La Ford Escort è un'autovettura di classe media prodotta in 4 serie dalla casa automobilistica statunitense Ford tra il 1968 e il 2000.
La denominazione fu utilizzata, a partire dal 1981, anche per un modello destinato al mercato statunitense che, tuttavia, non aveva nulla in comune con le "Escort" europee.
Prima serie (1968-1975)
La prima serie della Ford Escort, nota anche come "Escort MK1", fu presentata nel gennaio 1968 al Salone dell'automobile di Bruxelles; fu prodotta negli stabilimenti britannici del gruppo Ford e, successivamente, dapprima in quelli belgi poi in quelli tedeschi per i mercati con guida a sinistra, e si caratterizzava per una linea abbastanza morbida, di vaga ispirazione americana. Oltre all'Europa, questa vettura era commercializzata anche in altre parti del mondo, definendosi una World car.
La vettura riprendeva il nome della versione familiare della Ford Anglia precedente a quella che andava a sostituire, chiamata Escort 100E e prodotta dal 1955 al 1961.
Disponibile inizialmente nella versione berlina 2 porte, la nuova "Escort" puntava sull'affidabilità della semplice ma robusta meccanica: un buon motore a 4 cilindri con albero a camme laterale e distribuzione ad aste e bilancieri con trazione posteriore, una solida sospensione posteriore ad assale rigido con balestre a foglia (davanti c'erano le ruote indipendenti MacPherson) e un classico cambio manuale a 4 marce. Completava il quadro un impianto frenante a tamburi sulle quattro ruote.
All'esordio la Escort era disponibile con un motore di 1098 cm³ (53 CV SAE) o con un 1298 cm³ da76 CV SAE e 3 allestimenti: De Luxe, Super (1098 cm³) e GT (1298 cm³), al prezzo, sul nostro mercato, rispettivamente, di 887000 lire, 942000, e 1080000, IGE del 4% esclusa, con la dotazione della versione più potente comprendente i freni a disco anteriori. Era disponibile anche una versione TWIN CAM, mossa praticamente dallo stesso 1558 cm³ della Cortina Lotus, con 115 CV e 185 km/h, proposta a 2500000 Lire. Il modello era però "difficile", per i consumi elevati e la necessità di continue, complesse messe a punto, in mancanza delle quali la macchina perdeva gran parte del suo "fuoco in più", come scrisse la stampa specializzata, mettendosi ad andare come una macchina normale, conservando però la sete di benzina ed olio, e, in breve, uscì dal listino alla chetichella. Pochi mesi dopo il lancio arrivò anche una versione familiare a 3 porte, col solo motore 1100, sia in versione "De Luxe", sia Super.
All'inizio del 1969 fu introdotta la "Escort 1.3 De Luxe" (berlina e giardinetta), con motore 1298 cm³ da 59 CV. Verso la fine dell'anno arrivarono sia un motore da 940 cm³ (44CV) sia le versioni a 4 porte. In quel periodo vennero anche ribattezzati molti modelli, come "Base","L" ,"XL". Alla fine del 1971 la GT ebbe 10CV in più, come sulla neonata versione Sport. Nell'autunno 1972 la Ford italiana introdusse l'allestimento opzionale "Superprestazioni",che aumentava la potenza del motore 1100 della berlina tanto da poter dichiarare una velocità massima di 147 chilometri orari contro i 132 originari, senza problemi di affidabilità, vista la tranquillità delle prestazioni della versione di serie.
Ford Escort RS1600 Nel 1970 uscì la "RS1600" (berlina solo 2 porte), con motore bialbero di 1601 cm³ da 110 CV, destinata a una clientela sportiva. Fu il primo modello Ford caratterizzato dalla sigla RS (da Rallye Sport), che in seguito caratterizzò vari altri modelli. La storia dei modelli RS sul sito Ford .
Per soddisfare un'utenza più vasta, nel 1971 fu introdotta la più tranquilla ed economica "Mexico" (solo berlina 2 porte), con un motore monoalbero da 86 CV, 4 cilindri di 1601 cm³, e, nel 1972, fu la volta della RS 2000, con motore 1993 cm³ da 100CV.
Le "1300 GT" prima e le "RS 1600" poi fecero da base alle versioni impiegate con successo (due titoli mondiali) nel World Rally Championship. La produzione della "Escort Mk1" cessò nel 1975 con la nuova Ford Escort RS1800.
