Ex ufficiale di marina mercantile, è stato diverse volte ministro dei trasporti tra il 1991 e il 2000 e poi sindaco di Bucarest (2000-2004).
Nel 2001 è diventato presidente del Partito Democratico, succedendo a Petre Roman. Ha successivamente condiviso con Theodor Stolojan la presidenza della coalizione elettorale Alleanza Giustizia e Verità, costituita nel 2003 da PD e Partito Nazionale Liberale. In seguito al ritiro di Stolojan dalla campagna elettorale del 2004, è stato indicato quale candidato della coalizione alla presidenza della Romania.
È stato nominato presidente della Romania per un primo mandato in seguito alla vittoria al ballottaggio delle elezioni presidenziali del 2004 contro il candidato del centro-sinistra, Adrian Năstase. È stato confermato alle elezioni presidenziali del 2009, quando ha superato Mircea Geoană (PSD). È rimasto in carica per dieci anni, fatta esclusione di due brevi sospensioni temporanee, scaturite dai tentativi del parlamento di revocarlo dalla funzione per presunte violazioni della Costituzione. Entrambi i referendum popolari organizzati nel 2007 e nel 2012 ne hanno sancito il ritorno in ufficio.
Nel corso della sua presidenza, il 1º gennaio 2007, la Romania ha aderito all'Unione europea. Il suo mandato è stato caratterizzato dall'impegno per la lotta alla corruzione e dall'introduzione di misure per combattere le conseguenze della Grande recessione. Secondo diversi storici e politologi, da presidente ha promosso politiche populiste.
Al termine del mandato da capo di Stato nel 2015 si è iscritto al Partito del Movimento Popolare, di cui è stato a capo fino al 2018.
Eletto senatore nel 2016, ha rinunciato al seggio nel 2019 per rivestire la funzione di europarlamentare.
Nel 2019 il CNSAS lo ha deferito alla giustizia in quanto collaboratore della Securitate. Nel 2022 l'Alta corte di cassazione ha emesso la sentenza definitiva, che ha confermato il parere del CNSAS.
Biografia Famiglia e formazione Il padre Dumitru (1925-2002) era originario del villaggio di Podu Hagiului, nel comune di Gorban (distretto di Iași). Di professione operaio, fu selezionato dal Partito Comunista Rumeno per la scuola militare. Si diplomò nel 1949 presso la scuola ufficiali di Sibiu dove, secondo Sergiu Nicolaescu, fu collega dei futuri generali Victor Stănculescu e Vasile Milea. Al termine degli studi fu assegnato al 18º Reggimento carri di Basarabi (oggi Murfatlar), località in cui conobbe la moglie Elena (1929-2010), ragazza cresciuta in una famiglia modesta insieme ad altri otto fratelli. La coppia ebbe due figli, Traian (nato nel 1951) e Mircea (1953).
Per via di una promozione del padre, nel 1957 la famiglia si trasferì a Iași. Qui Traian frequentò le scuole primarie e il primo anno di ginnasio al Collegio Nazionale Costache Negruzzi. In seguito ad un nuovo cambio di posizione di Dumitru, nel 1963 i Băsescu si spostarono a Bacău. Traian, quindi, studiò alla Scuola Numero 5 (oggi chiamata Scuola Generale "Alexandru cel Bun") e al liceo "Lucrețiu Pătrășcanu" (oggi Collegio Nazionale "Gheorghe Vrănceanu"), in cui conseguì il diploma liceale nel 1971.
Traian Băsescu si laureò nel 1976 alla facoltà di navigazione commerciale dell'Accademia navale Mircea cel Bătrân di Costanza..
Nel 1995 seguì un corso di gestione dell'industria del trasporto marittimo organizzato dall'Accademia reale navale norvegese.
Carriera nella marina mercantile Dopo l'università fu ufficiale di marina per la flotta di Stato, la NAVROM con sede a Costanza. Nel 1981 assunse il grado di comandante e, in tale veste, guidò le navi "Argeș", "Crișana" e, dal 1984, l'ammiraglia della marina mercantile rumena, la "Biruința".
Il 10 settembre 1981, al comando della petroliera "Argeș", fu protagonista di un incidente che provocò l'incendio di trentasette imbarcazioni nel porto di Rouen, a partire da un rogo scoppiato a bordo della sua nave e per il quale le autorità francesi aprirono un'inchiesta, che fu chiusa senza l'avvio di procedimenti.
