La dinastia Yuan di Kublai Khan tentò nel 1293 d'invadere l'isola di Giava con una forza stimata in 20-. soldati come rappresaglia contro Kertanegara di Singhasari, rifiutatosi di rendere omaggio allo Yuan e reo di aver mutilato uno degli emissari del Khagan nel 1289. Si trattava in realtà d'una manovra volta a garantire il controllo Yuan sull'Arcipelago malese, uno degli snodi fondamentali della rete commerciale dell'Oceano Indiano e della rotta delle spezie.
Negli anni intercorsi tra l'oltraggio di Kertanegara agli ambasciatori Yuan e l'arrivo della spedizione mongola a Giava, il re era stato ucciso ed il regno di Singhasari assoggettato dal regno di Kediri, già suo vassallo. Il corpo di spedizione inviato da Kublai mosse pertanto contro Kediri che, dopo una feroce campagna, fu sottomessa. Gli Yuan furono allora traditi dal loro alleato, il neonato regno di Majapahit, retto da Raden Wijaya, già vassallo fedele di Kertanegara. L'invasione si concluse così con una sconfitta ed una precipitosa ritirata degli Yuan per opera del regno giavanese di Majapahit che, in capo a pochi anni, sarebbe divenuto la potenza dominante dell'Arcipelago.
Contesto
Un ormai vecchio Kublai Khan, quinto Khagan dell'impero mongolo (r. 1260-1294) e fondatore della dinastia Yuan (imperatore Shizu di Yuan, r. 1260-1294), aveva, nelle ultime due decadi del suo regno, inviato emissari in molti stati chiedendo che pagassero tributi e si sottomettessero alla Cina. Il primo emissario di Kublai giunse a Giava, nel regno di Singhasari, allora potenza dominante dell'arcipelago malese, uno degli snodi nevralgici della rete commerciale dell'Oceano Indiano e della rotta delle spezie, alla corte di Re Kertanegara (r. 1268-1292), nel 1280. Rientrò in Cina a mani vuote. Una seconda ambasciata fu inviata nel 1281 ma non ebbe miglior fortuna. Nel 1283, Kertanegara si schierò apertamente contro i mongoli, alleandosi con il regno vietnamita di Champa pressato dalle truppe del Khagan (v.si Invasioni mongole del Vietnam),. Nel 1289, dopo il fallimento della sua terza campagna contro il regno vietnamita di Dai Viet, Kublai inviò a Giava un nuovo emissario, il ministro Men-shi/Meng-qi (孟琪).
Men-shi non fu, per sua sfortuna, ben accolto da Kertanegara, che si risentì del suo messaggio e, per tutta risposta, gli marchiò la faccia con un ferro rovente, come si faceva con i ladri comuni, gli tagliò le orecchie e lo scacciò. Kublai fu scioccato della cosa ed ordinò una spedizione punitiva contro Kertanegara, definendolo "un barbaro", nel 1292. La campagna aveva anche altri obiettivi, poiché il Khagan riteneva che, sconfitto Singhasari, gli altri principati insulari si sarebbero sottomessi. garantendo agli Yuan il lucroso controllo delle rotte commerciali dell'Insulindia,. nel centro nevralgico della rotta delle spezie.
Secondo la , la cronaca ufficiale della dinastia mongolo-cinese redatta alla metà del XIV secolo, 20- uomini furono raccolti nelle province meridionali cinesi di Fujian, Jiangxi e Huguang, caricate su 500.- navi con provviste sufficienti per un anno... Gli ufficiali in comando erano il mongolo Shi-bi, lo iuguro Ike-mese, esperto di viaggi all'estero, e l'han Gao Xing..
Nel frattempo però, lo scacchiere politico dell'Arcipelago mutava. Sin dal 1275, Kertanegara s'era imbarcata in una costosa serie di campagne marinare, collettivamente note come Pamalayua, per eradicare i rimasugli dell'antico impero di Srivijaya da Giava e Bali ed assicurarsi il controllo dei traffici marittimi dell'Arcipelago malese a discapito dei pirati di Ceylon e dei mongoli. Con la sconfitta di Malayu Dharmasraya a Sumatra nel 1290, Singhasari si confermò nuova talassocrazia dominante dell'Arcipelago ma il successo fu di breve durata.. Da diversi anni infatti Kertanegara s'era privato d'una forte presenza militare domestica e, cogliendo l'opportunità, nel 1292, Jayakatwang, l'adipati (duca) di Kediri, uno stato vassallo di Singhasari, già regno indipendente nei secoli precedenti ma ormai decaduto,. si ribellò contro Kertanegara con il supporto di Banyak Wide (noto anche con il suo titolo Arya Wiraraja), già alleato di Kertanegara ma risentitosi della sua rimozione dal ruolo di ciambellano di Singhasari per essere inviato a Madura come governatore di Sumenep...