Seconda serie (1975-1980)
Nel 1975 esordì la "Escort Mk2", ovvero la seconda serie.
La "Escort 2", uscita nel gennaio 1975 e sviluppata principalmente a Colonia dalla Ford Germania (la "Mk1", invece, era stata concepita dalla filiale Ford inglese), conservava interamente la solida meccanica della serie precedente, abbinandola però a una carrozzeria completamente nuova (almeno per le berline). Fu proprio l'estetica la parte più controversa della vettura. Si presentava con linee tese e squadrate (secondo la moda), e una coda fortemente discendente, quasi una fastback (in realtà l'impostazione era a tre volumi, con bagagliaio separato dall'abitacolo, senza portellone), e lasciò perplessi.
Abbastanza singolare anche lo stile della Station Wagon (sempre a 3 porte), presentata contemporaneamente alle berline: la parte anteriore fino alla portiera e gli interni erano aggiornati alla nuova serie, mentre tutta la parte posteriore conservava inalterate le lamiere della precedente "Mk1", dando vita a un corpo vettura ibrido (squadrata davanti, tonda dietro).
La gamma delle versioni disponibili della Ford Escort "Mk2" all'atto del suo esordio ufficiale (1975) era molto più articolata rispetto a quella della precedente versione, poiché essa era disponibile in tre varianti (2 porte, 4 porte e Station wagon 3 porte), 6 allestimenti (base, L, GL, Ghia, Sport e RS) e 5 motorizzazioni (da 940 a 2000 cm³).
Proprio l'ampiezza dell'offerta, unita alla tradizionale fama di robustezza e affidabilità, costituì una delle carte vincenti del modello, anche se con prestazioni modeste in rapporto alla cilindrata e con una tenuta di strada scarsa sul bagnato. Questa caratteristica, dovuta alla trazione posteriore e al retrotreno a ponte rigido, comune anche alla "mk1", era resa più evidente dall'arrivo sul mercato di concorrenti a trazione anteriore e retrotreno a ruote indipendenti (Fiat 128, Renault 14, Alfa Romeo Alfasud, Austin Allegro) o interconnesse (Volkswagen Golf), che avevano un comportamento migliore.
I motori erano gli stessi della serie precedente: i 4 cilindri con albero a camme laterale di 940 cm³ da 44 CV, 1098 cm³ da 50 CV, 1298 da 57 CV o 70 CV e un 1598 da 73 CV oppure 86 CV, rivisti per migliorarne elasticità e coppia motrice. Il motore di 940 cm³ fu tolto di produzione nel 1976, dopo l'arrivo sul mercato della Ford Fiesta.
La gamma italiana della "Escort 2", meno estesa di quella disponibile per altri Paesi, sia per motivi fiscali, sia per il minor gradimento delle versioni a 2 porte non sportive, comprendeva: Escort base (denominata anche "Special") (con paraurti verniciati di nero opaco, fari anteriori circolari, assenza di cromature e finiture spartane), disponibile con motori di 940 cm³ o 1098 cm³ e carrozzeria a 2 e 4 porte.
Escort L (in più, rispetto alla base, aveva paraurti cromati e interni meglio rifiniti), disponibile con motori 940 cm³ e 1098 cm³ e carrozzeria a 2 e 4 porte. Escort GL (in più, rispetto alla L aveva, paraurti con protezioni in gomma, profilo lucido laterale, cerchi specifici, fari anteriori quadrati e interni ancora più curati), disponibile con motori 1100 e 1300 e carrozzeria a 4 porte. Escort Ghia (in più, rispetto alla GL, aveva cornici cromate ai finestrini, tetto rivestito in vinile, profilo lucido laterale più spesso e interni più raffinati, con pavimento in moquette, sedili in velluto e inserti in legno sulla plancia) disponibile con motori 1300 (da 60 CV) e 1600 (da 73 CV) e carrozzeria a 4 porte. Escort Sport (con interni sportivi, specchietti laterali neri, paraurti neri divisi in due parti, fendinebbia, cerchi sportivi e strip laterali adesive nere, oppure color oro, per es. nelle vetture rosse metallizzate), disponibile con motori 1300 da 70 CV o 1600 da 86 CV e carrozzeria solo 2 porte. Escort Wagon, con allestimento della berlina base e motore 1100. Escort Wagon GL con allestimento della berlina GL e motori 1100 o 1300 (60 CV).
Pochi mesi dopo l'esordio fu presentata la versione "RS 1800", con motore bialbero di 1834 cm³ e 115 CV. Questa versione fece da base per quella impiegata nel mondiale rally.