Nel 1987 divenne capo della rappresentanza NAVROM presso il porto di Anversa.
Nel 1989 fece ritorno in patria, rivestendo il ruolo di direttore generale dell'ispettorato di Stato per la navigazione civile in seno al ministero dei trasporti, che mantenne fino al 1990, anno in cui entrò in politica..
Primi incarichi politici Si iscrisse al Partito Comunista Rumeno nel 1979. Dopo la caduta del regime dichiarò di aver fatto parte del partito solo per poter fare carriera in marina. In seguito alla rivoluzione romena del 1989 entrò nel Fronte di Salvezza Nazionale (FSN) di Ion Iliescu.
Fra il 28 giugno 1990 e il 30 aprile 1991 fu sottosegretario di Stato del ministero dei trasporti, incaricato della conduzione del dipartimento per il trasporto navale, nel quadro del governo Roman II. Fu nominato ministro dei trasporti in seguito al rimpasto del 30 aprile 1991 e fu confermato anche nel successivo governo Stolojan, il cui mandato si esaurì nel novembre 1992.
Dopo la scissione del FSN dell'aprile 1992, rimase fedele alla corrente dell'ex premier Petre Roman, che premeva per un accentuato riformismo in politica economica in contrapposizione alla fazione del presidente della Romania Ion Iliescu. In occasione del congresso che sancì la ridenominazione del partito in Partito Democratico (PD) del 28 e 29 maggio 1993, Băsescu ne fu nominato vicepresidente, posizione che riuscì a mantenere fino al 2001.
Nell'ottobre 1992 fu eletto deputato nella circoscrizione del distretto di Vaslui. Nel corso della legislatura 1992-1996 fu vicepresidente della commissione industria e servizi della camera dei deputati.
Nell'aprile 1996 si dimise dalla camera e rinunciò all'immunità parlamentare per mettersi a disposizione della procura, che aveva aperto un'indagine nei suoi confronti. Băsescu era accusato, nel periodo in cui era stato ministro dei trasporti, di aver avallato la cessione di varie navi della marina rumena a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato e considerati svantaggiosi per lo Stato.
Ritorno al ministero dei trasporti Nel 1996 fu coordinatore della campagna di Petre Roman alle elezioni presidenziali. Il candidato del PD arrivò terzo, mentre il partito formò una coalizione di governo con la Convenzione Democratica Romena (CDR). Băsescu fu rieletto alla camera dei deputati, in cui dal 1996 al 2000 partecipò alla commissione per l'industria, e fu nominato ministro dei trasporti del governo Ciorbea.
L'alleanza di governo fu costantemente scossa da tensioni interne alla maggioranza. Il 19 dicembre 1997, nel corso di un'intervista concessa al giornalista Claudiu SăftoiuSăftoiu fu poi consigliere presidenziale di Băsescu fra il dicembre 2004 e l'ottobre 2006. e pubblicata da Evenimentul zilei, Băsescu accusò apertamente il premier d'indecisione, d'incapacità nella gestione del processo di privatizzazione e di un insufficiente coordinamento delle sedute di governo. Al culmine della disputa con Victor Ciorbea il 29 dicembre Băsescu si dimise dal ruolo.. Il PD prese le difese del suo ministro e il 14 gennaio 1998 si rivolse ai partner di coalizione, chiedendo la nomina di un nuovo premier.. Persa la maggioranza per via dell'opposizione del PD, Ciorbea rassegnò le proprie dimissioni nel mese di marzo. Băsescu rientrò al ministero dei trasporti in seguito all'insediamento del governo Vasile nell'aprile 1998.
Nel corso del mandato di ministro istituì una speciale tassa per il rifacimento delle strade statali e riorganizzò la compagnia ferroviaria nazionale, la CFR, suddividendola in varie società in base al settore di competenza..
Sindaco di Bucarest Il 3 marzo 2000 il Consiglio nazionale di coordinamento del PD lo confermò alla vicepresidenza del partito, con l'incarico di gestire le politiche governative..