L'esercito di Kediri attaccò Singhasari da nord e da sud. Kertanegara notò solo l'invasione da nord e inviò suo genero, Nararya Sanggramawijaya (Raden Wijaya), verso nord per sconfiggere la ribellione. L'attacco a nord fu vanificato ma l'attacco a sud, portato da Kebo Mundarang, raggiunse e saccheggiò la capitale di Tumapel/Kutaraja,. presso l'attuale Malang. Jayakatwang usurpò allora il trono di Singhasari ed uccise Kertanegara durante la cerimonia sacra del Tantra mentre beveva vino di palma, ponendo così fine al regno di Singhasari e fondando il Secondo regno di Kediri o Regno Gelang-gelang.. La morte di Kertanegara e la caduta di Singhasari sono registrate nell'iscrizione di Gajah Mada nel mese di Jyesta nel 1214 Saka, interpretato come aprile-maggio o 18 maggio-15 giugno del 1292..
Dopo aver appreso della caduta di Singhasari, Raden Wijaya cercò di organizzare una resistenza ma fallì. Lui e tre suoi colleghi, Rangga Lawe, Sora e Nambi, andarono in esilio a Madura sotto la protezione del reggente Arya Wiraraja, che poi si schierò dalla parte di Jayakatwang. Raden Wijaya si sottomise pertanto a Kediri, mediato da Arya Wiraraja, e fu graziato da Jayakatwang, e gli fu permesso di stabilire un nuovo insediamento nel bosco di Tarik che fu, significativamente, chiamato Majapahit, cioè "frutto (maja) amaro (pahit)"..
Schieramenti Mongoli
La forza inviata dagli Yuan era composta da uomini al comando di Shi Bi, dalla guarnigione nella provincia del Fujian e soldati dalle province di Jiangxi, Fujian e Huguang.. Si trattava quindi, come tipico per le forze del maturo impero mongolo, di un'armata etnicamente eterogenea, composta cioè non da soli mongoli. A riprova di ciò, è importante osservare che le forze di cavalleria (fiore all'occhiello della tradizione militare mongola la cui spina dorsale erano gli arcieri a cavallo) erano composte anche da soldati di etnia non-mongola.. L'equipaggiamento personale durante la spedizione non è stato esplicitamente registrato. Se fosse stato simile a quello usato durante l'invasione mongola del Giappone, i soldati avrebbero indossato elmi d'acciaio leggero e armature di pelle. Le armi sarebbero state picche, asce da battaglia, archi, razzi e granate lanciate da catapulte (). La menzionava anche la presenza di cannoni (). Dal resoconto del viaggiatore marocchino Ibn Battuta (1304-1369), le navi cinesi trasportavano anche artiglieria lancia nafta..
Il tipo di navi utilizzate nella campagna non è menzionato nella ma le giunche cinesi standard ante-1500 erano legni di circa .. Worcester stima che le giunche più grandi utilizzate dalla dinastia Yuan fossero al traverso e oltre di lunghezza. Usando il rapporto tra il numero di navi e il totale dei soldati, ogni nave poteva trasportare al massimo 30-31 uomini.. David Bade stima invece una capacità di 20-50 uomini per nave.
Giavanesi La registra una forza giavanese d'oltre uomini, numero oggi valutato come errato o volutamente esagerato. Le stime moderne collocano le forze giavanesi all'incirca alla stessa dimensione dell'esercito Yuan, cioè 20- uomini...Secondo il Kidung Harsawijaya, durante l'attacco a Singhasari, le truppe di Daha che hanno attaccato da sud contavano uomini; mentre le truppe del nord non erano specificate. Anche le truppe Singhasari che attaccarono Malayu e successivamente si schierarono con Wijaya prima della fondazione dell'insediamento di Majapahit erano . Ciò indica un numero probabile di ; senza contare il numero di quelli uccisi durante la caduta di Singhasari e la spedizione di Pamalayu e il numero di nuove truppe arrivate da Madura sotto Arya Wiraraja - . Le forze militari in varie parti del sud-est asiatico erano leggermente corazzate. Come era comune nel sud-est asiatico, la maggior parte delle forze giavanesi erano composte da coscritti guidati dai nobili della casta guerriera. Il coscritto era solitamente a torso nudo con indosso un sarong e armato di lancia, spada corta o arco e frecce. La fanteria professionista, non coscritta, indossava un'armatura a scaglie chiamata siping-siping, forse fatta d'ottone. Il soldato d'alto rango indossava una corazza di metallo chiamata kawaca..
