta non ebbe successo perché la società inglese moderata non ha mai creduto all'eguaglianza, infatti, come si legge nel capitolo precedente, gli inglesi non hanno mai rinunciato all'aristocrazia e al guardare qualcuno in particolare con rispetto. Questa fu la causa del fallimento della scuola unica. In pratica, un'aristocrazia di nascita si era a poco a poco trasformata in un'aristocrazia di ingegno. Per sconfiggere l'opposizione se ne conquistarono i capi annettendone i figli intelligenti. Furono comunque create alcune scuole a indirizzo unico ma non fecero grossi danni perché nei sistemi gerarchici come quello britannico le istituzioni si modellano sull'immagine di quelle superiori e precedenti, quindi, in questo caso delle scuole classiche. Anch'esse in pratica discriminavano sulla base dell'intelligenza. Nonostante ciò, i genitori sceglievano comunque di mandare i figli alle classiche facendo fallire il progetto del Partito Laburista che però si giocò un'altra carta: l'allungamento della scuola elementare fino ai 14-15 anni. Un esperimento di questo tipo si tentò nella Contea del Leicestershire ma anche questo fallì perché riuscivano a funzionare da scale mobili e perché i ragazzi intelligenti andavano presi da piccoli per farli arrivare a livelli alti.

Capitolo 3: Le origini dell'istruzione moderna