Nel giugno del 2000 si candidò a sindaco di Bucarest alle elezioni locali. Nonostante il dominio del PDSR nella capitale rumena (il partito di Iliescu vinse in tutti i settori), al ballottaggio Băsescu riuscì a rimontare uno svantaggio di quasi 20 punti subito al primo turno contro Sorin Oprescu. Vinse con il 50,7% dei voti contro il 49,3% dell'avversario.. L'elettorato vide in Băsescu la figura di un amministratore caparbio e risoluto e ignorò il suo ruolo di protagonista di contrasti in seno al governo. Il 26 giugno lasciò i posti in parlamento e governo, in quel momento guidato dal primo ministro Mugur Isărescu.
Il 2 agosto 2000 fu nominato dai vertici del PD nuovo presidente ad interim della filiale del partito a Bucarest, succedendo al dimissionario Nicolae Stăiculescu. Fu poi sostituito nel maggio 2001 da Vasile Blaga.
Da sindaco si batté per la sterilizzazione e l'eutanasia dei cani randagi che affollavano le strade della capitale e per l'abbattimento dei chioschi e di altre strutture che occupavano abusivamente il suolo pubblico. Nel 2001, anno di apogeo di una controversa campagna di lotta al randagismo, furono catturati 51.000 animali, dei quali 48.000 furono soppressi. Tra le altre iniziative realizzò la linea del tram 41 e sostenne la costruzione del ponte "Basarab", che fu eretto tra il 2006 e il 2011. Divenuto presidente del PD nel maggio del 2001, nel corso del mandato di primo cittadino si costruì un'immagine pubblica come di un sindaco combattivo e avversato dai componenti del consiglio comunale, in cui non aveva la maggioranza.
Fu rieletto anche nel 2004, al termine di una campagna in cui presentava lo slogan «O tutto o niente» («Totul sau nimic»). Ricorrendo ad un linguaggio diretto e popolare, veicolò un messaggio di lotta a un presunto sistema di corruzione patrocinato dal partito di governo, il Partito Social Democratico (PSD), che ne bloccava le iniziative. Si trattò di una campagna basata più sull'esaltazione della propria immagine, che sulle realizzazioni concrete da amministratore. Al voto del 6 giugno 2004 fu eletto al primo turno con il 55%, mentre il rappresentante del PSD, Mircea Geoană, non andò oltre il 30%.
Presidente del Partito Democratico
Nel 2000 fu nuovamente coordinatore della campagna elettorale di Petre Roman alle presidenziali del 26 novembre. Questi arrivò sesto, mentre alle contemporanee parlamentari il PD ottenne meno del 6%.
In vista dell'indizione di una convenzione nazionale straordinaria, il 9 febbraio 2001 Băsescu annunciò la propria candidatura alla presidenza del partito. La direzione convocò la convenzione nazionale per il 18 e 19 maggio 2001, come desiderato da Băsescu, mentre non assecondò l'idea di Roman di celebrarla in settembre.. Băsescu presentò il programma «Romania forte - Romania socialdemocratica» («România puternică - România social-democrată»). Il sindaco di Bucarest sconfisse il presidente uscente Roman con 653 voti a 304.
Il cambio di leadership significò per il PD un mutamento radicale della propria immagine, con il successo dello stile diretto e risolutivo di Băsescu, contro la sobrietà e l'elitismo di Roman. Da capo del partito promosse una politica di duro conflitto con il PSD, mentre nel 2003 favorì la nascita di un'alleanza con un altro gruppo d'opposizione, il Partito Nazionale Liberale (PNL) di Theodor Stolojan. La coalizione prese il nome di Alleanza Giustizia e Verità (DA). Alle elezioni locali del 2004 DA presentò candidature congiunte solamente a Bucarest (dove Băsescu ottenne la rielezione a sindaco) e Cluj-Napoca, mentre la collaborazione fu estesa a livello nazionale per le parlamentari e presidenziali dell'autunno 2004.
Sotto l'influenza di Băsescu dal punto di vista ideologico il partito si orientò dalla socialdemocrazia alla dottrina popolare, tanto che nel 2005 il PD lasciò il Partito del Socialismo Europeo e l'Internazionale socialista per aderire al Partito Popolare Europeo. Al di là del riposizionamento ideologico, dopo il 2004 il PD fu soprattutto un partito pragmatico ed espressione della politica presidenziale di Băsescu..