La marina giavanese, invece, era molto più avanzata di quella cinese, in ragione della secolare tradizione nautica delle culture dell'arcipelago. Le giunche giavanesi, i djong misuravano più di di lunghezza, erano in grado di trasportare 600-1000 uominiViaggiando dall'India alla Cina nel 1322, Odorico da Pordenone riferì di aver navigato su di una giunca (zuncum) che trasportava 700 persone, tra equipaggio e mercanti - . ed erano costruite con assi più spesse, capaci di rendere inutile il tiro dell'artiglieria nemica.. Il Kidung Panji Wijayakrama-Rangga Lawe (compilato intorno al 1344) menziona la presenza di un djong a nove ponti (jong sasangawangunan) impiegato contro i mongoli. Rassomigliava ad un vulcano a causa delle sue decorazioni scintillanti e tremolanti di nuvole temporalesche e le sue vele erano dipinte di rosso. Trasportava 1000 persone equipaggiate con gandiwa (arco), bedil (artiglieria), scudi, towok (giavellotto), kanta (scudo lungo) e baju rantai (cotta di maglia).
Invasione L'ordine di sottomettere Giava fu emesso dal Khagan nel marzo 1292.. Le forze Yuan partirono dal porto meridionale di Zayton (attuale Quanzhou), tradizionale scalo delle navi malesi (nonché di bastimenti provenienti da oltre 50 stati!) in Cina dai tempi della dinastia Tang (618-907) e principale centro di smercio delle spezie nel Celeste impero, viaggiarono lungo la costa vietnamita, allora spartita tra il Dai Viet della dinastia Trần (Vietnam del Nord) e il regno di Champa (Vietnam del Sud), entrambi ormai tributari di Kublai. I piccoli stati della Malesia e di Sumatra inviarono prontamente doni e messaggeri all'armata, sottomettendosi, ed i comandanti Yuan lasciarono ivi i darughachi, gli ufficiali esattori/governatori la cui presenza dimostrava l'inserimento del paese nell'orbita politica mongolica. È noto che le forze Yuan si fermarono a Ko Lan, in Thailandia, per pianificare la strategia d'invasione. Il 22 gennaio 1293,Le date sono prese dagli studi di e . Ike-mese partì per primo per «portare l'ordine dell'Imperatore a Giava». La flotta principale salpò quindi per l'arcipelago Karimunjawa e da lì proseguì per Tuban, sull'isola di Giava. Come riportato nel Kidung Panji Wijayakrama, probabilmente l'armata saccheggiò la città costiera di Tuban e i villaggi limitrofi.. I comandanti decisero poi di dividere l'armata in due corpi: il primo procedette nell'entroterra mentre il secondo procedette via mare. Shi Bi navigò fino all'estuario di Sedayu e da lì raggiunse un piccolo fiume chiamato Kali Mas, un affluente del Brantas. Le truppe di terra guidate da Gao Xing e Ike-mese, forti di cavalleria e fanteria, andarono a Du-Bing-Zu. I tre comandanti navigarono su barche veloci da Sedayu al ponte galleggiante di Majapahit e poi si unirono alle truppe principali sulla strada per il fiume Kali Mas...
Quando l'esercito Yuan arrivò a Giava, Raden Wijaya inviò un legato da Madura e informò gli stranieri che Kertanegara era stato ucciso in un colpo di stato e che l'usurpatore Jayakatwang governava al suo posto.. Wijaya si alleò con gli Yuan contro Jayakatwang e diede loro una mappa del paese di Kalang/Gelang-gelang (Kediri). Secondo la , Wijaya aveva già attaccato Jayakatwang senza successo non appena saputo dell'arrivo della flotta Yuan, dopodiché chiese il loro aiuto. In cambio, i generali di Kublai chiesero la sua sottomissione al Khagan e lui accettò:.. promise un tributo che includeva due principesse se i mongoli fossero riusciti a distruggere Kediri..