Restyling 1977 Nel 1977 un leggero restyling (fari quadrati per tutte le versioni, escluse le "Sport", nuova mascherina con marchio "Ford" nell'ovale blu, modifiche di dettaglio agli interni) interessò l'intera gamma, da cui sparì l'allestimento base per la berlina (rimase per la Wagon). Furono introdotte anche le varianti "1.3 L" (berlina 2 e 4 porte) e "Wagon 1.1 L", e fu lanciata la "RS 2000", equipaggiata con un bialbero DOHC di 1993 cm³ da 130 CV. Basata sulla "RS 1800", la "RS 2000" aveva un frontale più pronunciato e dotato di 4 fari circolari e paraurti neri integrati. La "RS 2000" fece da base per la versione che, impiegata nel Campionato Mondiale Rally, vinse il titolo nel 1979. La "Mk2" uscì di produzione nel 1980.
Terza serie (1980-1990)
Nel 1980 venne lanciata sul mercato la 3ª serie della Ford Escort.
Si trattava, questa volta, di un modello completamente nuovo e rivoluzionato sia nella meccanica sia nell'estetica, al punto che, con le serie precedenti, condivideva solo il nome. Originariamente, però, non doveva condividere neanche quello: era previsto che si chiamasse "Erika". La Ford non utilizzò poi per la produzione di serie questo nome, visto che era stato già registrato da un altro costruttore, ma lo usò come nome della piattaforma di costruzione. Nel 1980, la vettura vinse il premio Volante d'Oro in Germania e nel 1981 la Escort terza serie si aggiudicò il premio Auto dell'anno.
La trazione passò alle ruote anteriori, per la terza volta nella storia della Ford europea, dopo la più piccola delle Taunus tedesche(12M/15M), proposta tra il 1962 e il 1970 e la Fiesta, introdotta nel 1976; il cambio era a 4 o 5 rapporti, i motori, con albero a camme laterale ad aste e bilancieri (il ), e con albero a camme in testa (il 1 297 cm³ e il ) vennero montati trasversalmente, mentre il retrotreno prendeva la geometria a ruote indipendenti. Esteticamente la "Mk3" presentava una nuova, originale e riuscita linea a due volumi e mezzo (uno dei primi esempi di applicazione di questo tipo di carrozzeria) con portellone posteriore. Era disponibile sia nella versione a 3 porte sia in quella a 5 porte. Pochi mesi dopo l'esordio della berlina venne lanciata la Station Wagon, questa volta con carrozzeria a 3 e 5 porte. La versione a tre volumi, introdotta nel 1983, venne venduta come un modello a parte, la Ford Orion e, in molti mercati mondiali, è stata sostituita dalla Ford Laser e dalla Ford Escort nord americana. Inoltre, dall'83 incominciò la commercializzazione della Escort Mk3 in Sud America, dove venne prodotta fino al 1992 (fino al 1994 in Argentina).
Le nuove Escort potevano contare, sul mercato italiano, inizialmente, su 3 propulsori: OHC a benzina (1117 cm³ da 55 CV), e CVH, ovvero Compound Valve Hemisferical (1297 cm³ da 69 CV e 1597 cm³ da 79 CV); per il mercato tedesco, anche il motore 1117 era del tipo CVH, sempre con 55 CV. Quattro gli allestimenti (base, L, GL, Ghia) e 3 tipi di carrozzeria. La gamma italiana comprendeva:
Escort Base (allestimento interno semplificato e abbigliamento esterno più spoglio), nelle versioni a 3 o 5 porte col solo motore 1100. Escort L (con allestimento più curato rispetto alla base, cerchi differenti), nelle versioni 3 e 5 porte, con motori 1100 o 1300. Escort GL (riconoscibile per l'allestimento più ricco rispetto alla L) con motori 1100 e 1300. Escort Ghia (con interni lussuosi, cornici lucide ai finestrini più spesse, contorni cromati attorno ai fari e cerchi specifici) con motori 1300 o 1600. Escort Wagon (con allestimento base e motore 1100) Escort Wagon L (con allestimento L e motore 1100 o 1300) Escort Wagon GL (con allestimento GL e motore 1300) Escort XR3 (con motore 1600 aspirato a carburatore) Escort RS 1600i (motore 1600 aspirato ad iniezione) Escort RS Turbo (motore 1600 turbo ad iniezione)